Tumore e Glicemia Alta: Una Correlazione Importante

Esiste una stretta correlazione tra tumore e glicemia alta. Chi soffre di diabete di tipo 2 è maggiormente predisposto a sviluppare un tumore. Nelle donne con la malattia, il rischio di sviluppare un tumore è del 27% più alto rispetto a quelle non diabetiche, mentre negli uomini la percentuale è del 19%. Questa correlazione è complessa e multifattoriale, coinvolgendo aspetti come l'infiammazione cronica, i livelli di glucosio e insulina nel sangue, e l'interazione tra geni e ambiente.

Il Ruolo del Glucosio

Le cellule utilizzano il glucosio come fonte energetica, e questo ha portato all'ipotesi che un consumo eccessivo di zuccheri possa alimentare i tumori, aumentando sia il rischio di ammalarsi sia la gravità della malattia. Elevati livelli di glucosio possono modificare l'epigenoma attraverso la proteina TET2, alterando l'attività della metilazione del DNA, un processo cellulare fondamentale nella regolazione dell'espressione dei geni implicati nella crescita delle cellule.

Le cellule tumorali vengono identificate perché accumulano molto glucosio, ma questo è più una conseguenza piuttosto che una causa della malattia. Questa è caratterizzata da un’eccessiva attività delle cellule maligne che di conseguenza hanno più bisogno di energia di quelle sane.

Durante la digestione, tutti gli zuccheri complessi vengono scissi nei relativi zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, galattosio eccetera). Le cellule dell’organismo, siano esse sane o cancerose, utilizzano come fonte energetica il glucosio.

Come il Glucosio Influisce sulle Cellule Tumorali

Le cellule sane "bruciano" il glucosio per produrre energia all’interno di organelli cellulari chiamati mitocondri e con un processo noto col nome di ciclo di Krebs. Le cellule cancerose utilizzano invece il glucosio in modo diverso, attraverso un processo chiamato glicolisi che avviene al di fuori dei mitocondri.

Il Ruolo dell'Insulina

Il glucosio e il fruttosio sono in grado di aumentare la concentrazione di insulina nel sangue. L’insulina è responsabile della produzione di fattori che favoriscono l’infiammazione e la crescita delle cellule, e queste condizioni a loro volta possono stimolare lo sviluppo di tumori. Alcuni tumori, come per esempio quello del seno, sono particolarmente sensibili all’azione combinata degli ormoni sessuali e dei fattori di crescita e risultano quindi, in alcuni studi, più strettamente legati al consumo di zuccheri.

Troppa insulina in circolo induce una produzione eccessiva di testosterone, l’ormone sessuale maschile, nella donna. Inoltre l’insulina favorisce la produzione di un fattore di crescita chiamato IGF-1 che è un “fertilizzante” per le cellule in generale e in particolare per quelle cancerose.

L'Importanza del Controllo Glicemico

Per i pazienti che lottano contro il tumore, il controllo della glicemia è ancora più importante perché il glucosio è la fonte energetica favorita delle cellule tumorali che non hanno un efficiente metabolismo dei grassi. E’ stato osservato che le cellule cancerose assorbono glucosio da tre a cinque volte di più che le cellule normali. Inoltre un alto tasso di glucosio nel sangue provoca una secrezione di insulina che quando viene liberata in grandi quantità promuove la produzione del fattore di crescita cellulare IGF-1 che ha la funzione di stimolare la crescita delle cellule, quindi anche le cellule cancerose.

Sia glicemia alta, che insulina alta, che IGF-1 sono fattori di aumento del rischio tumore che devono essere tenuti sotto controllo attraverso la dieta, limitando al massimo i carboidrati raffinati, i dolci e le bevande zuccherate. L’obiettivo è di mantenere la glicemia entro i limiti normali (70-100 mg/dl) meglio se sotto 90.

Uno scarso controllo glicemico rende più probabile l'insorgenza di alcuni tumori e la loro recidiva. Viceversa, acquisire e mantenere una buona emoglobina glicata favorisce la risoluzione dei tumori. Un cattivo compenso glicemico non solo aumenta il rischio di sviluppare un tumore ma ne peggiora la prognosi e aumenta le possibilità che esso ricompaia nel tempo (cosiddetta recidiva).

Gli esperti ritengono che l’associazione sia almeno in parte dovuta a fattori di rischio condivisi per le due malattie, come invecchiamento, obesità, alimentazione poco equilibrata e inattività fisica. Una dieta più sana, l’esercizio fisico e il controllo del peso corporeo riducono il rischio di ammalarsi e migliorano la prognosi sia del diabete di tipo 2 sia di alcune forme tumorali.

Come Monitorare la Glicemia

Per tenere sotto controllo la glicemia, meglio fare ogni due/tre mesi il test dell'emoglobina glicosilata o Hb1Ac che misura la glicemia media degli ultimi tre mesi.

Il Ruolo della Metformina

La metformina è un farmaco antidiabetico molto diffuso che sembrerebbe in grado di prevenire questo processo. Alcuni studi hanno evidenziato che nei pazienti diabetici in cura con metformina la probabilità di andare incontro ad alcuni tumori è stranamente inferiore rispetto alla media. Nelle donne diabetiche la metformina sembra ridurre il rischio di sviluppare un tumore al seno del 20-30%. La molecola agirebbe su uno dei meccanismi molecolari riguardanti l'epigenoma identificati dagli scienziati, riducendo il tasso di mutazione cellulare e prevenendo l'accumulo di danni al DNA.

Studi di laboratorio hanno mostrato che la metformina inibisce la crescita delle cellule tumorali in laboratorio in cellule in coltura e studi osservazionali negli esseri umani hanno mostrato che in chi assume metformina per tenere bassa la glicemia si riduce il rischio di sviluppare un tumore e di mortalità per cancro. La metformina ha, tra l’altro, un effetto positivo sulle risposte immunitarie antitumorali.

In animali di laboratorio il trattamento con metformina riduce la crescita del tumore, in modo ancora più evidente se la terapia è combinato con un anticorpo anti-PD-1 (un inibitore dei checkpoint immunologici). Gli autori dello studio ritengono che la metformina potrebbe essere usata per potenziare l’immunità antitumorale nei pazienti con tumore.

Alimentazione e Stile di Vita

Negli ultimi decenni le abitudini alimentari di tutto il modo occidentale sono cambiate, non soltanto per il maggiore benessere, ma soprattutto per la produzione industriale di alimenti che ha portato alla diffusione di alimenti ricchi di grassi, zucchero, sale e farine raffinate. Una delle conseguenze è l’aumento radicale delle malattie legate al sovrappeso.

Non tutti gli alimenti fanno salire la glicemia allo stesso modo. Quello che è importante è il picco glicemico, cioè la velocità con cui l'alimento viene assorbito e di conseguenza fa aumentare la glicemia nel sangue. Questo perchè un aumento rapido della glicemia manda un segnale al pancreas che mette in circolo l'insulina necessaria per abbassare la glicemia. E siccome l'insulina elimina il glucosio dal sangue trasformandolo in grassi e immagazzinandolo nelle cellule, ecco che si ingrassa.

L'indice glicemico di un alimento misura la velocità con cui questo fa aumentare la glicemia nel sangue. Quindi un alimento ad "alto indice glicemico" (p. es. il pane bianco o la patata) produce un'alta risposta glicemica e un aumento rapido dell'insulina. gli alimenti confezionati con farine raffinate (00), p.es.

È certo però che una dieta a ridotto contenuto di zuccheri aiuta a tenere a bada alcuni fattori di rischio indiretto sia per lo sviluppo del cancro sia per la sua progressione e metastatizzazione.

Tumore e Carne: Quale Correlazione?

Gli epidemiologi concordano sul fatto che gli individui che seguono diete ricche di proteine animali, soprattutto carni rosse e lavorate, hanno un maggior rischio di sviluppare malattie croniche non trasmissibili come diabete, obesità, malattie cardiovascolari, renali e neurodegenerative, oltre a diverse forme di cancro e infezioni. Riguardo ai tumori, il rischio aumenta soprattutto per quelli dell’apparato gastrointestinale, come il tumore del colon-retto e dello stomaco.

Nel 2015 l’International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione ha stabilito che la carne rossa è probabilmente cancerogena (classe 2A della sua classificazione) e che la carne rossa lavorata (insaccati e salumi) è sicuramente cancerogena (classe 1 della classificazione della IARC).

Tabella: Rischio di Cancro e Consumo di Carne

Tipo di Carne Classificazione IARC Rischio
Carne Rossa Classe 2A (probabilmente cancerogena) Aumento del rischio di tumori, specialmente gastrointestinali
Carne Rossa Lavorata (insaccati, salumi) Classe 1 (sicuramente cancerogena) Aumento significativo del rischio di tumori, specialmente colon-retto

Un consumo elevato di carni rosse lavorate (50 grammi al giorno) aumenta del 16% circa il rischio di ammalarsi di cancro del colon-retto.

La carne contiene prevalentemente proteine. Il colore delle carni rosse (manzo, maiale, agnello e capretto) è dato dalla presenza nei tessuti di due proteine imparentate fra loro: l’emoglobina e la mioglobina. Entrambe contengono una molecola, detta gruppo eme, con al centro un atomo di ferro. Diversi studi indicano che il gruppo eme stimola nell’intestino la produzione di alcune sostanze cancerogene e provoca infiammazione nelle pareti intestinali.

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