I trigliceridi sono lipidi o grassi presenti nel sangue, utilizzati come riserva di energia. Rappresentano la forma più concentrata di energia che è immagazzinata nel tessuto adiposo per essere adoperata in caso di necessità. Livelli equilibrati sono essenziali per la salute, ma trigliceridi alti possono aumentare il rischio cardiovascolare. Dal momento che si tratta di sostanze grasse, non possono essere trasportate come tali dal sangue senza formare agglomerati e depositarsi sulle pareti dei vasi.
La loro presenza nel sangue varia da persona a persona e possono oscillare fino al 25% anche nello stesso giorno, aumentando dopo i pasti. Non derivano solo dai grassi alimentari, ma anche dagli zuccheri in eccesso trasformati dall’organismo. Nei muscoli allenati, i trigliceridi sono più accessibili, migliorando l’efficienza metabolica e le performance sportive. La loro digestione è complessa e richiede enzimi pancreatici e bile per renderli solubili. Una volta scissi in monogliceridi, sono assorbiti dall’intestino, riassemblati e trasportati nel sangue. Il fegato svolge un ruolo chiave nella loro metabolizzazione, rilasciando acidi grassi che si depositano nei tessuti.
In genere il test per il dosaggio è prescritto per la valutazione del profilo lipidico. L’esame, in genere, si esegue insieme a quello della colesterolemia totale, LDL e HDL, proprio per valutare il rischio cardiovascolare. Come indicato, è necessario sottoporsi al prelievo dopo almeno 12 ore di digiuno.
Cosa si intende per trigliceridi bassi?
Meno noti della problematica opposta, l'ipertrigliceridemia, i trigliceridi bassi sono una condizione che viene diagnosticata nel momento in cui i valori degli stessi scendono al di sotto di 150 mg/dL. Noti anche come triacilgliceroli, questi lipidi sono utilizzati dall'organismo come riserva energetica. Infatti, quando ci si alimenta, il corpo li converte in calorie che, non necessitando di essere utilizzate nell'immediato, vengono immagazzinate nelle cellule adipose.
La concentrazione fisiologica dei trigliceridi plasmatici è compresa tra 150 e 200 milligrammi su millilitro: al di sotto della soglia minima si parla di ipotrigliceridemia, un termine medico con cui si indicano livelli bassi di trigliceridi nel sangue.
La prima, come già accennato, è il ruolo di riserva energetica. La seconda è il preservamento della temperatura corporea. Infine, svolgono una funzione protettiva degli organi interni. I trigliceridi non vanno quindi demonizzati, e in quantità adeguate sono essenziali per il nostro benessere. I problemi iniziano quando le quantità tendono ad essere troppo elevate.
I trigliceridi si ritrovano nel sangue, che li distribuisce ai vari tessuti che li richiedono. Le lipoproteine sono una combinazione di proteine e vari tipi di grassi (colesterolo, trigliceridi, vitamine liposolubili ecc.) e ne esistono vari tipi. VLDL e LDL sono entrambe considerate tipi di colesterolo "cattivo". I chilomicroni sono deputati al trasporto dei grassi alimentari assorbiti dall’intestino al fegato e ai muscoli, passando prima per il circolo linfatico.
I trigliceridi sono un tipo di grasso (lipide) presente nel sangue. Sono la principale forma di deposito energetico del corpo. Dopo aver mangiato, il corpo converte le calorie non utilizzate immediatamente in trigliceridi, che vengono immagazzinati nelle cellule adipose.
Trigliceridi Bassi: Qual è la Causa?
Mentre un'elevata concentrazione di trigliceridi (ipertrigliceridemia) viene considerata un vero e proprio disturbo metabolico, una concentrazione inferiore ai 50 milligrammi su millilitro non costituisce generalmente un problema, anche se quantità particolarmente esigue potrebbero indicare una patologia genetica.
Le principali cause di un basso livello di trigliceridi sono:
- malnutrizione
- regimi dietetici poveri di carboidrati e lipidi
- ipertiroidismo
- disturbi epatici
- patologie autoimmuni
- disordini metabolici genetici
- celiachia
- sovrallenamento sportivo
- assunzione di alcuni farmaci tra cui statine e acido nicotinico.
Valori bassi di trigliceridi si riscontrano soprattutto in chi pratica esercizio fisico ad alto impatto di tipo aerobico. Il movimento intenso, infatti, stimola il sistema adrenergico che così libera adrenalina e catecolamine, con conseguente incremento del metabolismo energetico e aumento della lipolisi.
Un'accelerazione del metabolismo energetico si verifica altresì in concomitanza di disturbi della tiroide, in particolare ipertiroidismo e morbo di Graves. Altre condizioni patologiche che possono provocare ipotrigliceridemia sono la celiachia e la fibrosi cistica. Attenzione anche alle cosiddette ipobetalipoproteinemie, ovvero un gruppo di patologie rare del metabolismo che determinano steatorrea e malassorbimento.
I trigliceridi bassi sono diagnosticati di frequente nei soggetti che assumono farmaci per il controllo delle dislipidemie, prebiotici e integratori di vitamina C. Talvolta l'ipotrigliceridemia può essere causata da un digiuno prolungato, da una rapida perdita di peso negli individui obesi e dalla chirurgia bariatrica.
I trigliceridi nel sangue possono raggiungere concentrazioni inferiori alla norma a causa di diversi fattori. Alcuni di questi sono benigni e dipendono dallo stile di vita. Invece, altri corrispondono a patologie potenzialmente gravi. La diagnosi è fondamentale per individuare la cura più idonea.
Innanzitutto, ricordiamo cosa sono e a cosa servono i trigliceridi. Le nostre riserve energetiche vengono accumulate nel tessuto adiposo e nel tessuto muscolare sottoforma di trigliceridi, cha rivestono funzioni di riserva. Quindi, queste riserve energetiche vengono intaccate quando l’organismo ha bisogno di energia per effettuare le reazioni metaboliche. I trigliceridi vengono scissi liberando le loro componenti fondamentali, gli acidi grassi e il glicerolo (come viene definita chimicamente la glicerina).
Quali sono i sintomi dei trigliceridi bassi?
I più comuni sintomi dell'ipotrigliceridemia sono i seguenti:
- aumento della frequenza cardiaca
- eccessiva sudorazione
- irritabilità e insonnia
- dimagramento
- episodi di diarrea
- gonfiore addominale
- crampi intestinali
- meteorismo
- infiammazioni della retina
- debolezza e atrofia muscolare.
Nella maggior parte dei casi i trigliceridi bassi non si manifestano con particolari sintomi. Se presenti, essi variano a seconda della causa sottostante (celiachia, ipertiroidismo, fibrosi cistica). In alcuni individui l'ipotrigliceridemia può dar luogo ad alterazioni della digestione e dell'equilibrio intestinale e, dunque, a:
- Diarrea;
- Pancia gonfia;
- Dolori addominali;
- Perdita di peso;
- Stanchezza;
- Malessere generale;
- Atrofia muscolare.
Un basso livello di trigliceridi di solito non presenta alcun significato clinico, non essendo causa di sintomi particolarmente incisivi. Tuttavia, quando il livello di queste molecole diminuisce troppo bruscamente, può indicare la presenza di una patologia autoimmune oppure la genesi di disturbi di tipo metabolico.
Va sottolineato che questi sintomi sono aspecifici e possono essere causati da molte altre condizioni. In caso di trigliceridi bassi è importante indagare la causa sottostante con opportuni accertamenti, guidati dal medico.
Quando il valore è preoccupante?
In presenza di valori superiori ai 500 mg/dL, poiché esiste il rischio di serie conseguenze per la salute. Di solito, se alti non causano sintomi evidenti e la loro presenza è asintomatica.
I trigliceridi bassi sono pericolosi?
Al contrario dell’ipertrigliceridemia, che può produrre conseguenze molto gravi, l’ipotrigliceridemia non costituisce generalmente un problema clinico tout-court.
Bassi livelli di trigliceridi non sono generalmente pericolosi. Ad esempio, uno studio suggerisce che tanto più bassi sono i trigliceridi di una persona, tanto minori saranno le sue probabilità di morire per qualsiasi causa. In questo studio, quasi 14.000 persone sono state seguite per 24 anni.
Trigliceridi bassi: quando preoccuparsi?
Invece, quando il gap rispetto ai valori considerati normali è cospicuo e non transitorio, è opportuno verificare l’eventuale presenza di patologie. In sostanza, i trigliceridi bassi possono rappresentare la spia di un problema ben più grave, come una patologia autoimmune, epatica o intestinale.
In presenza di condizioni patologiche, bassi livelli di trigliceridi possono rappresentare la spia (quindi la conseguenza NON la causa) di uno stato di sofferenza metabolica indotto dalla stessa. In un altro studio, le persone con malattia autoimmune presentavano valori di trigliceridi del 50-70% inferiori rispetto alle persone sane. I ricercatori hanno suggerito che bassi livelli di trigliceridi potrebbero effettivamente essere un marker di autoimmunità e risposta immunitaria iperattiva.
Alcuni studi suggeriscono che bassi livelli di trigliceridi sono collegati a risultati peggiori nelle persone con alcune malattie specifiche. In genere queste frazioni non vengono rilevate negli esami del sangue standard.
Avere trigliceridi bassi e colesterolo alto
Avere trigliceridi bassi e colesterolo alto può presentare un quadro clinico complesso che richiede un’attenta valutazione medica. Le cause possono essere diverse e richiedono un approccio personalizzato.
Trattamento dei trigliceridi bassi
La cura dell'ipotrigliceridemia varia a seconda della causa scatenante e, dunque, non può essere univoca. Se il paziente è sano e i trigliceridi bassi sono la conseguenza di un'attività fisica ad alto impatto, l'unico rimedio efficace consiste nell'adozione di una dieta adeguata.
Dal punto di vista dei trattamenti, è possibile intervenire direttamente sui valori dei trigliceridi, aumentandoli con una dieta appropriata. Se l’ipotrigliceridemia origina da un trattamento farmacologico, il medico valuterà come gestire le diverse situazioni caso per caso.
Quando l’ipotrigliceridemia interessa un paziente fragile e malnutrito, occorre prestare molta attenzione alla sua alimentazione. Infatti, il rischio è che vada incontro a una Sindrome da Rialimentazione, che può fare precipitare il quadro clinico. Ad esempio, in un paziente cronico, affetto da tumore (in particolare se del distretto testa-collo, le neoplasie che penalizzano maggiormente l’autonomia nell’alimentazione) o altre gravi malattie, le alterazioni della funzionalità digestiva possono scatenare una diarrea acuta dopo la ripresa della nutrizione.
Trattamento e rimedi per i trigliceridi bassi
I rimedi più indicati in caso di ipotrigliceridemia sono principalmente collegati all'alimentazione, che deve riequilibrare la concentrazione di questi composti mediante l'assunzione di cibi adeguati.
Il regime alimentare, programmato da un nutrizionista dopo un'attenta valutazione, prevede un incremento del consumo dei carboidrati complessi che, ad ogni modo, non deve mai superare il 60% delle calorie totali. Si devono, invece, ridurre le quantità di cibi grassi, industriali ed eccessivamente zuccherati.
È consigliabile assumere grassi sani da alimenti come l’olio extravergine di oliva, prodotti ittici ricchi di grassi essenziali, frutta secca, cereali integrali, legumi e frutta di stagione. Bisogna evitare del tutto le bevande alcoliche e smettere di fumare.
Può essere opportuno assumere integratori contenenti acidi grassi insaturi che, oltre a stimolare la produzione di trigliceridi, migliorano il funzionamento dell'apparato cardiovascolare e abbassano l'indice di rischio di tutte le patologie collegate. La terapia più indicata deve essere personalizzata a seconda delle esigenze individuali e della gravità del disturbo.
È inoltre consigliabile ripetere l'esame del sangue a distanza di un mese su soggetti che abbiano evidenziato una concentrazione di trigliceridi inferiore alla soglia minima tollerabile.
Ristabilire l'equilibrio dei trigliceridi richiede un approccio multifaccettato che combina cambiamenti nello stile di vita e, in alcuni casi, interventi medici mirati. La prima linea d'azione spesso coinvolge modifiche alla dieta, incorporando fonti salutari di grassi come avocado, noci, semi e oli vegetali di alta qualità. Aumentare moderatamente l'apporto calorico complessivo, se necessario, può aiutare a stimolare la produzione di trigliceridi. L'esercizio fisico regolare, ma non eccessivo, può contribuire a regolare il metabolismo lipidico.
Tra le opzioni che potrebbero essere prese in considerazione, ci sono strumenti per il monitoraggio come le strisce MultiCare IN Trigliceridi. Queste consentono di misurare comodamente i livelli di trigliceridi a casa, facilitando il monitoraggio regolare e l'adeguamento del piano di trattamento. Un altro prodotto che potrebbe essere valutato è Colesia Soft Gel, un integratore formulato per supportare il metabolismo lipidico.
La gestione dei livelli di trigliceridi è un processo continuo che richiede attenzione e cura costante. Oltre alle misure discusse, è essenziale mantenere uno stile di vita equilibrato, gestire lo stress e sottoporsi a controlli medici regolari. Il monitoraggio periodico dei valori lipidici permette di apportare tempestivamente eventuali aggiustamenti al piano di trattamento.
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