Tumore al Fegato e Colesterolo: Una Correlazione Complessa

In questo articolo esploreremo la correlazione tra il colesterolo e i tumori, concentrandoci in particolare sul tumore al fegato. Analizzeremo il ruolo del colesterolo nelle cellule, i legami tra colesterolo e tumori, i meccanismi alla base di questa associazione e se la riduzione del colesterolo possa essere utile nella prevenzione e nel trattamento dei tumori.

Cos'è il Colesterolo e Qual è il Suo Ruolo?

Il colesterolo è una molecola complessa composta da 27 atomi di carbonio, 46 di idrogeno e uno di ossigeno (C27H46O). Dal punto di vista biologico ha un’importanza enorme, tanto che più di dieci fra gli scienziati che l’hanno studiata da diversi punti di vista hanno ricevuto il premio Nobel. Il colesterolo era in realtà già stato identificato nel 1769 e in un certo senso “riscoperto”, dopo quasi mezzo secolo, nel 1815, col nome di colesterina.

Oggi sappiamo che il colesterolo è presente in tutti gli animali e, seppur con qualche modifica nella struttura, nelle piante; Negli esseri umani l’80 per cento circa del colesterolo viene sintetizzato dall’organismo, mentre il restante 20 per cento viene assunto con la dieta.

Sempre Goldstein e Brown hanno identificato le lipoproteine, High Density Lipoprotein (HDL) e Low Density Lipoprotein (LDL), responsabili del trasporto del colesterolo. Proprio in base al legame con una o l'altra di queste lipoproteine, il cosiddetto colesterolo "buono" si distingue da quello "cattivo". La forma "buona" è infatti quella legata alle HDL, che trasportano il colesterolo dalla periferia verso il fegato dove verrà poi smaltito, mentre la forma "cattiva" è quella legata alle LDL, anche responsabile della formazione delle placche aterosclerotiche che possono creare problemi a cuore e vasi.

Dal punto di vista delle funzioni, il colesterolo è indispensabile alla crescita e al funzionamento delle cellule dell'organismo umano: è una componente essenziale delle membrane cellulari, contribuisce alla formazione degli acidi biliari, è un precursore degli ormoni steroidei e della vitamina D e ha inoltre un ruolo nella formazione dello sperma, nel funzionamento del sistema nervoso centrale e nelle difese immunitarie.

Colesterolo e Cancro: Cosa Dice la Clinica?

Se inizialmente i livelli di colesterolo nel sangue venivano associati quasi esclusivamente alla salute cardiovascolare, oggi si riconosce a questa molecola un ruolo di primo piano anche in altre patologie, incluso il cancro.

Negli esami clinici, molti pazienti con tumore presentano livelli alterati di colesterolo e numerosi studi hanno messo in luce un rapporto tra l’aumento del colesterolo alimentare e un rischio più elevato di ammalarsi di tumore della mammella, dello stomaco, dell'ovaio e del pancreas. Tuttavia le domande aperte sul tema sono ancora molte. Per esempio, gli esperti ancora non sanno dire se riduzioni della concentrazione di colesterolo in alcuni tumori come quello gastrico siano una causa o una conseguenza della malattia oncologica. Inoltre, a seconda del tipo di studio, i risultati ottenuti possono essere contrastanti anche per lo stesso tipo di tumore.

Per il tumore del colon, ci sono ricerche che mostrano un’associazione tra aumento del colesterolo e del rischio di malattia, mentre altre dimostrano la relazione opposta e altre ancora sembrano suggerire che il legame non esista. Come si legge in un articolo di revisione pubblicato nel 2021 sulla rivista Translational Oncology, simili discrepanze sono state rilevate anche per il tumore della mammella, del polmone, del pancreas, dell’ovaio e anche per alcuni tumori del sangue.

Altri filoni di ricerca importanti sono quelli che hanno trovato un’associazione tra i livelli di colesterolo e la risposta alle terapie oncologiche. Come già osservato, il metabolismo del colesterolo influenza le risposte immunitarie contro il tumore e di conseguenza anche l’efficacia delle immunoterapie.

Studi sul tumore ovarico hanno mostrato che alti livelli di colesterolo nell’ascite (il liquido che si forma in conseguenza del tumore e si raccoglie nell’addome) sono correlati a resistenza alla chemioterapia. In cellule di carcinoma del fegato, un trattamento con colesterolo è associato a una riduzione della morte cellulare indotta dal farmaco sorafenib. L’effetto è simile a quello osservato nelle cellule di tumore di polmone che, se trattate con colesterolo, sono meno sensibili alla chemioterapia con cisplatino e oxaliplatino.

Alla Scoperta dei Meccanismi Molecolari

Le prime osservazioni su un possibile legame tra colesterolo e cancro risalgono ai primi anni del secolo scorso, ma i dettagli molecolari della relazione pericolosa non sono ancora chiari. Conosciamo però alcune delle caratteristiche dei meccanismi alterati che regolano il metabolismo del colesterolo nei pazienti oncologici.

In un organismo sano, la sintesi del colesterolo da parte del fegato si riduce se il colesterolo introdotto con la dieta aumenta, e viceversa. Nelle cellule tumorali, invece, questo tipo di regolazione non funziona a dovere e, inoltre, come riportato in un recente studio, queste cellule soddisfano il proprio bisogno di nutrienti e crescono in modo incontrollato sfruttando anche il colesterolo.

Inoltre i risultati di numerosi esperimenti con cellule e animali di laboratorio hanno mostrato modifiche nel metabolismo del colesterolo, che portano a maggiore sintesi, assorbimento e accumulo della molecola e alla promozione della proliferazione delle cellule tumorali, della loro capacità di dare metastasi e della resistenza alle terapie.

Il legame tra colesterolo e cancro è complesso e i fattori in gioco sono numerosi. È stato osservato che il colesterolo, o alcuni prodotti intermedi del suo metabolismo, possono attivare direttamente vie di segnalazione coinvolte nello sviluppo dei tumori. Potrebbero tuttavia avere un ruolo anche altri fattori, come il tipo di tessuto (con le relative diverse richieste di colesterolo), e inoltre l’alimentazione e lo stile di vita, che possono modificare l’espressione di alcuni geni, sostenendo la crescita del tumore.

Infine, in uno studio i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Communications, è stato identificato un nuovo meccanismo attraverso il quale il colesterolo potrebbe “aiutare” il tumore a resistere a un tipo di morte programmata chiamata ferroptosi. Le cellule tumorali potrebbero diventare così più efficienti nella loro capacità di dare origine a metastasi.

Il Ruolo del Colesterolo HDL nel Tumore al Fegato

È interessante notare che il colesterolo HDL (HDL-c), noto anche come "colesterolo buono", mostra proprietà antinfiammatorie e antiossidanti. Inoltre, esiste una correlazione negativa tra il livello di HDL-c e la diagnosi di MetS e NAFLD e le alterazioni nella formazione e nel rimodellamento delle HDL potrebbero avere un impatto diretto sulla carcinogenesi epatica. Infatti, sotto la pressione dell'iperinsulinemia, dell'iperglicemia e dello squilibrio lipidico sistemico, gli epatociti ricollegano il loro metabolismo, comprese le vie correlate all'HDL, innescando così lo sviluppo della NAFLD e la sua progressione verso la malattia epatica cronica e l'HCC.

Un recente studio supportato dalla Fondazione Airc, ha dimostrato che nei soggetti con fibrosi epatica, un basso livello di colesterolo Hdl, conosciuto anche come 'colesterolo buono', è associato a una maggiore probabilità di sviluppare l'epatocarcinoma e sembra poter predire la malattia già cinque anni prima della diagnosi.

Nello studio, i ricercatori hanno analizzato i parametri di oltre 1000 soggetti, sospetti pazienti con problemi metabolici. "Gli individui che hanno sviluppato epatocarcinoma nei successivi cinque anni, alla prima valutazione al tempo 0, mostravano livelli più bassi di colesterolo Hdl, a parità di fibrosi epatica - afferma Moschetta, coordinatore dello studio -. Inoltre, selezionando i pazienti che hanno poi sviluppato il cancro tra coloro che cinque anni prima avevano basso colesterolo Hdl, abbiamo osservato che questi ultimi mostravano un significativo aumento del girovita, che è una misura dei depositi di grasso a livello del tessuto adiposo viscerale e un segno di infiammazione dell'organismo".

Quindi, la scoperta che un singolo biomarcatore ematico possa predire con largo anticipo la diagnosi di epatocarcinoma potrebbe permettere di identificare i soggetti a rischio, prima ancora che sviluppino sintomi specifici. In altre parole, potrebbe essere possibile prevenire questo tipo di cancro, tramite modifiche nutrizionali e/o farmacologiche.

"Oggi sappiamo - conclude Lucilla Crudele, prima autrice dello studio - che un soggetto che ha fegato grasso e basso colesterolo Hdl associato a un aumentato girovita ha un rischio aumentato di sviluppare l'epatocarcinoma entro i successivi 5 anni. Queste informazioni ci permettono di seguire questi pazienti con ecografie puntuali e ripetute, e dare loro indicazioni per modificare il proprio stile di vita al fine di ritornare a una condizione ottimale per proteggersi e ridurre il rischio di sviluppare il cancro".

Regolare il Colesterolo per Contrastare i Tumori?

Giunti a questo punto, appare piuttosto chiaro che mantenere sotto controllo i livelli di questa molecola può essere utile a mantenersi in salute. Peraltro i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità non sono molto incoraggianti e dimostrano che le persone con concentrazioni troppo elevate di colesterolo stanno aumentando nel mondo, in parallelo all’aumento di sovrappeso e obesità, altri noti fattori di rischio oncologico.

Molti ricercatori stanno studiando l’impatto della riduzione dei livelli di colesterolo sulla prevenzione e il trattamento del cancro: una riduzione che potrebbe passare dall’uso di farmaci molto comuni come le statine e utilizzati in clinica per ridurre i rischi cardiovascolari, ma che nella maggior parte dei casi può essere raggiunta anche con modifiche mirate sull’alimentazione e su comportamenti e abitudini sedentari.

Una dieta sana e senza eccesso di grassi è senza dubbio il primo passo per raggiungere il traguardo, al quale sarà più semplice arrivare grazie all’attività fisica costante.

Nell’articolo, la cui prima autrice è la dottoressa Lucilla Crudele, si confermano le precedenti scoperte del gruppo sul ruolo del metabolismo del colesterolo nei processi della cancerogenesi. Inoltre si dimostra ancora una volta l’importanza di una nutrizione e di comportamenti e abitudini salutari, quali modalità essenziali per aumentare i livelli di HDL nel fermare lo sviluppo del cancro e nel sottrargli l’energia per crescere.

Dieta Mediterranea e Prevenzione dei Tumori

Anche le prove scientifiche della attività preventiva dei tumori dell’apparato gastrointestinale da parte della dieta Mediterranea sono molteplici. La dieta Mediterranea tradizionale è stata descritta per la prima volta in un lavoro scientifico nel 1957. Oggi sappiamo che la dieta altamente ricca di frutta, verdura e di alimenti funzionali ricchi di antiossidanti esercita un’azione effettivamente preventiva delle patologie croniche, fra cui i tumori dell’apparato digerente. Alcuni cibi hanno dimostrato proprietà eccellenti negli studi. Per esempio, la buccia della mela annurca contiene l’acido clorogenico, efficace nel prevenire i tumori dell’apparato gastrointestinale. Il bergamotto contiene la bergamottina, un potentissimo antiossidante, che riduce lo sviluppo di cloni cellulari tumorali fra cui quello a seno, endometrio e apparato gastrointestinale. L’olio extra vergine d’oliva ha un’alta concentrazione di acidi grassi saturi (omega 3 e 6) che prevengono dal rischio cardiovascolare, ma è ricco anche di antiossidanti che agiscono sull’apparato digerente. Il vino rosso contiene un potente antiossidante, il resveratrolo, ma “l’importante - ricorda il professor Abenavoli - è non superare i due bicchieri al giorno (uno a pasto) e solo se non si hanno patologie”.

Raccomandazioni

In attesa dei risultati di studi futuri, al momento la raccomandazione è quella di mantenere i livelli di colesterolemia entro gli intervalli di normalità, attraverso una corretta alimentazione e uno stile di vita salutare.

Il miglior modo per prevenire i tumori puntando sullo stile di vita prevede di: non fumare, evitare l'eccesso di alcol, prevenire obesità e sovrappeso o trattarli, fare regolare attività fisica e seguire un'alimentazione corretta. Questa consiste nel consumare soprattutto alimenti di origine vegetale, con ampia varietà di cereali integrali, legumi, verdure, frutti a basso contenuto di zuccheri, semi e oli vegetali. Tra le proteine animali, sicuramente meglio scegliere quelle del pesce, meglio se fresco e azzurro, ricco anche di grassi polinsaturi omega 3. Si raccomanda invece di limitare il consumo di carni rosse o di derivati animali ricchi di grassi saturi e colesterolo, come uova e alcuni tipi di formaggi, e di evitare le carni conservate, gli zuccheri semplici, le bevande zuccherate e i cibi ad alta densità calorica.

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