Il carcinoma endometriale uterino è il più comune tumore maligno femminile nei paesi sviluppati con un rischio cumulativo dell'1,8%. L'incidenza di picco è intorno ai 65 anni. I tumori ginecologici colpiscono l’apparato riproduttivo femminile e si dividono in tumori dell’utero (tumori dell’endometrio e tumori della cervice uterina) e tumori delle ovaie.
Tipologie di Tumori Uterini
Il tumore dell’utero più raro è il sarcoma (5%), mentre il più frequente è quello dell’endometrio (80%) con quasi 9.000 casi all’anno, specie a seguito della menopausa trai 50 e i 70 anni, mentre quello della cervice uterina (o collo dell’utero), la parte inferiore dell’utero, è la terza neoplasia ginecologica più frequente, il quinto tumore più frequente al mondo, con un’età media alla diagnosi di 50 anni, ma può presentarsi anche in giovane età.
- Carcinoma dell'endometrio: è la forma più comune di tumore uterino e una delle neoplasie ginecologiche più frequenti. Origina dalle cellule epiteliali e ghiandolari dell’endometrio, la mucosa che riveste la cavità interna dell’utero. Secondo i dati AIRTUM-AIOM, nel 2024 si stimano 8.652 nuovi casi in Italia.
- Carcinoma della cervice uterina: si sviluppa nella cervice uterina, ovvero nel collo dell’utero. Dopo il tumore al seno, rappresenta il secondo tumore più frequente nelle donne a livello mondiale. Nel 2024, si stimano 2.382 nuovi casi in Italia.
- Sarcomi uterini: sono forme rare, che originano dalle cellule muscolari lisce (come i leiomiosarcomi) o dal tessuto connettivo. Costituiscono circa il 5% dei tumori uterini e l’1-3% dei tumori del tratto genitale femminile.
- Carcinosarcomi uterini: esistono anche forme ibride rare, chiamate carcinosarcomi uterini, che combinano caratteristiche sia dei carcinomi sia dei sarcomi.
Fattori di Rischio
- Fattori ormonali: un’esposizione prolungata agli estrogeni non bilanciati dal progesterone rappresenta un importante fattore di rischio, soprattutto per il carcinoma dell’endometrio.
- Fattori genetici ed ereditari: una predisposizione genetica può avere un ruolo importante, soprattutto nei tumori endometriali.
- Infezione da HPV (Papillomavirus umano): il carcinoma della cervice uterina è quasi sempre causato da un’infezione persistente da Papillomavirus umano ad alto rischio oncogeno (in particolare i tipi 16 e 18). Questo rende fondamentali le campagne di screening (Pap test, HPV test) e la vaccinazione contro l’HPV, già prevista in Italia per ragazze e ragazzi in età preadolescenziale.
Vi è il tipo 2 che non è associato ai fattori di rischio succitati e ha una progressione più rapida.
Come si Manifesta il Tumore dell'Utero?
- Il sintomo principale è il sanguinamento vaginale anomalo. Circa il 90% dei tumori endometriali si manifesta con sanguinamento anomalo.
- Sono tumori più rari e con un comportamento clinico più aggressivo.
Qualsiasi episodio di sanguinamento vaginale anomalo, soprattutto in menopausa, deve essere considerato un sintomo da riferire tempestivamente al ginecologo.
Diagnosi e Procedure
La diagnosi di queste forme tumorali si basa su un percorso preciso che inizia con l’ascolto dei sintomi riferiti dalla donna e prosegue con una serie di visite ed esami, sempre più approfonditi. Come per altri tipi di tumore, il tumore della cervice uterina e dell’endometrio sono causati dalla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule che si trasformano in cellule maligne. In tutti i tumori ginecologici, la visita ginecologica e la valutazione accurata della storia clinica della donna sono fondamentali.
Ecografia e Diagnostica per Immagini
Per verificare la posizione e l‘estensione del carcinoma della cervice si esegue una ecografia. Questa si può eseguire dalla parete addominale o, come avviene nella maggior parte dei casi, dalla vagina (ecografia transvaginale).
Alcuni studi hanno comparato le performance dell’ecografia con la risonanza magnetica: tendenzialmente entrambe le metodiche hanno dimostrato buone performance con risultati diversi, talora contrastanti, a seconda dei diversi centri, delle apparecchiature utilizzate e delle diverse expertise degli operatori. L’ecografia può inoltre fornire informazioni riguardo la vascolarizzazione e l’apporto e distribuzione vascolare della lesione in esame.
Nel caso di sospetto per tumore dell’utero, durante la visita ginecologica viene effettuata l’ecografia transvaginale, con un piccola sonda inserita in vagina, che sfrutta le onde sonore per valutare e misurare l’epitelio che riveste la cavità interna dell’utero.
Diagnosi del Tumore dell'Endometrio
Abbiamo visto che il sanguinamento vaginale anomalo, soprattutto dopo la menopausa, è il campanello d’allarme più comune per sospettare un tumore dell’endometrio. Se ci sono dubbi, si procede con un’isteroscopia, un esame che permette di osservare direttamente la cavità uterina e, se necessario, eseguire una biopsia (un piccolo prelievo di tessuto da analizzare al microscopio). Oggi, in molti casi, si esegue anche un’analisi molecolare del tumore, che fornisce informazioni utili per capire meglio il comportamento della malattia e scegliere la terapia più adatta.
Diagnosi del Tumore della Cervice Uterina
Dopo un Pap test sospetto, si esegue una colposcopia, un esame che permette di osservare la cervice da vicino e fare, se necessario, una biopsia mirata. Per valutare l’estensione della malattia, si utilizza la risonanza magnetica dell’addome e del bacino, utile per capire se il tumore ha invaso gli organi vicini e se ci sono linfonodi coinvolti.
Diagnosi dei Sarcomi Uterini
I sarcomi dell’utero sono tumori rari e spesso difficili da diagnosticare precocemente. Il sospetto nasce generalmente dalla presenza di una massa nell’utero, soprattutto se cresce rapidamente o supera certe dimensioni.
Trattamenti
In base alle dimensioni e alla diffusione del tumore viene scelta quale di queste terapie o combinazione di terapie adottare. In stadi precoci l’intervento chirurgico è la terapia d’elezione. Scopo dell’intervento è di asportare tutto il tessuto alterato. Secondo gli standard attuali questa viene eseguita in combinazione con la chemioterapia, denominata radio chemioterapia. Scopo della radio chemioterapia è la distruzione totale delle cellule tumorali.
I trattamenti principali per i tumori dell’utero includono la chirurgia, la radioterapia e la chemioterapia. La scelta del trattamento dipende da vari fattori, come lo stadio, il grado e l’istotipo del tumore. L’isterectomia (rimozione dell’utero) è una procedura chirurgica comune.
Chirurgia
L’intervento può essere effettuato con tecnica a cielo aperto (laparotomica) o in in modo mini-invasivo, mediante laparoscopia, talvolta robot-assistita. La chirurgia robotica, in particolare, è indicata in pazienti e casi selezionati (donne con obesità media e severa) con l’obiettivo di ridurre i rischi operatori.
Radioterapia
La radioterapia viene erogata tendenzialmente in 25 sedute con tecnica a intensità modulata per risparmiare i tessuti sani. Inoltre può essere associata alla chemioterapia ove indicato. Può essere successivamente seguita da un boost sequenziale sempre con tecnica a fasci esterni oppure con brachiterapia.
Altre Terapie
Dopo la chirurgia, la radioterapia o chemio-radioterapia può essere indicata in base all’esame istologico (es. ormonoterapia (es. L’infezione da papilloma virus umano (HPV) è molto diffusa: oltre la metà delle donne e degli uomini hanno contratto questa infezione almeno una volta nel corso della loro vita. L’infezione si trasmette tramite rapporto sessuale. Nella maggior parte dei casi questa infezione non ha conseguenze sulla salute poiché il virus viene contrastato efficacemente dal sistema immunitario.
Prevenzione
Il carcinoma della cervice uterina si sviluppa durante un periodo relativamente lungo, durante il quale le cellule subiscono cambiamenti degenerativi sempre maggiori fino ad assumere un aspetto di precancerosi. Queste alterazioni cellulari possono essere diagnosticate con gli esami di prevenzione e trattate in modo tale da ottenere una guarigione completa.
Nell’ambito della prevenzione primaria, che mira a evitare l’insorgenza del tumore agendo sui fattori di rischio, le raccomandazioni principali sono l’adozione di stili di vita sani - alimentazione corretta e ricca di fibre, attività fisica regolare, controllo del peso corporeo, astensione dall’uso di tabacco e dal consumo dannoso di alcol - e la vaccinazione anti-HPV (Papillomavirus).
Tutte le donne a partire dai 23 anni e residenti in Alto Adige hanno diritto ad eseguire regolarmente un esame di prevenzione dei tumori ginecologici. Di questo fa parte il cosiddetto Pap-test. Questo consiste nel prelievo di cellule della mucosa con una piccola spazzola che vengono controllate poi al microscopio.
Il controllo microscopico di queste cellule (esame citologico) permette di valutare, se sono presenti alterazioni cellulari e di quanto sono gravi. Si distinguono vari gradi da “negativo” a “LSIL” (alterazioni meno gravi) a “HSIL” (alterazioni gravi - precancerosi). Il Pap-test è un esame indolore, molto efficace e di facile esecuzione. Circa l’80% di tutte le precancerosi sono diagnosticabili attraverso alterazioni cellulari in modo precoce.
Mentre il Pap-test dà informazioni su alterazioni di singole cellule, la biopsia riguarda il tessuto nel suo insieme e dà informazioni sul grado di penetrazione delle cellule alterate nella mucosa della cervice uterina. Il patologo controlla sotto il microscopio strati molto sottili di tessuto - esegue quindi un esame istologico.
L’esito dell’esame istologico viene classificato secondo la classificazione CIN (neoplasia intraepiteliale cervicale) - da CIN I a CIN III.
Follow-up
Dopo la terapia primaria, tutte le pazienti eseguono dei controlli ad intervalli regolari: Nei primi 3 anni ogni 3-4 mesi, nel 4° e 5° anno semestralmente e annualmente negli anni successivi. È importante eseguire regolarmente le visite di follow up che permettono un riconoscimento precoce di una eventuale ripresa della malattia.
Stadiazione del Tumore dell'Utero
Lo stadio del tumore dell’utero viene definito sulla base del sistema di classificazione FIGO (Federazione internazionale di ginecologia e ostetricia) o eventualmente di quello TNM, che si basano su tre caratteristiche principali: la diffusione della malattia (T), il coinvolgimento dei linfonodi (N) e la presenza di metastasi (M).
Il tumore dell’endometrio e i sarcomi dell’utero, come altri tumori, possono essere classificati in 4 stadi:
- Stadio I: il tumore è limitato al corpo dell’utero e non ha invaso cervice, linfonodi o altri siti a distanza.
- Stadio II: il tumore ha invaso la cervice, ma non aree al di fuori dell’utero.
- Stadio III: il tumore si è diffuso oltre l’utero, coinvolgendo altre strutture della regione pelvica e/o i linfonodi.
- Stadio IV: il tumore ha raggiunto la vescica o l’intestino o ha dato metastasi a distanza, a livello degli organi.
Tabella di Stadiazione del Tumore dell'Endometrio
| Stadio | Descrizione |
|---|---|
| I | Tumore confinato all’utero |
| IA1 | Tipo non aggressivo, limitato a un polipo o all’endometrio |
| IA2 | Tipo non aggressivo, invasione < 50% del miometrio, senza LVSI o con LVSI focale |
| IA3 | Carcinoma endometrioide di basso grado confinato all’utero con coinvolgimento ovarico sincrono di basso grado |
| IB | Tipo non aggressivo, invasione ≥ 50% del miometrio, senza LVSI o con LVSI focale |
| IC | Tipo aggressivo (sieroso, a cellule chiare, carcinosarcomi ecc.) senza invasione del miometrio |
| II | Tumore esteso oltre l’endometrio ma ancora limitato all’utero |
| IIA | Tipo non aggressivo con infiltrazione dello stroma cervicale |
| IIB | Tipo non aggressivo con LVSI significativa |
| IIC | Tipo aggressivo con qualsiasi grado di invasione miometriale |
| III | Estensione locale/regionale |
| IIIA | Infiltrazione degli annessi uterini o della sierosa dell’utero |
| IIIB | Infiltrazione di vagina o parametri; metastasi peritoneali pelviche |
| IIIC1 | Metastasi ai linfonodi pelvici |
| IIIC2 | Metastasi ai linfonodi para-aortici (con/ senza coinvolgimento pelvico) |
| IV | Malattia avanzata |
| IVA | Infiltrazione di vescica o mucosa rettale |
| IVB | Metastasi peritoneali extrapelviche |
| IVC | Metastasi a distanza (es. |
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