Vaccino Antinfluenzale: Controindicazioni, Efficacia e Considerazioni Importanti

Il vaccino antinfluenzale è la principale misura di prevenzione contro l'influenza, un'infezione virale tipicamente stagionale che si presenta in inverno. Il vaccino antinfluenzale nasce quindi con lo scopo di contrastare la diffusione e gli effetti negativi di questi virus. Diffusa soprattutto durante la stagione invernale, l'influenza si trasmette classicamente per via aerea, tramite le goccioline emesse da una persona infetta con starnuti, colpi di tosse o quando parla. L'influenza si trasmette da persona a persona soprattutto attraverso le minuscole goccioline emesse durante la respirazione oppure tramite oggetti da poco contaminati con secrezioni del naso o della gola e, specialmente nei bambini, attraverso le mani sporche.

Quando Fare il Vaccino Antinfluenzale

Il momento migliore per fare il vaccino antinfluenzale è ogni anno tra settembre e novembre. In questo modo, il corpo ha il tempo necessario per sviluppare l'immunità contro il virus prima che inizi a diffondersi. Tuttavia, è possibile ricevere il vaccino antinfluenzale in qualsiasi momento durante la stagione influenzale, che di solito dura da ottobre ad aprile. É possibile effettuare il vaccino antinfluenzale, su appuntamento. Non è necessaria alcuna prescrizione medica. Bisogna, però, presentarsi con il modulo già compilato e firmato contenente i dati anagrafici dell'utente che effettua il vaccino. Attenzione: il vaccino viene effettuato tramite iniezione.

Efficacia del Vaccino Antinfluenzale

I vaccini inducono lo sviluppo di anticorpi circa due settimane dopo la loro somministrazione (10-14 giorni secondo l’ECDC). Se vengono vaccinati molti individui sani con sistemi immunitari normali, il loro organismo produce anticorpi che li proteggono per tutta la stagione influenzale, anche se i livelli di anticorpi diminuiscono nel tempo. In tutti, la vaccinazione annuale fornisce la miglior protezione contro l’infezione per tutta la durata della stagione influenzale.

La capacità del vaccino antinfluenzale di prevenire l’influenza può cambiare notevolmente da una stagione all’altra. L’efficacia del vaccino può anche variare dipendentemente da chi viene vaccinato. Negli anni in cui il vaccino non è ben correlato ai virus in circolazione, è possibile che la vaccinazione antinfluenzale non dia benefici reali. Negli anni in cui il vaccino è ben correlato con i virus circolanti, la vaccinazione antinfluenzale darà benefici sostanziali in termini di prevenzione della malattia influenzale.

Ad ogni stagione, la comunità scientifica cerca di determinare l’efficacia del vaccino per valutare e confermare con regolarità il valore della vaccinazione antinfluenzale come intervento di salute pubblica. I risultati degli studi sull’efficacia del vaccino possono variare in base alla loro impostazione, ai parametri misurati, alle popolazioni esaminate e alla stagione in cui il vaccino antinfluenzale è stato studiato. I virus influenzali cambiano continuamente (fenomeno che prende il nome di “deriva antigenica”); possono cambiare da una stagione all’altra o addirittura nel corso della stessa stagione.

Perché è Necessario Vaccinarsi Ogni Anno?

Primo motivo: il virus influenzale ha la capacità di mutare le sue sembianze molto velocemente, nel giro di qualche mese. Le difese prodotte contro i virus dell'anno precedente diventano generalmente poco efficaci rispetto alla nuova infezione. Si tratta di piccoli cambiamenti dei geni dei virus che si verificano di continuo con la sua replicazione. Questi piccoli cambiamenti in genere originano virus molto simili l’uno all’altro, come è possibile vedere dalla loro posizione vicina in un albero filogenetico.

Virus strettamente correlati in genere condividono le proprietà antigeniche; un sistema immunitario esposto a virus simili sarà quindi in grado di riconoscerli e reagire. Questi piccoli cambiamenti genetici, però, si possono accumulare nel tempo e determinare virus con caratteristiche antigeniche diverse (più lontani nell’albero filogenetico). Il processo funziona così: un soggetto infettato con un particolare virus influenzale sviluppa anticorpi contro quel virus.

Con l’accumularsi di cambiamenti antigenici, gli anticorpi creati contro i virus più vecchi non identificano più i virus più nuovi; il soggetto si può quindi riammalare. I cambiamenti genetici che risultano in un virus con proprietà antigeniche diverse sono la causa principale delle recidive di influenza.

Deriva Antigenica e Spostamento Antigenico

Si tratta di un cambiamento brusco e maggiore dei virus dell’influenza A, che determina una nuova emoagglutinina e/o nuove emoagglutinina e proteine neuroamidasi dei virus influenzali che infettano gli esseri umani. Lo spostamento genera un nuovo sottotipo A o un virus con un’emoagglutinina o una combinazione di emoagglutinina e neuroamidasi, comparse da una specie animale, così differenti dallo stesso sottotipo negli umani che la maggior parte della gente non ha difese immunitarie contro il nuovo virus.

Un simile spostamento si è verificato nella primavera 2009, quando è comparso un virus H1N1 con una nuova combinazione di geni, che ha infettato persone e si è rapidamente diffuso, causando una pandemia. Mentre i virus dell’influenza cambiano continuamente per deriva antigenica, lo spostamento antigenico succede solo occasionalmente.

Possibili Motivi per cui Ci si Ammala Nonostante la Vaccinazione

Sì, è possibile ammalarsi di influenza anche se vaccinati, tenuto conto che la diagnosi non è certa a meno di fare un esame specifico. Ci si potrebbe essere esposti al virus poco prima di essere stati vaccinati o nel periodo dopo il vaccino in cui l’organismo sta sviluppando la protezione. Ci si potrebbe quindi ammalare prima che il vaccino sia diventato efficace. Si potrebbe venire in contatto con un virus dell’influenza non incluso nel vaccino stagionale. Ogni anno, circolano diversi virus influenzali.

Sfortunatamente, alcuni soggetti possono comunque infettarsi, nonostante la vaccinazione, con uno dei virus cui il vaccino dovrebbe dare protezione. La protezione fornita dal vaccino può variare notevolmente, in funzione dello stato di salute e dell’età dell’individuo che viene vaccinato. In generale, il vaccino antinfluenzale funziona meglio negli adulti sani più giovani e nei bambini più grandi. Soggetti più anziani e persone con alcune malattie croniche possono sviluppare in risposta al vaccino un minor livello di immunità.

Ci sono molti altri virus oltre a quelli influenzali che possono provocare sindromi simili all’influenza (sindromi para-influenzali) che circolano durante la stagione influenzale.

Una persona vaccinata potrebbe ammalarsi di influenza se contrae un virus influenzale contro il quale non è protetta. Un soggetto vaccinato potrebbe ammalarsi di influenza se la protezione immunitaria prodotta non è sufficientemente forte da difendere dal virus influenzale stagionale.

Controindicazioni al Vaccino Antinfluenzale

I vaccini oggi disponibili hanno margini di sicurezza e tollerabilità molto elevati. Esistono, tuttavia, alcune situazioni nelle quali occorre tassativamente astenersi dalla vaccinazione (controindicazioni vere), altre nelle quali occorre procedere con prudenza dopo aver valutato attentamente il rapporto rischio-beneficio (precauzioni). Le situazioni che controindicano realmente una vaccinazione sono in assoluto poche. Spesso, le motivazioni per rimandare o non effettuare affatto una vaccinazione si basano su errate convinzioni.

Il vaccino antinfluenzale non si può fare quando si ha la febbre. Febbre, raffreddore, tosse, otite media, diarrea lieve e altri disturbi di scarsa rilevanza, frequenti nei primi anni di vita del bambino, non rappresentano un ostacolo alla vaccinazione. La febbre, tra l'altro, non riduce la risposta anticorpale nei bambini sani. In presenza di disturbi di lieve entità, sia l'American Academy of Pediatrics che i Centers for Disease Control (CDC) di Atlanta raccomandano di vaccinare il bambino. Come criterio di massima potrebbe essere adottato il seguente: se la gravità della malattia non richiede la consultazione di uno specialista o il ricovero in ospedale, si può procedere alla vaccinazione.

Nei soggetti allergici, l'eventualità di reazioni avverse alla vaccinazione è motivo frequente, ma ingiustificato, di preoccupazione. Ai fini della vaccinazione, non importa che il paziente soffra di febbre da fieno, asma allergico o di altre forme generiche di allergia; prive di importanza sono anche le allergie a sostanze che non rientrano nella composizione del vaccino. Una eventuale allergia nei confronti di un antibiotico è da tenere in considerazione solo se quello stesso antibiotico è presente come eccipiente. L'allergia alla carne o alle penne di pollo è ininfluente, mentre in caso di allergia alle proteine dell'uovo il problema esiste solo per alcuni vaccini per la possibile presenza di proteine dell'uovo non completamente asportate nel processo di purificazione del vaccino.

Perché si possa parlare di vera controindicazione, oltre alla positività ai test cutanei devono essere presenti anche sintomi clinici. Le uniche manifestazioni allergiche che controindicano realmente le vaccinazioni sono le reazioni di ipersensibilità immediata (di tipo I).

  • Grave allergia alle uova.
  • Allergia grave e comprovata verso un qualsiasi altro ingrediente presente nel vaccino antinfluenzale iniettabile (uova escluse).
  • Risposta negativa, in passato, ad altre vaccinazioni antinfluenzali iniettabili.
  • Sindrome di Guillain-Barré.

Una controindicazione assoluta per qualsiasi vaccinazione è l'aver manifestato una grave reazione allergica immediata ad una precedente somministrazione del vaccino. La somministrazione delle vaccinazioni ai bambini nati prematuramente viene effettuata in base alla reale età anagrafica seguendo lo stesso calendario dei bambini nati a termine (cioè senza tener conto della data presunta della nascita) e allo stesso dosaggio. Tuttavia, la gestione vaccinale dei neonati prematuri può essere complessa, anche in relazione al loro peso, alle settimane di gestazione e alla stabilizzazione del quadro clinico.

La definizione del profilo di istocompatibilità del sistema HLA (Human Leukocyte Antigen) ha importanza determinante per la riuscita dei trapianti, ma non vi è alcuna evidenza scientifica che possa essere altrettanto di aiuto nella previsione di gravi reazioni avverse alle vaccinazioni.

Tranne alcune rare eccezioni, una terapia antibiotica in corso (ad esempio per un'infezione respiratoria o urinaria) non rappresenta una controindicazione e non pregiudica perciò l'esecuzione di una vaccinazione la cui scadenza ricada nel periodo di trattamento. Le eccezioni sono rappresentate dal vaccino antitifico orale che non deve essere assunto insieme ad antibatterici attivi contro la Salmonella.

Non vi sono motivi per non vaccinare soggetti convalescenti da una malattia e i pazienti che possono essere dimessi dall'ospedale. Una storia familiare di allergie, di convulsioni, di malattie neurologiche, di Sudden Infant Death Syndrome (SIDS), o di effetti indesiderati a vaccini non influisce sulla risposta immunitaria del soggetto che deve essere sottoposto a vaccinazione.

Vaccinazione e Gravidanza

Premesso che nessuna relazione causa-effetto è mai stata dimostrata fra l'impiego di vaccini in gravidanza e la presenza di difetti congeniti, è comunque prudente vaccinare una donna gravida solo se il rischio di infezione è alto, se la malattia può causare problemi importanti al feto o alla madre e se il rischio di eventi avversi da vaccino è accettabilmente basso. In assenza di queste condizioni, è preferibile rinviare le vaccinazioni a dopo il parto. La vaccinazione antinfluenzale non è controindicata nelle donne gravide.

Cade invece la controindicazione per le donne nei primi 3 mesi di gravidanza, che possono ora accedere con ragionevole sicurezza alla vaccinazione anche durante il primo trimestre (come per esempio succede nel Regno Unito), grazie al progressivo accumularsi delle evidenze di sicurezza. Nonostante non ancora tutti gli Autori concordino con questo approccio, le più importanti società medico-scientifiche ne supportano il ricorso. Il vaccino antipneumococcico è composto da polisaccaridi e quindi teoricamente innocuo, ma l'assenza di sperimentazione induce a valutare attentamente il rapporto beneficio/rischio.

I vaccini antipolio sono controindicati in gravidanza sia nella formulazione a virus vivi (Sabin, o OPV), sia inattivati (Salk, o IPV). Il problema concettuale più importante si pone con i vaccini a virus vivi, poiché inducono una forma lieve e attenuata dell'infezione naturale. Questi vaccini sono rappresentati principalmente dal trivalente contro morbillo, rosolia e parotite (MPR), l'antivaricella e anti-febbre gialla.

La vaccinazione che suscita maggiori preoccupazioni è quella contro la rosolia (che utilizza un virus vivo e attenuato), anche se, dopo 25 anni di impiego del vaccino, non vi è prova di possibili danni fetali. Per i motivi suddetti, la vaccinazione di una donna in gravidanza con vaccini a virus vivi (MPR o varicella), è da evitare ma, qualora avvenga accidentalmente, non costituisce di per sé una indicazione all'interruzione terapeutica della gravidanza.

Vaccinazione e Allattamento

Tutti i vaccini possono essere somministrati a donne che allattano. Il passaggio degli anticorpi prodotti dalla madre al bambino attraverso il latte è particolarmente importante dal momento che la produzione di anticorpi nel bambino si completa fra i 4 e i 12 mesi di età.

Vaccinazione e Malattie Croniche

La presenza di malattie croniche può rappresentare una controindicazione alla vaccinazione, ma anche una condizione nella quale la vaccinazione è raccomandata. Gli stati di immunodepressione, iatrogena o naturale, costituiscono un problema complesso e non affrontabile in questa sede in modo esaustivo. Per contro, una terapia prolungata con corticosteroidi ad alto dosaggio rappresenta una controindicazione alla somministrazione di vaccini vivi.

Invece, in genere si può procedere alla vaccinazione in caso di trattamento steroideo non superiore alle due settimane, in caso di dosaggio dello steroide non elevato, o in caso di terapie a lungo termine a giorni alterni, di terapia sostitutiva.

L’Associazione Italiana di Oncologia raccomanda anche ai pazienti in cura per un tumore di procedere alla vaccinazione, sia a coloro in terapia (chemioterapi, terapia biologica, …) sia a coloro che eventualmente fossero in vigile attesa. L’associazione sottolinea anche l’importanza di procedere alla vaccinazione dei famigliari del paziente.

Somministrazione Contemporanea di Vaccini

In genere, si possono somministrare contemporaneamente più vaccini senza che vi siano interferenze né rispetto all'efficacia, né rispetto alla sicurezza. Occorre, tuttavia, verificare caso per caso e non fidarsi della regola generale, soprattutto per evitare problemi di inefficacia. Si rammenta ad esempio l'incompatibilità del vaccino per la febbre gialla con quello per il colera (raramente utilizzato per via parenterale) che devono essere somministrati a distanza di 30 giorni l'uno dall'altro. Oltre che gli aspetti di carattere generale sopra esposti, occorre anche verificare la presenza di eventuali problemi per i singoli vaccini che di volta si debbano somministrare. Allo stesso modo, diverse patologie del SNC costituiscono controindicazioni o precauzioni per la vaccinazione antipertossica. La vaccinazione antipertossica non va somministrata prima di aver valutato in modo appropriato eventuali condizioni neurologiche instabili o in via di evoluzione.

Considerazioni Finali sulle Controindicazioni

La valutazione delle controindicazioni alla somministrazione di vaccini è materia delicata, purtroppo spesso contaminata da atteggiamenti pregiudizialmente contrari alle vaccinazioni. Si richiamano qui succintamente le situazioni nelle quali occorre tassativamente astenersi dalla vaccinazione.

  • la comparsa di una grave reazione allergica immediata in occasione di una precedente somministrazione del vaccino o in caso di allergia ad uno dei suoi componenti.
  • la somministrazione di vaccini vivi è controindicata in caso di immunodepressione.
  • la gravidanza rappresenta una controindicazione per la vaccinazione antipolio, antivaricella, anti morbillo-rosolia-parotite.
  • ogni singolo vaccino potrebbe possedere controindicazioni specifiche.

Effetti Collaterali

Anche se un vaccino antinfluenzale non può provocare l’influenza, può essere causa di comparsa di alcuni effetti collaterali. Il vaccino antinfluenzale è generalmente ben tollerato e, specialmente nei bambini, non causa disturbi. A distanza di 6-12 ore dalla puntura possono comparire febbre, malessere generale, dolori muscolari, articolari e mal di testa.

Vaccini Trivalenti e Quadrivalenti

Fino alla scorsa stagione i vaccini contro l’influenza stagionale proteggevano da quattro ceppi principali del virus, tra cui uno chiamato B/Yamagata. Tuttavia, poiché questo ceppo non è più stato rilevato dal 2020 e non è considerato una minaccia per la salute pubblica, le autorità europee raccomandano il passaggio ai vaccini trivalenti, che proteggono da tre ceppi invece di quattro, escludendo il B/Yamagata. A partire dalla stagione influenzale 2025/2026, sarà disponibile in Italia il vaccino antinfluenzale Efluelda di Sanofi nella sua nuova formulazione trivalente ad alto dosaggio. Questo vaccino è stato sviluppato specificamente per proteggere gli adulti dai 60 anni in su, una fascia di popolazione più vulnerabile alle complicanze dell’influenza.

Produzione dei Vaccini Antinfluenzali

Il metodo di produzione più comune del vaccino antinfluenzale è basato sulla coltura su uova ed è in uso da oltre 70 anni. Il processo di produzione inizia con virus candidati al vaccino cresciuti in uova. I virus vengono quindi iniettati in uova di gallina fecondati e incubati per diversi giorni, in modo da permetterne la moltiplicazione. Per i vaccini con virus inattivati (ossia, la varietà iniettabile), i virus vengono uccisi e l’antigene virale purificato.

Esiste un processo produttivo del vaccino antinfluenzale basato su cellule, approvato dalla FDA (l’analogo americano dell’Istituto Superiore della Sanità) già nel 2012 e ora disponibile anche in Europa. Fino a poco tempo fa, anche questo processo iniziava con virus coltivati su uova, anche se nel 2016 Seqirus (l’unico produttore negli USA accreditato dall’FDA per la produzione su cellule) ha iniziato a usare virus coltivati in cellule.

Il processo di allestimento del vaccino richiede diverse fasi. Il produttore inocula i virus in colture di cellule di mammiferi (invece che in uova) e consente al virus di replicarsi per qualche giorno. Viene quindi prelevato dalle cellule il liquido contenente virus per purificarne l’antigene. La produzione su cellule non richiede uova di gallina perché i virus del vaccino vengono coltivati in cellule animali. Questo vaccino è stato sviluppato come alternativa al processo manifatturiero basato su uova.

Il processo su cellule è potenzialmente più flessibile dell’approccio tradizionale, che è dipendente da disponibilità adeguate di uova. La coltivazione di virus nelle uova può indurre modifiche (dette di adattamento all’uovo) che causano differenze tra i virus del vaccino e quelli in circolazione. Queste modifiche possono avere effetti importanti sulla risposta immunitaria dell’organismo alla vaccinazione. Per esempio, tali modifiche potrebbero indurre il sistema immunitario a produrre anticorpi meno efficaci nel prevenire la malattia dovuta ai virus influenzali attualmente in circolazione.

Un altro possibile vantaggio della tecnologia su cellule è che permette un avvio più rapido del processo manifatturiero in caso di pandemia. Le cellule impiegate per produrre il vaccino quadrivalente Flucelvax sono congelate e conservate in apposite banche. Queste banche assicurano quantità adeguate di cellule prontamente disponibili per produrre il vaccino. La coltura in cellule di virus influenzali per la produzione del vaccino quadrivalente svincola dalla fornitura di uova.

Vaccino Adiuvato Fluad®

Da alcuni anni a questa parte è disponibile in Italia il v. adiuvato Fluad®. Il farmaco, all’atto pratico, è sintetizzato in combinazione ad una sostanza adiuvante (MF59C.1, un’emulsione in acqua di olio a base di squalene) che agisce stimolando maggiormente la risposta umorale e cellulare del sistema immunitario. L’immunogenicità è risultata superiore in quasi tutti i gruppi studiati, sia in termini di una risposta anticorpale più elevata e protratta nel tempo, sia in termini di percentuale di responder alla vaccinazione.

Consigli Utili

  • Evitare di frequentare i posti molto affollati, in piena stagione influenzale.

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