Trigliceridi a 180: Cause e Rischi

I trigliceridi sono i lipidi più semplici e abbondanti presenti nell’organismo umano. Una concentrazione equilibrata è importante per la salute cardiovascolare, poiché valori troppo elevati possono favorire lo sviluppo di patologie metaboliche e aterosclerotiche.

Cosa Sono i Trigliceridi?

I trigliceridi sono grassi (lipidi) presenti normalmente nel nostro sangue che provengono per la maggior parte dalla dieta. Soltanto una minima parte, infatti, è prodotta dal fegato. I trigliceridi svolgono nel nostro organismo essenzialmente la funzione di riserva energetica: le calorie in eccesso, quindi, vengono trasformate in queste sostanze, per poter essere immagazzinate con facilità.

Quando si mangia, il corpo converte in grassi tutte le calorie di cui non ha bisogno e li immagazzina nelle cellule adipose. Da queste poi vengono rilasciati durante l’arco della giornata per garantire il giusto apporto energetico per azione degli ormoni. I trigliceridi rappresentano la riserva energetica del nostro organismo, pronta ad essere utilizzata secondo le necessità.

Perché si Misurano i Trigliceridi?

La quantità di trigliceridi nel sangue (trigliceridemia) viene misurata, in combinazione solitamente ad altri valori quali il colesterolo HDL, il colesterolo LDL e il colesterolo Totale, per valutare il rischio di malattie cardiovascolari. L’eccesso di trigliceridi, infatti, aumenta sensibilmente il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari quali infarto, ictus e aterosclerosi, ma anche malattie del fegato e del pancreas.

Valori Normali dei Trigliceridi

In un soggetto sano il valore dei trigliceridi è al di sotto di 180 mg/dL per garantire un buon equilibrio metabolico e ridurre il rischio cardiovascolare. Diventa ottimale quando risulta inferiore a 100 mg/dL, poiché questo limite è associato a una minore probabilità di sviluppare patologie come aterosclerosi, infarto o pancreatite. I livelli ottimali di trigliceridi sono inferiori a 150 mg / dl. Sopra i 500 mg / dl sono molto elevati. È importante mantenere la trigliceridemia entro questi range per la prevenzione, attraverso un’alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e il controllo degli altri parametri del profilo lipidico.

I trigliceridi si misurano a digiuno e sono normali tra i 50 e 150-200 mg/dl. Valori superiori a questo intervallo sono da considerare negativi per lo stato di salute.

Trigliceridi Alti: Cosa Significa?

I trigliceridi sono alti quando superano 180 mg/dL. Questo valore deve essere contestualizzato per permettere di intervenire in maniera corretta ed abbassarli. Un valore alto di trigliceridi è riscontrabile in più occasioni e patologie.

È frequente che, ai trigliceridi alti, si associno gli altri elementi tipici della dislipidemia - come appunto il colesterolo totale e colesterolo LDL superiori alla norma.

Infatti, un valore alto di trigliceridi è riscontrabile in più occasioni e patologie. Si può riscontrare ipertrigliceridemia per, ad esempio:

  • Malattie cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi, infarto e ictus)
  • Diabete mellito
  • Sindrome metabolica
  • Disturbi del pancreas, che possono compromettere la salute in maniera seria se non diagnosticate e trattate in tempo
  • Malattie renali
  • Alcune rare condizioni genetiche

A volte, i trigliceridi alti sono un effetto collaterale dell’assunzione di determinati farmaci.

Cause dell'Ipertrigliceridemia

Le cause dell'ipertrigliceridemia possono essere legate a diversi fattori. Una delle principali cause è una dieta ricca di calorie, soprattutto da zuccheri semplici e grassi saturi. Un eccessivo consumo di alcol è un altro fattore che contribuisce all'aumento dei trigliceridi. Le condizioni mediche sottostanti, come il diabete di tipo 2 non controllato, l'ipotiroidismo, e la sindrome metabolica, possono anche essere alla base dei trigliceridi alti. Inoltre, alcuni farmaci, come i beta-bloccanti, i diuretici tiazidici e gli estrogeni, possono contribuire all'aumento dei livelli di trigliceridi.

Rischi dell'Ipertrigliceridemia

Alti livelli di trigliceridi nel sangue aumentano il rischio di malattie coronariche (come l'infarto) e dell'aterosclerosi. Un prolungato stato di ipertrigliceridemia, se non adeguatamente gestito, può aumentare significativamente il rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari, come infarto e ictus. L’ipetrigliceridemia è ritenuta una delle cause principali dell’insorgenza di aterosclerosi e altre malattie cardiovascolari, come ictus, infarto e diabete. È associata spesso ad aumento dei valori di pressione arteriosa, aumento della glicemia a digiuno, steatosi epatica e aumento dei valori del colesterolo LDL.

Esame dei Trigliceridi: Come e Dove Farlo?

Basta un semplice esame del sangue per misurare il livello di trigliceridi nel sangue. L'esame richiede un prelievo venoso e un digiuno di almeno 12 ore prima dell’esame, durante le quali è consentito bere solo acqua. Questa precauzione evita che i valori vengano influenzati dall’assunzione recente di cibi o bevande, assicurando una valutazione attendibile della trigliceridemia.

Per misurare correttamente il tasso dei trigliceridi, e vedere se esso si è modificato dopo una dieta adeguata o grazie all'effetto di un farmaco, è necessario essere a digiuno, al momento del prelievo, da almeno 12 ore, ed aver consumato, la sera precedente, un pasto leggero. Non alzatevi, durante la notte, per andare a bere un bicchiere di latte o una bevanda zuccherata in frigorifero: il risultato dell'esame potrebbe essere influenzato.

Come Abbassare i Trigliceridi?

Per ristabilire valori di trigliceridi entro i limiti di normalità, il primo passo è apportare modifiche importanti allo stile di vita. Questo include l'adozione di una dieta povera di grassi saturi e zuccheri semplici, privilegiando alimenti come pesce, legumi, frutta e verdura. In alcuni casi, il medico potrebbe prescrivere farmaci specifici per il trattamento dell'ipertrigliceridemia, come fibrati o omega-3.

Chi ha un tasso elevato di trigliceridi nel sangue, pertanto, deve innanzitutto ridurre armonicamente l'assunzione di tutti i cibi, per equilibrare l'apporto calorico (le 'entrate') con il dispendio energetico (le 'uscite'), e ridurre così il peso.

Modifiche allo Stile di Vita

L’atteggiamento migliore da seguire è sicuramente una dieta sana ed equilibrata, accompagnata da una costante attività fisica per mantenere un buon livello di trigliceridi.

  • Evitare gli zuccheri semplici come dolci e bibite zuccherate, compresi i succhi di frutta, ma anche cereali raffinati, come pasta, pane e riso bianchi.
  • Scegliere fonti di proteine e grassi vegetali, quindi ad esempio semi, frutta secca a guscio, legumi e soia, oppure il pesce, ma in questo caso preferendo quello di piccola taglia come sardine e sgombro, oppure il salmone o ad esempio anche la trota.
  • Consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana. I grassi del pesce sono caratterizzati da tre interessanti proprietà: sono efficaci nell'abbassare il tasso dei trigliceridi nel sangue, svolgono un'azione antitrombotica e sono inoltre dei buoni antiaritmici.
  • Aumentare la propria attività fisica contribuisce in vari modi a normalizzare il tasso dei trigliceridi. Può aiutare a controllare il peso corporeo ed aiuta inoltre i muscoli a 'bruciare' meglio i trigliceridi stessi per produrre l'energia necessaria per il movimento.

Dieta e Alimentazione

In sintesi, i carboidrati consigliati sono quelli dei legumi: fagioli, piselli, ceci, fave, lenticchie. Entrano meno velocemente nel sangue e quindi stimolano in misura minore la produzione di trigliceridi da parte del fegato. Quelli da consumare con moderazione (se integrali è meglio) sono invece: pasta, riso, pane, orzo, farro.

La verdura è ricca di fibra alimentare, che svolge una efficace azione di controllo dell'assorbimento intestinale dei grassi. La fibra contenuta nei legumi (che sono tra l'altro ricchi di zuccheri a lenta digeribilità) è particolarmente interessante, da questo punto di vista.

I grassi saturi, caratteristici dei cibi di origine animale, tendono a stimolare la produzione di colesterolo e di trigliceridi da parte del fegato, mentre i grassi insaturi, di cui sono ricchi gli oli vegetali, come l'olio di mais, svolgono un effetto opposto. L'alcool in tutte le sue forme (vini, liquori, birra) stimola in molti soggetti un'intensa produzione di trigliceridi da parte del fegato. In presenza di ipertrigliceridemia, pertanto, è necessario un controllo o meglio l'abolizione di questa sostanza.

Integratori Alimentari

Alcuni principi vegetali e nutritivi hanno dimostrato di regolare l’attività metabolica del sangue. Gli omega 3 sono acidi grassi che troviamo ad esempio nel pesce azzurro, oppure per i vegetariani nell’olio di lino (da conservare in frigorifero), nei semi lino (da consumare dopo averli tritati), o ancora nella chia.

Domande Frequenti

  1. Cosa significa avere trigliceridi alti? Un valore alto aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e, se molto elevato, di pancreatite.
  2. Quali sono i valori normali dei trigliceridi? Devono essere <150 mg/dL. Tra 150-199 sono borderline, oltre 200 alti.
  3. Come abbassare i trigliceridi? Con una dieta equilibrata, meno zuccheri e alcol, più attività fisica.

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