Unipril e Colesterolo: Controindicazioni ed Effetti Collaterali

Unipril Colesterolo è un integratore alimentare formulato per favorire il controllo dei livelli di colesterolo nel sangue, in particolare quello introdotto con l’alimentazione. Grazie alla sua formula specifica, contribuisce alla regolare funzionalità cardiovascolare e al metabolismo dei lipidi. Unipril Colesterolo agisce riducendo l’assorbimento del colesterolo esogeno e supporta la funzionalità cardiovascolare.

Ingredienti di Unipril Colesterolo

  • BPF Bergamot Polyphenolic Fraction Citrus x bergamia Risso & Poit. frutto e.s. tit. 38% polifenoli
  • Melograno frutto e.s. (Punica granatum L.) tit. 40% acido ellagico
  • Arancio dolce frutto e.s. (Citrus aurantium var. dulcis Hayne) tit. 60% esperidina
  • Idrossipropilmetilcellulosa
  • Agente antiagglomerante: sali di magnesio degli acidi grassi

Si consiglia l’assunzione di 1-2 capsule al giorno, preferibilmente dopo i pasti.

Uniprildiur: Informazioni Importanti

UNIPRILDIUR deve essere iniziato alla più bassa dose disponibile. Si raccomanda cautela nei pazienti già in trattamento con diuretici, poiché si può verificare ipotensione dopo l'inizio del trattamento. Se la sospensione non dovesse essere possibile, si raccomanda di iniziare il trattamento con la più bassa dose possibile di ramipril (1,25 mg al giorno) in una combinazione libera.

Pazienti con compromissione renale possono richiedere dosi ridotte di UNIPRILDIUR. Pazienti con clearance della creatinina fra 30 e 60 ml/min devono essere trattati solo con la dose più bassa della associazione fissa di ramipril e idroclorotiazide dopo somministrazione di ramipril da solo.

Per le pazienti che stanno pianificando una gravidanza si deve ricorrere a trattamenti antiipertensivi alternativi, con comprovato profilo di sicurezza per l'uso in gravidanza, a meno che non sia considerato essenziale il proseguimento della terapia con un ACE inibitore/AIIRA.

L'associazione Ramipril + Idroclorotiazide non rappresenta un trattamento di scelta dell'iperaldosteronismo primario.

La funzione renale deve essere valutata prima e durante il trattamento e la dose deve essere aggiustata in particolare nelle prime settimane di trattamento. In pazienti con compromissione renale è richiesto un monitoraggio particolarmente attento (vedere paragrafo 4.2). In pazienti con patologia renale, le tiazidi possono precipitare l'uremia. In pazienti con funzionalità renale compromessa si possono sviluppare effetti cumulativi del principio attivo.

Come per qualsiasi paziente in terapia con diuretici, si deve effettuare un monitoraggio periodico degli elettroliti sierici ad intervalli appropriati. Benché con l'uso dei diuretici tiazidici si possa sviluppare ipokaliemia, la terapia concomitante con ramipril può ridurre l'ipokaliemia indotta da diuretici. La prima valutazione dei livelli di potassio plasmatico deve essere effettuata nella prima settimana dopo l'inizio del trattamento.

Si può verificare anche iponatremia dovuta a sindrome da inappropriata secrezione di ormone antidiuretico (SIADH), come osservato in alcuni pazienti trattati con ramipril. La riduzione dei livelli di sodio inizialmente può essere asintomatica, e pertanto è essenziale un monitoraggio regolare. Il monitoraggio deve essere più frequente in pazienti anziani e cirrotici.

Iperkaliemia è stata osservata in alcuni pazienti trattati con ACE inibitori incluso UNIPRILDIUR. In pazienti con patologie epatiche, alterazioni degli elettroliti dovuti a terapia con diuretici inclusa idroclorotiazide possono causare encefalopatia epatica.

Idroclorotiazide stimola il riassorbimento renale del calcio e può causare ipercalcemia.

Sono stati segnalati casi di angioedema in pazienti in trattamento con ACE inibitori incluso il ramipril (vedere paragrafo 4.8). Questo rischio di angioedema può essere aumentato in pazienti che stanno assumendo farmaci concomitanti che possono causare angioedema, come gli inibitori di mTOR (ad esempio, temsirolimus, everolimus, sirolimus), vildagliptin o gli inibitori di neprilisina (NEP) (ad esempio, racecadotril e sacubitril/valsartan) (vedere paragrafo 4.3 e paragrafo 4.5). In caso di angioedema, UNIPRILDIUR deve essere interrotto. Deve essere prontamente istituito un trattamento di emergenza. I pazienti devono essere tenuti sotto osservazione per almeno 12-24 ore e dimessi solo dopo la completa risoluzione della sintomatologia.

Nei pazienti in terapia con ACE inibitori, incluso UNIPRILDIUR, è stato segnalato angioedema intestinale (vedere paragrafo 4.8). Questi pazienti hanno presentato dolore addominale (con o senza nausea o vomito).

La probabilità e la gravità di reazioni anafilattiche o anafilattoidi in seguito a contatto con veleno di insetti o altri allergeni sono aumentate durante terapia con ACE inibitori.

Si consiglia un monitoraggio più frequente nella fase iniziale del trattamento e in pazienti con compromessa funzionalità renale, nei pazienti con concomitanti patologie del collagene (ad es.

L'idroclorotiazide, una sulfonamide, può causare una reazione idiosincratica che determina effusione coroidale con difetti del campo visivo, miopia acuta transitoria e glaucoma acuto ad angolo chiuso. I sintomi comprendono insorgenza acuta di diminuita acuità visiva o dolore oculare e in genere si manifestano da poche ore a settimane dall'inizio della somministrazione del farmaco. Il glaucoma acuto ad angolo chiuso se non trattato può portare ad una perdita permanente della vista. Il trattamento principale è sospendere la somministrazione di idroclorotiazide il più rapidamente possibile. Se la pressione intraoculare rimane incontrollata può essere necessario considerare un rapido trattamento medico o chirurgico.

Dopo l'assunzione di idroclorotiazide sono stati segnalati casi severi molto rari di tossicità respiratoria acuta, compresa la sindrome da distress respiratorio acuto (acute distress respiratory syndrome, ARDS). L'edema polmonare si sviluppa generalmente entro pochi minuti od ore dall'assunzione di idroclorotiazide. All'esordio i sintomi comprendono dispnea, febbre, deterioramento polmonare e ipotensione. Se si sospetta la diagnosi di ARDS, Uniprildiur deve essere interrotto e deve essere somministrato un trattamento appropriato.

La terapia con tiazidi può compromettere la tolleranza al glucosio. In pazienti diabetici può essere richiesto un aggiustamento della dose di insulina o dei farmaci ipoglicemizzanti orali.

Aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi sono stati associati alla terapia con diuretici tiazidici.

Con l'uso degli ACE inibitori è stata segnalata tosse. Tipicamente, la tosse è non produttiva, persistente e si risolve con l'interruzione della terapia.

Si possono verificare reazioni di sensibilizzazione in pazienti con o senza pregressa allergia o asma bronchiale.

L'uso concomitante di ACE inibitori con sacubitril/valsartan è controindicato in quanto aumenta il rischio di angioedema (vedere paragrafi 4.3 e 4.4). Il trattamento con ramipril non deve essere iniziato fino a 36 ore dopo aver assunto l'ultima dose di sacubitril/valsartan.

Trattamenti extracorporei che portano a contatto il sangue con superfici con carica negativa quali dialisi od emofiltrazione con membrane ad alto flusso (ad esempio membrane poliacrilonitriliche) oppure aferesi delle lipoproteine a bassa densità per mezzo di destrano solfato sono controindicati a causa dell'aumento del rischio di gravi reazioni anafilattoidi (vedere paragrafo 4.3).

L'associazione di UNIPRILDIUR con antagonisti del recettore II per l'angiotensina (AIIRA) non è raccomandata (vedere paragrafo 4.4).

Un aumentato rischio di angioedema è possibile in pazienti che stanno assumendo farmaci concomitanti come gli inibitori di mTOR (ad esempio, temsirolimus, everolimus, sirolimus) e vildagliptin.

Inibitori della NEP:è stato segnalato un aumento del rischio di angioedema in seguito all'uso concomitante di ACE inibitori ed inibitori della NEP come il racecadotril (vedere paragrafo 4.4).

Medicinali antipertensivi (ad es. diuretici) ed altre sostanze che possono diminuire la pressione sanguigna (ad es. Vasopressori simpaticomimetici ed altre sostanze (adrenalina) che possono ridurre l'effetto antipertensivo di ramipril: si raccomanda il monitoraggio della pressione arteriosa.

Sali di litio: l'escrezione di litio può essere ridotta dagli ACE inibitori e quindi la tossicità del litio può essere aumentata. I livelli sierici di litio devono essere controllati. L'uso concomitante di diuretici tiazidici può aumentare il rischio di tossicità del litio e potenziare il rischio già incrementato della tossicità del litio con gli ACE inibitori.

Antidiabetici inclusa insulina: possono verificarsi reazioni ipoglicemiche. L'idroclorotiazide può attenuare gli effetti dei medicinali antidiabetici.

Farmaci antinfiammatori non steroidei ed acido acetilsalicilico: deve essere prevista una possibile riduzione dell'effetto antipertensivo di UNIPRILDIUR.

Preparati a base di digitale, sostanze attive note per prolungare l'intervallo QT e antiaritmici: la loro tossicità proaritmica può essere aumentata o i loro effetti antiaritmici diminuiti in presenza di alterazioni degli elettroliti (es.

Colestiramina e altri scambiatori ionici somministrati per via enterica: ridotto assorbimento di idroclorotiazide.

Eparina: possibile aumento della concentrazione del potassio sierico.

Idroclorotiazide, in caso di esposizione prolungata durante il terzo trimestre di gravidanza, può causare ischemia feto-placentare e il rischio di un ritardo della crescita. Inoltre, in caso di esposizione vicino al termine sono stati segnalati rari casi di ipoglicemia e trombocitopenia nei neonati.

Idroclorotiazide è escreta nel latte umano. Si possono verificare ipersensibilità alle sostanze attive derivate della sulfonamide, ipokaliemia e ittero nucleare.

Alcuni effetti indesiderati (per es. alcuni sintomi del calo pressorio quali capogiri) possono interferire con la capacità di concentrazione e di reazione del paziente e perciò rappresentano un rischio in situazioni in cui queste capacità sono particolarmente importanti (per es. Questo può verificarsi in modo particolare all'inizio del trattamento o quando si sta sostituendo un'altra terapia.

Il profilo di sicurezza dell'associazione Ramipril + Idroclorotiazide include reazioni avverse che si verificano nel contesto dell'ipotensione e/o deplezione di fluidi dovuta alla diuresi aumentata. Il principio attivo ramipril può indurre tosse secca persistente, mentre il principio attivo idroclorotiazide può portare ad un peggioramento del metabolismo di glucosio, lipidi e acido urico. I due principi attivi hanno effetti opposti sul potassio plasmatico.

Cancro cutaneo non melanoma: sulla base dei dati disponibili provenienti da studi epidemiologici, è stata osservata un'associazione tra HCTZ e NMSC, correlata alla dose cumulativa assunta (vedere anche i paragrafi 4.4.

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

I pazienti devono essere attentamente monitorati e il trattamento deve essere sintomatico e di supporto. Le principali misure suggerite includono detossificazione (lavaggio gastrico, somministrazione di adsorbenti) e misure per ripristinare la stabilità emodinamica, inclusa la somministrazione di agonisti alfa 1 adrenengici o angiotensina II (angiotensinamide).

Controindicazioni di UNIPRIL

Non prenda UNIPRIL:

  • Se è allergico al ramipril, ad un qualsiasi altro medicinale ACE inibitore o ad uno qualsiasi degli altri componenti di questo medicinale (elencati al paragrafo 6). Segni di una reazione allergica possono essere eruzioni cutanee, difficoltà a deglutire o a respirare, gonfiore alle labbra, alla faccia, alla gola o alla lingua.
  • Se ha avuto una reazione allergica grave chiamata "angioedema". Questi segni includono prurito, eruzione cutanea (orticaria), macchie rosse sulle mani, sui piedi e in gola, gonfiore della gola e della lingua, gonfiore attorno agli occhi e delle labbra, difficoltà nel respirare e a deglutire.
  • Se è in dialisi o sta subendo qualche altro tipo di filtrazione del sangue. A seconda del macchinario che viene utilizzato, UNIPRIL può non essere adatto per lei.
  • Se ha problemi renali dovuti a insufficiente apporto di sangue al rene (stenosi dell'arteria renale).
  • Durante gli ultimi 6 mesi di gravidanza (vedere il paragrafo sotto "Gravidanza e allattamento").
  • Se la pressione sanguigna è eccessivamente bassa o instabile. Il medico dovrà fare questa valutazione.
  • Se soffre di diabete o la sua funzione renale è compromessa ed è in trattamento con un medicinale che abbassa la pressione del sangue, contenente aliskiren.

Precauzioni prima di assumere UNIPRIL

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere UNIPRIL:

  • Se ha problemi di cuore, fegato o reni.
  • Se ha perso molti sali o fluidi corporei (a causa di uno stato di malessere quale vomito, diarrea, sudorazione eccessiva, o in seguito ad una dieta povera di sale, o per l'assunzione di diuretici orali per un lungo periodo di tempo o avendo subito una dialisi).
  • Se sta assumendo medicinali chiamati inibitori di mTOR (ad esempio, temsirolimus, everolimus, sirolimus) o vildagliptin poiché essi possono aumentare il rischio di angioedema, una reazione allergica grave.
  • Se sta per sottoporsi ad un trattamento per ridurre l'allergia alle punture delle api o delle vespe (desensibilizzazione).
  • Se sta per subire un'anestesia. Questa può essere somministrata per un intervento chirurgico o un intervento ai denti. Potrebbe essere necessario interrompere il trattamento con UNIPRIL il giorno prima, chieda consiglio al medico.
  • Se ha un elevato quantitativo di potassio o un basso quantitativo di sodio nel sangue (evidenziato da un esame del sangue).
  • Se ha una patologia vascolare del collagene come sclerodermia o lupus eritematoso sistemico.
  • Deve informare il medico se pensa di essere in stato di gravidanza (o se vi è la possibilità di dare inizio ad una gravidanza). UNIPRIL non è raccomandato durante il primo trimestre di gravidanza e può causare gravi danni al bambino dopo i primi tre mesi di gravidanza, vedere paragrafo "Gravidanza e allattamento".
  • Se sta assumendo uno dei seguenti medicinali usati per trattare la pressione alta del sangue:
    • un' "antagonista del recettore dell'angiotensina II" (AIIRA) (anche noti come sartani - per esempio valsartan, telmisartan, irbesartan), in particolare se soffre di problemi renali correlati al diabete.
    • aliskiren.
    Il medico può controllare la sua funzionalità renale, la pressione del sangue, e la quantità di elettroliti (ad esempio il potassio) nel sangue a intervalli regolari.

Interazioni con altri medicinali

Informi il medico o il farmacista se sta assumendo, ha recentemente assunto o potrebbe assumere qualsiasi altro medicinale. Questo perché UNIPRIL può influenzare il meccanismo d'azione di alcuni altri medicinali. Inoltre alcuni medicinali possono influenzare il meccanismo d'azione di UNIPRIL. Il medico potrebbe ritenere necessario modificare la dose e/o prendere altre precauzioni.

Informi il medico se sta assumendo uno dei seguenti medicinali. Tali medicinali possono interferire con UNIPRIL alterandone l'azione:

  • Medicinali utilizzati per alleviare dolori ed infiammazioni (ad es. Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) come ibuprofene, indometacina, aspirina).
  • Medicinali utilizzati per il trattamento della pressione bassa, dello shock, dell'insufficienza cardiaca, dell'asma o delle allergie come efedrina, noradrenalina o adrenalina. Il medico dovrà controllare la sua pressione sanguigna.

Effetti Indesiderati Comuni

Informi il medico se una delle condizioni di seguito descritte diventa grave o permane per un tempo più lungo di qualche giorno:

  • Mal di testa o sensazione di stanchezza.
  • Sensazione di capogiri. Questo è più probabile che accada quando la terapia con UNIPRIL è appena iniziata o ha appena incrementato la dose.
  • Svenimento, ipotensione (pressione sanguigna insolitamente bassa), specialmente quando si è in piedi o ci si alza rapidamente.
  • Tosse secca stizzosa, infiammazione dei seni nasali (sinusite) o bronchite, fiato corto.
  • Dolore allo stomaco o all'intestino, diarrea, indigestione, sensazione di malessere o malessere.
  • Eruzione cutanea con o senza rigonfiamenti.
  • Dolori al petto.
  • Crampi o dolori muscolari.
  • Gli esami del sangue mostrano un livello di potassio più elevato del normale.

Effetti Indesiderati Non Comuni

  • Problemi di equilibrio (vertigini).
  • Prurito e sensazioni insolite alla pelle come intorpidimento, formicolio, bruciore, sensazione di punture o di sfregamento (parestesia).
  • Perdita o cambiamento del gusto.
  • Problemi di sonno.
  • Umore depresso, ansia, maggiore nervosismo rispetto al solito o irrequietezza.
  • Naso chiuso, difficoltà respiratorie o peggioramento dell'asma.
  • Gonfiore all'intestino chiamato "angioedema intestinale" e che si presenta con sintomi come dolore addominale, vomito e diarrea.
  • Bruciore allo stomaco, stipsi o secchezza della bocca.
  • Aumento della quantità di urina durante la giornata.
  • Maggiore sudorazione rispetto al solito.
  • Perdita o diminuzione dell'appetito (anoressia).
  • Battito cardiaco accelerato o irregolare.
  • Braccia e gambe gonfie. Questo può essere il segno che il suo corpo sta trattenendo più acqua del solito.
  • Vampate.
  • Visione offuscata.
  • Dolore alle articolazioni.
  • Febbre.
  • Impotenza nel maschio, ridotto desiderio sessuale in uomini e donne.
  • Aumento nel numero delle cellule bianche del sangue (eosinofilia) riscontrato durante gli esami del sangue.
  • Alterazioni della funzionalità di fegato, pancreas o reni evidenziate da analisi del sangue.

Tabella degli Effetti Indesiderati di Ramipril

Classificazione per sistemi e organi Comune Non comune Raro Molto raro Non nota
Patologie cardiache Ischemia miocardica, tachicardia, aritmia, palpitazioni, edema periferico
Patologie del sistema emolinfopoietico Eosinofilia Diminuzione dei globuli bianchi, rossi, emoglobina, piastrine Depressione del midollo osseo, pancitopenia, anemia emolitica
Patologie del sistema nervoso Cefalea, capogiri Vertigini, parestesia, ageusia, disgeusia Tremore, disordini dell’equilibrio Ischemia cerebrale, alterazioni psicomotorie, sensazione di bruciore, parosmia
Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche Tosse secca non produttiva Bronchite, sinusite, dispnea Broncospasmo, congestione nasale
Patologie gastrointestinali Infiammazione gastrointestinale, disturbi della digestione, dispepsia, diarrea, nausea, vomito Pancreatite, aumento degli enzimi epatici, angioedema dell'intestino tenue Dolore nella parte alta dell'addome, stipsi, secchezza della bocca, glossite Stomatite aftosa
Patologie renali e urinarie Compromissione renale, aumento della produzione di urine Peggioramento di proteinuria preesistente, aumento dell’azotemia, aumento della creatininemia
Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo Eruzione cutanea Angioedema, prurito, iperidrosi Dermatite esfoliativa, orticaria, onicolisi, reazione di fotosensibilità Necrolisi epidermica tossica, sindrome di Stevens-Johnson, eritema multiforme, pemfigo, aggravamento della psoriasi, dermatite psoriasiforme, esantema o enantema pemfigoide o lichenoide, alopecia
Disturbi del metabolismo e della nutrizione Aumento della kaliemia Anoressia, diminuzione dell’appetito Diminuzione della sodiemia
Patologie vascolari Ipotensione, ipotensione ortostatica, sincope Vampate Stenosi vascolare, ipoperfusione, vasculite, Fenomeno di Raynaud
Patologie epatobiliari Aumento degli enzimi epatici e/o della bilirubina coniugata Ittero colestatico, danno epatocellulare Insufficienza epatica acuta, epatite colestatica o citolitica
Disturbi psichiatrici Umore depresso, ansietà, nervosismo, irrequietezza, disturbi del sonno Stato confusionale Disturbi dell’attenzione

La segnalazione delle reazioni avverse sospette che si verificano dopo l’autorizzazione del medicinale è importante, in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio del medicinale.

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