Trigliceridi: Metodo Enzimatico Spiegazione

I trigliceridi sono la maggior parte dei lipidi contenuti negli alimenti e rappresentano i principali componenti del tessuto adiposo nel nostro organismo. Con l’alimentazione, i grassi degli alimenti vengono aggrediti da bile e lipasi pancreatiche, permettendo l’assorbimento intestinale. Viene perciò sintetizzato in quasi tutte le cellule a partire da un composto intermedio della via metabolica del glucosio (acetil-CoA).

Lipoproteine e Colesterolo

Il colesterolo è un composto organico che fa parte dei lipidi steroidei, presente nelle membrane cellulari e negli ormoni steroidei. È infatti un importante fattore di rischio per lo sviluppo di placche aterosclerotiche e di conseguenza di malattie cardiovascolari e stroke ischemico.

  • LDL (low - density lipoprotein): sono le lipoproteine definite “colesterolo cattivo”. Distribuiscono il colesterolo alle cellule, ma se aumenta la loro quantità possono diventare pericolose, poiché si modificano strutturalmente e si infiltrano sulle pareti delle arterie.
  • HDL (high - density lipoprotein): sono le lipoproteine definite “colesterolo buono” e trasportano il colesterolo dalle periferie verso gli organi che lo utilizzano o lo eliminano.

Al colesterolo prodotto si aggiunge quello introdotto con l'alimentazione (valutabile in circa 300 mg/giorno): l'equilibrio della concentrazione di colesterolo nell'organismo viene mantenuto dal fegato con l'eliminazione attraverso la bile nelle feci di 1200 mg/giorno. Il colesterolo alimentare giunge al fegato, da dove viene riversato nel sangue sotto forma di lipoproteine con elevato contenuto di lipidi (VLDL, very low density lipoproteins). Le LDL, come tali o dopo essere state alterate per processi ossidativi, possono depositarsi nella parete dei vasi sanguigni ed essere inglobate dai macrofagi (cellule che fanno parte della difesa immunitaria) che vi si trovano se la parete del vaso è danneggiata.

Apolipoproteine

Le apolipoproteine intervengono nel metabolismo lipidico e contribuiscono alla stabilità delle lipoproteine. Sono siglate con lettere romane maiuscole e possono presentarsi come isoforme con numeri arabi.

  • Apo A-I: La sua permanenza in circolo è di circa 4 giorni. Individui sedentari, diabetici, fumatori o trattati con β-bloccanti tendono a ridurre la sintesi di apo A-I. Bassi livelli plasmatici di apo A-I sono associati a un aumentato rischio cardiovascolare.
  • Apo B-100: Sintetizzata solo dal fegato. La sua concentrazione normale nel plasma è di circa 60 mg/L.
  • Apo E: Media la captazione dei remnants da parte del fegato, tramite un recettore epatico specifico per l’apo E e dal recettore apo-100/E. L'assenza di apo E determina un difetto di rimozione delle lipoproteine contenenti l’apo E.

Misurazione dei Trigliceridi: Metodo Enzimatico

Preparazione

Come prepararsi: dieta stabile per le tre settimane che precedono il prelievo.

Per la misurazione dei trigliceridi, è fondamentale seguire tutte le condizioni riportate nel Par. 3.1.2, assicurandosi che il paziente sia scrupolosamente a digiuno. L'analisi deve essere differita se il paziente accusi malattie, traumi o postumi di interventi chirurgici o stia assumendo farmaci che abbassano la lipemia.

Metodo Enzimatico Spiegato

Il metodo enzimatico per la determinazione dei trigliceridi prevede diverse fasi:

  1. Idrolisi dei Trigliceridi: Il trigliceride viene idrolizzato ad opera di una lipasi, liberando glicerolo e acidi grassi.
  2. Reazioni Enzimatiche: Il glicerolo liberato subisce una serie di reazioni enzimatiche.

Procedura e Considerazioni

Il saggio può essere eseguito sia su plasma (preferibilmente incoagulabile per aggiunta di EDTA) che sul siero. È importante evitare di applicare un laccio sull’arto per più di 5 minuti durante il prelievo, poiché ciò può alterare i risultati. Dopo il prelievo, è importante conservare il campione in frigorifero ed evitare ripetuti congelamenti.

Valori di Riferimento

I valori di riferimento dei trigliceridi variano con l’età e il sesso. È essenziale che i risultati siano interpretati da un medico, confrontandoli con le tabelle di rischio coronarico per valutare il rischio cardiovascolare del paziente.

Altre Tecniche di Laboratorio

Oltre al metodo enzimatico, esistono altre tecniche utilizzate in laboratorio per l'analisi dei lipidi, tra cui:

  • Elettroforesi delle Lipoproteine: La frazione a mobilità più rapida verso l’anodo (effettuata ad es. a pH 8,8) è quella delle α-lipoproteine, seguite in ordine dalle VLDL (pre-β-lipoproteine) e dalle LDL (β-lipoproteine). I chilomicroni rimangono fermi nel punto di deposizione del campione.
  • Ultracentrifugazione: Utile per confermare la presenza di lipoproteine anomale.

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