Trigliceridi Bassi: Cause, Sintomi e Trattamento

L'ipotrigliceridemia non è una condizione pericolosa per la salute ma non deve essere trascurata. Meno noti della problematica opposta, l'ipertrigliceridemia, i trigliceridi bassi sono una condizione che viene diagnosticata nel momento in cui i valori degli stessi scendono al di sotto di 150 mg/dL.

Noti anche come triacilgliceroli, questi lipidi sono utilizzati dall'organismo come riserva energetica. Infatti, quando ci si alimenta, il corpo li converte in calorie che, non necessitando di essere utilizzate nell'immediato, vengono immagazzinate nelle cellule adipose.

A differenza dell'ipertrigliceridemia che può dar luogo a conseguenze anche gravi, i trigliceridi bassi non sono pericolosi per la salute. Tuttavia non devono essere sottovalutati poiché spesso rappresentano la spia di una patologia più importante a livello immunitario, intestinale o epatico.

Cosa sono i Trigliceridi?

I trigliceridi sono una forma di grasso presente nel sangue. Derivano sia dall'alimentazione (in particolare dai grassi e dai carboidrati in eccesso) sia dalla produzione endogena da parte del fegato. Fungono da riserva energetica, immagazzinati nelle cellule adipose e rilasciati quando il corpo necessita di energia.

Un livello di trigliceridi nel sangue entro un certo range è considerato normale e necessario per le funzioni vitali. Tuttavia, sia livelli elevati (ipertrigliceridemia) che bassi (ipotrigliceridemia) possono indicare problemi di salute sottostanti.

Cosa Significa Avere i Trigliceridi Bassi?

L'ipotrigliceridemia si verifica quando i livelli di trigliceridi nel sangue scendono al di sotto del range considerato normale. Definire un valore preciso come "troppo basso" è complesso, poiché i laboratori possono utilizzare intervalli di riferimento leggermente diversi.

Generalmente, un livello inferiore a 50 mg/dL (milligrammi per decilitro) è spesso considerato basso, ma è sempre cruciale interpretare i risultati degli esami del sangue nel contesto clinico del paziente, tenendo conto di età, sesso, storia medica e altri parametri.

Le Cause dei Trigliceridi Bassi

Le cause dell'ipotrigliceridemia possono essere molteplici e vanno da condizioni benigne a patologie più serie. Scopriamo ora insieme quali sono le cause dell'ipotrigliceridemia e in che modo è possibile affrontare il disturbo. Esaminiamo le cause più comuni, suddividendole per categorie per una migliore comprensione:

1. Esercizio Fisico e Trigliceridi Bassi

Valori bassi di trigliceridi si riscontrano soprattutto in chi pratica esercizio fisico ad alto impatto di tipo aerobico. Il movimento intenso, infatti, stimola il sistema adrenergico che così libera adrenalina e catecolamine, con conseguente incremento del metabolismo energetico e aumento della lipolisi. Gli allenamenti aerobici a bassa intensità per intervalli di tempo più prolungati sono maggiormente coinvolti nella modulazione dei trigliceridi.

L’esercizio fisico di tipo aerobico produce un calo dei trigliceridi e delle principali lipoproteine che li trasportano nel sangue, le VLDL (lipoproteine a bassissima densità).

2. Disturbi della Tiroide

Un'accelerazione del metabolismo energetico si verifica altresì in concomitanza di disturbi della tiroide, in particolare ipertiroidismo e morbo di Graves. La tiroide è una piccola ghiandola situata alla base del collo che secerne due ormoni con rilevante impatto sul metabolismo, l’insieme dei processi chimici che avvengono nell’organismo, secondo due vie.

La prima è quella della stimolazione dei tessuti alla produzione di proteine, destinate a scopi strutturali. Gli ormoni liberati dalla tiroide sono la tiroxina (T4, detta anche tetraiodotironina) e la triiodotironina (T3). L’ipertiroidismo è una condizione nella quale la tiroide risulta iperattiva e produce un eccesso di ormoni. La malattia di Graves è una delle cause più diffuse dell’ipertiroidismo.

3. Malattie Intestinali e Malassorbimento

Altre condizioni patologiche che possono provocare ipotrigliceridemia sono la celiachia e la fibrosi cistica. La celiachia è una patologia infiammatoria cronica di origine genetica che non permette un regolare assorbimento dei nutrienti a livello intestinale.

La fibrosi cistica è la malattia genetica grave più diffusa. E’ una patologia multiorgano, che colpisce in particolare l’apparato respiratorio e quello digerente. La causa della fibrosi cistica è una mutazione del gene CFTR che prende il nome dalla malattia (Cystic Fibrosis Transmembrane Regulator). L’alterazione determina la produzione di muco eccessivamente denso. Quindi, la persona affetta da fibrosi cistica non digerisce né assorbe le sostanze grasse, incluse le vitamine liposolubili (A, D, K, E). Inoltre, si verifica un’importante riduzione della concentrazione di trigliceridi nel sangue.

4. Farmaci e Integratori

I trigliceridi bassi sono diagnosticati di frequente nei soggetti che assumono farmaci per il controllo delle dislipidemie, prebiotici e integratori di vitamina C. Sono molecole che possono, nel corso dell’assunzione cronica che richiedono, determinare un abbassamento eccessivo dei trigliceridi.

5. Dieta e Digiuno Prolungato

Talvolta l'ipotrigliceridemia può essere causata da un digiuno prolungato, da una rapida perdita di peso negli individui obesi e dalla chirurgia bariatrica. L’ipotrigliceridemia può manifestarsi anche dopo un digiuno prolungato, una perdita di peso troppo rapida nei soggetti obesi.

Una dieta troppo drastica può occasionalmente determinare ipotrigliceridemia. Inoltre, quando la rialimentazione dei pazienti malnutriti avviene in condizioni non appropriate, può verificarsi la cosiddetta Sindrome da Rialimentazione, che può paradossalmente peggiorarne il quadro clinico.

6. Altre Cause

Attenzione anche alle cosiddette ipobetalipoproteinemie, ovvero un gruppo di patologie rare del metabolismo che determinano steatorrea e malassorbimento. Il caso meno grave è quello delle ipobetalipoproteinemie, un gruppo di malattie del metabolismo lipoproteico responsabile di ipotrigliceridemia per una riduzione dell’efficienza dell’assorbimento dei grassi.

L’abetalipoproteinemia (ABL o Sindrome di Bassen-Kornzweig) è un caso particolare di ipobetalipoproteinemia in cui queste apolipoproteine sono assenti a causa di una rara mutazione genetica. Invece, nell’apparato digerente, la chiusura riguarda i dotti pancreatici e causa impossibilità di digestione e assorbimento delle sostanze di origine lipidica. Le manifestazioni intestinali comprendono la diarrea cronica (associata a steatorrea). Le carenze di assorbimento dei principi nutritivi determinano scarso accrescimento in peso e in altezza, oltre alla riduzione della concentrazione lipidica nel sangue (ipotrigliceridemia e ipocolesterolemia).

Sembra di sì, anche se la correlazione non è stata ad oggi chiarita. E’ verosimile che nelle malattie autoimmuni un aumentato contenuto o rilascio di LPL da parte di questi tessuti possa ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue.

I Sintomi e la Diagnosi dei Trigliceridi Bassi

Nella maggior parte dei casi i trigliceridi bassi non si manifestano con particolari sintomi. Se presenti, essi variano a seconda della causa sottostante (celiachia, ipertiroidismo, fibrosi cistica). In alcuni individui l'ipotrigliceridemia può dar luogo ad alterazioni della digestione e dell'equilibrio intestinale e, dunque, a:

  • Diarrea
  • Pancia gonfia
  • Dolori addominali
  • Perdita di peso
  • Stanchezza
  • Malessere generale
  • Atrofia muscolare

I trigliceridi bassi vengono diagnosticati mediante un apposito esame di sangue. Ad esso si associa altresì la valutazione ematica dei livelli di colesterolo buono (HDL) e di colesterolo cattivo (LDL).

Diagnosi di Ipotrigliceridemia

Per conoscere la concentrazione ematica di trigliceridi è sufficiente sottoporsi ad analisi del sangue. Un esame del sangue a digiuno può misurare i livelli di lipidi, inclusi i trigliceridi. Come accennato in precedenza, è importante che il medico interpreti i risultati nel contesto clinico del paziente.

Se i livelli di trigliceridi sono bassi, il medico può richiedere ulteriori esami per identificare la causa sottostante. Questi esami possono includere:

  • Esami della tiroide
  • Esami del fegato
  • Esami per la celiachia
  • Esami per la valutazione dello stato nutrizionale
  • Test di assorbimento dei grassi

Il Trattamento dei Trigliceridi Bassi

La cura dell'ipotrigliceridemia varia a seconda della causa scatenante e, dunque, non può essere univoca. Se il paziente è sano e i trigliceridi bassi sono la conseguenza di un'attività fisica ad alto impatto, l'unico rimedio efficace consiste nell'adozione di una dieta adeguata.

La terapia più indicata deve essere personalizzata a seconda delle esigenze individuali e della gravità del disturbo. È inoltre consigliabile ripetere l'esame del sangue a distanza di un mese su soggetti che abbiano evidenziato una concentrazione di trigliceridi inferiore alla soglia minima tollerabile.

Dieta e Nutrizione

Il regime alimentare, programmato da un nutrizionista dopo un'attenta valutazione, prevede un incremento del consumo dei carboidrati complessi che, ad ogni modo, non deve mai superare il 60% delle calorie totali. Si devono, invece, ridurre le quantità di cibi grassi, industriali ed eccessivamente zuccherati.

L'aumento dell'apporto di grassi deve essere graduale e monitorato attentamente per evitare problemi digestivi. È importante privilegiare i grassi sani, come quelli presenti nell'olio d'oliva extra vergine, nell'avocado, nella frutta secca e nel pesce azzurro. Inoltre, è importante assicurarsi un adeguato apporto di vitamine e minerali, eventualmente con l'integrazione, se necessario.

Intervento Farmacologico

Se l’ipotrigliceridemia origina da un trattamento farmacologico, il medico valuterà come gestire le diverse situazioni caso per caso. Se un farmaco è sospettato di causare l'ipotrigliceridemia, il medico può valutare la possibilità di ridurre la dose, sostituire il farmaco con un'alternativa o, in alcuni casi, sospenderlo del tutto.

Alimentazione del Paziente Fragile

Quando l’ipotrigliceridemia interessa un paziente fragile e malnutrito, occorre prestare molta attenzione alla sua alimentazione. Infatti, il rischio è che vada incontro a una Sindrome da Rialimentazione, che può fare precipitare il quadro clinico. Ad esempio, in un paziente cronico, affetto da tumore o altre gravi malattie, le alterazioni della funzionalità digestiva possono scatenare una diarrea acuta dopo la ripresa della nutrizione.

Dieta in caso di Fibrosi Cistica e Celiachia

La nutrizione del paziente affetto da fibrosi cistica deve essere ipercalorica e iperproteica. Infatti, le calorie nella dieta del paziente devono raggiungere il 20-50% in più rispetto al suo fabbisogno giornaliero. Per la celiachia, la dieta coincide con il trattamento. Gli alimenti gluten-free in commercio sono identificabili grazie alla presenza sulla confezione di una spiga barrata.

Ipobetalipoproteinemia e abetalipoproteinemia vengono trattate con una dieta povera di grassi. Questo riduce l’assorbimento delle vitamine liposolubili.

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