I trigliceridi sono dei grassi (anche chiamati lipidi) presenti nel sangue e nel tessuto adiposo. Noti anche come triacilgliceroli, questi lipidi sono utilizzati dall'organismo come riserva energetica. Infatti, quando ci si alimenta, il corpo li converte in calorie che, non necessitando di essere utilizzate nell'immediato, vengono immagazzinate nelle cellule adipose.
I trigliceridi non vanno quindi demonizzati, e in quantità adeguate sono essenziali per il nostro benessere. La prima, come già accennato, è il ruolo di riserva energetica. La seconda è il preservamento della temperatura corporea. Infine, svolgono una funzione protettiva degli organi interni.
Cosa si intende per trigliceridi bassi?
La concentrazione fisiologica dei trigliceridi plasmatici è compresa tra 150 e 200 milligrammi su millilitro: al di sotto della soglia minima si parla di ipotrigliceridemia, un termine medico con cui si indicano livelli bassi di trigliceridi nel sangue.
Meno noti della problematica opposta, l'ipertrigliceridemia, i trigliceridi bassi sono una condizione che viene diagnosticata nel momento in cui i valori degli stessi scendono al di sotto di 150 mg/dL.
Cause dei Trigliceridi Bassi
I trigliceridi nel sangue possono raggiungere concentrazioni inferiori alla norma a causa di diversi fattori. Alcuni di questi sono benigni e dipendono dallo stile di vita. Invece, altri corrispondono a patologie potenzialmente gravi.
Ecco un elenco delle principali cause:
- Valori bassi di trigliceridi si riscontrano soprattutto in chi pratica esercizio fisico ad alto impatto di tipo aerobico. Il movimento intenso, infatti, stimola il sistema adrenergico che così libera adrenalina e catecolamine, con conseguente incremento del metabolismo energetico e aumento della lipolisi.
- Un'accelerazione del metabolismo energetico si verifica altresì in concomitanza di disturbi della tiroide, in particolare ipertiroidismo e morbo di Graves.
- Altre condizioni patologiche che possono provocare ipotrigliceridemia sono la celiachia e la fibrosi cistica.
- Attenzione anche alle cosiddette ipobetalipoproteinemie, ovvero un gruppo di patologie rare del metabolismo che determinano steatorrea e malassorbimento.
- Talvolta l'ipotrigliceridemia può essere causata da un digiuno prolungato, da una rapida perdita di peso negli individui obesi e dalla chirurgia bariatrica.
- I trigliceridi bassi sono diagnosticati di frequente nei soggetti che assumono farmaci per il controllo delle dislipidemie, prebiotici e integratori di vitamina C.
- Le principali cause di un basso livello di trigliceridi sono: malnutrizione, regimi dietetici poveri di carboidrati e lipidi, ipertiroidismo, disturbi epatici, patologie autoimmuni, disordini metabolici genetici, celiachia, sovrallenamento sportivo e assunzione di alcuni farmaci tra cui statine e acido nicotinico.
Dimagrimento e Digiuno
Una dieta troppo drastica può occasionalmente determinare ipotrigliceridemia. Diverso è il caso della malnutrizione che può verificarsi nelle forme gravi di anoressia nervosa o in alcune tipologie di tumore, prime fra tutte le neoplasie di testa e collo (che possono penalizzare anche gravemente la capacità di alimentarsi), o ancora nel caso di malattie neurodegenerative come il Parkinson.
L’ipotrigliceridemia può manifestarsi anche dopo un digiuno prolungato, una perdita di peso troppo rapida nei soggetti obesi. Inoltre, quando la rialimentazione dei pazienti malnutriti avviene in condizioni non appropriate, può verificarsi la cosiddetta Sindrome da Rialimentazione, che può paradossalmente peggiorarne il quadro clinico.
Patologie Specifiche
La celiachia è una patologia infiammatoria cronica di origine genetica che non permette un regolare assorbimento dei nutrienti a livello intestinale. Una specifica predisposizione genetica genera una reazione anomala del sistema immunitario, che, venuto a contatto con il glutine, attacca le cellule della mucosa intestinale. La risposta autoimmune richiama i globuli bianchi (cellule del sistema immunitario coinvolte nell’infiammazione), che, nel tentativo di annientare un nemico che in realtà non c’è, liberano sostanze tossiche, danneggiando i villi intestinali riducendo la capacità di assorbimento dei fattori nutritivi.
La fibrosi cistica è la malattia genetica grave più diffusa. Infatti, ha un’incidenza di 1 su 2.500-3.000 nati vivi. E’ una patologia multiorgano, che colpisce in particolare l’apparato respiratorio e quello digerente. La causa della fibrosi cistica è una mutazione del gene CFTR che prende il nome dalla malattia (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator). L’alterazione determina la produzione di muco eccessivamente denso.
L’ipertiroidismo è una condizione nella quale la tiroide risulta iperattiva e produce un eccesso di ormoni. La malattia di Graves è una delle cause più diffuse dell’ipertiroidismo.
Esercizio Fisico
Valori bassi di trigliceridi si riscontrano soprattutto in chi pratica esercizio fisico ad alto impatto di tipo aerobico. Il movimento intenso, infatti, stimola il sistema adrenergico che così libera adrenalina e catecolamine, con conseguente incremento del metabolismo energetico e aumento della lipolisi.
L’esercizio fisico di tipo aerobico produce un calo dei trigliceridi e delle principali lipoproteine che li trasportano nel sangue, le VLDL (lipoproteine a bassissima densità).
Ipobetalipoproteinemie
Il caso meno grave è quello delle ipobetalipoproteinemie, un gruppo di malattie del metabolismo lipoproteico responsabile di ipotrigliceridemia per una riduzione dell’efficienza dell’assorbimento dei grassi. Le ipobetalipoproteinemie sono generalmente asintomatiche e non richiedono trattamento, anche se occasionalmente possono essere associate ad intolleranza alimentare ai lipidi.
L’abetalipoproteinemia (ABL o Sindrome di Bassen-Kornzweig) è un caso particolare di ipobetalipoproteinemia in cui queste apolipoproteine sono assenti a causa di una rara mutazione genetica. I sintomi di ABL esordiscono durante l’infanzia. Quindi, il bambino con la malattia non cresce in maniera adeguata.
Sintomi e Diagnosi dei Trigliceridi Bassi
Un basso livello di trigliceridi di solito non presenta alcun significato clinico, non essendo causa di sintomi particolarmente incisivi. Nella maggior parte dei casi i trigliceridi bassi non si manifestano con particolari sintomi. Se presenti, essi variano a seconda della causa sottostante (celiachia, ipertiroidismo, fibrosi cistica).
Se presenti, i sintomi più comuni dell'ipotrigliceridemia sono i seguenti:
- Aumento della frequenza cardiaca
- Eccessiva sudorazione
- Irritabilità e insonnia
- Dimagramento
- Episodi di diarrea
- Gonfiore addominale
- Crampi intestinali
- Meteorismo
- Infiammazioni della retina
- Debolezza e atrofia muscolare
In alcuni individui l'ipotrigliceridemia può dar luogo ad alterazioni della digestione e dell'equilibrio intestinale e, dunque, a:
- Diarrea
- Pancia gonfia
- Dolori addominali
- Perdita di peso
- Stanchezza
- Malessere generale
- Atrofia muscolare
I trigliceridi bassi vengono diagnosticati mediante un apposito esame di sangue. Ad esso si associa altresì la valutazione ematica dei livelli di colesterolo buono (HDL) e di colesterolo cattivo (LDL). Per misurare la trigliceridemia, è sufficiente effettuare un semplice esame del sangue venoso, da prelevare a digiuno.
Trattamento dei Trigliceridi Bassi
La cura dell'ipotrigliceridemia varia a seconda della causa scatenante e, dunque, non può essere univoca. La terapia più indicata deve essere personalizzata a seconda delle esigenze individuali e della gravità del disturbo. È inoltre consigliabile ripetere l'esame del sangue a distanza di un mese su soggetti che abbiano evidenziato una concentrazione di trigliceridi inferiore alla soglia minima tollerabile.
Dal punto di vista dei trattamenti, è possibile intervenire direttamente sui valori dei trigliceridi, aumentandoli con una dieta appropriata. Se l’ipotrigliceridemia origina da un trattamento farmacologico, il medico valuterà come gestire le diverse situazioni caso per caso. Quando l’ipotrigliceridemia interessa un paziente fragile e malnutrito, occorre prestare molta attenzione alla sua alimentazione. Infatti, il rischio è che vada incontro a una Sindrome da Rialimentazione, che può fare precipitare il quadro clinico.
Dieta e Alimentazione
Se il paziente è sano e i trigliceridi bassi sono la conseguenza di un'attività fisica ad alto impatto, l'unico rimedio efficace consiste nell'adozione di una dieta adeguata. Il regime alimentare, programmato da un nutrizionista dopo un'attenta valutazione, prevede un incremento del consumo dei carboidrati complessi che, ad ogni modo, non deve mai superare il 60% delle calorie totali. Si devono, invece, ridurre le quantità di cibi grassi, industriali ed eccessivamente zuccherati.
È consigliabile assumere grassi sani da alimenti come l’olio extravergine di oliva, prodotti ittici ricchi di grassi essenziali, frutta secca, cereali integrali, legumi e frutta di stagione. Bisogna evitare del tutto le bevande alcoliche e smettere di fumare.
- Evitare: Evitare gli zuccheri semplici come dolci e bibite zuccherate, compresi i succhi di frutta, ma anche cereali raffinati, come pasta, pane e riso bianchi.
- Scegliere: Scegliere fonti di proteine e grassi vegetali, quindi ad esempio semi, frutta secca a guscio, legumi e soia, oppure il pesce, ma in questo caso preferendo quello di piccola taglia come sardine e sgombro, oppure il salmone o ad esempio anche la trota.
- Omega 3: Gli omega 3 sono acidi grassi che troviamo ad esempio nel pesce azzurro, oppure per i vegetariani nell’olio di lino (da conservare in frigorifero), nei semi lino (da consumare dopo averli tritati), o ancora nella chia.
Considerazioni Importanti
In sostanza, i trigliceridi bassi possono rappresentare la spia di un problema ben più grave, come una patologia autoimmune, epatica o intestinale. In questi ultimi casi, ciò che deve essere trattato è la causa primaria dell’ipotrigliceridemia, non l’alterazione dei trigliceridi in sé.
Monitoraggio e Prevenzione
La gestione dei livelli di trigliceridi è un processo continuo che richiede attenzione e cura costante. Oltre alle misure discusse, è essenziale mantenere uno stile di vita equilibrato, gestire lo stress e sottoporsi a controlli medici regolari. Il monitoraggio periodico dei valori lipidici permette di apportare tempestivamente eventuali aggiustamenti al piano di trattamento.
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