Il colesterolo è un grasso presente nel sangue che viene prodotto per circa l’80% dal nostro organismo, mentre per il 20% viene introdotto tramite il cibo. Il colesterolo appartiene alla famiglia dei lipidi o grassi; è una delle componenti della membrana delle cellule ed è presente nel sangue e in tutti i tessuti. È coinvolto in processi fondamentali come la sintesi di ormoni.
Il colesterolo si divide in buono (HDL) e cattivo (LDL) e quando quest'ultimo raggiunge valori troppo elevati, a causa di una predisposizione ereditaria a produrne troppo oppure perché si consumano quantità eccessive di alimenti ricchi di grassi saturi, può depositarsi sotto forma di placche sulle pareti dei vasi sanguigni. Quando si parla di “colesterolo buono e cattivo” si fa riferimento a due parametri ematici del cosiddetto profilo lipidico molto importanti per la salute e il benessere. Un suo eccesso, però, è pericoloso: alti livelli di colesterolo, infatti, rappresentano un fattore di rischio per svariate patologie cardiovascolari.
Ai suoi valori è infatti legata la probabilità teorica di subire una malattia correlata all'aterosclerosi, come l'angina pectoris, l'infarto miocardico, l'ictus o la claudicatio intermittens. Le malattie di cui abbiamo fatto cenno, nell'insieme, rappresentano la principale causa di morte nel nostro paese e nel resto del mondo industrializzato; la loro eziopatogenesi è quindi oggetto di intense attività di ricerca.
Con l’avanzare dell’età, il corpo tende a produrre più colesterolo, rendendo le persone di 65 anni e oltre più a rischio di ipercolesterolemia. Secondo i dati raccolti tra il 2008 e il 2012 dal Progetto cuore dell’Istituto Superiore di Sanità, circa un terzo degli italiani tra i 35 e i 79 anni soffre di ipercolesterolemia ma non ne è consapevole (33,5% degli uomini e 32,7% delle donne). I rischi che questa condizione comporta, soprattutto quando non è monitorata e adeguatamente trattata, sono numerosi.
Fattori che Influenzano i Livelli di Colesterolo
Diversi fattori possono influenzare i livelli di colesterolo nel corpo. Questi includono la dieta, l’attività fisica, il peso, l’età e il sesso. Specifichiamo che i fattori ambientali giocano un ruolo importante in tutti i casi di ipercolesterolemia LDL, a prescindere da quanto impattanti siano la componente genetica e quella ambientale.
Consumare alimenti ricchi di grassi saturi e trans può aumentare il colesterolo "cattivo" LDL, mentre l’assunzione di grassi insaturi può aumentare il colesterolo "buono" HDL. L’esercizio fisico regolare può anche aiutare a ridurre il colesterolo LDL e aumentare l’HDL. Inoltre, l’obesità è associata a livelli più elevati di colesterolo LDL e a livelli più bassi di HDL.
- Dieta: Ridurre al minimo i grassi saturi (inclusi gli idrogenati) e sostituirli con grassi insaturi, sia monoinsaturi (acido oleico omega-9) che polinsaturi a prevalenza di omega-3 e acido alfa-linolenico (omega-6); attenzione, invece, all'acido arachidonico (un altro omega-6, ma ad azione pro-infiammatoria).
- Esercizio fisico: Almeno 30 minuti di attività fisica al giorno. Anche la camminata va benissimo.
- Peso: In caso di sovrappeso, o comunque di cattivo rapporto tra massa magra e massa grassa, è importantissimo dimagrire riconquistando il normopeso.
Valori Normali del Colesterolo
Un tempo, in ambito clinico, l'attenzione si focalizzava soprattutto sui valori di colesterolo totale, mentre oggi - a tal proposito - viene data maggiore importanza al colesterolo HDL e al suo rapporto con la frazione LDL. Attualmente si è stabilito che esistono delle linee guida di massima che aiutano gli specialisti ad analizzare i referti, ma si è giunti alla conclusione che non esistono dei valori ottimali validi per tutti.
Secondo l’American Heart Association, i livelli di colesterolo totale dovrebbero essere inferiori a 200 mg/dL, i livelli di LDL dovrebbero essere inferiori a 100 mg/dL, e i livelli di HDL dovrebbero essere di 60 mg/dL o superiori. Tuttavia, queste raccomandazioni possono variare a seconda delle condizioni di salute individuali e del rischio di malattie cardiache.
I valori normali del colesterolo totale sono compresi invece tra 120 - 220 mg/100 ml. Nelle persone adulte si considera normale un valore inferiore ai 200 mg/dl di sangue.
Ecco una tabella riassuntiva dei valori di riferimento:
| Tipo di Colesterolo | Valore Ottimale |
|---|---|
| Colesterolo Totale | Inferiore a 200 mg/dL |
| Colesterolo LDL (cattivo) | Inferiore a 100 mg/dL |
| Colesterolo HDL (buono) | 60 mg/dL o superiore |
Rischi del Colesterolo Alto
Livelli elevati di colesterolo, in particolare il colesterolo LDL, possono aumentare il rischio di malattie cardiache e ictus. Il colesterolo può accumularsi nelle arterie, formando placche che possono restringere o bloccare il flusso di sangue. Questo può portare a angina, attacco cardiaco o ictus. Inoltre, l’ipercolesterolemia può portare a malattie del fegato e della cistifellea.
Come Mantenere i Livelli di Colesterolo Sotto Controllo
Per mantenere i livelli di colesterolo sotto controllo, è importante seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi insaturi. È anche importante limitare l’assunzione di grassi saturi e trans, colesterolo, sale e zuccheri aggiunti. L’attività fisica regolare può anche aiutare a ridurre il colesterolo LDL e aumentare l’HDL. Inoltre, è importante evitare il fumo e limitare l’assunzione di alcol.
In sintesi, ecco alcuni consigli utili:
- Seguire una dieta sana ed equilibrata
- Praticare attività fisica regolarmente
- Mantenere un peso sano
- Evitare il fumo
- Limitare l’assunzione di alcol
Altri Parametri Clinici Importanti
Trigliceridi, glicemia, omocisteina e markers dell'infiammazione (come la proteina C reattiva ed il TNF-alfa) hanno assunto un importante significato nell'intento di definire il rischio cardiovascolare in un'ottica globale. Questi parametri clinici, comunque - anche se considerati nel loro insieme - rappresentano soltanto uno dei tanti fattori predisponenti alle malattie cardiovascolari, che sono favorite anche da ipertensione, diabete mellito, fumo di sigaretta, obesità (soprattutto quella androide), familiarità per tali patologie e inattività fisica.
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