Troppe Ecografie in Gravidanza: Quali Sono i Rischi?

Durante la gravidanza, l'ecografia è uno strumento fondamentale per monitorare la salute del bambino. Tuttavia, molte future mamme si chiedono se esagerare con il numero di ecografie possa comportare dei rischi. Questo articolo esplora le raccomandazioni, i potenziali rischi e le considerazioni importanti riguardanti le ecografie durante la gravidanza.

Quante Ecografie Sono Realmente Necessarie?

Per il Ministero della Salute, le ecografie davvero necessarie da fare in gravidanza sono solo due, ma spesso, nell’arco dei nove mesi, vengono prescritti più esami di quanti siano realmente necessari. Esistono linee guida precise a cui i genitori spesso non si attengono, redatte dal ministero della Salute. Queste indicazioni prevedono, in assenza di complicazioni o sopraggiunte necessità, che le ecografie necessarie in gravidanza siano tre (una a trimestre). Tre è il numero sufficiente per accertarsi che il piccolo stia crescendo bene e che sia in buona salute. Tutto ciò, ovviamente, è valido salvo diverse indicazioni del medico.

La Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) ha pubblicato il decalogo delle società scientifiche “Buone pratiche in Ginecologia” in cui si sostiene che se la gravidanza è fisiologica, cioè senza particolari fattori di rischio, “le ecografie essenziali, anche secondo il disposto dei nuovi Lea (i livelli essenziali di assistenza, ossia le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione, cioè il ticket), sono due”. Queste due ecografie gratuite hanno lo scopo di verificare la regolarità del battito cardiaco, la crescita e la posizione del feto.

Un’ulteriore ecografia nel terzo trimestre, tra la 30° e la 32° settimana di gestazione, deve essere valutata dall’ostetrica o dal ginecologo che stanno seguendo la gestazione. Nel caso se ne individui la necessità, il medico può prescriverla e viene anch’essa passata dal Sistema Sanitario Nazionale. La regola base è quella di “non medicalizzare una gravidanza fisiologica, cioè senza fattori di rischio, prescrivendo esami e accertamenti diagnostici superflui”, avverte Elsa Viora, presidente Aogoi (Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani).

Quando Fare le Ecografie?

Una donna che scopre di essere incinta spesso va subito dal ginecologo per la prima ecografia, ma potrebbe essere troppo presto. Il momento migliore per farla è intorno alle 12 settimane: in questo momento si possono infatti cominciare a valutare gli organi del bambino e, soprattutto, la funzionalità del cuore. La prima ecografia è consigliata durante la gravidanza a partire dall’ottava settimana di gestazione, non prima. La seconda ecografia (detta anche morfologica) è prevista tra la 19°e la 21° settimana di gravidanza.

In questo esame il medico valuta approfonditamente, tramite le immagini ecografiche, una serie di parametri, tra cui: la quantità di liquido amniotico, la posizione della placenta, ma soprattutto la morfologia del feto, la sua crescita ed eventuali malformazioni congenite visibili. Anche in questo caso è bene non anticipare la visita. A maggio 2017 il Ministero della Salute ha aggiornato la lista delle prestazioni sanitarie gratuite per tutte le donne gravide in buono stato di salute.

Oggi, dunque, sono tre le ecografie che possono essere eseguite senza pagare: l’ecografia del primo trimestre di gravidanza, un’ecografia inserita nella diagnosi prenatale del test combinato in cui si valuta la lunghezza del feto e lo spessore della “translucenza nucale” e che si effettua tra le 11 e le 13 settimane di gestazione, ecografia del secondo trimestre di gravidanza (morfologica). In caso di rischio, se segnalato dal ginecologo, viene passata anche l’ecografia del terzo trimestre.

Potenziali Rischi e Considerazioni

Le ecografie non comportano rischi da esposizione a radiazioni ionizzanti perché tali esami si basano sull’impiego di ultrasuoni e non di raggi X. Da questo punto di vista sono pertanto esami innocui sia per la madre che per l’embrione/feto. L'ecografia, spiega Solbiati nella video-intervista a lato, non comporta alcun rischio per il paziente. L'unico caso ritenuto potenzialmente a rischio - e quindi limitato al minimo indispensabile - è l'esame effettuato nelle primissime settimane di gravidanza con il Color Doppler.

Il problema riguarda piuttosto i costi, l'organizzazione delle strutture sanitarie e la capacità professionale. I risultati sono infatti fortemente condizionati dall'operatore, quindi se questi non individua il problema durante l'esame nessun altro sarà in grado di farlo semplicemente guardando le immagini. Dunque è fondamentale formare operatori adeguati e fare in modo che questi non siano sovraccaricati di lavoro. C'è anche un risvolto psicologico: se c'è un problema lo si spiega alla persona e si decide cosa fare, ma non c'è bisogno di ripetere sempre l'esame ogni tre o sei mesi. Anche perché si rischia di creare nei pazienti un'ansia controproducente.

Per quanto attiene la gravidanza, l'ecografia ha fatto grandi progressi grazie anche alla tecnologia tridimensionale, che permette un accurato studio morfologico del feto. Durante la gestazione si consiglia di fare tre ecografie, una di queste - solitamente l'ultima - di tipo morfologico.

Linee Guida e Raccomandazioni

A proposito delle ecografie in gravidanza, esistono vere e proprie linee guida a cui attenersi se l'attesa non presenta particolari complicazioni. Il rischio di esagerare è sempre dietro l'angolo. Per quanto riguarda le ecografie in gravidanza, le mamme italiane non sono completamente preparate. Infatti, spesso si eccede anche senza un effettivo bisogno di sottoporsi con frequenza a questo tipo di indagine. Per ansia, paura ma anche irresistibile curiosità di vedere più spesso (e sempre più chiaramente) il proprio bambino - osserva Donna Moderna. Però, in merito alle ecografie in gravidanza, sarebbe opportuno attenersi alle linee guida del Ministero della Salute che ne prevedono tre (una a trimestre). Ovviamente, salvo complicazioni o diverse necessità stabilite dal medico.

Le linee guida del Ministero della Salute consigliano di farne una a trimestre. La tentazione di monitorare “a vista” la gravidanza è più allettante che mai e spesso non sappiamo rinunciare anche se l’ecografia non è necessaria. Questo, insieme a eccessi di ansia e paura, è uno dei motivi principali per cui si può rischiare di esagerare con il numero e la frequenza di ecografie in gravidanza. Eppure i motivi per attenersi alle linee guida del Ministero della Salute e non superare le tre ecografie (una a trimestre), in assenza di complicazioni o sopraggiunte necessità, ci sono e non vanno trascurati. Tre è il numero sufficiente per accertarsi che il piccolo stia crescendo bene e che sia in buona salute.

Meglio Non Avere Fretta

Paola Scavello, ostetrica presso il Centro Medico Santagostino di Milano, ha spiegato che innanzitutto è bene aspettare: la prima ecografia è consigliata a partire dall’ottava settimana, non prima. Il rischio che la gravidanza si interrompa è più alto nelle prime settimane, ma sentire il battito, vedere l’embrione e programmare le visite successive può cancellare questa consapevolezza nella futura mamma e trasformare quindi un eventuale aborto spontaneo in un trauma se possibile ancora più doloroso. Inoltre, soprattutto in questo primo periodo, l’effetto di riscaldamento di un’esposizione prolungata agli ultrasuoni potrebbe danneggiare i tessuti del feto.

L'Ecografia Morfologica

La seconda ecografia (detta anche morfologica) è prevista intorno alla ventesima settimana. Genitori impazienti di scoprire il sesso del bambino possono chiedere di effettuarla anche alla quindicesima settimana, ma anticipare i tempi è sconsigliato. Questo perché i parametri di riferimento della morfologica sono settati su un feto di venti settimane. Il medico potrebbe, quindi, trovarsi a segnalare piccole anomalie o ritardi nello sviluppo del tutto normali per una fase precedente della gravidanza, ma che pongono la futura mamma in uno stato d’ansia ingiustificato e che richiedono, comunque, un’ulteriore ecografia il mese dopo. In un momento delicato come quello della gravidanza, anche un piccolo accenno a qualcosa che non va, può diventare causa di un forte stress.

Il Ruolo dell'Ostetrica

Il ruolo dell’ostetrica è importantissimo e non va sostituito dall’intervento del ginecologo, necessario solo in caso di particolari rischi o complicazioni, o da strumenti diagnostici come l’ecografia. Il problema è che spesso nella sanità pubblica italiana c’è poco tempo per questo e sia medici sia futuri genitori preferiscono affidarsi a strumenti tecnici e dati oggettivi: più rassicuranti per i primi e di maggior tutela per i secondi.

Tipologie di Ecografie in Gravidanza

Esistono diversi tipi di ecografie che possono essere eseguite durante la gravidanza, ognuna con uno scopo specifico:

  • Ecografia Transvaginale: Utilizzata nelle prime fasi della gravidanza per visualizzare l'embrione e confermare la gravidanza intrauterina.
  • Ecografia Esterna: Eseguita appoggiando la sonda sull'addome, più comune dal quarto mese in poi.
  • Ecografia 3D e 4D: Offrono immagini tridimensionali e in movimento, utili per visualizzare dettagli specifici del feto.

Tabella Riassuntiva delle Ecografie Raccomandate

Trimestre Settimane di Gestazione Scopo Principale
Primo 6-13 Confermare la gravidanza, datare la gestazione, valutare la vitalità, misurare la translucenza nucale
Secondo 19-21 Valutare l'anatomia fetale (ecografia morfologica)
Terzo 30-32 Valutare la crescita fetale, la quantità di liquido amniotico, la posizione della placenta

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