Il tumore al rene è una neoplasia che si sviluppa nei tessuti renali. I reni sono posizionati nella parte posteriore dell’addome ai lati della colonna vertebrale lombare e in quanto filtri selettivi svolgono un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio idroelettrico e nella depurazione del sangue da scorie metaboliche che eliminano attraverso le urine.
Tipologie di Tumore al Rene
Esistono diverse tipologie di tumore al rene. La variante più comune è il carcinoma a cellule renali chiare, che rappresenta circa il 70-85% dei casi. Questo tipo di tumore si sviluppa prevalentemente dalle cellule che rivestono i tubuli renali. L’Oncocitoma (3-7% dei casi) ha un comportamento relativamente benigno. Oltre ai carcinomi, i sarcomi renali rappresentano una categoria distinta, anche se rara.
Cause e Fattori di Rischio
I tumori renali, in particolare quelli a cellule chiare sembrano dipendere da fattori genetici con riguardo ad una delezione del cromosoma 3. I soggetti fumatori hanno una probabilità doppia di sviluppare un cancro renale rispetto ai non fumatori. Anche l’età e il sesso sono fattori che possono concorrere al rischio di ammalarsi di tumore al rene; la malattia interessa in particolar modo gli uomini a partire dai 60 anni d’età.
Altre condizioni che aumentano la probabilità che la patologia si sviluppi sono:
- l’età, in quanto la probabilità di sviluppare questa neoplasia cresce con l’avanzare degli anni;
- il tabagismo, dal momento che i fumatori hanno un rischio maggiore di cancro ai reni rispetto ai non fumatori, e il numero di sigarette fumate al giorno e gli anni di esposizione sono direttamente proporzionali al rischio di contrarre questa malattia;
- l’obesità, in particolare un indice di massa corporea (IBM) uguale o superiore a 30;
- l’ipertensione arteriosa;
- alcune malattie genetiche ereditarie, come la sindrome di von Hippel-Lindau o la sindrome di Birt-Hogg-Dubé;
- la dialisi a lungo termine per insufficienza renale cronica.
Sintomi del Tumore al Rene
Il tumore del rene è asintomatico nelle fasi iniziali. La malattia tumorale quindi può aumentare di dimensioni senza dare alcun sintomo. Tuttavia, quando il tumore cresce e progredisce, iniziano a manifestarsi segni e sintomi più evidenti. La microematuria, cioè la comparsa di sangue nelle urine talmente modesta da poter essere rilevata solo al microscopio, è il sintomo più comune della malattia. In rari casi invece, l’urina può essere visibilmente rossa. L’ematuria macroscopica (sangue rosso nelle urine) può essere il segno di un tumore transazionale delle alte vie urinarie. Ulteriori sintomi aspecifici possono esser il dolore al fianco, la febbre e la perdita di peso.
Nelle fasi avanzate del tumore possono presentarsi sintomi come:
- presenza di sangue nelle urine (ematuria);
- dolori persistenti alla schiena o al fianco;
- presenza di una massa palpabile (nodulo o gonfiore);
- perdita di appetito e di peso;
- stanchezza e febbre;
- pressione alta costante;
- rigonfiamento delle vene dei testicoli;
- sudorazioni notturne.
Oltre ai sintomi locali, il tumore al rene può provocare sintomi sistemici o paraneoplastici, che influenzano tutto l’organismo. Le metastasi del tumore renale, che si diffondono principalmente attraverso i vasi sanguigni e linfatici, possono causare sintomi aggiuntivi a seconda dell’organo colpito.
Diagnosi del Tumore al Rene
Il progresso tecnologico e l’incremento degli esami diagnostici ha permesso di diagnosticare precocemente la malattia. La maggior parte dei tumori del rene viene scoperta per caso eseguendo una TAC o un’ecografia per indagare un altro problema, come la calcolosi renale. In caso di sospetto, per la diagnosi del tumore del rene generalmente sono prescritti esami del sangue e delle urine e una serie di accertamenti (radiografie, ecografie, TAC e risonanza magnetica) per visualizzare lo stato del rene e accertare lo stadio della neoplasia.
L’ecografia addominale è spesso il primo esame utilizzato per valutare la presenza di una massa renale. Altri esami strumentali di completamento sono una Rx o TAC del torace. Non esistono marcatori tumorali specifici per il tumore renale, ma esami del sangue e delle urine possono fornire informazioni utili. La malattia può essere evidenziata da incremento aspecifico degli esami ematici.
Può essere presente all’esame del sangue un aumento dei globuli rossi (policitemia), a causa di aumento di eritropoietina (l’ormone prodotto dal tumore) che stimola il midollo osseo. L’aumento dei globuli rossi può causare mal di testa, debolezza, disturbi della vista e vertigini. Test ematologici possono rivelare anemia, ipercalcemia e altre anomalie che suggeriscono la presenza di un tumore. In alcuni casi può essere necessaria una biopsia, cioè il prelievo attraverso un ago di un piccolo campione di cellule del rene, per verificare la natura delle cellule di un tessuto.
Infine, la stadiazione del tumore, basata sui risultati di tutti questi esami, è fondamentale per pianificare il trattamento più appropriato.
Trattamento del Tumore al Rene
La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui la dimensione, la tipologia e lo stadio del tumore, la salute generale del paziente e la sua storia medica. La chirurgia rappresenta il trattamento standard per i tumori renali localizzati e offre le migliori possibilità di guarigione.
Opzioni Chirurgiche
- Nefrectomia radicale: è l’intervento chirurgico più comune e comporta l’asportazione completa del rene colpito dal tumore, insieme ai linfonodi circostanti e a parte del tessuto adiposo perirenale. Se possibile si risparmia il surrene omolaterale.
- Nefrectomia parziale: per i tumori più piccoli e confinati al rene, la chirurgia conservativa o nefrectomia parziale è preferibile. Questo approccio mira a rimuovere solo il tumore, preservando il più possibile il tessuto renale sano. Nella malattia di piccole dimensioni può essere asportato solo il tumore (enucleazione), il tumore e una parte del tessuto sano adiacente (enucleo resezione), risparmiando il resto del rene.
Altre Terapie
La chemioterapia classica è generalmente inefficace per i tumori renali. Sono tutt’ora studio alcuni mezzi non chirurgici di eliminazione delle cellule tumorali tramite il congelamento delle cellule (crioterapia) o le micro onde che aumentano la temperatura (radiofrequenza), evitando di intervenire chirurgicamente. Nel tumore metastatico, è possibile utilizzare altri trattamenti, che però solo raramente sono definitivi e quindi considerati palliativi. Il trattamento mediante stimolazione del sistema immunitario , stimola la riduzione del tumore e può prolungare la sopravvivenza (Immunoterapia). Nuove immunoterapie dette inibitori del checkpoint hanno una importante azione tramite il blocco di una molecola sulle cellule tumorali chiamata PD-L1, consentendo al sistema immunitario del paziente di attaccare il tumore .
Quando il tumore è di piccole dimensioni e circoscritto al rene possono essere utilizzate procedure di tipo ablativo per distruggere le cellule tumorali, come la radiofrequenza e la crioablazione. Più raramente si fa ricorso alla radioterapia.
In casi specifici si possono impiegare terapie farmacologiche, come la terapia mirata a bersaglio molecolare o l’immunoterapia con anticorpi monoclonali, che, attraverso meccanismi diversi, aiutano a fermare la crescita del tumore e a impedire la diffusione di metastasi.
Innovazioni Chirurgiche
L’avvento della chirurgia mini invasiva (laparoscopia e robotica) ha permesso una evoluzione delle tecniche chirurgiche con il completo risparmio del tessuto sano, preservando la funzione di filtrazione del rene (chirurgia “nefron sparing”).
Ricerca Innovativa
Sono stati pubblicati sull’ultimo numero della rivista International Journal of Molecular Sciences 2022, Vol 23(22), 13968; (Impact factor 6.208) i risultati di una importante ricerca svolta dall’Unità di Urologia, Andrologia e Trapianto dell’Università di Bari Aldo Moro “MUC1 Tissue Expression and Its Soluble Form CA 15-3 Identify a Clear Cell Renal Cell Carcinoma with Distinct Metabolic Profile and Poor Clinical Outcome”. In questo studio i ricercatori e chirurghi dell’Università di Bari hanno identificato e caratterizzato dal punto di vista molecolare, un particolare sottotipo di carcinoma renale con caratteristiche di alta aggressività. E’ stato infatti evidenziato che quei tumori renali che iper-esprimono una particolare proteina di membrana chiamata Mucina 1, presentano peculiari alterazioni del metabolismo cellulare e possono essere identificati attraverso il dosaggio di un marcatore presente nel sangue. Questo marcatore conosciuto col nome di CA15-3, è ampiamente utilizzato nella pratica clinica per la diagnosi e il follow-up delle donne con tumore della mammella.
Poiché deriva dalla Mucina 1, i ricercatori baresi hanno scoperto che i suoi livelli si presentano alterati anche in quella sottopopolazione di pazienti con forme più aggressive di carcinoma renale. Questa scoperta è stata validata in una popolazione di quasi 500 pazienti tutti operati presso l’U.O. di nnUrologia Universitaria del Policlinico di Bari. Gli autori sono: Giuseppe Lucarelli, Monica Rutigliano, Davide Loizzo, Nicola Antonio di Meo, Francesco Lasorsa, Mauro Mastropasqua, Eugenio Maiorano, Cinzia Bizzoca, Leonardo Vincenti, Michele Battaglia, Pasquale Ditonno.
Questo studio coordinato dal prof. Lucarelli Giuseppe sotto la supervisione del prof. Pasquale Ditonno, si basa sull’osservazione che il carcinoma renale è fondamentalmente una malattia metabolica, infatti spesso si sviluppa in forma aggressiva proprio in quei pazienti che presentano alterazioni del metabolismo come sindrome metabolica, diabete, obesità, insufficienza renale. Il gruppo barese è stato tra i primi al mondo a studiare questo tumore dal punto di vista del metabolismo cellulare e a identificare una serie di nuovi marcatori che potessero essere di ausilio nella diagnosi precoce e nell’identificazione di quei pazienti a rischio di sviluppare una recidiva della malattia dopo l’intervento chirurgico a scopo curativo.
Prevenzione
A oggi non è possibile prevenire il tumore del rene, se non evitando fattori di rischio come il fumo. L’esecuzione annuale di un’ecografia dell’addome (pur non essendo raccomandata da alcuna linea guida perché non risponde ai criteri di costo-efficacia richiesti da uno screening) può favorire la diagnosi precoce non solo del tumore al rene, ma anche di altri visceri (fegato, pancreas, vescica). Questo tipo di sorveglianza va però eventualmente consigliata dal medico sulla base del rischio individuale.
Prognosi
Il tasso di sopravvivenza a 5 anni nelle persone affette da tumore confinato al rene è superiore al 90%, confermando una ottima prognosi. Quando il tumore non si è diffuso oltre il rene, l’asportazione della malattia comporta una alta possibilità di guarigione.
Statistiche Importanti
- Il tumore del rene rappresenta circa il 3% di tutti i tumori.
- Nel 2020 si sono verificati 4.900 decessi per questa patologia in Italia.
- In Italia il 71 per cento circa dei pazienti è vivo a distanza di 5 anni dalla diagnosi di tumore del rene.
leggi anche:
- Tumore al Cervello: Le Analisi del Sangue Possono Rivelarlo?
- Tumore ai Testicoli: Diagnosi Precoce con Ecografia - Sintomi e Importanza
- Ecografia per Tumore alla Cervice Uterina: Scopri Come Funziona
- Radiografie per Tumore ai Polmoni: Cosa Rivelano?
- Scopri Come l'Acqua e le Giuste Preparazioni Possono Trasformare i Tuoi Risultati dell'Analisi del Sangue!
- Scopri i Cibi Miracolosi che Abbassano il Colesterolo Cattivo in Modo Naturale!
