Il carcinoma a cellule renali è il più diffuso tumore del rene. Tra le patologie che possono interessare i reni, organi importantissimi per il nostro organismo e per la nostra salute, c’è il carcinoma renale o carcinoma a cellule renali (RCC, Renal Cell Carcinoma), una neoplasia che in Italia, nel 2023, ha fatto stimare circa 12.700 nuove diagnosi. Il tumore del rene è la nona neoplasia più diffusa in Italia, con 13.282 nuove diagnosi stimate nel 2024. In totale sono 155.000 le persone attualmente affette da carcinoma renale nel nostro Paese.
Spesso silente e asintomatico, il carcinoma renale viene frequentemente scoperto per caso, attraverso esami clinici effettuati per altre ragioni. Poco conosciuto, è spesso silente e asintomatico e viene per questo scoperto, nella maggioranza dei casi, durante accertamenti svolti per altre ragioni. Fortunatamente più del 50% dei pazienti che hanno ricevuto una diagnosi precoce guarisce.
Anatomia e Funzione dei Reni
Prima di parlare di cos’è il tumore del rene, è bene approfondire brevemente le caratteristiche principali di quest’organo. I reni sono organi simmetrici di colore rosso-bruno, caratterizzati dalla forma di un fagiolo e la grandezza di un pugno. Questi organi sono posti nella parte superiore posteriore dell’addome, ai lati della colonna vertebrale.
La parte concava del rene viene chiamata ilo. Rivolta verso il centro del corpo, questa parte è il punto d’entrata per nervi, vasi sanguigni e linfatici, e uretere. L’ilo è collegato al seno renale, una rete di vasi sanguigni associati ai nefroni, strutture tubulari responsabili delle funzionalità principali dei reni: filtrare il sangue, eliminando l’acqua in eccesso e le sostanze di scarto attraverso l’urina, mantenere l’equilibrio idrosalino del nostro corpo e produrre ormoni importanti per il corretto funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio.
Cos'è il Carcinoma Renale
Il carcinoma renale si origina dalla mutazione genetica di alcune cellule dell’organo, con una conseguente proliferazione incontrollata delle stesse. In generale, punto di partenza di questo fenomeno sono le strutture tubulari che costituiscono i nefroni. In genere è monolaterale, ma in una piccola percentuale di casi, dall’1 al 5%, il carcinoma renale può essere multiplo o bilaterale, può cioè manifestarsi in entrambi i reni.
Il carcinoma a cellule chiare è la forma più comune e riguarda il 70-80% delle diagnosi di RCC . Le cellule renali colpite dalla neoplasia presentano numerose alterazioni e risultano ricche di sostanze quali glicogeno e lipidi. Inoltre, ci sono tipologie di cancro al rene che non rientrano nel carcinoma renale (RCC) e che hanno un aspetto e delle caratteristiche molto differenti.
Stadi e Prognosi
Nel 55% dei casi la malattia alla diagnosi è confinata al rene con la possibilità di asportazione chirurgica e guarigione in circa il 50% dei pazienti. Entrando nel dettaglio, per i pazienti per i quali al momento della diagnosi il tumore risulta ancora confinato al rene (circa il 55% del totale), il tasso di sopravvivenza a 5 anni sale al 93%: dunque 9 su 10 sono vivi dopo 5 anni. In una parte di casi, pari a circa il 19% del totale, nel momento della diagnosi il tumore risulta invece localmente avanzato (nello stadio III), ovvero, già diffuso ai tessuti e agli organi contigui e/o ai linfonodi: in questo scenario circa il 72% dei pazienti è vivo dopo 5 anni.
Quando la malattia è già molto diffusa e ha sviluppato metastasi a distanza, come avviene per il 25-30% delle diagnosi, il tasso di sopravvivenza a 5 anni scende notevolmente. Nel tumore del rene i tassi di sopravvivenza indicano che 7 pazienti su 10 (precisamente il 71%), e vale in egual misura per gli uomini e per le donne, sono vivi a distanza di cinque anni dalla diagnosi.
Fattori di Rischio
Altri fattori concorrenti sono l’obesità e l’ipertensione arteriosa. In particolare, per ogni aumento di 5 punti dell’Indice di massa corporea (BMI) si stima una crescita del rischio pari al 24% negli uomini e al 34% nelle donne. Una piccola quota di casi di carcinoma renale, infine, si manifesta in pazienti che presentano specifiche mutazioni e malattie genetiche.
Ricordiamo che fra i fattori di rischio del tumore del rene, oltre al fumo che è il principale, ci sono l’ipertensione arteriosa e l’obesità.
Sintomi
Nella gran parte dei casi, infatti, nelle fasi iniziali della malattia il quadro clinico è del tutto muto e i sintomi sono spesso comuni a patologie meno gravi, per cui è importante non allarmarsi e sottoporre il proprio caso a uno specialista. Possono manifestarsi anche altri disturbi che colpiscono zone distanti dalla sede del tumore e interessano il 20% dei pazienti con carcinoma renale.
Diagnosi
Attualmente non esiste uno screening specifico che permetta di rilevare il carcinoma renale. Insieme alla diagnosi, gli specialisti effettueranno la cosiddetta stadiazione del tumore, ovvero valuteranno la sua dimensione e la sua eventuale diffusione ai linfonodi o ad altri organi e tessuti. Questa classificazione più generale può essere ulteriormente dettagliata mediante il sistema di stadiazione TNM (dove l’acronimo TNM sta per “Tumore, Nodo, Metastasi”).
La risonanza magnetica è una procedura diagnostica simile alla TAC ma a differenza di questa usa i campi magnetici anziché i raggi X. Come la TAC offre ulteriori informazioni sull’estensione locale della malattia e su eventuali metastasi. In specifici casi, soprattutto in vista di una sorveglianza attiva o di un trattamento ablativo, può rendersi necessaria una biopsia renale per accertare l’eventuale presenza di cellule neoplastiche.
Trattamenti
L’intervento al rene rappresenta, ove possibile, l’opzione terapeutica principale spesso necessaria per raggiungere una possibile guarigione. Allo stato attuale, sono disponibili diversi approcci chirurgici ed è compito dello specialista decidere quale strada percorrere. Nel complesso, costituisce il principale trattamento per il carcinoma renale e spesso l’unico trattamento per raggiungere una possibile guarigione. La diagnosi e la terapia del carcinoma renale hanno bisogno di molte competenze diverse.
Opzioni chirurgiche
La nefrectomia radicale è indicata in caso di tumori estesi e comporta l’asportazione completa dell’organo, nella sua interezza, e dei tessuti adiposi circostanti. Può essere eseguita per via laparoscopica, robotica oppure mediante tecnica tradizionale, a cielo aperto, praticando un’incisione sul fianco o lungo la linea mediana. La nefrectomia parziale prevede la rimozione della sola massa tumorale e di una piccola porzione di rene sano, adiacente alla stessa, in modo da rimuovere il tumore e salvaguardare la funzionalità renale residua.
Altre Terapie
- Embolizzazione: Una procedura di radiologia interventistica, minimamente invasiva, volta a interrompere l’afflusso di sangue al carcinoma renale.
- Termoablazione: Prevede l’uso di temperature molto calde o molto fredde, che distruggono le cellule tumorali grazie a tecnologie e sistemi basati sul raggiungimento del tumore mediante un ago sottile.
- Radioterapia stereotassica: La cosiddetta radioterapia stereotassica (SBRT) è una tecnica che consente di somministrare elevate dosi di radiazioni dirette verso piccoli target tumorali distruggendoli mediante la necrosi tumorale.
- Terapie a bersaglio molecolare: Queste terapie agiscono su un bersaglio (di solito un recettore - una proteina) espresso in misura maggiore sulla superficie o all’interno delle cellule tumorali, bloccandone l’azione e arrestando così la crescita delle cellule tumorali.
- Immunoterapia e terapie di combinazione: Le terapie di combinazione per il tumore del rene possono includere terapie a bersaglio molecolare e immunoterapia.
Il percorso terapeutico è definito dal team multidisciplinare in base allo stadio e alla sede del tumore ed è frutto di un’accurata valutazione del team medico, che soppesa tutti gli elementi della malattia insieme allo stato di salute del paziente.
Dopo il Trattamento
In caso di diagnosi di tumore al rene è importante seguire le indicazioni del proprio medico sui farmaci da prendere, sottoponendosi quanto prima ai trattamenti antitumorali prescritti. La persona con carcinoma renale, sottoposta a nefrectomia radicale o parziale, viene incoraggiata a rialzarsi e camminare, mettendosi in piedi non appena possibile. Una volta a casa, il paziente seguirà un periodo di convalescenza nel corso del quale è fondamentale avere cura di sé per recuperare le forze e favorire la guarigione della ferita chirurgica.
Attualmente non esistono delle azioni specifiche e mirate volte a prevenire il tumore al rene. La prevenzione consiste infatti nell’eliminazione dei fattori di rischio, laddove possibile. È importante ribadire che attualmente non esiste uno screening raccomandato per il carcinoma renale.
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