Trigliceridi Alti e Tumore al Fegato: Una Correlazione da Non Sottovalutare

Mantenere stili di vita sani e seguire un’alimentazione corretta sono solo alcuni dei consigli utili a preservare la nostra salute. Seguire una dieta bilanciata aiuta a tenere sotto controllo i valori del sangue e a prevenire, il più possibile, lo sviluppo di determinate malattie, comprese quelle epatiche (in primis, la steatosi epatica non alcolica).

Infatti, i trigliceridi alti fanno male al fegato: si tratta dei grassi accumulati nelle cellule del tessuto adiposo che hanno il ruolo di riserva energetica, ma che se presenti in quantità elevate possono aumentare il rischio anche di patologie cardiovascolari e del pancreas.

Cos'è l'Ipertrigliceridemia?

I trigliceridi sono i grassi più semplici e abbondanti presenti nel corpo umano. Essi rappresentano un fondamentale deposito energetico, fornendo a parità di peso più del doppio dell’energia fornita da carboidrati e proteine. La maggior parte dei trigliceridi presenti nel sangue deriva dall’alimentazione, trovandosi in abbondanza in sia grassi animali e vegetali.

Tuttavia, qualora si assumano zuccheri e proteine in eccesso, il fegato è in grado di convertire questi macronutrienti in trigliceridi endogeni che possano poi essere depositati come riserva energetica.

Fattori di Rischio

Sovrappeso, obesità, abuso di alcol, uniti a una vita troppo sedentaria, sono tra i fattori che predispongono a tale condizione. A questi si aggiungono le malattie renali, il diabete e la componente ereditaria in ciascun paziente: si considerano valori di trigliceridi nella norma quando oscillano tra i 50 e i 150 mg/dl di sangue.

Ci sono diversi fattori che possono causare l'aumento dei trigliceridi nel sangue.

  • Sovrappeso e obesità
  • Abuso di alcol
  • Vita sedentaria
  • Malattie renali
  • Diabete
  • Componente ereditaria

Sintomi dei Trigliceridi Alti

Spesso, i trigliceridi alti non mostrano sintomi evidenti, il che rende difficile riconoscere il problema senza esami specifici. Se i tuoi livelli di trigliceridi sono elevati, è importante agire per abbassarli. I trigliceridi alti possono influire sulla salute generale e sono spesso legati a una sensazione di stanchezza persistente. Un altro sintomo comune associato ai trigliceridi alti è la pancia gonfia. Alcune ricerche suggeriscono che i trigliceridi alti possano essere associati a dolori articolari, in particolare a causa dell'infiammazione. Ricorda, se i trigliceridi sono alti, non ignorare i segnali del corpo.

Trigliceridi Alti e Malattie Epatiche

La malattia da fegato grasso (MASLD) è la manifestazione epatica di un’eccessiva disponibilità energetica proveniente dal cibo rispetto al fabbisogno del nostro organismo. L’accumulo di trigliceridi all’interno degli epatociti conduce infatti a una condizione di steatosi epatica che può complicarsi con fibrosi e cirrosi, fino a determinare l’epatocarcinoma. L’epatocarcinoma è considerato dalla European Association for the Study of Liver Disease un tumore “metabolico”.

In particolare, le pazienti con indici di fibrosi più alti hanno mostrato di avere un rischio oncologico fino a sei volte maggiore rispetto a chi non aveva tale condizione.

Oggi invece è noto che il tumore del fegato più frequente nei soggetti tra i 55 e 75 anni è l’epatocarcinoma che si sviluppa in soggetti senza infezione, apparentemente sani, che non avvertono alcun sintomo, ma che a livello del fegato già presentano una condizione patologica di steatosi, ossia un accumulo di grasso che può portare a una successiva fibrosi.

Nei soggetti dismetabolici, infatti, l’eccessivo accumulo di grasso nel fegato provoca un’infiammazione delle cellule, determinando una vera e propria epatite da grasso e conseguentemente una fibrosi epatica. Tale condizione costituisce un terreno molto fertile per lo sviluppo dell’epatocarcinoma.

Il Ruolo del Colesterolo HDL

Nell’ambito degli studi sul metabolismo e il cancro del fegato, il gruppo di ricerca coordinato dal professor Antonio Moschetta, presso l’Università “Aldo Moro” di Bari, ha dimostrato che nei soggetti con fibrosi epatica, un basso livello di colesterolo HDL, conosciuto anche come “colesterolo buono”, è associato a una maggiore probabilità di sviluppare l’epatocarcinoma e sembra poter predire la malattia già cinque anni prima della diagnosi.

“Gli individui che hanno sviluppato epatocarcinoma nei successivi cinque anni, alla prima valutazione al tempo 0, mostravano livelli più bassi di colesterolo HDL, a parità di fibrosi epatica - afferma il professor Moschetta, coordinatore dello studio.

Inoltre, selezionando i pazienti che hanno poi sviluppato il cancro tra coloro che cinque anni prima avevano basso colesterolo HDL, abbiamo osservato che questi ultimi, a parità di colesterolo HDL basso e fibrosi epatica, mostravano un significativo aumento del girovita, che è una misura dei depositi di grasso a livello del tessuto adiposo viscerale e un segno di infiammazione dell’organismo”.

Oggi sappiamo che un soggetto che ha fegato grasso e basso colesterolo HDL associato a un aumentato girovita ha un rischio aumentato di sviluppare l’epatocarcinoma entro i successivi cinque anni.

Come Abbassare i Trigliceridi Alti

Diminuire il peso corporeo, imparare ad assumere il giusto fabbisogno calorico, limitare gli zuccheri e, se possibile, distribuire l’apporto nutritivo su cinque pasti al giorno, sono alcuni dei consigli a cui si unisce quello di bere almeno un litro e mezzo di acqua per una corretta idratazione quotidiana.

Alimenti Consigliati

Visto che i trigliceridi alti fanno male al fegato, ecco allora cosa è bene portare in tavola:

  • Verdure e legumi: sono ricchi di fibre e hanno un ruolo prezioso nel metabolismo di grassi e zuccheri
  • Pesce: i grassi buoni, insieme all’omega 3, riducono i trigliceridi nel sangue
  • Cereali integrali: dalla pasta al riso, passando per il pane, contengono la giusta quantità di carboidrati complessi
  • Olio extravergine di oliva: tra gli oli vegetali, è il migliore da utilizzare come condimento
  • Carne: da preferire quella bianca (pollo, tacchino, ecc.) a quella rossa, consumabile non oltre una volta alla settimana
  • Latte: insieme ai suoi derivati in versione parzialmente scremata

Consigli Aggiuntivi

  • Aumentare l’apporto di verdura ad almeno 3 porzioni al giorno, in quanto ricca di fibra alimentare ed antiossidante.
  • Fare attenzione alle patate (che non sono una verdura) ed il cui consumo, meglio se con la buccia e fatte raffreddare, sostituisce pane e pasta.
  • Inserire nella dieta il pesce almeno tre volte a settimana (se necessario, e sotto consiglio medico, è possibile ricorrere a pillole contenenti grasso di pesce con effetto ipotrigliceridemizzante).
  • Preferire alimenti con maggiore quantità di grassi mono o polinsaturi rispetto a quelli saturi.
  • Una attenzione va riservata anche allo stile di vita con l’abolizione del fumo, una attività fisica più regolare.

Alimenti da Evitare

  • Salumi
  • Carne rossa
  • Bevande zuccherate
  • Eccesso di sale

Diagnosi e Trattamento

L’analisi della trigliceridemia è comunemente prescritta dal medico nell’ambito del pannello lipidico completo, assieme al dosaggio del colesterolo totale, colesterolo LDL e colesterolo HDL, al fine di determinare il rischio cardiovascolare complessivo del paziente e valutare l’effetto di eventuali trattamenti.

Il trattamento dell’ipertrigliceridemia richiede anzitutto una scrupolosa valutazione da parte del cardiologo. La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari. In persone con elevati livelli di trigliceridi associati a ipercolesterolemia, condizione nota come dislipidemia combinata, farmaci come le statine hanno dimostrato in numerosi studi un soddisfacente profilo di efficacia e sicurezza, riducendo il rischio di eventi cardiovascolari maggiori quali l’ictus ischemico e l’infarto del miocardio.

Nelle persone con ipertrigliceridemia isolata non controllata da sole abitudini alimentari e stile di vita, o con persistenza di elevati livelli di trigliceridi nonostante terapia con statina, gli acidi grassi omega-3 sono ben tollerati e risultano efficaci nel ridurre i livelli di trigliceridi.

Prevenzione

Regolarizzando il metabolismo del paziente è possibile far regredire la fibrosi. Quindi, la scoperta che un singolo biomarcatore ematico possa predire con largo anticipo la diagnosi di epatocarcinoma, potrebbe permettere di identificare i soggetti a rischio, prima ancora che sviluppino sintomi specifici. In altre parole, potrebbe essere possibile prevenire questo tipo di cancro, tramite modifiche nutrizionali e/o farmacologiche.

Queste informazioni ci permettono di seguire questi pazienti, anzi, ci obbligano a farlo, con ecografie puntuali e ripetute, e a dare loro indicazioni per modificare il proprio stile di vita al fine di ritornare a una condizione ottimale per proteggersi e ridurre il rischio di sviluppare il cancro”.

La terapia più semplice, sicura, e spesso più efficace, è rappresentata dai cambiamenti dello stile di vita e delle abitudini alimentari.

Tabella: Valori Normali dei Trigliceridi

Valore Livello di Trigliceridi (mg/dL)
Normale Meno di 150
Al limite 150-199
Alto 200-499
Molto alto 500 o più

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