Rischi Eccessivi di Ecografie in Gravidanza

L'esperienza di 1691 mamme raccolta attraverso i questionari di Altroconsumo parla chiaro: la gravidanza oggi è eccessivamente medicalizzata, con una prescrizione in eccesso di esami, ecografie e integratori, ben oltre la necessità e l'utilità dimostrate.

Per ciascuna donna intervistata risulta una media di 6 ecografie, che va oltre le 3 previste dalle Linee guida nazionali, con il 20% del campione che ne ha eseguito almeno 9. Scarsamente utilizzati i consultori, solo nell8% dei casi.

Dall'inchiesta di Altroconsumo emergono dati che fotografano le scelte, sia di specialisti a cui rivolgersi, che di analisi da compiere: il 98% del campione è stato seguito da un ginecologo e solo l'11% riferisce di essere stato seguito anche da un'ostetrica.

Per Altroconsumo in questo settore è necessario ridurre le spese superflue. L'inchiesta rientra nella campagna Altroconsumo per la salute, attività di sensibilizzazione e informazione indipendente che l'associazione porterà avanti per tutto il 2007 sul tema della tutela della salute dei cittadini e della qualità offerta dal servizio sanitario.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di sorvegliare la gravidanza ricorrendo al più basso numero possibile di interventi di tipo medico necessari a garantire la sicurezza di mamma e bambino.

Per questo motivo la comunità scientifica esprime e aggiorna continuamente la sua posizione in merito, in modo da raggiungere l’obiettivo di migliorare l’assistenza limitando al massimo i rischi. Avere una gravidanza cosiddetta “a rischio” non significa essere di fronte a un reale pericolo per sé e per il bambino, ma vuol dire far parte di un gruppo per il quale esiste una maggiore probabilità di complicazioni: in questo caso c’è necessità di un numero più alto di controlli durante la gravidanza.

Ogni donna in gravidanza deve essere accompagnata sulla base del concetto di rischio fin dall’inizio, e la valutazione deve essere rivista a ogni controllo. La gravidanza è nella maggior parte dei casi un processo fisiologico che richiede sorveglianza e sostegno, non soltanto di tipo sanitario.

Informazioni corrette, una rete familiare e sociale solida, e la possibilità di accedere ai servizi erogati dalle ostetriche presenti, rappresentano in questo periodo un insostituibile strumento di salute per la donna.

L’OMS ha stabilito recentemente che nella gravidanza a basso rischio sono opportuni otto contatti tra la gestante e i sanitari che si prendono cura di lei.

Ecografia: Principi e Usi

Ad oggi è uno strumento che viene adoperato con sempre maggior frequenza nei più svariati ambiti clinici, normalmente come esame di primo livello, cioè il primo a cui viene sottoposto un soggetto nel sospetto di una qualche patologia. Questo fascio di ultrasuoni colpisce i tessuti, che a loro volta generano diverse resistenze al passaggio delle onde in base alla loro composizione (densità).

  • Ipoecogena: le onde si trasmettono in minore misura essendo i tessuti attraversati meno densi.
  • Anecogena: per strutture particolari come quelle molto ricche di acqua, tutti gli ultrasuoni vengono trasmessi attraverso il tessuto e lo trapassano senza essere riflesse verso il trasduttore.
  • Ombra acustica: quando le onde si scontrano con tessuti molto densi, rimbalzano tutte verso il trasduttore e non potremo visualizzare le strutture che si trovano posteriormente a tale tessuto che rimarranno perciò anecoiche, cioe nere.
  • Rinforzo posteriore: si verifica quando gli ultrasuoni attraversano un liquido omogeneo circondato da un tessuto solido denso.

È importante sottolineare alcune caratteristiche fondamentali dell'ecografia:

  • Innocuità: è senz’altro l’aspetto più importante.
  • Ripetibilità: concetto legato all’innocuità.
  • Operatore-dipendente: eseguire un’ecografia richiede un’adeguata preparazione ed una notevole esperienza.
  • Limitazione nel visualizzare alcuni distretti: alcune strutture del corpo piuttosto profonde circondate da aria o tessuto osseo, non possono essere indagate con l’ecografia.

Permette di indagare la morfologia e lo stato di salute dei principali organi addominali. Fegato: può individuare un fegato con steatosi epatica (ricco di grasso), oppure una cirrosi (morfologia del fegato del tutto alterata con massiva fibrosi). L’ecografia può anche rilevare lesioni come cisti, ascessi, tumori primitivi o metastasi.

Pancreas: struttura profonda difficile da valutare in caso di meteorismo intestinale. Può essere rilevata la presenza di cisti, ascessi o patologia tumorale primitiva. Può venire prescritta una terapia a base di carbone nei tre giorni precedenti per favorire l’espulsione di gas e una dieta povera di fibre (che escluda quindi legumi, frutta, verdura, cereali integrali, …) e priva di sostanze che possano indurre gonfiore (latte, latticini, bevande gasate, caffè, …).

Quantità di liquido amniotico: si parlerà di oligoidramnios se la sua quantità è inferiore al normale, e di polidramnios se la sua quantità è eccessiva. L’ecografia doppler è un esame particolare, che viene utilizzato per lo studio anatomico e funzionale del cuore e dei vasi sanguigni. Questa nuova metodica ha rivoluzionato la diagnostica delle malattie cardiache e vascolari, permettendo di rilevare e soprattutto monitorare nel tempo diverse patologie.

Aneurismi: presenza di dilatazione anomala del lume delle arterie.

È un esame fondamentale nello studio di scroto, testicolo ed epididimo nel maschio adulto così come nel bambino. Idrocele, ematocele: rispettivamente la presenza di liquido chiaro e di sangue a livello della tunica vaginalis che ricopre il testicolo.

Criptorchidismo: in alcuni neonati, soprattutto prematuri, non si ha la corretta discesa dei testicoli nella sacca scrotale che alla nascita risulterà vuota.

La tiroide viene studiata in maniera elettiva dall’ecografia. Dimensioni e posizione della tiroide: può essere ingrandita (gozzo), o localizzata in sede anomale (ectopica).

Noduli e loro caratteristiche: la patologia nodulare è piuttosto frequente a livello della tiroide. Potremo avere noduli normofunzionanti (con normale produzione di ormoni), ipofunzionanti (producono meno ormoni), iperfunzionanti (producono ormoni in eccesso).

Tumori: a partire dai noduli possono svilupparsi tumori primitivi della tiroide. Ogni nodulo avrà delle caratteristiche ecografiche di “sospetto”.

Monitoraggio e Screening in Gravidanza

Il Ministero della Salute ha stilato delle linee guida che i ginecologi e le ostetriche seguono per richiedere regolari controlli emato-chimici (prelievi del sangue, es. Gli esami del sangue e delle urine vengono consigliati mensilmente e servono per verificare il gruppo sanguigno, la corretta funzionalità dei diversi apparati (fegato, coagulazione, reni), i livelli di emoglobina, le varie malattie infettive.

Durante la gravidanza, vengono utilizzate diverse tecniche di screening per valutare la salute del feto e individuare eventuali anomalie. Lo screening è un processo non invasivo che consente di identificare i casi a rischio e di selezionare i pazienti che richiedono ulteriori accertamenti diagnostici.

Tra le tecniche di screening più comuni vi sono il test combinato e la ricerca del DNA fetale nel sangue materno.

  • TEST COMBINATO: elaborazione statistica di un rischio calcolato in base all' inserimento in un programma di alcune misurazioni rilevate mediante un’ecografia eseguita tra 11 e 13 sett. e 6 gg ed i valori di due proteine (beta-hcg e papp-a) dosate sul sangue a 10 settimane. Qualora il rischio risultasse aumentato la gestante viene indirizzata ad un’amniocentesi.
  • TEST DNA: test non invasivo che si esegue dalle 10 settimane di gestazione ed analizza il DNA fetale presente nel sangue materno per identificare eventuali trisomie ( 21-13-18).

Esami Invasivi: Villocentesi e Amniocentesi

Quando si tratta di una diagnosi prenatale più precisa, in alcuni casi potrebbe essere necessario ricorrere a esami invasivi come la villocentesi o l'amniocentesi. Questi due procedimenti sono considerati gli esami più affidabili per rilevare eventuali anomalie cromosomiche o difetti congeniti nel feto durante la gravidanza.

  • VILLOCENTESI: prelievo dei villi coriali tra 10 e 13 settimane di gravidanza mediante un ago speciale che viene introdotto in utero, sotto guida ecografica, attraverso l’addome. La risposta dell’esame si può avere dopo 5-7 giorni. Si consiglia alle gestanti ad alto rischio per anomalie cromosomiche (età superiore a 35 anni, aumentato spessore della translucenza nucale, familiarità per malattie genetiche).
  • AMNIOCENTESI: prelievo di liquido amniotico tra le 16 e le 19 settimane di gestazione mediante uno speciale ago che viene introdotto in utero, sotto controllo ecografico, per via trans-addominale. Il referto dell’analisi del liquido prelevato si ha dopo circa 20 giorni. Si consiglia nelle donne con alto rischio di malattie genetiche (età superiore a 35 anni, familiarità per malattie genetiche, sospetto di malattie infettive che potrebbero danneggiare il feto.

Tuttavia, è importante considerare che entrambi questi esami comportano un certo rischio di aborto, sebbene sia molto basso (inferiore all'1%). Pertanto, solitamente vengono raccomandati solo in casi di alto rischio, quando altri esami o tecniche di screening non sono sufficienti per ottenere una diagnosi accurata. È fondamentale discutere attentamente con il medico specialista e valutare tutti i fattori di rischio prima di decidere di sottoporsi a questi esami invasivi.

Errori e Precauzioni Durante l'Ecografia

Durante un'ecografia è importante evitare alcuni errori comuni al fine di ottenere una diagnosi accurata. Questi errori possono influire sulla qualità dell'immagine e compromettere la corretta interpretazione dei risultati.

È importantissimo adottare tutte le misure necessarie per garantire una corretta esecuzione dell'ecografia e proteggere la salute del feto. La sicurezza e l'accuratezza dell'esame dipendono dalla professionalità e dalle competenze dell'operatore ecografico.

Ecco alcuni consigli utili per migliorare l'esecuzione dell'ecografia e ottenere una diagnosi più precisa:

  • Utilizzare una sonda di buona qualità: assicurarsi di utilizzare una sonda ecografica di alta qualità per ottenere immagini chiare e dettagliate.
  • Mantenere una corretta posizione della sonda durante l'esame: posizionare la sonda in modo stabile e mantenere una posizione costante durante l'esame per evitare distorsioni dell'immagine.
  • Evitare movimenti bruschi: evitare movimenti bruschi o improvvisi durante l'esame per garantire una migliore qualità dell'immagine.
  • Applicare una pressione adeguata sulla pelle: applicare una pressione uniforme e adeguata sulla pelle per migliorare la visualizzazione delle strutture sottocutanee.
  • Eseguire l'ecografia in una stanza ben illuminata: assicurarsi di avere una buona illuminazione nella stanza durante l'esame per una migliore visualizzazione dell'organo in esame.
  • Acquisire immagini in diverse posizioni: acquisire immagini da diverse angolazioni e posizioni per una migliore visualizzazione dell'organo e una valutazione più accurata.

Macrosomia Fetale: Cos'è e Come Prevenirla

La macrosomia fetale è una condizione caratterizzata da una crescita fetale superiore alla media. Questa terminologia è usata per indicare un feto che è molto più grande della media, indipendentemente dall’età gestazionale. Alla nascita, un neonato viene definito “macrosomico” se il suo peso è superiore alla media, ovvero oltre i 4 kg (oltre il 90esimo percentile).

Le diverse linee guida internazionali differiscono leggermente, ad esempio per l’American College of Obstetricians and Gynecologists la macrosomia fetale viene definita tale se il peso a termine supera i 4,5 kg. durante cui lo specialista valuta le dimensioni del feto, compreso il suo peso approssimativo.

Il neonato macrosomico non è semplicemente un bambino “bello grande”, bensì un bambino che già durante la vita fetale è stato sottoposto a uno stress metabolico.

Ma quali sono le cause della macrosomia fetale?

  • Diabete gestazionale: Condizione per cui la donna sviluppa livelli elevati di glucosio nel sangue durante la gravidanza. L’eccesso di glucosio può favorire la crescita e l’accumulo di grasso nel feto e la produzione di insulina da parte del pancreas fetale, portando il piccolo ad avere dimensioni superiori alla media.
  • Predisposizione genetica: La tendenza a dare alla luce neonati di dimensioni superiori alla media può essere ereditata. Se ci sono state precedenti gravidanze con nati macrosomici, potrebbe esserci una ricorrenza del rischio nelle gravidanze successive.
  • Obesità materna: Le donne con un indice di massa corporea (BMI) elevato prima della gravidanza hanno un maggiore rischio di incorrere nella macrosomia fetale. L’obesità può influenzare negativamente il metabolismo e la regolazione del glucosio durante la gestazione, oltre ad aumentare le complicanze cardiovascolari e le comorbilità a esse associate.
  • Età materna avanzata: Le donne di età superiore ai 35 anni possono essere più inclini a dare alla luce neonati macrosomici.
  • Eccesso di alimentazione e aumento di peso durante la gravidanza: Un aumento di peso eccessivo della madre durante la gestazione e un regime alimentare non bilanciato e non equilibrato rappresentano un fattore di rischio.
  • Polidramnios: Un’eccessiva quantità di liquido amniotico intorno al feto.
  • Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): Le donne con PCOS possono incorrere in un aumento del rischio di sviluppare diabete gestazionale, insulino-resistenza e, di conseguenza, macrosomia fetale.
  • Gravidanza prolungata.

La risposta è sì, è necessario però attuare alcune strategie e pratiche durante la gravidanza.

  • Controllo del peso materno: Mantenere un peso adeguato prima e durante la gravidanza può contribuire a ridurre il rischio di macrosomia.
  • Controllo del diabete pregravidico e/o gestazionale: Se già diagnosticato, è fondamentale seguire attentamente le raccomandazioni dello specialista per monitorare quotidianamente i livelli di glucosio nel sangue.
  • Dieta equilibrata: Un’alimentazione sana in gravidanza, con un’attenzione particolare al controllo dell’apporto di zuccheri e carboidrati, può contribuire a mantenere stabili i livelli di glucosio.
  • Attività fisica regolare: L’esercizio fisico moderato, sempre dietro il consulto dei professionisti che seguono la gravidanza, è benefico per le gestanti e può aiutare a mantenere un peso regolare e a ridurre l’impatto del sovrappeso e/o dell’obesità.
  • Monitoraggio regolare: Le donne ad alto rischio o con precedenti gravidanze con macrosomia possono richiedere una vigilanza più stretta, con ecografie e monitoraggio regolare, per valutare le dimensioni del feto e identificare tempestivamente eventuali problemi.

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