Trigliceridemia è un termine medico che descrive la presenza di trigliceridi nel sangue. I trigliceridi sono grassi che circolano nel sangue, sintetizzati dalle cellule intestinali e trasportati nel torrente ematico dalle lipoproteine (principalmente chilomicroni e VLDL, Very Low Density Lipoprotein).
I chilomicroni cedono i trigliceridi principalmente a muscoli, cuore e fegato per soddisfare i bisogni energetici di questi tessuti. La trigliceridemia viene generalmente misurata per valutare il rischio cardiovascolare del paziente.
La trigliceridemia viene eseguita come esame di controllo, allo scopo valutare il metabolismo lipidico del paziente, in quanto l'aumento dei trigliceridi rappresenta un importante fattore di rischio per l'aterosclerosi e incide sulle malattie del cuore e sul diabete.
Associata all'esame dei trigliceridi, il medico può consigliare di eseguire anche la determinazione di parametri strettamente connessi, quali colesterolo totale, HDL e LDL.
Affinché l’esame sanguigno per la valutazione dei trigliceridi sia attendibile è necessario che il paziente sia a digiuno, al momento del prelievo, da almeno 12 ore. Il prelievo dev'essere effettuato al mattino, a digiuno da almeno 12 ore (è concessa soltanto l'acqua).
I trigliceridi, infatti, vengono sintetizzati in parte dall'organismo e in parte assunti con la normale alimentazione. Rimanere a digiuno per almeno 12-14 ore (dopo un pasto la trigliceridemia può aumentare anche di 5-10 volte rispetto ai valori basali).
L'alcol e certi farmaci possono alterare la trigliceridemia. L'effetto opposto (ipotrigliceridemia) è prodotto da farmaci come l'acido ascorbico, i fibrati, le statine, l'acido nicotinico e, tra gli integratori, l'olio di pesce e le fibre alimentari (inclusi i prebiotici).
Variazioni possono essere causate anche alla differente postura all'atto del prelievo (il volume plasmatico può diminuire fino al 12% passando dal clino- all'ortostatismo).
Ipertrigliceridemia: un valore dei trigliceridi nel sangue superiore rispetto alla norma potrebbe dipendere da una dieta non bilanciata, ricca di zuccheri e grassi (come, per esempio, burro, olio, grasso dei salumi e della carne, dolci ecc.). Alti livelli di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di malattie coronariche (come l'infarto) e dell'aterosclerosi.
I Trigliceridi svolgono nel nostro organismo essenzialmente la funzione di riserva energetica: le calorie in eccesso, quindi, vengono trasformate in queste sostanze, per poter essere immagazzinate con facilità. Chi ha un tasso elevato di trigliceridi nel sangue, pertanto, deve innanzitutto ridurre armonicamente l'assunzione di tutti i cibi, per equilibrare l'apporto calorico (le 'entrate') con il dispendio energetico (le 'uscite'), e ridurre così il peso.
In caso di sospetta o conclamata insufficienza renale, il medico potrebbe prescrivere una serie di esami di controllo a cui sottoporsi periodicamente, tra cui l’analisi della creatinina. In effetti, una creatinina alta nel sangue è spesso indice di un malfunzionamento dei reni che non riescono a svolgere in maniera corretta il loro ruolo di filtro, rimuovendo questa sostanza chimica, prodotta dai muscoli, attraverso le urine.
Cos’è la creatinina?
La creatinina è una sostanza chimica prodotta da fegato, reni e pancreas, e generata attraverso i processi di produzione di energia nei muscoli. La creatinina è un prodotto di scarto che origina dal normale metabolismo muscolare.
Nello specifico, deriva dalla degradazione della fosfocreatina, una proteina fondamentale per la produzione di energia necessaria all’attività muscolare. Una volta generata, tramite la contrazione dei muscoli e il conseguente consumo di energia, la creatinina entra nel flusso sanguigno.
Normalmente, i reni filtrano la creatinina dal sangue e la rimuovono dal corpo attraverso le urine. In ogni caso, il livello di creatinina nel sangue è un indicatore affidabile per valutare la funzionalità renale.
In effetti, come accennato prima, se i reni non funzionano adeguatamente, i livelli di creatinina sierica possono aumentare. Si tratta, quindi, di una sostanza chimica normalmente presente nel nostro corpo, e la sua presenza non deve preoccupare a prescindere, ma solo in caso di innalzamento dei livelli ematici e in presenza di sintomi specifici.
Un aumento della creatinina nel sangue è spesso indice di un malfunzionamento dei reni, che non riescono a svolgere correttamente il loro ruolo di filtro. Questo processo consente di identificare la capacità di depurazione del rene.
Cause della creatinina alta: quali fattori la influenzano?
Abbiamo visto che i livelli di creatinina nel sangue e nelle urine sono direttamente collegati al funzionamento dei reni, ma questo non è l’unico fattore che li influenza. Infatti, entrano in gioco diversi fattori, e un aumento non indica necessariamente e in tutti i casi un’insufficienza renale.
Vediamo, quindi, i principali fattori della creatinina alta:
- Massa muscolare: poiché la creatinina è prodotta dai muscoli, le persone con maggiore massa muscolare tendono ad avere livelli più alti. Gli uomini, avendo generalmente una maggiore massa muscolare, tendono ad avere livelli leggermente più elevati rispetto alle donne e ai bambini.
- Età: i livelli di creatinina tendono ad aumentare leggermente con l’avanzare dell’età, in parte a causa della riduzione della massa muscolare;
- Sesso: come menzionato, gli uomini tendono ad avere livelli più alti rispetto alle donne. Ad esempio, i valori normali possono essere 60-110 µmol/l per le femmine e 70-120 µmol/l per i maschi;
- Dieta: l’assunzione di alcuni alimenti e integratori può aumentare temporaneamente i livelli di creatinina. Questo include la carne rossa, la creatina e le proteine in polvere o una dieta ricca di proteine.
- Funzionalità renale: la causa più comune di creatinina alta è l’insufficienza renale. Quando i reni non riescono a filtrare adeguatamente, la creatinina si accumula nel sangue. Livelli superiori a 1.2 mg/dl possono indicare un certo grado di compromissione renale;
- Disidratazione: la carenza di acqua nell’organismo può causare un aumento temporaneo dei livelli di creatinina, poiché riduce il flusso di sangue ai reni e ne compromette la capacità di filtrare i prodotti di scarto;
- Ostruzioni delle vie urinarie: blocchi nelle vie urinarie, come quelli causati da calcoli renali, ipertrofia prostatica o tumori dell’apparato urinario, possono impedire l’eliminazione della creatinina, portando al suo accumulo nel sangue;
- Assunzione di farmaci: alcuni farmaci possono influire sui livelli di creatinina nel sangue. Tra questi rientrano gli anti-infiammatori non steroidei (FANS), alcuni antibiotici, e alcuni farmaci utilizzati in oncologia, cardiologia o gastroenterologia.
- Gravidanza: durante la gravidanza, i livelli di creatinina possono essere leggermente più alti a causa dell’aumento della massa muscolare e del flusso sanguigno ai reni.
È fondamentale che la valutazione dei livelli di creatinina sia sempre effettuata da un medico, che terrà conto di tutti questi fattori variabili (sesso, età, massa muscolare, dieta, farmaci, etc.) per giungere a una diagnosi corretta e indicare il percorso terapeutico più adeguato.
Quali sono i sintomi della creatinina alta?
La creatinina alta di per sé non provoca sintomi immediati, e la sua presenza non si individua fino a quando non ci si sottopone a un esame del sangue specifico. I sintomi che possono essere associati alla creatinina alta dipendono, piuttosto, dalle cause sottostanti e dalla gravità della malattia che ha portato all’aumento dei livelli di creatinina nel sangue, in particolare l’insufficienza renale, ma anche infezioni, scarso flusso sanguigno ai reni o un blocco nel sistema urinario.
I più comuni sono i seguenti:
- Affaticamento, stanchezza e debolezza
- Problemi di concentrazione o confusione mentale
- Edema o gonfiore, in particolare intorno a occhi, viso, polsi, addome, caviglie o gambe
- Aumento della sete e/o della fame
- Diminuzione della produzione di urina o urina scura, con tracce di sangue o color caffè
- Difficoltà respiratorie o mancanza di respiro
- Nausea e vomito
- Scarso appetito e perdita di peso
- Prurito della pelle (o prurito generalizzato persistente) o pelle secca
- Crampi muscolari
Purtroppo, anche l’insufficienza renale può essere asintomatica fino a quando non raggiunge uno stadio avanzato. Per questo motivo, è fondamentale monitorare regolarmente i livelli di creatinina nel sangue attraverso gli esami di routine, specialmente in presenza di fattori di rischio come diabete, ipertensione o malattie renali familiari.
Come si misura la creatinina?
La creatinina viene misurata principalmente attraverso un esame del sangue e un esame delle urine, entrambi fondamentali per valutare la funzionalità renale.
Nel dettaglio, si procede con:
- Dosaggio della creatinina nel sangue (creatininemia): è un esame che prevede un semplice prelievo di sangue da una vena del braccio, simile a quelli per altri parametri di routine. La persona che si sottopone al prelievo deve essere a digiuno e non deve aver effettuato sforzi fisici intensi nelle 8-12 ore precedenti.
- Dosaggio della creatinina nelle urine (creatininuria): questo esame prevede la raccolta di tutta l’urina prodotta nelle 24 ore. La procedura specifica richiede di gettare via la prima urina del mattino e poi raccogliere tutta quella prodotta durante il giorno e la prima del mattino successivo in appositi contenitori, che possono essere acquistati in farmacia.
- Clearance della creatinina: questo è un esame più approfondito che mette in relazione i dati raccolti attraverso il prelievo di sangue e l’esame delle urine delle 24 ore. Nello specifico, misura l’eliminazione da parte del rene di una sostanza presente nel sangue.
- Tasso di filtrazione glomerulare stimato (eGFR): nei pazienti adulti (di età superiore ai 18 anni), si procede spesso all’analisi di un parametro chiamato GFR (Glomerular Filtration Rate), che misura la velocità con cui i reni filtrano il sangue.
Valori di riferimento
Quali sono i valori normali della creatinina? Come si fa a stabilire se i livelli sono alti oppure no? Riportiamo di seguito quanto indicato dall’Istituto Superiore di Sanità:
- Il valore normale per la creatinina nel sangue può essere compreso tra 0,84 a 1,21 milligrammi per decilitro (mg/dl). Negli uomini tendono ad essere più elevati rispetto alle donne;
- I valori normali della creatinina urinaria sono 0,8 g per 24 ore e dipendono dalla massa muscolare;
- I valori di riferimento per la clearance della creatinina sono i seguenti: tra i 95 e i 140 millilitri al minuto (ml/minuto) nell’uomo, e tra i 85 e i 130 ml/minuto nella donna.
Come spiegato, però, i valori possono variare a seconda del sesso, dell’età, della massa muscolare e di altri parametri.
Cosa fare in caso di creatinina alta: terapie e trattamenti
L’individuazione della causa sottostante che determina l’innalzamento dei livelli di creatinina nel sangue è fondamentale per stabilire una diagnosi corretta e avviare il percorso terapeutico più adeguato. Il trattamento per abbassare la creatinina alta, infatti, dipende direttamente dalla causa che l’ha provocata. Ecco le principali terapie e trattamenti, a seconda della causa.
1. In caso di insufficienza renale
Se l’aumento della creatinina è causato da un’insufficienza renale - una condizione in cui i reni non riescono a filtrare adeguatamente il sangue, portando all’accumulo di creatinina - il trattamento può includere:
- Farmaci: farmaci per controllare la pressione sanguigna (ad esempio, ACE-inibitori o Sartani, che riducono i danni ai capillari glomerulari e abbassano la pressione all’interno delle anse capillari); farmaci per ridurre il colesterolo e prevenire ulteriori danni ai reni; farmaci per controllare altri sintomi e complicanze dell’uremia, come per esempio, per assicurare livelli corretti di calcio e fosforo; farmaci per il trattamento dell’anemia.
- Terapie sostitutive (nei casi più gravi): dialisi (una procedura che sostituisce la funzione renale di filtraggio del sangue); trapianto di reni (la sostituzione del rene malato con uno sano da donatore).
- Gestione della dieta: la dieta è fondamentale per prevenire complicanze e rallentare il corso della malattia renale.
2. In caso di disidratazione
Se l’aumento della creatinina è temporaneo e causato dalla disidratazione (che riduce il flusso di sangue ai reni e compromette la loro capacità di filtrare), allora si procede con:
- Maggiore assunzione di liquidi: bere molta acqua (circa 2 litri al giorno) per reidratare correttamente l’organismo e permettere ai reni di funzionare meglio.
Come abbassare la creatinina: rimedi e stile di vita
Ridurre i livelli elevati di creatinina è una sfida che richiede un approccio olistico, combinando modifiche dello stile di vita, una dieta mirata e in alcuni casi trattamenti medici specifici.
- Mantenere una idratazione adeguata: il rene ogni giorno filtra dal sangue tutte le tossine prodotte nell’organismo.
- Seguire una dieta equilibrata: una dieta mirata è importantissima per abbassare i livelli di creatinina. In particolare limitare l'assunzione di proteine, specialmente quelle di origine animale, può ridurre il carico sui reni, includendo invece nell’alimentazione fonti proteiche più leggere come pesce magro e legumi.
- Mantenere uno stile di vita sano: un approccio complessivo alla salute caratterizzato da esercizio fisico regolare e controllo del peso può contribuire a mantenere sotto controllo i livelli di creatinina. L'attività fisica regolare migliora la circolazione sanguigna e può sostenere la funzione renale.
- Limitare il consumo di sostanze nefrotossiche: sostanze come alcol e tabacco possono avere un impatto negativo sulla salute renale e contribuire all'aumento dei livelli di creatinina.
Dieta per la creatinina alta: un pilastro della terapia renale
Adottare una dieta sana ed equilibrata può aiutare a prevenire o controllare le malattie renali. Limitare l’assunzione di sodio e ridurre il consumo di cibi ad alto contenuto di proteine può essere consigliato in alcune condizioni renali.
In particolare:
- Cibi da limitare o evitare: l’assunzione di grandi quantità di proteine nella dieta può influenzare i livelli di questa sostanza. Le proteine, infatti, vengono metabolizzate in creatinina, quindi un’elevata assunzione proteica può determinare un aumento temporaneo dei suoi livelli nel sangue.
- Cibi consigliati e principi nutrizionali: la verdura è ricca di fibra alimentare, che svolge una efficace azione di controllo dell'assorbimento intestinale dei grassi. La fibra contenuta nei legumi (che sono tra l'altro ricchi di zuccheri a lenta digeribilità) è particolarmente interessante, da questo punto di vista.
Inpresenza di ipertrigliceridemia, pertanto, è necessario un controllo o meglio l'abolizione di questa sostanza.
Trattamento dell'ipertrigliceridemia
Il trattamento comprende prima di tutto modifiche delle abitudini di vita quali raggiungere/mantenere il peso forma, svolgere un’attività fisica moderata almeno 3 volte a settimana e adottare un sano ed equilibrato regime dietetico.
Il medico potrà decidere, in certe situazioni, di somministrare farmaci specifici per ridurre il tasso dei trigliceridi nel sangue. Questi farmaci vanno assunti con continuità, come i farmaci per il diabete o la pressione o il colesterolo.
Ecco alcuni farmaci utilizzati:
- Fibrati: rappresentano i farmaci più efficaci per l’ipertrigliceridemia (fino al 50% di riduzione) e determinano anche un aumento del colesterolo HDL (cosiddetto colesterolo “buono”).
- Statine: sebbene la loro indicazione principale sia ridurre il colesterolo LDL (cosiddetto colesterolo “cattivo”), sono sufficientemente efficaci anche contro l’ipertrigliceridemia. In caso di elevati livelli di trigliceridi e colesterolo LDL rappresentano una soluzione farmacologica ideale.
- Acidi grassi omega 3: ad alte dosi ( 1-6 g al giorno di acido eicosanpentaenoico-EPA e di acido docosaesaenoico-DHA) possono ridurre i livelli di trigliceridi ed hanno anche proprietà cardioprotettive, antiossidanti, antinfiammatorie.
L'adozione di uno stile di vita e un regime dietetico sani rappresentano il caposaldo della prevenzione e del trattamento dell’ipertrigliceridemia.
Consigli per ridurre i trigliceridi
Ecco alcuni consigli:
- Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana.
- Aumentare la propria attività fisica contribuisce in vari modi a normalizzare il tasso dei trigliceridi.
- Limitare l'alcool in tutte le sue forme (vini, liquori, birra) stimola in molti soggetti un'intensa produzione di trigliceridi da parte del fegato.
- I grassi saturi, caratteristici dei cibi di origine animale, tendono a stimolare la produzione di colesterolo e di trigliceridi da parte del fegato, mentre i grassi insaturi, di cui sono ricchi gli oli vegetali, come l'olio di mais, svolgono un effetto opposto.
Gli zuccheri complessi a lenta digeribilità, di cui è ricca soprattutto la pasta preparata e cotta 'all'italiana', vengono assorbiti più lentamente dall'intestino rispetto agli zuccheri semplici, o anche rispetto agli zuccheri complessi a più rapida digeribilità, come quelli contenuti per esempio nel pane e nelle patate.
Di conseguenza, essi entrando meno velocemente nel sangue, stimolano una minore produzione di trigliceridi da parte del fegato. In alcuni soggetti, inoltre, il fruttosio (lo zucchero di cui sono ricche la frutta autunnale (cachi, fichi, uva) e la frutta esotica (banane, ananas, ecc.)rappresenta un potente stimolo alla produzione di trigliceridi.
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