Valori Normali della Glicemia nei Bambini: Cosa Sapere

I livelli di glucosio nel sangue (glicemia) a digiuno sono di norma al minimo la mattina, prima della colazione, ma aumentano sempre dopo i pasti per un paio di ore circa. Può risultare complesso mantenere i livelli glicemici nei limiti raccomandati dal proprio medico. Infatti, i fattori che fanno variare la glicemia sono molti, e talvolta improvvisi.

Valori di Glicemia Considerati Normali

Secondo le raccomandazioni della Pediatric Endocrine Society pubblicate nel 2015, il valore normale della glicemia a digiuno è 70-100 mg/dl, dall’età neonatale all’età adulta. Una glicemia al di sotto di tale range si considera pertanto ipoglicemia spontanea, anche in assenza di sintomi. Al termine del test del digiuno viene invece considerato diagnostico per ipoglicemia un valore inferiore a 50 mg/dl.

Monitoraggio della Glicemia

Verificare con il medico la necessità di controllare la glicemia. Talvolta, si misurano valori di glicemia occasionalmente più alti o più bassi del solito senza poterne individuare la ragione. Una malattia virale acuta o l’influenza faranno quasi sempre aumentare i livelli di glicemia, tanto che potrà essere necessario contattare il proprio medico.

La glicemia può essere misurata mediante un prelievo di sangue, ma lo si può fare anche con automonitoraggio grazie all’aiuto del reflettometro che misura la glicemia nel sangue con una goccia di sangue capillare, prelevata dai polpastrelli delle dita delle mani. La goccia di sangue va versata sulla striscia reattiva e si aspetta qualche momento per il risultato che apparirà sull’apposito display.

Tuttavia, soprattutto per bambini così piccoli, per un monitoraggio costante e senza necessità di continui prelievi di sangue, si consiglia di utilizzare fin da subito un sensore, apparecchio di pochi centimetri che può essere posizionato sul braccio, in grado di monitorare la glicemia h24. I sensori di ultima generazione hanno la possibilità, attraverso una applicazione, di poter valutare le glicemie direttamente sul proprio cellulare. In questo modo i genitori possono sorvegliare a distanza i propri figli.

Al termine del controllo glicemico, annotare i risultati e rivederli con il medico per capire come cibo, attività fisica e stress influiscono sulla glicemia. Osservare con attenzione i dati relativi alla propria glicemia per vedere se i livelli risultano troppo bassi o troppo alti, ripetitivamente più o meno alle stesse ore del giorno.

L’accuratezza di tutti i dispositivi di misura può essere controllata con gocce di liquidi dispositivo-specifici, chiamati soluzioni di controllo. Se preoccupati del buon funzionamento del dispositivo, è possibile verificarlo con una soluzione di controllo. È importante prendersi cura delle strisce in modo da ottenere risultati accurati. La manutenzione andrà eseguita secondo le istruzioni del fabbricante.

Iperglicemia e Ipoglicemia: Cosa Sono e Come Intervenire

Iperglicemia

Iperglicemia è il termine medico per livelli elevati di glucosio nel sangue. Nel diabete lo scopo del trattamento è il mantenimento dei livelli di glicemia il più vicino possibile ai valori normali.

In caso di frequenti iperglicemie, è necessario consultare il medico o il personale sanitario addetto alle cure del diabete. Nei diabetici i sintomi dell’iperglicemia tendono a svilupparsi lentamente nell’arco di qualche giorno o settimane. I sintomi di iperglicemia possono anche dipendere da un diabete non diagnosticato; è quindi fondamentale consultare il proprio medico per un inquadramento.

Se la glicemia è molto alta, e ne si ha la possibilità, bisogna intervenire con una correzione con insulina e far idratare molto il bambino.

Ipoglicemia

Si tratta dell'abbassamento del livello di concentrazione di glucosio nel sangue.

Per quanto riguarda l’ipoglicemia, invece, con valori inferiori a 70 mg/dl, i sintomi sono malessere, tachicardia, sudorazioni profuse, senso di fame, fino ad arrivare al coma, complicanza più temuta. Se il bambino è ancora cosciente e in grado di deglutire, si attua la regola del 15: si danno 15 grammi di zuccheri semplici che vengono assorbiti velocemente. 15 grammi di zuccheri semplici corrispondono, ad esempio, a tre bustine di zucchero, a un succo di frutta da 200 ml o mezza lattina di cola da 33 cl. Dopo 15 minuti si ricontrolla la glicemia del bambino, se ha il sensore si può tranquillamente verificare senza pungere di nuovo e, se la glicemia è ancora sotto i 100 mg/dl, si danno altri 15 grammi di zuccheri semplici fino a che la glicemia non si stabilizza al di sopra dei 100 mg/dl. Nel caso in cui il bambino non sia più cosciente e dunque non in grado di deglutire, e non ci sua un sanitario vicino che possa iniettare in vena glucosio, è fondamentale avere sempre a portata di mano il glucagone. Questo ormone è l’antidoto dell'insulina; fino a un paio di anni fa veniva somministrato solo sottocute, adesso lo si trova sottoforma di spray nasale.

L’ipoglicemia si previene evitando il digiuno prolungato ed assumendo una dieta iperglucidica.

Ipoglicemie che esordiscono in età neonatale, sia di grado severo, sia di grado lieve ma prolungate, possono provocare un danno neurologico permanente (epilessia, disabilità intellettiva). Le malattie con il rischio maggiore di presentare esiti neurologici sono l’iperinsulinismo congenito e i difetti di beta ossidazione.

Gestione del Diabete di Tipo 1 nei Bambini

Cara Cristina,il diabete di tipo 1 in bambini così piccoli ha, solitamente, un esordio acuto, che spesso richiede l’ospedalizzazione. In carenza assoluta di insulina, infatti, non solo le glicemie sono alte, ma iniziano anche a essere prodotti i corpi chetonici, metaboliti acidi che potrebbero portare il bambino a una chetoacidosi, una complicanza molto seria che può arrivare fino al coma se non riconosciuta e trattata per tempo. Durante l’ospedalizzazione, si approfitta non solo per curare il bambino idratandolo e somministrando insulina, ma anche per iniziare a fornire al piccolo e ai suoi genitori tutte le informazioni necessarie per la gestione della malattia.

Come prima cosa, i sanitari, alle volte aiutati da uno psicologo, devono far capire al bambino e alla famiglia l’importanza di non abbattersi. L’aiuto della famiglia, specialmente per bambini così piccoli, è fondamentale per monitorare e gestire le glicemie con costanza e preparazione. Anche i bambini, però, possono fare molto, ad esempio controllando l’alimentazione: anche se sono troppo piccoli per capire il quantitativo di carboidrati contenuto in tutti i cibi, alcune informazioni semplici e basilari si possono comunque fornire.

Ad esempio, dove si trovano gli zuccheri semplici che hanno un grosso impatto sulla glicemia? Principalmente in dolci, frutta, salse, succhi di frutta, caramelle, cereali per la prima colazione e condimenti. Dove, invece, i carboidrati complessi che mantengono i livelli di glicemia più costanti nel tempo? Pane, pasta, riso e patate.

L’insulina viene somministrata, almeno inizialmente, più volte al giorno, mimando l'azione del pancreas. Se le glicemie faticano a essere tenute sotto controllo con le sole punture e, al contempo, bambino e genitori mostrano una buona propensione alla gestione delle tecnologie, si può proporre una tecnologia più avanzata: il microinfusore. Si tratta di una pompa di insulina che, tramite un aghetto impiantato nel braccio, eroga l’ormone in base alle glicemie rilevate dal sensore. Questo permette di mantenere la glicemia a livelli buoni, in un range compreso tra 70 e 180 mg/dL. Se le glicemie ricadono per più del 70% del tempo in questo range, si considera un buon trattamento del diabete che evita lo sviluppo di complicanze.

Il microinfusore va comunque gestito: non eroga insulina solo secondo le glicemie misurate dal sensore in automatico, ma il bambino o, meglio, il genitore interviene sul microinfusore ai pasti, indicando il quantitativo di carboidrati che si assumono. A quel punto l’apparecchio calcola il bolo di insulina da iniettare. L’intervento umano resta indispensabile: non esiste ancora il pancreas artificiale. In questo caso, invece, farebbero tutto in automatico sensore e microinfusore.

Le insuline vanno caricate e sostituite ogni 3-4 giorni. Il sensore di ultima generazione, invece, dura circa una settimana, mentre sensori più semplici 14 giorni. Le terapie insuliniche sono sartoriali, vanno cioè adattate alla perfezione ad ogni specifico caso, non solo al bambino, ma anche ai genitori il cui grado di capacità di gestione delle diverse tecnologie va accuratamente valutato. Nel caso di scarsa dimestichezza, è preferibile adottare metodi meno tecnologici, ma più semplici.

Altri Fattori che Influenzano la Glicemia

  • Attività fisica: Essere il più possibile attivi; l’attività fisica regolare può aiutare ad arrestare la salita della glicemia. Questi fattori concorrono ad abbassare il livello glicemico nel paziente diabetico e prevenirlo nel soggetto sano. Più intensa è l’attività fisica, più dura l’effetto.
  • Alimentazione: Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale. Per quanto possibile, pianificare per ciascun pasto una giusta composizione di amidi, frutta e verdure, proteine e grassi.
  • Ormoni: Le variazioni ormonali la settimana prima e durante le mestruazioni possono determinare fluttuazioni significative della glicemia.
  • Stress: Sotto stress, gli ormoni prodotti dall’organismo in risposta a uno stimolo prolungato possono causare un incremento del livello glicemico.

Più si conoscono i fattori che influenzano la propria glicemia, più se ne possono prevedere le fluttuazioni e gestirsi coerentemente.

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