L'uva è il frutto della Vitis vinifera, la specie più coltivata della famiglia delle Vitaceae. I nutrienti presenti nell’uva esercitano un’azione antiossidante e antinfiammatoria. A trarne beneficio può essere innanzitutto il sistema cardiovascolare, ma non solo. L’uva è inoltre dotata di un basso indice glicemico e l’assunzione del suo succo, di suoi estratti o di suoi singoli fitonutrienti è stata associata a un miglior controllo dell’insulina e a una maggiore sensibilità all’azione di questo ormone. Purtroppo, però, l’uva è uno dei frutti più spesso contaminati da residui di pesticidi. Le seguenti informazioni rappresentano indicazioni generali e non sostituiscono in alcun modo il parere medico.
Storia e Botanica dell'Uva
La vite, o Vitis vinifera, è la pianta appartenente alla famiglia delle Vitacee che produce l’uva. Dal punto di vista botanico, il grappolo è un’infruttescenza, poiché si presenta come un raggruppamento di bacche o acidi, comunemente detti chicchi. Le origini della pianta sono remotissime, tant’è che il più antico reperto fossile riconducibile al genere Vitis è datato 60 milioni di anni fa. Difficile stabilirne le origini esatte, indicativamente l’area sembra essere compresa tra l’Asia occidentale, l’Europa e l’Africa settentrionale. L’Italia, insieme a Francia e Spagna, domina il mercato europeo ed è considerata di stagione da agosto a novembre.
Aspetti Nutrizionali dell'Uva
L’uva è ricca di acqua e quasi tutto il contributo calorico, comunque modesto, è attribuibile agli zuccheri semplici, equamente distribuiti tra fruttosio e glucosio. Presenta, inoltre, un buon apporto di fibra, potassio e vitamina K. La vera ricchezza di ciascun acino la si deve al contenuto di fitocomposti, ossia molecole proprie delle piante con potenziale attività biologica. In particolare, è fonte eccezionale di polifenoli che, grazie a molteplici meccanismi d’azione, sono in grado di contribuire alla prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Valori Nutrizionali dell'Uva (per 100g di parte edibile)
C'è da specificare che l’uva a bacca nera sembra avere la meglio sulla bianca. In effetti, questa può contenerne un quantitativo fino a sei volte superiore di fitocomposti e in più regala le antocianine responsabili del colore rosso degli acini e anch’esse coinvolte nella protezione del sistema cardiovascolare.
| Nutriente | Valore |
|---|---|
| Parte edibile (%) | 94 |
| Energia (kcal) | 64 |
| Acqua (g) | 80,3 |
| Proteine (g) | 0,5 |
| Lipidi (g) | 0,1 |
| Carboidrati disponibili (g) | 15,6 |
| Zuccheri solubili (g) | 15,6 |
| Fibra totale (g) | 1,5 |
| Potassio (mg) | 192 |
| Vit. B6 Piridossina (mg) | 0,1 |
| Vit. C (mg) | 6 |
| Vit. K (µg) | 8,6 |
Indice Glicemico e Carboidrati
L’indice glicemico misura l’impatto dei carboidrati sui livelli di zucchero nel sangue, classificando gli alimenti su una scala da 0 a 100 in base alla rapidità con cui aumentano la glicemia dopo essere stati consumati. I valori si suddividono in tre categorie:
- Basso GI: da 1 a 55
- Medio GI: da 56 a 69
- Alto GI: 70 e oltre
Gli alimenti nella parte bassa della scala hanno un impatto minimo sui livelli di zucchero nel sangue, mentre quelli nella parte alta della scala hanno un grande effetto su tali livelli:
- Alimenti ad alto IG: causano rapidi picchi di glucosio nel sangue.
- Alimenti a basso IG: hanno un effetto più graduale e stabile.
L'uva rossa/bianca ha un indice glicemico medio (~59).
Fattori che influenzano l’assorbimento del glucosio
Vari aspetti degli alimenti influenzano la velocità con cui il glucosio entra nel flusso sanguigno. Ad esempio:
- I carboidrati semplici (come gli zuccheri) vengono assorbiti rapidamente, causando picchi glicemici.
- I carboidrati complessi (come gli amidi e le fibre) richiedono più tempo per essere digeriti, rilasciando il glucosio gradualmente e mantenendo stabili i livelli di zucchero nel sangue.
Carboidrati e glucosio
I carboidrati esistono in tre forme principali: zuccheri, amidi e fibre. Il corpo scompone zuccheri e amidi in glucosio, un tipo di zucchero che entra nel flusso sanguigno e rappresenta la principale fonte di energia per le cellule. La fibra, invece, attraversa il corpo senza essere digerita.
Ruolo degli ormoni nella regolazione del glucosio
Due ormoni prodotti dal pancreas, insulina e glucagone, aiutano a regolare i livelli di glucosio nel sangue:
- Insulina: facilita il trasferimento del glucosio dal sangue alle cellule, dove viene utilizzato come energia o immagazzinato.
- Glucagone: rilascia il glucosio immagazzinato nel fegato quando i livelli di zucchero nel sangue sono bassi, mantenendo così l’equilibrio energetico.
Tasso glicemico
Il tasso glicemico rappresenta la concentrazione di glucosio nel sangue. Il livello glicemico normale a digiuno oscilla tra 70 e 100 mg/dl, mentre valori tra 100 e 125 mg/dl indicano prediabete e superiori a 126 mg/dl suggeriscono diabete. Monitorare regolarmente questo parametro è fondamentale per prevenire alterazioni metaboliche.
Indici glicemici: classificazione e impatto sulla salute
Gli indici glicemici si suddividono in tre categorie:
- Basso (0-55): legumi, frutta fresca, yogurt naturale e verdure
- Medio (56-69): riso integrale, pasta integrale e alcuni tipi di frutta
- Alto (70-100): pane bianco, riso bianco, patate, dolci e bevande zuccherate
Conoscere l’indice glicemico dei cibi permette di costruire un’alimentazione equilibrata, particolarmente importante per chi soffre di diabete o sindrome metabolica.
Uva Nera e Diabete
Se sei affetto da diabete di tipo 1 o di tipo 2, oppure un soggetto a rischio, sai che, oltre a un regolare esercizio fisico, devi fare attenzione alla dieta. I diabetici producono troppo poca insulina: ormone che regola l’assimilazione del glucosio. Per questo il livello di zuccheri nel sangue, o glicemia, tende ad aumentare. In una dieta per diabetici, quindi, devono essere limitati gli alimenti che alzano la glicemia troppo in fretta. Vanno privilegiati i cibi che, come alcuni frutti (tra cui la pera!), mantengono la glicemia bassa.
A questo punto abbiamo quindi capito qual è la migliore frutta per diabetici: quella con un basso indice glicemico (e un basso carico glicemico). Oltre a preferire la frutta con pochi zuccheri, per i diabetici è importante scegliere la frutta ricca di fibre:
- fibre solubili: a livello intestinale riducono l’assorbimento degli zuccheri e dei grassi.
- fibre insolubili: assorbendo acqua e conferendo volume ai cibi contribuiscono a indurre il senso di sazietà.
In generale, quindi si può dire che la frutta per i diabetici è una preziosa alleata di salute. Non tutti i frutti sono uguali. Come si vede dai dati qui sopra le pere hanno un ruolo di primo piano perché, tra i frutti più comuni hanno il più basso indice glicemico e il più alto contenuto di fibre, sia solubili che insolubili. Nella dieta di un diabetico non possono mancare nemmeno mele, arance, prugne albicocche, pesche, fragole, limoni e pompelmi… ce n’è per tutti i gusti e le stagioni!
Parlando di frutta per diabetici, dobbiamo dire anche che non ci sono, in linea generale, frutti vietati ai diabetici. Ce ne sono alcuni, però, da consumare con maggior attenzione. In generale chi soffre di diabete dovrebbe preferire il consumo di frutta lontano dai pasti e come merenda. Come sottolinea anche l’Istituto superiore di sanità chi soffre di questa malattia dovrebbero sempre preferire la frutta fresca a succhi (in particolare se con zuccheri aggiunti) centrifugati e puree.
La frutta per i diabetici è non solo ammessa, quindi, ma anche consigliata. I vegetali, ed alcuni frutti in particolare, tra cui la pera, sono ricchi di polifenoli. È noto fin dagli anni ‘80 che i cibi più ricchi di antiossidanti, come la frutta, tendono ad avere anche un ridotto indice glicemico. La spiegazione è che i polifenoli inducono una minor risposta del corpo agli zuccheri ed influenzano processi metabolici connessi alla regolazione della glicemia. Quindi tra la frutta consigliata per diabetici includiamo anche quella ricca di polifenoli.
Benefici dei Fitocomposti
Uno studio del 2015 ha mostrato come effetti significativi di riduzione di colesterolo LDL, cosiddetto cattivo, e colesterolo totale siano stati riscontrati in chi consumava l’uva nera. Queste ultime, insieme al resveratrolo (presente anche nell’uva bianca) sono molecole in grado di dialogare con il DNA ed accendere le vie della longevità. Il resveratrolo, ad esempio, è stato protagonista di numerosi studi di laboratorio che hanno evidenziato la capacità di regolare alcune vie metaboliche. Le principali sono: promuovere l’utilizzo delle riserve di grasso e aumentare la sensibilità all’insulina che si traduce in una minore permanenza del glucosio nel sangue, evitando un’eccessiva secrezione di insulina.
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