Trigliceridi: Cosa Sono e Come Interpretarli nelle Analisi del Sangue

I trigliceridi (TG) sono il prodotto della esterificazione del glicerolo con acidi grassi. I trigliceridi sono lipidi (grassi) presenti normalmente nel nostro sangue che provengono per la maggior parte dalla dieta. Soltanto una minima parte, infatti, è prodotta dal fegato. In realtà essi sono fondamentali per il corretto funzionamento del nostro organismo.

I trigliceridi sono una tipologia di lipidi e rappresentano la principale fonte di energia per l’organismo. La maggior parte dei trigliceridi sono localizzati nel tessuto adiposo, ma una parte circola nel sangue per fornire energia ai muscoli. I trigliceridi rappresentano la riserva energetica del nostro organismo, pronta ad essere utilizzata secondo le necessità. Senza i trigliceridi, quindi, non riusciremmo ad affrontare la nostra giornata. Dovremmo mangiare di continuo per immettere nuovo “carburante” nel nostro corpo.

Come Vengono Processati i Trigliceridi

Dopo essere stati ingeriti con gli alimenti vengono idrolizzati nell'intestino ad opera delle lipasi pancreatiche e duodenali in emulsione con gli acidi biliari, assorbiti come glicerolo e acidi grassi quindi di nuovo risintetizzati a TG e veicolati come chilomicroni con la linfa intestinale a cui conferisce il tipico aspetto chiloso. Dopo un pasto il corpo converte le calorie in eccesso, soprattutto quelle provenienti da zuccheri e carboidrati, in trigliceridi. I trigliceridi si muovono attraverso il circolo sanguigno dalle viscere verso il tessuto adiposo, dove vengono depositati. Tra un pasto e un altro, i trigliceridi vengono rilasciati dal tessuto adiposo per essere utilizzati come fonte di energia dall’organismo.

Sempre durante la digestione dei pasti, anche il fegato sintetizza trigliceridi, ma, diversamente dalle cellule intestinali, compie questa azione a partire dagli aminoacidi e dal glucosio dietetici. Quando si mangia, il corpo converte in grassi tutte le calorie di cui non ha bisogno e li immagazzina nelle cellule adipose. Da queste poi vengono rilasciati durante l’arco della giornata per garantire il giusto apporto energetico per azione degli ormoni.

Perché si Misurano i Trigliceridi

La quantità di trigliceridi nel sangue (trigliceridemia) viene misurata, in combinazione solitamente ad altri valori quali il colesterolo HDL, il colesterolo LDL e il colesterolo Totale, per valutare il rischio di malattie cardiovascolari. Il test dei trigliceridi viene solitamente prescritto nell’ambito di un check up di routine per valutare il profilo lipidico del paziente. Il profilo lipidico, che comprende anche il monitoraggio del livello di trigliceridi nel sangue, andrebbe prescritto ogni cinque anni, anche negli adulti sani.

Colesterolo HDL e LDL

  • HDL (high - density lipoprotein): sono le lipoproteine definite “colesterolo buono” e trasportano il colesterolo dalle periferie verso gli organi che lo utilizzano o lo eliminano.
  • LDL: (low - density lipoprotein): sono le lipoproteine definite “colesterolo cattivo”. Distribuiscono il colesterolo alle cellule, ma se aumenta la loro quantità possono diventare pericolose, poiché si modificano strutturalmente e si infiltrano sulle pareti delle arterie.

Valori Normali dei Trigliceridi

Livelli di trigliceridi normali sono importanti per la salute cardiovascolare. In un soggetto sano il valore dei trigliceridi è inferiore a 180 mg/dL, diventa ottimale quando risulta inferiore a 100 mg/dL. Sopra i 200 mg/dl parliamo di ipertrigliceridemia, mentre tra i 120-150 mg/dl siamo nella situazione di normalità. Ci rendiamo conto che vi è una fascia definita border-line tra i 150-199 mg/dl. Anche avere i trigliceridi bassi (sotto i 40 mg/dl) è da tenere presente come indice di anormalità e disequilbrio.

Tabella dei Valori dei Trigliceridi

Valore Livello di Trigliceridi (mg/dL)
Ottimale Inferiore a 100
Normale Inferiore a 180
Borderline 150-199
Ipertrigliceridemia Superiore a 200
Trigliceridi Bassi Inferiore a 40

Trigliceridi Alti: Cause e Rischi

I trigliceridi sono alti quando superano 180 mg/dL. L’eccesso di trigliceridi, infatti, aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari quali infarto, ictus e aterosclerosi, ma anche malattie del fegato e del pancreas. In generale, a valori elevati di trigliceridi nel sangue (ipertrigliceridemia) si associano anche quantità elevate di colesterolo totale e LDL. Ciò dipende dalla presenza concomitante di alcuni fattori di rischio o di stili di vita sbagliati.

Una delle cause principali di ipertrigliceridemia è la dieta disordinata e ricca in grassi e carboidrati. L’aumento dei trigliceridi nel sangue è legato all’introduzione di calorie in eccesso. In particolare dall’introduzione di grandi quantità di zuccheri semplici e all’assunzione di alcool, nutrienti che vengono convertiti dal fegato in trigliceridi. Anche la qualità dei grassi introdotta con l’alimentazione è importante. Infatti, i grassi saturi (carne, insaccati, salumi) aumentano i valori di trigliceridi mentre i grassi monoinsaturi e polinsaturi hanno l’effetto opposto.

Condizioni patologiche che possono essere associate a ipertrigliceridemia sono: iperlipidemia, diabete, insufficienza renale, ittero ostruttivo, pancreatite, sindrome metabolica e infarto del miocardio. Anche l’assunzione di determinati farmaci (per esempio gli estrogeni, i glucocorticoidi, i betabloccanti e alcuni tipi di contraccettivi) può portare all’ipertrigliceridemia.

Fattori di Rischio Associati a Trigliceridi Alti:

  • Sovrappeso / Obesità
  • Sedentarietà
  • Alimentazione scorretta

Sintomi dei Trigliceridi Alti

Un valore eccessivo di trigliceridi è normalmente asintomatico. Solitamente, la maggior parte delle persone con livelli elevati di trigliceridi nel sangue non presenta sintomi; l’unico modo per rilevare questa condizione è tramite l’esecuzione di un’indagine di routine. Esiste tuttavia anche una sintomatologia legata a trigliceridi troppo alti, che si registra solitamente con valori superiori ai 1000 mg/dl. Tuttavia, in rari casi, i pazienti con valori estremamente elevati di trigliceridi (sopra i 1000 mg/dL) possono sviluppare episodi ricorrenti di pancreatite acuta. Alcuni segni e sintomi includono dolore nella porzione superiore dello stomaco che può diventare grave, con febbre, nausea, vomito e, talvolta, ittero.

Come Prepararsi all'Esame dei Trigliceridi

Basta un semplice esame del sangue per misurare il livello di trigliceridi nel sangue. È necessario digiunare per 9-12 ore (è permesso solo bere acqua) prima di sottoporsi al test. Inoltre, non dovrebbero essere consumati alcolici per le 24 ore precedenti al test. A dieta stabile da tre settimane. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

Attualmente sono in corso valutazioni circa la misura dei trigliceridi in pazienti non a digiuno. Infatti, i campioni prelevati non a digiuno possono risultare più rappresentativi rispetto alle concentrazioni di trigliceridi circolanti, poiché la maggior parte della concentrazione lipidica della giornata riflette la concentrazione post-prandiale, più che quella a digiuno.

Cosa Fare in Caso di Trigliceridi Alti o Border-Line

L’atteggiamento migliore da seguire è sicuramente una dieta sana ed equilibrata, accompagnata da una costante attività fisica per mantenere un buon livello di trigliceridi. Alziamo le antenne qualora riscontrassimo di rientrare nella categoria “a rischio”. Nessun allarmismo, ma l’occasione per rassettare il nostro stile di vita e iniziare subito la riprogrammazione di tutti quei fattori, come i trigliceridi alti, che ci riconducono ad uno stato di salute ottimale.

Per mantenere i livelli di trigliceridi sotto controllo bisogna prestare attenzione alla propria alimentazione. È consigliabile mangiare pesce (meglio se 2-3 volte a settimana) e legumi. Dire invece no ad alcool e alimenti di produzione industriale e/o surgelati, che contengono dosi elevate di grassi idrogenati. È consigliabile mangiare pesce (meglio se 2-3 volte a settimana) e legumi. Gli zuccheri non sono presenti solo nei dolci: la frutta disidratata è molto zuccherina. Tra la frutta fresca, i fichi, le banane, le pesche, l’uva, i cachi, andrebbero evitati. Infatti il fruttosio, lo zucchero di cui sono ricchi, è un potente stimolo alla produzione di trigliceridi. Il kiwi, invece, è il frutto perfetto per abbassare i trigliceridi, dato che contiene molte fibre che eliminano i lipidi, ma anche Vitamina C e antiossidanti, che combattono l’accumulo di grassi in eccesso.

Consigli Alimentari

  • Carboidrati consigliati: legumi (fagioli, piselli, ceci, fave, lenticchie).
  • Carboidrati da consumare con moderazione: pasta, riso, pane, orzo, farro (se integrali è meglio).
  • Pesce azzurro: come sgombro, salmone, sardine.

Come Abbassare i Trigliceridi

Mantenere un valore funzionale dei trigliceridi è un obiettivo che si raggiunge attraverso una combinazione di scelte alimentari e abitudini di vita. È possibile abbassare la concentrazione lipidica nel sangue? Per molte persone la presenza di trigliceridi alti è riconducibile ad altre patologie sottostanti, quali diabete, obesità, insufficienza renale o alcolismo. In questi casi, è opportuno trattare la causa scatenante. Quando non c’è una causa di questo tipo, spesso i trigliceridi alti sono osservati insieme al colesterolo alto e il trattamento ha lo scopo di abbassare sia i trigliceridi che il colesterolo. La strategia principale consiste nell’effettuare cambiamenti nello stile di vita, che consistono nel seguire una dieta sana, e nell’aumentare l’esercizio fisico. Se questi provvedimenti non portano al risultato sperato, vengono usati farmaci che abbassano i livelli lipidici, come le statine.

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