I testicoli sono gli organi maschili preposti alla produzione degli spermatozoi e di alcuni ormoni. Nonostante il tumore del testicolo sia una neoplasia rara, tuttavia è una delle più frequenti nei giovani.
Il cancro si sviluppa in seguito a un’alterazione nelle cellule del testicolo, che provoca una crescita incontrollata delle stesse determinando la formazione di una massa. L'istotipo preponderante e quello germinale (90% dei casi).
Diagnosi Clinica e Strumentale
La diagnosi clinica del tumore al testicolo si basa inizialmente sulla palpazione del testicolo. E’ il paziente stesso che può portare alla diagnosi, mediante l’autopalpazione dei testicoli.
Il segno più tipico è la presenza di uno o più indurimenti a carico del testicolo, di forma variabile, che può associarsi ad un aumento di volume del testicolo e qualche volta a comparsa di dolore, in genere non intenso. In caso di sospetto clinico è necessario eseguire un'ecografia di entrambi i testicoli.
Ecografia Testicolare
L’ecografia testicolare rappresenta un valido strumento diagnostico per restringere ulteriormente la selezione dei pazienti sub-fertili con un rischio di tumore particolarmente elevato. Nei pazienti con alterazioni del tessuto testicolare (microlitiasi-calcificazioni) è indicata, oltre alla autopalpazione, una ecografia testicolare con cadenza annuale.
Ecocolordoppler e/o ecografia testicolare: è lo strumento più adatto per la diagnosi della lesione testicolare e per la valutazione della sua estensione locale. L’indagine ecografica presenta valori di sensibilità prossimi al 100%; inoltre il basso costo e la ripetibilità dell’esame rendono tale metodica estremamente diffusa.
Tipicamente un tumore testicolare all’ecografia si presenterà nella maggior parte dei casi come una lesione nodulare singola o multipla, ipoecogena rispetto al parenchima sano e spesso a margini ben delimitati o debolmente sfumati.
Esami del Sangue
Tra i marcatori ematici quelli più utili ai fini clinici sono l' alfa-feto-proteina, la gonadotropina corionica umana (hCG) e la lattico deidrigenasi. I tumori del testicolo (i non-seminomi in genere) possono rilasciare nel sangue alcune sostanze dosabili già nello stadio precoce di malattia.
Queste sostanze sono chiamate “marcatori tumorali” e sono la betaHCG e l’alfafetoproteina.
Esame Istologico
L’esame del tessuto testicolare (esame istologico) è fondamentale per la definizione della diagnosi, viene effettuato sul testicolo o parte di esso mediante un intervento chirurgico (inguinotomia) che permette di esporre il testicolo e di asportarne una parte oppure l’intero testicolo (orchiectomia radicale).
Tomografia Assiale Computerizzata (TAC)
La TAC del torace e dell’addome è l’esame per immagini che può permettere di evidenziare la presenza di malattia a livello di altri organi (metastasi).
Stadi del Tumore
Il cancro del testicolo è classificato nei seguenti stadi:
- Stadio I: con tumore circoscritto al testicolo. Si definisce malattia al primo stadio la malattia confinata al solo testicolo.
- Stadio II: con tumore diffuso ai linfonodi dell’addome. Si definisce malattia al secondo stadio la malattia che ha dato metastasi ai soli linfonodi dell’addome (retroperitoneo).
- Stadio III: quando il tumore si è diffuso oltre ai linfonodi, anche con metastasi a distanza in organi quali polmoni e fegato. La malattia è classificata di III stadio se sono interessate ulteriori sedi.
I dati relativi alle sedi di malattia e il livello dei marcatori consente di definire una categoria prognostica della malattia, secondo tre livelli.
Trattamenti
In caso di diffusione del tumore oltre i testicoli, possono rendersi necessari un secondo intervento chirurgico, la chemioterapia o la radioterapia oppure una combinazione di queste terapie.
Chirurgia
La chirurgia ha un ruolo importante nella cura di questo tumore. Orchiectomia radicale inguinale: consiste nell’asportazione chirurgica di un testicolo (il tumore raramente colpisce entrambi i testicoli). E’ una procedura comunemente eseguita in tutti i casi di sospetto cancro del testicolo.
L’orchifunilectomia è un intervento che si esegue per via inguinale tramite un’incisione di circa 5 cm e consiste nell’asportazione del testicolo e del funicolo spermatico. Non esistono metodiche alternative, né per la diagnosi, né per la terapia, in grado di assicurare risultati a lungo termine (>10 aa) superiori a quelli ottenibili con l’orchifunilectomia a cielo aperto.
Se il tumore è diagnosticato in una fase precoce, l’intervento chirurgico di rimozione di un testicolo (orchiectomia radicale inguinale) può essere l’unico trattamento necessario, seguito da stretta osservazione. L’esame anatomopatologico per la determinazione del tipo istologico (seminoma, carcinoma embrionario, choriocarcinoma, tumore del sacco vitellino) del tumore riveste un’importanza cruciale per la definizione della terapia più adeguata.
Qualora il cancro si sia diffuso ai linfonodi può essere necessario un intervento di dissezione dei linfonodi addominali (chirurgia retroperitoneale). L’asportazione dei linfonodi non influisce sulla capacità del paziente di avere un’erezione o un orgasmo.
Chemioterapia
Solitamente, il cancro del testicolo risponde molto bene alla chemioterapia. La necessità della chemioterapia dipende dal tipo, dallo stadio e dalle dimensioni del tumore.
In seguito, può essere necessaria la chirurgia allo scopo di garantire la rimozione totale dell’eventuale residuo tumorale. Alcuni farmaci antitumorali interferiscono con la produzione di spermatozoi: anche se molti uomini riacquistano la fertilità, talvolta l’effetto è permanente.
Generalmente, la chemioterapia risulta molto efficace per il cancro del testicolo. La necessità della chemioterapia dipende dal tipo, dallo stadio e dalle dimensioni del tumore.
Radioterapia
La radioterapia può essere utilizzata in casi selezionati di pazienti affetti da tumore del testicolo al fine di sterilizzare i linfonodali locoregionali paraortici ed iliaci. La radioterapia si rivela particolarmente efficace contro un tipo di cancro del testicolo detto seminoma.
Il seminoma rappresenta un tumore molto radiosensibile pertanto i tassi di guarigione dopo radioterapia risultano particolarmente elevati.
Impatto sulla Funzione Sessuale e Fertilità
L’asportazione di un testicolo desta spesso preoccupazione negli uomini. Oltre a produrre gli spermatozoi, il testicolo produce anche gli ormoni maschili: la funzione ormonale torna solitamente alla normalità dopo l’asportazione di un testicolo.
Se necessario, il paziente può assumere ormoni allo scopo di ristabilire i livelli normali. L’asportazione di un testicolo non dovrebbe influire sulla funzione sessuale. In caso di preoccupazione per l’aspetto esteriore, gli urologi possono discutere con il paziente l’impianto di una protesi testicolare nello scroto.
Tuttavia questo intervento chirurgico può diminuire la fertilità in quanto interferisce con l’eiaculazione. Generalmente, la radioterapia non ha conseguenze sulle capacità sessuali del paziente.
Tuttavia è possibile che interferisca con la produzione di spermatozoi: questo effetto, in genere, è temporaneo e la maggioranza degli uomini riacquista la fertilità nell’arco di pochi mesi.
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