Infezione e Glicemia: Un'Analisi Approfondita del Legame

La correlazione tra diabete mellito (DM) e malattie infettive è ampiamente riconosciuta. I pazienti con DM sono caratterizzati da una funzione compromessa del sistema immunitario.

Maggior Rischio di Infezioni: Perché?

La maggiore frequenza di infezioni nei soggetti con diabete è dovuta allo stato di iperglicemia diffusa che infarcisce di zucchero i tessuti dell’organismo, soprattutto quando non c’è un buon controllo della glicemia.

Questo stato favorisce la disfunzione del sistema immunitario, per esempio, provoca un danno alla funzione dei neutrofili (i globuli bianchi più numerosi che sono in prima linea nella difesa contro le infezioni), agevola l’inibizione dei meccanismi antiossidanti (che combattono costantemente i radicali liberi e le tossine) e contrasta l’immunità umorale, cioè l’immunità mediata dagli anticorpi, proteine sieriche circolanti che sono responsabili del riconoscimento specifico e dell’eliminazione dell’antigene.

Le infezioni possono colpire qualsiasi organo o sistema del nostro organismo, come infezioni del piede (piede diabetico), delle alte e basse vie respiratorie, infezioni cutanee, infezioni urinarie, infezioni delle ossa, infezioni dei tessuti e delle valvole del cuore, in base alla predisposizione individuale e sono causa di un aumento notevole del numero di visite mediche in questi pazienti.

Dai risultati è emerso che circa il 6% dei ricoveri ospedalieri è correlato alla presenza di patologie infettive, e il 12% dei decessi per infezione potrebbero essere attribuiti al diabete.

Oltre alle complicanze macro e micro-vascolari, al DM è comunemente associato un aumento del rischio di infezione. Diversi studi preclinici e clinici hanno rivelato un difetto significativo sia nell’immunità innata che in quella adattativa nei pazienti con DM.

Le alterazioni del sistema immunitario durante l’iperglicemia sembrano essere associate a meccanismi che includono una minore secrezione di citochine infiammatorie, depressione della funzione dei neutrofili e delle cellule T, nonché diminuzioni dell’immunità umorale.

Le infezioni comuni legate al diabete mellito sono quelle delle vie respiratorie e urinarie. Altri tessuti/organi comunemente compromessi nei pazienti diabetici includono, tra gli altri, la pelle, il midollo osseo, il tratto gastrointestinale e il fegato.

È interessante notare che le infezioni del piede sono molto comuni nei pazienti con diabete e di solito iniziano dopo una ferita al piede che alla fine porta all’ulcerazione.

Inoltre, secondo uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Diabetes Care nel gennaio 2018, chi ha diabete di tipo 1 (DT1) ha il quadruplo di probabilità di ricoveri ospedalieri per infezioni e chi il diabete di tipo 2 (DT2) ne ha il doppio rispetto ai soggetti senza diabete.

Il Ruolo dell'Iperglicemia Indotta da Stress (SIH)

Oltre al diabete, un’altra condizione che comunemente predispone all’iperglicemia è lo stress. L’iperglicemia indotta da stress (SIH) si riferisce generalmente a una condizione metabolica con un’iperglicemia transitoria associata a malattia clinica.

Il SIH è particolarmente pericoloso nelle malattie croniche critiche, poiché le funzioni degli organi diventano aberranti aumentando il rischio di morte. Nei casi meno gravi, l’SIH sembra influenzare la normale risposta immunitaria, poiché l’iperglicemia è associata ad un aumento del rischio di infezioni.

Il diabete è una condizione che può potenziare le malattie infettive e predisporre i pazienti a contrarre malattie più gravi. A sostegno di questa ipotesi, un recente studio di coorte abbinato ha analizzato il tasso di incidenza dell’infezione in 306.011 pazienti (102.493 pazienti con diabete di tipo 1 e 2) e ha riportato che i pazienti con diabete (soprattutto di tipo 1) sono più suscettibili allo sviluppo di gravi malattie infettive.

Studi emergenti sulla salute globale hanno riferito che altre infezioni del tratto respiratorio con alto tasso di mortalità nei pazienti con diabete, oltre alla polmonite, sono quelle promosse da agenti virali.

Glicemia e Funzioni Corporee

In condizioni metaboliche e fisiopatologiche normali, gli individui presentano oscillazioni del glucosio durante il giorno, correlate con la velocità di svuotamento gastrico e i livelli di glucosio postprandiale.

Le fluttuazioni glicemiche sono limitate da bassi livelli di glucosio che rallentano lo svuotamento gastrico o da alti livelli di glucosio che lo accelerano. Tuttavia, uno stato ipoglicemico promuove effetti inversi; quindi, lo svuotamento gastrico viene accelerato e la velocità di assorbimento dei nutrienti viene aumentata per raggiungere i livelli glicemici fisiologici, suggerendo che la motilità gastrointestinale e la funzione motoria gastrica sono fattori importanti da considerare per una terapia di controllo glicemico.

Durante lo svuotamento gastrico fisiologico, i carboidrati e le proteine vengono evacuati più velocemente dei lipidi per il loro contenuto calorico. L’evacuazione di questi macronutrienti inizia 20-40 minuti dopo l’assunzione del cibo e quando raggiungono l’intestino vengono secreti nel sangue alcuni ormoni noti come ormoni incretinici.

L’ipoglicemia si manifesta in caso di insufficiente assunzione di cibo, eccessivo esercizio fisico, situazioni stressanti, consumo eccessivo di alcol, presenza di infezioni, gravi patologie digestive o urologiche e/o dopo l’assunzione di farmaci antidiabetici.

Il controllo glicemico e la riduzione degli eventi di iperglicemia o ipoglicemia rappresentano le principali sfide nell’esperienza clinica per ottenere una diminuzione della variabilità della glicemia.

Diversi studi hanno dimostrato i potenziali benefici del controllo glicemico, come dieta ipoglicemica, esercizio fisico e approccio farmacologico nei casi più gravi.

Il controllo glicemico dipende da molti fattori, tra cui la quantità di carboidrati consumati, il tipo di carboidrati, il tipo di amido, la preparazione del cibo e la presenza di altri macronutrienti negli alimenti (grassi, proteine e fibre).

Anche il ritmo con cui si consuma un pasto è stato implicato nella modulazione dell’iperglicemia postprandiale, ad esempio, mangiare velocemente è stato associato a escursioni glicemiche più elevate nelle donne sane.

Inoltre, un’altra importante strategia da considerare è il consumo di alimenti e pasti che inducono un abbassamento del carico glicemico del pasto e ritardano lo svuotamento gastrico, portando così a una diminuzione del fabbisogno di insulina e alle escursioni del glucosio postprandiale, determinando, inoltre, un aumento del senso di sazietà.

L’iperglicemia postprandiale e l’insulino resistenza sono problemi complessi influenzati da molti fattori e cause.

Infiammazione e Diabete: Un Legame Storico

La dimostrazione dell’esistenza di una stretta connessione fra l’infiammazione e il diabete risale al 1876, anno in cui Ebstein dimostrò che la somministrazione di alte dosi di salicilato di sodio era in grado di ridurre la glicosuria in individui diabetici. Analogamente, pazienti diabetici che assumevano alte dosi di salicilati per il trattamento dell’artrite mostravano un miglioramento del profilo metabolico.

Ad oggi è noto che l’infiammazione cronica contribuisce alla patogenesi del diabete di tipo 2 ed è, a sua volta, intensificata dall’iperglicemia, caratterizzante il diabete, contribuendo all’insorgenza delle sue complicanze. Un grande interesse è stato rivolto al ruolo dei vari markers infiammatori nella stratificazione del rischio per il diabete e/o le sue complicanze.

Lo studio dei meccanismi responsabili della stretta connessione fra infiammazione, diabete e complicanze, ha l’obiettivo di identificare le vie del segnale infiammatorio coinvolte nel danno multiorgano che predispone all’insorgenza del diabete, in modo da attuare opportune strategie terapeutiche che possano prevenire o controllare tali danni.

La Glicemia come Campanello d'Allarme

La risposta infiammatoria del corpo alle infezioni può portare a un aumento della glicemia. Quando si è malati, o si ha un’infezione in corso, il corpo rilascia degli ormoni in grado di contrastare la malattia.

In generale questo è positivo, ma nelle persone con diabete di tipo 2 si può verificare che i livelli di zucchero nel sangue aumentino in maniera significativa. Quindi, quando si è malati, è importante consultare il proprio medico di base o diabetologo su come monitorare la situazione: con che frequenza misurare la glicemia, quali farmaci possono portare a un aumento del glucosio circolante, eventuali segnali d’allarme ai quali prestare attenzione e, se è necessario, controllare la concentrazione di chetoni nelle urine.

Infezioni Comuni nei Diabetici

Prima della scoperta dell’insulina, il più grande nemico dei diabetici dopo la chetoacidosi, era l’infezione. Tutti gli stati infettivi, massimamente la tubercolosi, erano molto frequenti nel diabetico ed erano anche molto gravi. Ci sono dunque delle infezioni che colpiscono il diabetico con maggiore insistenza e il perché è abbastanza comprensibile.

Quando la nostra glicemia s’innalza oltre certi limiti, sappiamo che nelle urine compare il glucosio. Lo stesso avviene, seppur con modalità differenti, nella saliva e nel sudore.

  • Cistiti: Le cistiti sono certamente più frequenti nella donna a causa della brevità dell’uretra femminile. Tutto ciò è fastidioso in quanto la cistite non è certo una situazione gradevole. Quando una cistite è evidente, il nostro medico saprà curarcela a puntino. Me è anche importante ricercare la presenza di batteri nelle nostre urine almeno ogni sei mesi, anche se non abbiamo alcun disturbo, facendoci un esame che si chiama “urocultura”.
  • Infezioni della bocca: Le infezioni della bocca rappresentano l’altra delle situazioni infettive che interessano il diabete. La saliva, abbiamo detto, contiene glucosio in quantità uguale a quella del sangue: più alta la glicemia, più glucosio nella saliva. E poiché la nostra bocca pullula sempre di germi, si può capire che questi, in presenza di una saliva ricca di glucosio, possano trovarsi a loro agio. Ne derivano stomatiti, gengiviti e ascessi, ma soprattutto si verifica l’impianto dei germi nei colletti gengivali, che determina la comune piorrea per scollamento della gengiva dal dente e di questo dalla nicchia ossea nel quale esso è collocato. A causa di ciò il dente perde la sua fissità, comincia a dondolare e finisce per dover essere asportato. Tutto questo processo è favorito dalla scarsa pulizia dei denti e della bocca. Se dopo i pasti non vengono allontanati gli inevitabili residui alimentari, questi, impregnati di saliva ricca di glucosio, fermentano, imputridiscono e rappresentano il terreno ideale per la crescita di batteri e quindi di infezioni. Il rimedio, lo capirebbe un bambino, sta nella più scrupolosa igiene della bocca. E non dimentichiamo di stringere un’assidua amicizia col dentista che almeno ogni sei mesi deve passare in rivista i nostri denti.
  • Infezioni della pelle: Anche questa parte così importante del nostro corpo è spesso presa di mira dalle infezioni. Nelle età più giovani, furuncoletti e furuncoloni, spesso insidiosi e antiestetici, sono più frequenti che nei giovani non diabetici, soprattutto se di sesso maschile. Anche in questo caso è la poca igiene che favorisce tutto: il sudore ricco di glucosio, il grasso e la sporcizia accumulati nelle pieghe che sono terreno fertile per microrganismi di vario genere. Il diabete rappresenta una causa predisponente, ma per queste fastidiose e maleodoranti dermatiti è determinante la scarsa pulizia.

Antibiotici e Glicemia: Cosa Sapere

L’antibiotico di per sé non incide sull’aumentare della glicemia. Le infezioni, indipendentemente dall’assunzione di antibiotici, possono causare un aumento temporaneo della glicemia.

Alcuni antibiotici possono interferire con l’azione di alcuni farmaci antidiabetici orali, come i sulfamidici. Questo può portare a un aumento della glicemia in alcuni pazienti.

Alla luce di questa realtà, possiamo anche affermare che l’aumentare della glicemia può essere letto come un campanello d’allarme. Alcune volte la glicemia alta può anticipare l’insorgenza di stati febbrili.

Discorso diverso se si stanno assumendo farmaci, come il cortisone ad esempio, per infezioni più gravi. Il cortisone nelle sue caratteristiche può portare ad alterare i livelli di glicemia.

Se sei diabetico e stai assumendo antibiotici, è importante monitorare attentamente i livelli di glicemia. Se noti un aumento significativo della glicemia durante l’assunzione di antibiotici, informa il tuo medico curante.

Interazione tra SARS-CoV-2 e Diabete

Di recente è diventato evidente che esiste un’interazione reciproca tra SARS-CoV-2 e diabete. Uno studio italiano pubblicato recentemente sulla rivista Nature Metabolism ha dimostrato che le persone con infezione da SARS-CoV-2 hanno alterazioni del metabolismo glucidico che persistono anche dopo la guarigione dal virus, e ciò si verifica anche in soggetti con infezione da SARS-CoV-2 senza una precedente storia di diabete.

Questo studio suggerisce dunque che, nei pazienti affetti dal virus, è opportuno sviluppare dei meccanismi di protezione per prevenire dei danni permanenti al pancreas.

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