Mammografia: Quando Farla per la Prevenzione del Tumore al Seno

I dati del Report I numeri del cancro in Italia 2024 confermano che il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne. Secondo i dati del report sono 925.000 le donne viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore della mammella. Quello del seno è il tumore al primo posto per diffusione e per numero di decessi nella popolazione femminile. Allo stesso tempo, grazie alle maggiori conoscenze delle sue caratteristiche e ai progressi nella diagnosi precoce e nel campo farmacologico, le possibilità di curarlo sono molto aumentate. Il cancro al seno è un nemico che può essere affrontato giocando d’anticipo con stili di vita sani e senza abbassare la guardia grazie allo screening.

Che cos'è la mammografia?

La mammografia è un esame radiologico fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno. La mammografia è un esame radiografico che consente di visualizzare precocemente la presenza di noduli non ancora palpabili che possono essere dovuti alla presenza di un tumore. Permette di individuare formazioni anomale anche di piccole dimensioni, aumentando le possibilità di trattamento efficace. La mammografia è una tecnica diagnostica che studia la forma e la struttura della ghiandola mammaria attraverso l'utilizzo di raggi X.

Durante l'esame, la paziente, in piedi e a seno nudo, appoggia una mammella per volta su un ripiano ad altezza regolabile. La mammella viene posizionata dal tecnico di radiologia in modo che sia ben distesa; quindi, viene lievemente compressa e radiografata in senso orizzontale e verticale. La compressione facilita la visibilità e l’esplorazione di tutta l’architettura mammaria e non altera il tessuto della mammella.

La mammografia è indicata quando, alla palpazione della mammella, si avverte la presenza di un nodulo o in presenza di segnali che richiedono un approfondimento diagnostico. Tuttavia, anche in assenza di sintomi, tutte le donne che abbiano superato i 45 anni di età dovrebbero sottoporsi a un programma di screening mammografico, come indicato e promosso dagli organismi sanitari internazionali e nazionali. La diagnosi precoce, in fase asintomatica, attraverso la mammografia aumenta le possibilità di trattamento efficace e di superamento della malattia mentre una scoperta tardiva della malattia riduce queste possibilità. Queste indicazioni si riferiscono alla popolazione con rischio medio: in caso di familiarità per il tumore al seno, o in presenza di determinati fattori di rischio, il senologo può suggerire di anticipare l’età e modificare la frequenza con cui effettuare i controlli mammografici.

Tipi di mammografia

La più comune “arma” di difesa nella prevenzione del tumore al seno è quella analogica: l’immagine della ghiandola mammaria viene impressa su lastre come nelle normali radiografie scheletriche. Con la mammografia digitale, la prevenzione del carcinoma mammario sfrutta i dettagli della mam-mella evidenziati attraverso un sistema che li visualizza direttamente al computer. L’ulteriore avanguardia in campo diagnostico nella prevenzione del cancro al seno è rappresentata ora dalla tomosintesi: la differenza sta nella tridimensionalità e nella più alta definizione. Negli ultimi anni, alla mammografia tradizionale si è affiancata la mammografia con tomosintesi, o mammografia in 3D, che permette uno studio stratigrafico della mammella, riducendo i problemi causati dalla sovrapposizione dei tessuti nell’immagine della mammografia tradizionale, e aumentando la sensibilità diagnostica del 30-40%.

La mammella viene infatti scomposta in tanti strati che poi, sovrapposti, ne ricostruiscono la figura nella sua interezza: un indubbio vantaggio per i seni difficili da leggere - i seni densi - analizzati più nello specifico svelando così tumori altrimenti mascherati.

A che età fare la mammografia e con quale frequenza?

Lo screening per il cancro del seno, secondo le indicazioni del ministero della Salute italiano, si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e prevede l'esecuzione gratuita della mammografia ogni due anni. In questa fascia d'età si concentra infatti la maggior parte dei tumori del seno e, secondo gli esperti dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), la partecipazione allo screening, organizzato su invito attivo con queste modalità e frequenza, in questa fascia di età può ridurre del 40 per cento la mortalità per questa malattia. In alcune Regioni italiane si sta sperimentando l’efficacia di programmi di screening che coinvolgano una fascia di età più ampia, in particolare le donne tra i 45 e i 49 anni, invitate a sottoporsi alla mammografia ogni anno, e quelle fino ai 74 anni con cadenza ogni due anni.

In Lombardia e in alcune altre Regioni, l’invito ad accedere allo screening mammografico gratuito è esteso anche alle donne di età tra 45 e 49 anni, con una cadenza annuale, in linea con quanto suggerito dalla letteratura scientifica. Tuttavia, l’esecuzione della mammografia e la sua cadenza dipendono anche dalla valutazione del medico radiologo. Infatti, alle donne con ghiandola mammaria particolarmente densa, è raccomandato sottoporsi ogni anno alla mammografia, come dimostrato da numerosi studi scientifici.

L'Osservatorio Nazionale Screening (ONS) ha pubblicato sul sito dell’Iniziativa della Commissione europea sul cancro al seno (ECIBC) la nuova raccomandazione sull’intervallo di screening per le donne nelle fasce d’età 45 - 49 anni, 50 - 69 e 70 - 74. In tutte le fasce di età l’intervallo annuale non è mai raccomandato. Per la fascia centrale, 50 -69 anni, l’indicazione degli esperti conferma l’intervallo di due anni fra una mammografia di screening e la successiva.

La mammografia è l’esame che rientra nel programma di screening per la diagnosi precoce del tumore mammario, che in Italia è offerto gratuitamente ogni due anni alle donne tra 50 e 59 anni.Superati i 40 anni è dunque consigliabile un controllo senologico periodico, mentre dai 45-50 anni è importante aderire alla lettera di invito ai programmi organizzati di screening.

Come prepararsi all'esame

Molte donne si chiedono quando fare la mammografia: è preferibile sottoporsi a mammografia entro i primi 7/10 giorni del ciclo. Da evitare invece in fase premestruale in ragione della maggior tensione mammaria che può rendere il test fastidioso. Per l’igiene personale è sconsigliato l’utilizzo, il giorno della mammografia bilaterale, di deodoranti, creme, profumi o polvere di talco. L’abbigliamento suggerito è quello di maggior comodità anche ai fini dell’esecuzione dell’esame: preferibili camicie e pantaloni/gonne piuttosto che vestiti a pezzo unico. Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato.

Cosa succede se l’esito dell'esame è positivo

In caso di esito positivo, la donna viene invitata a eseguire una seconda mammografia, un’ecografia e una visita clinica che confermino l'effettiva presenza di un tumore, prima di procedere al trattamento che prevede, nella quasi totalità dei casi, un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati.

Proprio questi programmi organizzati di screening prevedono che l’esame venga eseguito visualizzando la mammella sia dall’alto verso il basso che lateralmente. Per questo motivo, in caso di un sospetto, al primo esame seguono ulteriori accertamenti diagnostici che, sempre all’interno dei programmi organizzati di screening, consistono in una seconda mammografia, in un’ecografia e in una visita clinica. A questi esami può far seguito anche una biopsia per valutare le caratteristiche delle eventuali cellule tumorali.

Mammografia o Ecografia Mammaria?

Meglio la mammografia o l’ecografia? Il primo esame è ritenuto più efficace nell’individuazione di lesioni tumorali anche millimetriche e che l’ecografia spesso non riesce a “mettere a fuoco”. Inoltre, se la mammografia trova indicazione prevalente nelle donne di mezza età che presentano seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), di contro l’Ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante.

L’ecografia gioca un ruolo diverso nelle donne di età inferiore ai 40 anni che, in assenza di sintomi o di una forte familiarità, non hanno necessità di seguire un percorso di screening preventivo.

Screening oncogenetico per le forme familiari di carcinoma mammario

Il 5-7 per cento dei tumori del seno è legato a fattori di rischio di tipo ereditario, tra cui anche la mutazione dei geni BRCA 1 o BRCA 2. Per le donne sane ma con un’importante storia familiare di carcinoma mammario o portatrici di una mutazione, che quindi hanno un rischio più alto di sviluppare un tumore del seno, è previsto un programma di sorveglianza clinico-strumentale personalizzato: dal 2012 diverse Regioni hanno attivato percorsi specifici che prevedono una risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto a cadenza annuale, a seconda dei casi associata a mammografia e/o ecografia; questo screening per chi ha fattori di rischio ereditari viene effettuato a partire dai 25 anni oppure, verificato a quale età i vari membri della famiglia hanno sviluppato il tumore, 10 anni prima dell’età di insorgenza della malattia nel familiare più giovane.

Screening per chi ha fatto radioterapia al torace prima dei 30 anni

Le donne che tra i 10 e i 30 anni sono state sottoposte a radioterapia al torace per curare un tumore hanno un rischio più alto di sviluppare un carcinoma della mammella proprio a causa dell’irradiazione.

L'importanza dello Screening Mammografico

Per ridurre la mortalità per tumore mammario è fondamentale riuscire a individuare il tumore quando questo è ancora in fase iniziale (ovvero non si manifesta con dei sintomi), fase nella quale le possibilità di cura sono molto alte. La mammografia è la principale metodica di diagnostica precoce del tumore al seno. Per le sue elevate capacità diagnostiche, la mammografia rappresenta a tutt’oggi il test diagnostico di primo livello nello screening mammografico. Rientrando nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) l’esame mammografico è garantito a tutte le donne di età compresa tra i 50 e i 59 anni che sono invitate, ogni due anni, a effettuare gratuitamente una mammografia.

La pandemia COVID-19, ha portato a un calo significativo degli esami di screening: secondo dati dell’Osservatorio Nazionale Screening (ONS), che ha confrontato gli esami effettuati nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 30 settembre del 2020 con i corrispettivi del 2019, in seguito alla pandemia COVID nei soli primi nove mesi del 2020 sono stati effettuati oltre 2.000.000 di esami di screening in meno, 600.000 dei quali mammografici. Nonostante il tentativo di recuperare il ritardo accumulato garantendo nel contempo l’esecuzione dell’esame in piena sicurezza, il protrarsi dellapandemia non ha consentito il totale recupero degli esami persi.

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