Valori di Riferimento Glicemia Alta: Cause, Sintomi e Gestione

La glicemia è quel valore che misura la presenza di glucosio nel sangue ed è solitamente il primo esame che viene prescritto se si sospetta di diabete. Il glucosio è uno zucchero semplice, principale fonte di energia per le cellule del nostro organismo ed è anche quella a più rapido assorbimento. Risulta molto importante per le attività cerebrali e rappresenta una riserva energetica importante. Lo introduciamo nel nostro corpo tramite l’alimentazione e viene regolato nel sangue dall’insulina, ormone prodotto dal pancreas.

Durante la giornata oscillazioni che vanno dai 60 ad 140 mg/dl sono considerate normali. Si viene così a creare un fine meccanismo di controllo dei livelli glicemici, che diminuiscono nel digiuno prolungato (ipoglicemia) ed aumentano dopo un pasto abbondante (iperglicemia). Nelle situazioni opposte, cioè quando il glucosio ematico scarseggia (ipoglicemia), l'organismo interviene in maniera diametralmente opposta, riducendo la secrezione di insulina ed aumentando quella degli ormoni iperglicemizzanti, come il glucagone ed i glucocorticoidi.

Se l’insulina subisce delle alterazioni a livello quantitativo e/o funzionale che impedisce lo svolgimento della sua attività, la nostra capacità di impiegare il glucosio viene meno e si inizia a parlare di malattia diabetica.

Perché si Misura la Glicemia?

L’esame della glicemia viene solitamente richiesto per:

  • Controllare lo stato di salute di una persona diabetica;
  • Verificare un sospetto di diabete (in particolare se si presentano i sintomi di una iperglicemia o ipoglicemia);
  • Durante lo stato di gravidanza per sincerarsi che non vi sia presenza di diabete gestazionale;
  • Verificare l’assenza della malattia in soggetti con un profilo ad alto rischio di sviluppo della malattia (obesi, familiarità genetica, età superiore ai 45 anni, … ).

Valori Normali della Glicemia

La glicemia in un soggetto sano a digiuno dovrebbe essere compreso tra 70 e 99 mg/dL. La glicemia è alta quando a digiuno supera il valore di 100 mg/dL: parliamo in questo caso di iperglicemia. Un valore che non supera 126 mg/dL a digiuno può essere un forte indice di prediabete; un valore superiore a 126 mg/dL a digiuno è, nella maggioranza dei casi, un sintomo di malattia diabetica. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl.

In un momento qualsiasi della giornata un valore di glicemia che supera i 200 mg/dL è considerato segno di diabete.

Glicemia Bassa

Se il glucosio nel sangue è basso parliamo di ipoglicemia. Il valore di riferimento di una glicemia bassa è inferiore a 70 mg/dL a digiuno.

La glicemia bassa è un indice importante del mal funzionamento del pancreas. Sintomi tipici sono: Vertigini; Sensazione di svenimento; Sudorazione; Palpitazioni; Senso di fame; Stato confusionale; Vista offuscata.

Esame del Sangue per la Glicemia

La glicemia va misurata a digiuno e senza aver fatto cambiamenti al proprio stile di vita e alla propria dieta nei giorni precedenti l’esame. Generalmente la glicemia è accompagnata da altri valori, quali l’emoglobina glicata e l’insulina, per avere un quadro completo su una possibile malattia diabetica.

Glicemia Alta: Cause e Fattori di Rischio

La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard. I livelli di glucosio nel sangue si misurano a 8 ore dall’ultimo pasto e vanno dai 70 ai 100 mg/dl: se questi valori aumentano il paziente ha sviluppato un’iperglicemia.

La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci.

Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio. La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati.

Esclusi i casi in cui viene diagnosticato il diabete, esistono diverse altre condizioni che portano all’iperglicemia. La ridotta tolleranza ai carboidrati (glicemia > 200mg/dl due ore dopo carico orale di glucosio 75g).

Fattori che Influenzano la Glicemia

  • Produzione insufficiente di insulina
  • Resistenza all'insulina
  • Dieta ricca di carboidrati e zuccheri
  • Inattività fisica
  • Stress cronico
  • Alcuni farmaci (es. cortisonici)

Sintomi della Glicemia Alta

I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. Altri sintomi comuni in condizioni di iperglicemia sono la perdita di peso (quando la condizione cronicizza), l'annebbiamento della vista, la facile affaticabilità, la nausea ed il vomito, la sonnolenza, l'arrossamento e la disidratazione cutanea, la xerostomia (scarsa ed alterata secrezione salivare), l'alito acetonemico (odore di frutta matura) e le infezioni da candida. Quest'ultimo sintomo è dovuto alla perdita di glucosio con le urine (glicosuria), che favorisce la colonizzazione batterica delle vie urinarie.

In caso di iperglicemia grave il soggetto può avvertire sintomi quali: Bisogno frequente di urinare (pollachiuria); Aumento della diuresi (poliuria); Avere tanta sete (polidipsia); Stanchezza e malessere; Sudorazione e tremore; Mal di testa.

Riconoscere i sintomi di questa condizione è cruciale per una diagnosi tempestiva e un intervento adeguato. Se manifesti questi sintomi e pensi di soffrire di Glicemia Alta, è consigliato effettuare un esame del sangue per verificare i valori della tua Glicemia.

Gestione e Trattamento dell'Iperglicemia

In presenza di diabete o glicemia alta per effetto di altre condizioni, seguire una dieta equilibrata è di fondamentale importanza. I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione. Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati. Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. E i carboidrati? Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione).

È importante ribadire che chi ha il diabete deve seguire i consigli e le terapie proposte degli specialisti diabetologi di riferimento, ma ci sono una serie di accortezze quotidiane che possono aiutare a contenere i fattori di rischio e diminuire il livello di glicemia nel sangue. Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica.

Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine. Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress. Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.

Nel diabetico in terapia ipoglicemizzante, l'iperglicemia deriva molto spesso dall'insufficiente somministrazione di insulina o di farmaci ipoglicemizzanti. I cortisonici, mimando l'azione del cortisolo, aumentano le concentrazioni sieriche di glucosio al pari dell'epinefrina (adrenalina). ridurre bruscamente il livello di attività fisica o consumare un pasto ricco di carboidrati contribuisce, soprattutto nel paziente diabetico, ad elevare significativamente i livelli glicemici.

Strategie di Gestione

  • Dieta Equilibrata: consumare cibi con un basso indice glicemico e controllare le porzioni può aiutare a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
  • Attività Fisica Regolare: l’esercizio fisico regolare è fondamentale per migliorare la sensibilità all’insulina e mantenere una Glicemia equilibrata.
  • Controllo del Peso: mantenere un peso corporeo sano è cruciale per la gestione della Glicemia. Perdere peso può spesso migliorare la sensibilità all’insulina, oltre che a contribuire alla prevenzione di molte patologie.
  • Idratazione: il mantenersi adeguatamente idratati permette infatti di ridurre il valore di zuccheri nel sangue, oltre che a garantire una corretta funzionalità renale.

Alimenti Consigliati e da Evitare

Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.

In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce.

Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti.

Tabella Riepilogativa dei Valori Glicemici

Condizione Valore Glicemico a Digiuno (mg/dL) Valore Glicemico 2 ore dopo i Pasti (mg/dL)
Normale 70-99 Inferiore a 140
Prediabete 100-125 140-199
Diabete Superiore a 126 Superiore a 200

La Glicemia Alta al Mattino

Una condizione ricorrente è l’iperglicemia a digiuno (glicemia elevata al risveglio), anche in persone che hanno valori normali durante il giorno.

Fenomeni Associati alla Glicemia Alta al Mattino

  1. Effetto Alba (Dawn Phenomenon): È un fenomeno fisiologico per cui, al mattino, il corpo rilascia ormoni contro-insulari (come cortisolo, adrenalina e glucagone) per prepararsi al risveglio.
  2. Resistenza Insulinica: Tuttavia, i target possono variare in base all’età, alla durata del diabete, alla presenza di complicanze e alla terapia in corso.

L’iperglicemia può essere dovuta all’assunzione di insufficienti unità di insulina. In questo caso la causa dell’insufficienza insulinica sarà da attribuirsi a quest’ultima iniezione. Spesso per contrastare un’ipoglicemia notturna, si cade nell’errore di assumere troppi zuccheri. Una dose eccessiva assunta durante la notte, può quindi essere la causa dell’iperglicemia mattutina. Se l’insulina assunta la sera, invece di assicurare una copertura di 12 ore dura semplicemente 8-10 ore (quindi fino a notte inoltrata) il risultato sarà un’iperglicemia alla mattina. In questo caso, il fabbisogno insulinico aumenta, ma la quantità di insulina iniettata alla sera non basta a coprire le ore notturne fino al risveglio.

Complicazioni a Lungo Termine dell'Iperglicemia

L’iperglicemia è l’elemento caratteristico del diabete mellito: in questo caso l’iperglicemia deve essere adeguatamente trattata, perché, se non si ripristinano i valori normali, il paziente può sviluppare complicanze croniche al sistema cardiovascolare, a quello nervoso, ai reni e agli occhi.

Il Diabete, come spiegato poc’anzi, inizia a mostrare i primi sintomi in modo subdolo, poco riconoscibile, per questo spesso viene diagnosticato tardivamente. È pertanto fondamentale che i soggetti a rischio (familiarità per diabete, obesi, sedentari, con pregresso diabete gestazionale), si sottopongano a un controllo periodico annuale della glicemia, tramite prelievo ematico.

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