L'insufficienza renale nel gatto è una sindrome progressiva, acuta o cronica che consegue ad una perdita di funzionalità del rene. Ne deriva un accumulo di tossine che, invece di poter essere normalmente drenate e riversate nelle urine, rimangono nel circolo sanguigno.
L'insufficienza renale si definisce cronica quando perdura per almeno tre mesi. L'insufficienza renale del gatto colpisce 1 pet su 5. Con questo termine si indica l’insieme di malattie che colpiscono la funzionalità del rene, che ne viene compromessa.
Insufficienza Renale Cronica nel Gatto: Cos'è?
L’insufficienza renale cronica (IRC) è un’alterazione lenta e progressiva con perdita della normale funzionalità renale. L'insufficienza renale è una malattia molto comune nei gatti anziani, a partire dai 10 anni, anche se può colpire i felini di tutte le età.
L'insufficienza renale cronica è una condizione in cui l’unità funzionale del rene, il nefrone, non riesce più a svolgere le sue funzioni di assorbimento ed escrezione, lasciando quindi passare sostanze che non dovrebbe, nell’urina e trattenendo nel sangue particelle che invece, dovrebbero uscire in fretta dall’organismo attraverso la pipì.
È un processo progressivo che si manifesta in modo eclatante e con sintomi davvero evidenti, solo quando arriva a coinvolgere il 70-75% di nefroni presenti nel rene, a causa della grande capacità di adattamento e compensazione di questi. Il nefrone, quando viene danneggiato, fa sì che quelli accanto comincino a lavorare di più.
Questi si ingrossano per filtrare meglio e poi “si rompono” e degenerano, facendo lavorare di più quelli a loro vicini, che a loro volta si ingrossano e così si crea il circolo vizioso che porta all’insufficienza.
Cause di Insufficienza Renale nel Gatto
Le cause che possono ridurre la funzionalità del rene nel gatto possono essere congenite, famigliari o acquisite, cioè provocate da altre malattie. Ci sono razze che possono essere maggiormente predisposte a patologie renali:
- Abissino, Siamese, Orientale: soggetti a amiloidosi.
- Gatto domestico a pelo lungo, Himalayan, Persiano: rene policistico.
- Persiano: displasia renale.
- Gatto domestico a pelo corto, Himalayan: agenesia renale unilaterale.
Tra le possibili cause scatenanti, troviamo tutte quelle che provocano danni renali: malattie infettive, virali o batteriche, stati infiammatori, infezioni secondarie (glomerulonefriti), patologie neoplastiche (tumori) come il linfoma; alcuni farmaci nefrotossici, tra cui: antinfiammatori ad uso umano (aspirina, ibuprofen), antifungini e chemioterapici; blocco urinario (ostruzione uretrale), calcoli renali.
Qualora invece ci sia una causa di altro tipo, spesso va ricercata in pregressa patologia di tutto l’apparato urologico, come ad esempio cistiti, uretriti, calcoli, infezioni batteriche e tumori.
In alcune razze, come il gatto persiano, ci possono essere delle malformazioni renali evidenziabili già nei primi anni di vita (rene policistico). La senilità senza una causa patologica è l’elemento frequente, quindi un fisiologico decadimento di tutto l’apparato nefrologico. Spesso si evidenzia in gatti sopra i 10-15 anni.
Insufficienza Renale nel Gatto: Sintomi
Il gatto non manifesta, in modo eclatante la sua sindrome fino a che la funzionalità non viene quasi totalmente persa. L’insufficienza renale cronica è una malattia subdola, senza sintomi apparenti se non negli stadi avanzati.
La sintomatologia è progressiva e normalmente comincia con un aumento della sete (polidipsia) e della quantità di urina prodotta (poliuria), un po’ come avviene nel diabete.
Alla progressione della malattia si possono poi presentare: anoressia, vomito, diarrea, anemia, pallore delle mucose, ulcere della mucosa buccale, alitosi, perdita di peso, disidratazione, aumento della pressione arteriosa, abbattimento del sensorio.
Il gatto perde vitalità e condizione, si isola, mangia sempre di meno, beve molto e urina altrettanto. La morte sopraggiunge per intossicazione uremica, quando cioè le sostanze tossiche che dovrebbero essere escrete con le urine, rimangono in circolo in tale quantità e tempo che l’organismo non riesce più a sopravvivere.
L’insufficienza del renale gatto, all’ultimo stadio può provocare vomito, alitosi, anemia, disidratazione. Ma anche pelo opaco e iridi tendenti al marrone.
Insufficienza Renale nel Gatto: i 4 Stadi IRIS e la Diagnosi
Anche per il gatto esistono 4 stadi che l’IRIS (International Renal Interest Society) ha classificato in base alla sintomatologia, ma soprattutto in base alle evidenze diagnostiche. A seconda dei valori ematici rilevati di creatinina, SDMA, pressione arteriosa e azotemia e alla presenza di proteinuria, si avranno 4 stadi di gravità della malattia renale.
Questa classificazione sarà importante al fine di approntare un protocollo terapeutico che possa prendere in considerazione tutti i danni che la progressione della malattia provoca ai diversi distretti: apparato digerente, occhi, muscoli, sistema nervoso ecc. ecc.
Per arrivare a diagnosi e corretta stadiazione sarà poi necessario effettuare altre indagini diagnostiche come esami approfonditi del sangue e delle urine e l’ecografia addominale, per mettere in evidenza possibili danni ad altri organi e determinare se possibile la causa scatenante.
Gli esami del sangue e delle urine sono elementi basilari. Tali liquidi biologici analizzati dal veterinario potranno indicare la presenza e lo stato del funzionamento dei reni del gatto. La valutazione della pressione sanguigna è un valore di screening molto importante.
L’International Renal Interest Society (IRIS), ha individuato 4 stadi di gravità per l’insufficienza renale cronica, sviluppando delle linee guida per classificare le diverse fasi delle patologie renali croniche. Questa classificazione si basa sulla misurazione di diversi parametri, in particolare le misurazioni dei valori di azotemia e creatina nel sangue, alcuni parametri delle urine, come la presenza di proteine, il valore di SDMA, che indica la capacità di filtrazione dei glomeruli renali, e la pressione arteriosa.
In base ai valori di questi parametri, si valuta lo stato del paziente, che ne è affetto e si applicano determinati protocolli terapeutici.
Stadi IRIS dell'Insufficienza Renale Cronica nel Gatto
| Stadio | Azotemia | SDMA (μg/dl) | Creatinina (mg/dl) | Proteinuria | Pressione Arteriosa (mmHg) |
|---|---|---|---|---|---|
| I | Assente | > 14 | < 1.6 | Assente | < 150 |
| II | Lieve | 14 - 25 | 1.6 - 2.8 | 0.2 - 0.4 | 150 - 159 |
| III | Moderata | 25 - 45 | 2.9 - 5.0 | 0.2 - 0.4 | 160 - 179 |
| IV | Grave | > 45 | > 5.0 | > 0.4 | > 180 |
Malattia Renale Cronica: la Terapia
Come per il cane, anche nel gatto la terapia sarà volta alla riduzione dei sintomi e al tentativo di ridurre la velocità di degenerazione della funzionalità renale. La condizione della salute degli altri organi sarà da tenere in forte considerazione e da trattare a seconda del loro coinvolgimento.
Purtroppo la funzionalità renale non è recuperabile, a meno che non si tratti di patologia improvvisa derivante da altre, come nel caso di insufficienza renale acuta dovuta ad ostruzione.
La terapia e le cure necessarie per un gatto che soffre di insufficienza renale servono principalmente per alleviare i sintomi di questa malattia progressiva. Per evitare che le condizioni di salute del micio peggiorino o che abbia ricadute gravi, bisogna seguire un protocollo gestionale veterinario preciso e scrupoloso. La terapia specifica dipende da caso a caso e l’uso di integratori nefrotonici, minerali e stimolatori di appetito dipendono dal paziente, dai suoi bisogni e dai sintomi. Abbassare la pressione arteriosa è vitale per il benessere renale.
Il gatto con insufficienza renale deve essere sempre sotto controllo medico. I valori ematici e urinari possono talvolta peggiorare in maniera rapida.
Nei casi in cui la diagnosi ci permette di identificare una causa specifica per l’insufficienza renale possiamo instaurare una terapia mirata. Tuttavia nella maggior parte dei casi la terapia è rivolta a supportare il paziente e ridurre segni clinici e complicanze.
Insufficienza Renale Cronica nel Gatto: il Ruolo della Dieta
Fondamentale risulterà l’alimentazione che dovrà essere fatta con una dieta che prevede come fonte proteica, proteine di altissima qualità (carne a ridotto tenore di purine, quindi non frattaglie ad esempio) ed un bilancio elettrolitico molto preciso, a causa dello squilibrio che si instaura nell’assorbimento di questi microelementi proprio a livello del rene mal funzionante.
La dieta dovrà essere seguita in modo molto preciso, possibilmente attraverso cibi umidi per aumentare la quantità di acqua assunta e cercare di limitare la disidratazione dovuta alla incapacità del rene di concentrare le urine.
L’alimentazione del gatto avrà questi obiettivi:
- controllare l’uremia (quindi diminuire o non far aumentare gli scarti derivati dal metabolismo delle proteine) effettuabile somministrando solo proteine che abbia reale funzione nutritiva (metabolismo dei tessuti e fonte energetica);
- ridurre i disturbi associati agli squilibri elettrolitici, e bilancio acido- base;
- portare un nutrimento reale al fisico;
- ridurre la progressione della malattia;
- utilizzo di integratori complementari alla dieta, utili a chelare il fosforo.
Questi obiettivi sono raggiungibili attraverso un accurato controllo delle fonti proteiche che devono essere di altissima qualità (quindi proteine animali e non derivati) ed un bilancio dei microelementi corretto.
Un ruolo fondamentale avranno anche le integrazioni con acidi grassi essenziali, in particolare gli omega-3 che hanno uno straordinario potere antinfiammatorio sul parenchima (cioè tessuto) renale, grazie alla capacità di ridurre lo stress ossidativo che si crea in quel distretto.
L’alimentazione ideale dovrebbe avere un apporto proteico bilanciato, integrazione di vitamine, antiossidanti, acidi grassi omega3 e potassio. Esistono numerose diete commerciali ideali per questi pazienti; in alternativa un’alimentazione casalinga può essere presa in considerazione solo se formulata da un veterinario esperto in nutrizione.
Nei pazienti in stadio IRIS 3 e 4 va invece effettuata una restrizione proteica. In tutti i pazienti vanno offerte proteine di alto valore biologico, ovvero che contengano tutti gli aminoacidi essenziali e che non affatichino il lavoro dei reni.
In commercio esistono numerosi mangimi completi specifici per pazienti cani e gatti con IR, e alcune aziende dividono la loro offerta anche in base allo stadio IRIS dell’IR, con diete specifiche indicate per gli stadi iniziali ed altre per quelli più avanzati.
La Gestione del Gatto Anziano nell'Insufficienza Renale Cronica
Il gatto anziano subisce fisiologicamente una ridotta funzionalità renale, dovuta proprio all’età. Questo porta ad una riduzione della condizione fisica, aggravata dalla malattia renale, sia perché ha un ridotto appetito, sia perché spesso ha episodi di vomito.
La perdita di peso è dovuta sia ad una diminuita assunzione di cibo, che ad un eccessivo metabolismo muscolare che ne provoca un consumo esagerato. Questa condizione, nota con il nome di cachessia, è spesso presente in soggetti con patologie tumorali, o degenerative croniche a carico dell’apparato respiratorio o cardiaco ad esempio.
Nei gatti è stato osservato che la perdita di condizione fisica e di peso, è determinante nello stabilire la prognosi, quindi al tempo di sopravvivenza del micio. Questo perché la perdita dell’appetito, è provocata ad una moltitudine di condizioni patologiche a loro volta aggravanti la condizione: aumento della pressione arteriosa disidratazione cambio della percezione del gusto anemia ipokaliemia (diminuita concentrazione di potassio nel sangue) possibile disturbo della percezione della fame.
In pratica i soggetti con peso maggiore all’inizio della patologia, riescono a sopravvivere più a lungo. Ma il peso determinato dalla massa muscolare è quello più importante e sarò quindi da tenere monitorato. Al suo diminuire corrisponderà una riduzione della condizione fisica e velocità di decadimento.
Il gatto anziano ha due particolarità che lo distinguono da tutte le altre specie: il fabbisogno di proteine è molto maggiore rispetto al cane. Il gatto è un carnivoro stretto e questo fa sì che abbia necessità di assumere proteine dalla carne.
Quando la sua alimentazione non è adeguata, il fabbisogno energetico (quindi di amminoacidi) lo porta a consumare riserve muscolari e non di grassi. Il metabolismo del gatto anziano, invece di diminuire tende a rimanere costante o ad aumentare. Questo porta ad un aggravio del consumo calorico che con la malattia aumenta.
Inoltre nel gatto anziano si ha una ridotta capacità di digestione delle proteine e dei grassi, con quindi una ancora maggiore tendenza alla cachessia e degenerazione muscolare.
Altro fattore che complica la gestione dell’alimentazione del gatto in questa condizione è certamente il diminuito appetito e sete che lo porta al rifiuto del cibo. Anche se non è sempre semplice verificare la presenza di nausea, quando non c’è vomito, sarà certamente consigliato utilizzare farmaci che possano ridurre questa sensazione, oltre a poter intervenire con integratori oressizzanti (che aumentino l’appetito).
Piccoli trucchi potrebbero essere:
- spostare la sede della ciotola
- variare la temperatura della pappa
- aggiungere poca acqua (del tonno al naturale), possibilmente senza sale, per non influire sulla pressione arteriosa.
Se, nonostante questo, non si riesce ad aumentare l’assunzione di cibo, sarò necessario intervenire con un sondino per l’alimentazione forzata. Anche l’idratazione attraverso flebo sottocutanee, possono essere fatte con successo.
Prevenzione dell’Insufficienza Renale Cronica nel Gatto
La prevenzione più efficace nel gatto è certamente quella di alimentarlo fin dalla sua più giovane età con alimenti di alta qualità. Un alimento possibilmente umido con fonti proteiche provenienti da carne e non da derivati, che non affatichino quindi l’apparato renale a causa di una esagerata escrezione di amminoacidi non edibili.
Un altro passo fondamentale sarà quello di effettuare visite e controlli regolari, con ecografie ed esami del sangue e delle urine al fine di verificare la presenza di anomalie.
Fare particolare attenzione al comportamento del gatto che, di norma beve e urina poco. Rispettare le sue necessità comportamentali, per averlo sempre in forma e felice.
Alimentare il gatto in modo adeguato fin dalla sua più giovane età è sicuramente il primo modo per prevenire l’insorgenza di questa patologia. Per prevenire l’insufficienza renale cronica, è importante definire con il proprio veterinario e rispettare un piano di check-up periodici, con esami del sangue, esami delle urine ed ecografie regolari.
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