Tumore Osseo: Sintomi, Analisi del Sangue e Valori Chiave

Il tumore osseo è una malattia relativamente rara che si verifica quando le cellule ossee crescono in modo incontrollato, formando una massa o un tumore. Questi tumori possono essere benigni (non cancerosi e generalmente non si diffondono) o maligni (cancerosi e in grado di diffondersi, causando metastasi ossee, ad altre parti del corpo).

Tipologie di Tumori Ossei

I tumori primitivi delle ossa comprendono una vasta serie di lesioni, benigne e maligne, che hanno origine dalla trasformazione di cellule presenti nello scheletro.

La classificazione dei sarcomi è istologica, cioè è basata sul tipo di tessuto in cui si sviluppano. Gli osteosarcomi hanno origine nel tessuto osseo, i condrosarcomi nel tessuto cartilagineo, e i fibrosarcomi nel tessuto fibroso. Il sarcoma di Ewing, invece, può svilupparsi nelle ossa o nei tessuti molli che le circondano e prende il nome dal medico che per primo ha descritto questa malattia.

La classificazione più recente dei sarcomi, che si basa sulle manifestazioni cliniche, l’assetto genetico e la morfologia della malattia, è stata realizzata dall’OMS nel 2020.

  • Osteocondroma: Rappresentante il 35-40% di tutti i casi benigni di tumore alle ossa, è il tumore osseo di natura benigna più comune nell'essere umano.
  • Encondroma: È un tumore benigno che si sviluppa a partire dalla cartilagine presente all'interno del midollo osseo.
  • Cordoma: È un raro tumore maligno, del genere sarcoma, che colpisce la colonna vertebrale o la base del cranio.

Sintomi del Tumore Osseo

In caso di tumore alle ossa, la presenza di sintomi dipende dalla natura della neoplasia: in linea generale, i tumori alle ossa maligni sono sintomatici, mentre i tumori ossei benigni tendono a essere asintomatici. I sintomi del tumore osseo possono variare e a volte assomigliare a quelli di altre condizioni, come lesioni sportive o artrite. Questo può rendere la diagnosi più complessa. La presenza di uno o più di questi sintomi non indica necessariamente un tumore osseo.

Il sintomo tipico di un tumore alle ossa maligno è il dolore a livello dell'osso o delle ossa affette. In genere, si tratta di una sensazione dolorosa sorda, occasionale agli esordi, severa e costante in fase avanzata.

  • Dolore osseo: È il sintomo più comune. Può iniziare come un dolore sordo e intermittente, peggiorando gradualmente.
  • Gonfiore: Potrebbe presentarsi gonfiore nell’area interessata, a volte accompagnato da arrossamento e calore.
  • Fratture: L’osso indebolito dal tumore può fratturarsi anche con traumi minori (frattura patologica).
  • Formicolio o intorpidimento nelle vicinanze dell'osso affetto.

Analisi del Sangue e Valori Chiave

Nel periodo che va dal momento in cui c’è il sospetto di un tumore del sangue a quello in cui si formula una diagnosi definitiva è molto probabile che il paziente debba sottoporsi a numerosi esami e test di laboratorio.

Anche le diagnosi di tumore, infatti, possono arrivare al termine di un percorso iniziato da un semplice esame del sangue.

Emocromo Completo

L’emocromo (abbreviazione di esame emocromocitometrico) è l’esame del sangue più frequentemente richiesto dal medico o dallo specialista. Si tratta di un esame di routine, capace di evidenziare stati infiammatori o infezioni, emorragie, anemie e molto altro. Per realizzare questo esame si preleva un certo quantitativo di sangue da una vena del paziente a digiuno.

Un esame molto utile per avere quadro generale della salute di una persona, sia per un’analisi di routine sia in presenza di possibili problematiche, è l’emocromo: tramite un piccolo prelievo di sangue è infatti possibile diagnosticare infezioni, infiammazioni, malattie autoimmuni e addirittura tumori.

Globuli Rossi (Eritrociti)

Cominciamo dai globuli rossi, o eritrociti, cioè le cellule del sangue che trasportano l’ossigeno ai tessuti, grazie all’emoglobina in essi contenuta. Normalmente sono presenti 4,5-5,8 milioni di eritrociti per microlitro (μl) o millimetro cubo (mm3) di sangue, e una quantità di emoglobina pari a 12,5-16 grammi per decilitro. Una prima spia di tumore può accendersi quando i globuli rossi diminuiscono bruscamente nel giro di poco tempo, fino ad arrivare a un valore inferiore agli 8 grammi per decilitro. Questo succede quando il midollo osseo inizia a danneggiarsi a causa delle cellule malate presenti nel sangue; si tratta di un segnale che potrebbe rivelare la presenza di malattie come la leucemia cronica, il mieloma, il linfoma e le mielodisplasie.

Se, al contrario, i valori dei globuli rossi aumentano superando i 5,8 milioni per millimetro cubo e l’emoglobina oltrepassa 16,5 grammi per decilitro, è possibile parlare di una rara forma di tumore del sangue chiamata policitemia vera.

Quando i valori di emoglobina sono inferiori a 12,5 grammi per decilitro nella donna e a 14,5 nell’uomo è presente anemia. Un aumento del numero dei globuli rossi (superiore a 5,8 milioni per microlitro cubo) associato ad aumento dell’emoglobina (superiore a 16,5 grammi per decilitro) e dell’ematocrito (cioè il volume occupato dai globuli rossi rispetto al plasma superiore a 50 per dento) indica una poliglobulia.

Globuli Bianchi (Leucociti)

I globuli bianchi, anche noti come leucociti, invece, sono normalmente tra 4.000 e 10.000 per μl o per mm3. Spesso, al loro semplice conteggio è associata la formula leucocitaria, ovvero la misura in valore assoluto e in percentuale dei diversi tipi di leucociti. I globuli bianchi, infatti, si suddividono in varie popolazioni: granulociti neutrofili, granulociti eosinofili, granulociti basofili, linfociti e monociti.

I valori normali dei globuli bianchi si aggirano tra i 4.000 e i 10.000 per microlitro, quando questi diminuiscono (meno di 1.000-500) è possibile riscontrare complicazioni al midollo osseo anche gravi.

Un aumento della quantità di queste cellule permette di evidenziare l’attivazione del sistema immunitario, in genere verso una qualche minaccia effettiva (infezione) o potenziale; dall’analisi dei singoli tipi di leucociti è poi possibile farsi un’idea abbastanza precisa della natura dell’eventuale infezione (virale, batterica, parassitaria) o di un altro disturbo (per esempio un tumore).

Piastrine

Tra le cellule del sangue, poi, vi sono le piastrine, cioè le cellule deputate alla regolazione della coagulazione sanguigna. Le piastrine sono cellule che hanno la funzione di regolare il meccanismo di coagulazione del sangue; vengono misurate in migliaia per microlitro e il loro valore normale in un soggetto sano si aggira tra i 150.000 e i 400.000 per mm3.

Piastrine nettamente basse, in particolare se accompagnate da alterazioni di globuli bianchi e anemia, possono essere sintomo di un cattivo funzionamento del midollo.

La conta piastrinica è il numero di piastrine in migliaia per microlitro di sangue. Un abbassamento delle piastrine può dipendere da molte cause. Valori di piastrine non molto aumentati (attorno alle 500.000 per microlitro cubo) possono riscontrarsi in diverse situazioni come stati infiammatori e anemia da carenza di ferro.

Altri Esami del Sangue

  • Esame del sangue periferico: Una goccia di sangue viene spalmata su un vetrino, colorata ed esaminata al microscopio per cercare anomalie nelle cellule del sangue.
  • Pannello metabolico completo: Misura i livelli di diversi componenti chimici nel sangue, evidenziando eventuali anomalie che possono indicare un problema di salute, tra cui un tumore.
  • Test di coagulazione: Valuta se il sangue coagula normalmente, verificando la presenza e l'efficienza di piastrine e fattori coagulanti.

Analisi delle Urine

Questo test è richiesto per diverse ragioni, la principale è misurare la presenza di alcuni elettroliti e proteine nelle urine per individuare un’eventuale infezione del tratto urinario e valutare lo stato di salute dei reni.

Biopsia

  • Biopsia dei linfonodi: Un chirurgo preleva una parte o un intero linfonodo per esaminare la presenza di cellule tumorali.
  • Biopsia del midollo osseo: Un campione di midollo osseo viene prelevato e analizzato al microscopio per valutare la presenza di cellule anormali.

Marcatori Tumorali

Oltre questi tre parametri, molte volte è utile analizzare anche i cosiddetti marcatori tumorali. Si tratta di molecole, il più delle volte proteine, che possono essere rilevate nel sangue e i cui valori possono indicare la presenza di un tumore. Nello specifico i valori che devono fungere da campanello d’allarme sono quelli più alti: queste molecole sono infatti presenti anche in assenza di malattie, ma solo in presenza di un tumore i loro livelli si alzano in modo consistente.

Che significato hanno? Si tratta di sostanze che sono prodotte direttamente dai tumori o che vengono “liberate” quando nel corpo si sta sviluppando una neoplasia, in risposta a tale anomalia. Queste sostanze sono rilevabili nel sangue.

Esempi di Marcatori Tumorali

  • CA 125: Indicativo di cancro alle ovaie e cancro al seno recidivante.
  • Beta-HCG: Ormone prodotto dalla placenta in gravidanza, può indicare tumori se presente in donne non incinte.
  • PSA (Antigene Prostatico Specifico): Indicatore di neoplasia prostatica in accrescimento.
  • AFP (Alfafetoprotiena): Si alza in caso di malattie del fegato e tumori del testicolo e dell’ovaio.

Tabella dei Valori Ematici di Riferimento

La seguente tabella riassume i valori ematici di riferimento che possono essere utili nella valutazione dei tumori ossei:

Parametro Valori Normali Significato di Valori Anormali
Globuli Rossi (Eritrociti) 4,5-5,8 milioni/mm3 Diminuzione: Anemia, possibile danno al midollo osseo.
Aumento: Policitemia vera.
Emoglobina 12,5-16 g/dL Diminuzione: Anemia.
Aumento: Poliglobulia.
Globuli Bianchi (Leucociti) 4.000-10.000/μl Aumento: Infezioni, infiammazioni, leucemie.
Diminuzione: Malattie autoimmuni, infezioni gravi.
Piastrine 150.000-400.000/mm3 Diminuzione: Malattie autoimmuni, infezioni, leucemie.
Aumento: Infiammazioni, carenza di ferro.

Diagnosi

Se si sospetta un tumore osseo, il medico eseguirà un esame fisico e raccoglierà l’anamnesi del paziente. Radiografie, TAC, risonanza magnetica e scintigrafia ossea aiutano a visualizzare il tumore, determinandone dimensioni, posizione ed estensione.

Trattamento

Il trattamento del tumore osseo dipende da vari fattori: tipo e stadio del tumore, età e salute generale del paziente. La chirurgia è spesso il trattamento principale, con l’obiettivo di rimuovere completamente il tumore, preservando la funzione dell’arto. La chemioterapia utilizza farmaci antitumorali per distruggere le cellule tumorali, prima o dopo la chirurgia.

Prevenzione

Non esistono misure preventive specifiche per il tumore osseo.

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