Prurito e Trigliceridi Alti: Cause e Rimedi

Il prurito può essere una complicanza di diverse condizioni mediche, inclusi i problemi al fegato e le alterazioni metaboliche come l'iperlipidemia. In particolare, il prurito è un sintomo frequente nelle malattie epatiche colestatiche, caratterizzate da un'alterazione delle vie biliari con incremento dei valori bioumorali di fosfatasi alcalina, GGT e bilirubina.

Prurito e Malattie Epatiche

La prevalenza del prurito nelle epatopatie varia dal 5% nei pazienti con epatite cronica HCV correlata fino al 70% nei pazienti con cirrosi biliare primitiva. Le cause possono essere molteplici, da un'ostruzione meccanica dei dotti biliari a malattie specifiche dei dotti biliari come la colangite sclerosante primitiva o la cirrosi biliare primitiva.

Il prurito deriva dall'accumulo, nel sangue e in altri tessuti, di sostanze normalmente secrete dalla bile. Il fatto che i pazienti sottoposti a trapianto di fegato evidenzino una risoluzione del problema dopo l'intervento chirurgico suggerisce che il fegato abbia un ruolo fondamentale nella determinazione del disturbo. Verosimilmente deriva dall'accumulo di acidi biliari, anche se sembrano coinvolti altri meccanismi come un incremento della trasmissione di trasmettitori cerebrali (sistema oppioide endogeno).

Colesterolo Alto e Prurito: Esiste una Connessione?

Il colesterolo alto di per sé non è tipicamente associato a sintomi fisici immediati come il prurito. Tuttavia, potrebbero esserci alcuni contesti indiretti o condizioni correlate in cui il colesterolo alto può essere collegato a prurito o altre manifestazioni cutanee. Esaminiamo alcune possibili connessioni:

  1. Xantomi: Il colesterolo alto può portare allo sviluppo di depositi di grasso sotto la pelle noti come xantomi. Questi si presentano come noduli giallastri e possono comparire su varie parti del corpo, inclusi gomiti, ginocchia, mani, piedi o glutei. Anche se di solito sono indolori, possono a volte prudere o diventare irritati.
  2. Malattie del Fegato: Il colesterolo alto può essere un segno di problemi di fegato, come la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), che può a volte progredire fino a condizioni più gravi come la steatoepatite non alcolica (NASH). Uno dei sintomi della malattia epatica può includere il prurito, causato dall’accumulo di bile nella pelle.
  3. Malattie della Cistifellea: Il colesterolo elevato aumenta il rischio di sviluppare calcoli biliari, che possono bloccare i dotti biliari e causare colelitiasi. Una complicanza di ciò può essere un prurito severo a causa dell’accumulo di sali biliari nella pelle.
  4. Diabete: Il colesterolo alto è spesso associato al diabete di tipo 2. Il prurito in questo contesto può essere collegato sia al diabete stesso sia a complicazioni cutanee dovute a una cattiva circolazione o a infezioni della pelle comuni tra i diabetici, come le infezioni fungine.

Trigliceridi Alti: Cosa Sono e Come Influenzano la Salute

I trigliceridi sono una classe di lipidi localizzati nel sangue e prodotti dal corpo tramite l’alimentazione. Quando i livelli di questi grassi nel sangue superano un certo valore considerato normale, si parla di trigliceridi alti o ipertrigliceridemia.

In generale i livelli normali dovrebbero essere inferiori a 150 milligrammi per decilitro (mg/dL), anche se possono variare leggermente a seconda del laboratorio che esegue l’analisi.

Provengono per la maggior parte dall’alimentazione: l’organismo converte i grassi e zuccheri che si ingeriscono in trigliceridi, per cui una dieta troppo ricca di grassi e zuccheri comporta un innalzamento anche dei trigliceridi. Quando i trigliceridi sono alti si può andare in contro ad un indurimento o all'ispessimento delle pareti delle arterie (arteriosclerosi), aumentando il rischio di ictus, infarto e malattie cardiache, neuropatie.

I valori ideali di trigliceridi (a digiuno) sono inferiori a 150 mg/dl (compresi tra 50 e 150), mentre livelli superiori a 200 mg/dl sono considerati elevati e potrebbero essere pericolosi per la salute.

In genere l’ipertrigliceridemia non comporta sintomi visibili ma, a volte, possono presentarsi eruzioni cutanee caratterizzate da veri e propri grappoli di bolle.

Terapia del Prurito

La colestiramina è una resina che permette di legare le sostanze che determinano il prurito, riducendone l'assorbimento intestinale e aumentandone l'escrezione con le feci. Poiché è un farmaco ben tollerato, viene utilizzato per la terapia iniziale del prurito nelle malattie epatiche. Se la colestiramina non dovesse essere sufficiente, i farmaci di seconda scelta sono il Naloxone/Naltrexone oppure la Rifampicina. Le indicazioni su base internazionale (The American Association for The Study of the Liver) suggeriscono la Rifampicina nel caso di pazienti con Cirrosi Biliare Primitiva. Nel caso si utilizzi questo farmaco è fondamentale effettuare controlli periodici degli enzimi del fegato a causa della epatotossicità. Anche il Naltrexone può essere cominciato se la colestiramina non è sufficiente a controllare il prurito, può essere utilizzata anche una combinazione dei due farmaci purchè Naltrexone venga assunto a due ore di distanza dalla colestiramina. Inoltre la dose giornaliera di Naltrexone può essere suddivisa in 4 assunzioni da 12,5 mg. Nei pazienti in cui ancora non ci sia ancora un miglioramneto del prurito può essere utilizzata la Sertralina a dosi di 75-100 mg al dì; la prudenza suggerisce di iniziare a dosi più basse ed aumentarle progressivamente (25 mg/die).

Farmaci Utilizzati nel Trattamento del Prurito

Farmaco Meccanismo d'azione Dose Possibili effetti collaterali
Colestiramina Aumenta l'escrezione fecale delle sostanze che danno prurito 4 gr per bocca prima e dopo colazione e dopo gli altri pasti, dose massima di 16 mg Stitichezza, malassorbimento (tendenza al sanguinamento dovuto a ipoprotrombinemia), dolore e distensione addominale, flatulenza, nausea, vomito, diarrea, pirosi, anoressia, dispepsia e steatorrea, pancreatite…
Rifampicina Sconosciuto 150 mg per bocca due volte al dì se bilirubina < 3 mg/dl; 150 mg x 3 al dì se bilirubina > 3 mg/dl; 10 mg/Kg/d Dolori epigastrici, anoressia, nausea, vomito, meteorismo, crampi, diarrea, orticaria, prurito, eosinofilia… Attenzione al danno epatico!
Antagonisti degli oppiacei (Naloxone, Naltrexone) Diminuiscono il tono opiodrenergico Naloxone: 0.4 mg per bolo ev seguito da infusione di 0.2 ug/Kg/min. Naltrexone: 50 mg per bocca al dì Nausea, cefalea, vertigine, irritabilità, astenia, vomito, ansietà, sonnolenza, disturbi del sonno, crampi… Rari casi danno epatico per Naltrexone
Sertralina (inibitore Reuptake serotonina) Sconosciuto 75-100 mg per bocca al dì Vertigini, tremore, contrazioni, diarrea, dispepsia, nausea, costipazione, flatulenza, aumento dell'appetito, anoressia, insonnia, sonnolenza, nervosismo…

L'uso di antistaminici non sembra avere un ruolo specifico nel prurito, ma il loro effetto sedativo può aiutare il paziente a dormire. L'acido ursodessossicolico (UDCA) è utilizzato per il trattamento della Cirrosi Biliare Primitiva e può generalmente diminuire la colestasi, ma non sembra avere un ruolo predominante sul miglioramento del prurito.

Azioni da Intraprendere

  • Monitoraggio e Gestione del Colesterolo: Se hai il colesterolo alto, è essenziale seguirne la gestione attraverso la dieta, l’esercizio fisico e, se prescritti, farmaci. Mantenere i livelli di colesterolo sotto controllo può aiutare a prevenire complicazioni che potrebbero, indirettamente, essere collegate al prurito.
  • Consultazione Medica: Se sperimenti prurito persistente senza una causa evidente, è importante consultare un medico per escludere altre condizioni mediche.
  • Cura della Pelle: Mantenere la pelle ben idratata può aiutare a ridurre il prurito. Utilizza creme idratanti regolarmente e evita docce o bagni troppo caldi che possono seccare ulteriormente la pelle.

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