Troponina Alta: Cause, Sintomi e Cosa Significa

La troponina è una proteina cruciale per la contrazione muscolare, in particolare nel muscolo cardiaco. Quando il cuore subisce un danno, come durante un infarto miocardico, la troponina viene rilasciata nel flusso sanguigno. Pertanto, la misurazione dei livelli di troponina nel sangue è un esame diagnostico fondamentale per individuare lesioni cardiache. Si parla quindi di troponina alta quando le concentrazioni ematiche superano i valori di riferimento.

Cos'è la Troponina?

La troponina è una proteina fondamentale per la contrazione muscolare e si trova in due forme principali nel cuore: troponina I e troponina T. La troponina è un complesso di tre proteine (troponina I, troponina T e troponina C) che regolano la contrazione muscolare.

Nel muscolo cardiaco, la troponina cardiaca (cTn) è specifica e altamente sensibile. Questo significa che la sua presenza nel sangue è un indicatore affidabile di danno cardiaco. Esistono due tipi principali di troponina cardiaca misurati negli esami del sangue: la troponina I (cTnI) e la troponina T (cTnT). La cTnT è presente anche, seppur in minima parte, nel muscolo scheletrico, ma le metodiche di misurazione moderne sono capaci di distinguere la troponina cardiaca da quella scheletrica.

Le troponine sono classificate in tre subunità molecolari: TnC (Troponina C), TnT (Troponina T) e TnI (Troponina I). La troponina C si lega agli ioni calcio. La troponina T si lega alla tropomiosina. Mentre la troponina TnC è espressa sia dal muscolo cardiaco che da quello scheletrico, la TnI e la TnT sono troponine cardiache specifiche del cuore.

Sia il muscolo cardiaco che quello scheletrico esprimono troponina C, mentre la troponina T e I sono generalmente ritenute specifiche per il cuore (anche se alcuni Autori hanno recentemente messo in dubbio l’assunto).

A Cosa Serve l'Esame della Troponina?

L'esame della troponina è utilizzato principalmente per:

  • Diagnosticare un infarto miocardico acuto (IMA): Un aumento significativo dei livelli di troponina, soprattutto se accompagnato da sintomi come dolore toracico, è un forte indicatore di infarto. Essendo un test ad alta specificità per l’infarto del miocardio, le analisi della troponina è il primo esame che viene effettuato in pronto soccorso ad un paziente con sospetto di infarto.
  • Valutare il danno cardiaco: L'esame può rilevare danni al cuore causati da altre condizioni, come miocarditi (infiammazioni del muscolo cardiaco), pericarditi (infiammazioni del pericardio), insufficienza cardiaca o traumi.
  • Monitorare la salute cardiaca: In pazienti con preesistenti malattie cardiache, l'esame può essere utilizzato per monitorare la progressione della malattia o la risposta al trattamento.
  • Stratificare il rischio: In pazienti con angina instabile (dolore toracico a riposo), i livelli di troponina possono aiutare a valutare il rischio di futuri eventi cardiaci. Il test della troponina permette, inoltre, di valutare un eventuale peggioramento dell'angina pectoris (sindrome clinica dovuta a episodi di ischemia miocardica transitoria e caratterizzata da dolore toracico accessuale).

Come Viene Eseguito l'Esame della Troponina?

L'esame della troponina è un semplice prelievo di sangue venoso, solitamente effettuato dal braccio. Non è necessario essere a digiuno. Il campione di sangue viene inviato al laboratorio per l'analisi. In caso di sospetto infarto, l'esame viene ripetuto a intervalli di alcune ore (ad esempio, ogni 3-6 ore) per monitorare l'evoluzione dei livelli di troponina. Il dosaggio viene effettuato più volte, nell'immediato (come primo esame al pronto soccorso) e nelle ore successive dall'insorgenza delle manifestazioni.

Il dosaggio della troponina viene effettuato su un campione di sangue, prelevato da una vena del braccio. Generalmente, non è richiesta alcuna preparazione da parte del paziente. Il parametro viene misurato 2-3 volte in un lasso di tempo che va dalle 12 alle 16 ore dall'insorgenza del dolore toracico o degli altri sintomi associati a un attacco cardiaco.

L'esame si esegue prelevando un campione di 5 ml di sangue in una provetta contenente gel polimerico con silice micronizzata.

Valori Normali della Troponina

I valori normali della troponina possono variare leggermente a seconda del laboratorio e del metodo di misurazione utilizzato. Tuttavia, in generale, si considera normale un valore di troponina al di sotto del 99° percentile della popolazione di riferimento. Questo significa che solo l'1% della popolazione sana ha livelli di troponina superiori a questo valore. I valori specifici di riferimento sono riportati nel referto dell'esame. È importante consultare il proprio medico per interpretare correttamente i risultati.

Nello specifico, i valori di riferimento più comuni sono:

  • Troponina I (cTnI): Inferiore a 0.04 ng/mL (nanogrammi per millilitro)
  • Troponina T (cTnT): Inferiore a 0.01 ng/mL

È importante sottolineare che anche valori leggermente superiori al limite superiore di riferimento possono essere significativi e richiedere ulteriori indagini. Valori di troponina inferiore al range cut-off del laboratorio di analisi sono considerati fisiologici. Il valore plasmatico di troponina cardiaca nei soggetti normali è pressoché uguale a zero.

Valori normali di troponina in una serie di misurazioni successive, distanziate da qualche ora, sono indicative dell'improbabilità di una sofferenza cardiaca. Ciò permette di escludere che i disturbi manifestati dal paziente possano essere attribuiti a eventi patologici correlati al cuore. Pertanto, le cause devono essere ricercate altrove, con ulteriori accertamenti diagnostici.

Troponina Alta: Cosa Significa?

Un valore elevato di troponina indica che c'è stato un danno al muscolo cardiaco. L'entità dell'aumento della troponina è generalmente correlata alla gravità del danno. Tuttavia, è importante ricordare che un aumento della troponina non significa necessariamente che si è avuto un infarto. Esistono diverse altre condizioni che possono causare un aumento dei livelli di troponina. Livelli ematici alti di troponina sono, generalmente, il principale indicatore di un danno a carico del miocardio.

Cause di Troponina Alta

Le cause di troponina alta possono essere suddivise in cause cardiache e cause non cardiache.

Cause Cardiache:

  • Infarto miocardico acuto (IMA): La causa più comune di troponina alta. L'infarto si verifica quando un'arteria coronaria si ostruisce, interrompendo il flusso di sangue al cuore e causando la morte delle cellule cardiache. In caso di infarto miocardico, la Troponina T (una delle tre subunità che compongono la troponina) inizia ad aumentare nel siero dopo poche ore, raggiunge valori massimi verso la diciottesima ora dall'insorgenza del dolore e rimane elevata fino a circa 14 giorni. Quando il paziente ha subìto un infarto, le concentrazioni di TnI e TnT (troponine cardio-specifiche) aumentano entro 3-4 ore dal danno e possono rimanere alte per 10-14 giorni.
  • Angina instabile: Una forma di angina (dolore toracico) in cui il flusso di sangue al cuore è ridotto, ma non completamente bloccato. Può causare un aumento della troponina, anche se in misura minore rispetto all'infarto.
  • Miocardite: Infiammazione del muscolo cardiaco, spesso causata da infezioni virali, batteriche o fungine. L’infiammazione del miocardio o miocardite è una delle condizioni patologiche che possono determinare un aumento dei livelli di troponina come abbiamo visto.
  • Pericardite: Infiammazione del pericardio, la membrana che avvolge il cuore.
  • Insufficienza cardiaca: Una condizione in cui il cuore non è in grado di pompare sangue a sufficienza per soddisfare le esigenze dell'organismo.
  • Cardiomiopatie: Malattie del muscolo cardiaco che possono causare ingrossamento, ispessimento o rigidità del cuore.
  • Aritmie cardiache: Ritmi cardiaci irregolari che possono danneggiare il cuore.
  • Interventi chirurgici cardiaci: Interventi come l'angioplastica coronarica o il bypass aorto-coronarico possono causare un aumento transitorio della troponina.
  • Ablazione transcatetere: Procedura utilizzata per trattare le aritmie cardiache.
  • Contusioni cardiache: Lesioni al cuore causate da traumi al torace.
  • Tachicardia severa.
  • Interventi di cardiochirurgia.

Cause Non Cardiache:

  • Insufficienza renale cronica: I pazienti con insufficienza renale cronica spesso hanno livelli di troponina cronicamente elevati, anche in assenza di danno cardiaco. Questo è dovuto alla ridotta capacità dei reni di eliminare la troponina dal sangue.
  • Sepsis: Infezione generalizzata del sangue che può danneggiare diversi organi, compreso il cuore.
  • Embolia polmonare: Un coagulo di sangue che si blocca in un'arteria polmonare, causando stress al cuore.
  • Ipertensione polmonare: Pressione alta nelle arterie polmonari, che può sovraccaricare il cuore destro.
  • Malattie polmonari croniche: Condizioni come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) possono causare stress al cuore e aumentare i livelli di troponina.
  • Ictus: Un ictus può causare un aumento della troponina, anche in assenza di danno cardiaco diretto.
  • Emorragie subaracnoidee: Sanguinamento nello spazio tra il cervello e le membrane che lo rivestono.
  • Chemioterapia: Alcuni farmaci chemioterapici possono danneggiare il cuore.
  • Esercizio fisico intenso: In rari casi, un esercizio fisico molto intenso può causare un aumento transitorio della troponina. Anche uno sforzo fisico particolarmente intenso, come quello a cui si sottopongono i maratoneti o i triatleti, può accompagnarsi a un rialzo significativo delle troponine cardiache nel siero. Poiché le due troponine sono markers molto sensibili, il loro rialzo è suscettibile anche a sforzi fisici intensi soprattutto in soggetti molto muscolosi.
  • Ustioni gravi: Le ustioni gravi possono causare uno stress significativo all'organismo, compreso il cuore.
  • Rabdomiolisi: Rottura delle cellule muscolari scheletriche, che può rilasciare troponina nel sangue.
  • Amiloidosi: Una malattia in cui proteine anomale si depositano negli organi, compreso il cuore.
  • Ipertiroidismo: Eccessiva attività della ghiandola tiroidea.
  • Ipotermia: Abbassamento della temperatura corporea.
  • Avvelenamento da monossido di carbonio: Il monossido di carbonio può danneggiare il cuore.
  • Vasospasmo coronarico: Spasmo temporaneo di un'arteria coronaria, che può ridurre il flusso di sangue al cuore.
  • Tachicardia sopraventricolare: Un tipo di aritmia cardiaca caratterizzata da una frequenza cardiaca molto elevata.
  • Sindrome di Takotsubo (cardiomiopatia da stress): Una condizione temporanea che imita un infarto, spesso scatenata da stress emotivo o fisico intenso.
  • Traumi.

Va detto comunque che molte di queste condizioni hanno ripercussioni importanti anche a livello cardiaco, il che giustifica il rialzo di markers così sensibili e specifici.

Cosa Fare in Caso di Troponina Alta?

Se i risultati dell'esame del sangue mostrano un livello elevato di troponina, è essenziale consultare immediatamente un medico. Il medico valuterà la storia clinica del paziente, eseguirà un esame fisico e richiederà ulteriori esami diagnostici, come un elettrocardiogramma (ECG) e un ecocardiogramma, per determinare la causa dell'aumento della troponina. Il trattamento dipenderà dalla causa sottostante. In caso di infarto, il trattamento può includere farmaci per sciogliere i coaguli di sangue (trombolitici), angioplastica coronarica o bypass aorto-coronarico. In caso di altre condizioni, il trattamento sarà mirato alla specifica causa.

L’incremento dei livelli di troponina avviene nelle prime tre o quattro ore di distanza dal danno. Un qualsiasi insulto a carico del miocardio determina un rilascio in circolo della troponina, a prescindere dalla causa specifica che lo ha causato. Durante un infarto miocardico i valori delle troponine tendono ad alzarsi nel giro di qualche ora dall’evento, raggiungendo il picco entro 24-48 ore e mantenendosi ad un livello elevato per oltre 10 giorni. Le evidenze scientifiche dimostrano che, a prescindere dalla patologia principale di cui soffrono, i pazienti con valori elevati di troponina sono maggiormente a rischio di eventi cardiaci maggiori ed altri possibili esiti sia nel breve che nel lungo termine.

Poiché la troponina elevata è un marcatore di danno miocardico, l’unico modo per ridurne i livelli è agire sulla causa sottostante. In caso di infarto acuto, è necessario intervenire rapidamente con terapia farmacologica (antiaggreganti, anticoagulanti, nitrati), angioplastica o altri interventi di rivascolarizzazione. Nei casi di miocardite, embolia polmonare o insufficienza cardiaca, il trattamento sarà mirato alla gestione della patologia primaria.

Troponina Bassa: Esiste? Ha un Significato Clinico?

Tecnicamente, non si parla di "troponina bassa". La troponina è una proteina che, in condizioni normali, è presente in quantità minime o assenti nel sangue. L'obiettivo dell'esame è rilevare la presenza di troponina, non la sua "bassa" concentrazione. Un risultato "normale" dell'esame indica semplicemente che i livelli di troponina sono al di sotto della soglia di rilevazione, il che significa che non c'è un danno cardiaco significativo in atto. Tuttavia, è importante ricordare che in alcune situazioni, come nelle prime fasi di un infarto, i livelli di troponina potrebbero non essere ancora elevati. Per questo motivo, l'esame viene spesso ripetuto a intervalli di tempo per monitorare l'evoluzione dei livelli di troponina.

Il riscontro di un basso livello di troponine cardiache indica l'improbabile infarto e/o danno al cuore.

Considerazioni Importanti

  • L'interpretazione dei livelli di troponina deve sempre essere effettuata da un medico, tenendo conto della storia clinica del paziente, dei sintomi e dei risultati di altri esami.
  • Un singolo valore elevato di troponina non è sufficiente per diagnosticare un infarto. È necessario valutare l'andamento dei livelli di troponina nel tempo.
  • Esistono test della troponina "ad alta sensibilità" (high-sensitivity troponin assays) che sono in grado di rilevare concentrazioni molto basse di troponina. Le troponine cardiache sono isoforme specifiche del cuore e, normalmente, sono presenti nel sangue in quantità molto piccole. Le troponine cardiache sono particolari isoforme presenti esclusivamente nei miociti cardiaci. TnI (Troponina I). Di queste, solo la TnI e la TnT sono isoforme specifiche per i cardiomiociti e vengono rilasciate nel sangue solo in seguito a determinati danni (es.

L'analisi della concentrazione plasmatica di questi enzimi cardiaci specifici consente di valutare pertanto lo stato di salute del cuore. Nella cellula muscolare (cardiomiocita) le troponine si trovano prevalentemente in forma legata, il cosiddetto complesso troponinico. Esse vengono rilasciate nel sangue da parte del tessuto miocardico soltanto in seguito a determinati eventi o insulti che causano un danno cardiaco o un'importante sofferenza del cuore. Raggiunto il picco dopo 4-24 ore, rimangono elevate per 1-3 settimane. La Troponina T ha una concentrazione plasmatica normale di 0,2 mg/l. Il valore normale di riferimento per la Troponina I è di 0,1 mg/l.

La loro concentrazione viene misurata, al pari di altri parametri più comunemente conosciuti dalla popolazione laica, in quanto direttamente correlata ad un verosimile danno di tipo infartuale. Tuttavia, va sottolineato che non si tratta di un esame particolarmente specifico: le troponine possono infatti risultare aumentate in una serie di condizioni slegate dall’infarto del miocardio e spesso prive di pericoli per il paziente.

L’analisi della troponina viene spesso utilizzata nei pronto soccorso per diagnosticare o escludere un infarto miocardico. L’innalzamento dei suoi livelli può avvenire già poche ore dopo l’inizio del danno cardiaco e può restare elevato per giorni. Tuttavia, non è solo l’infarto a determinare un aumento: anche altre condizioni possono causare una troponina alta, come l’insufficienza cardiaca, l’embolia polmonare o lo sforzo fisico estremo. La causa più comune e clinicamente significativa dell'aumento della troponina è l'infarto miocardico acuto, che si verifica quando una o più arterie coronarie si occludono, impedendo l'apporto di sangue e ossigeno a una porzione del muscolo cardiaco. In questa condizione, le cellule cardiache muoiono per mancanza di ossigenazione, rilasciando massicce quantità di troponina nel sangue.

In primo luogo è importante la consapevolezza che non tutti i pazienti riconoscono correttamente un infarto, ma ciò non significa che “nel dubbio” non si debba chiedere aiuto!

Un aumento dei livelli plasmatici delle troponine cardiache è un fenomeno abbastanza comune nell’immediato post-operatorio degli interventi di chirurgia maggiore, e sebbene nella maggior parte dei casi non si associ a segni e sintomi di ischemia, gli studi clinici più recenti dimostrano come costituisca comunque un fattore di rischio per l’insorgenza di complicanze cardiocircolatorie e cerebrovascolari gravi e per l’incremento della mortalità a lungo termine per qualsiasi causa e come possa essere annoverato tra gli indicatori di un decorso sfavorevole anche in pazienti asintomatici. Tanto che le principali linee guida relative alla gestione perioperatoria ne raccomandano lo screening.

Ciò che tuttavia manca in letteratura è la determinazione di valori cut-off delle troponine per l’interpretazione dei livelli sierici riscontrati, la definizione della corretta tempistica dei dosaggi e l’indicazione di una strategia standard per la stratificazione dei pazienti.

Nella maggior parte dei casi un’elevazione dei livelli di troponina indicativadi danno miocardico è stata riscontrata entro il secondo giorno post-operatorio.

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