Salpingectomia Laparoscopica: Tecnica e Rischi

La salpingectomia è l'asportazione chirurgica di una o di entrambe le tube di Falloppio. In un'unica parola salpingectomia, un intervento definitivo. In alcuni casi, inoltre, può essere integrato ad altre tipologie di operazione chirurgica come l'isterectomia, l'asportazione dell'utero e l'ovariectomia, la rimozione di una o entrambe le ovaie.

Di salpingectomia si sta parlando molto dopo le dichiarazioni di Francesca Guacci, influencer, che a 22 anni si è sottoposta all'intervento per non avere figli. Ma di cosa si tratta esattamente, quando c'è l'indicazione a farlo e cosa dice la legge in merito?

Alla donna che riceve una salpingectomia vengono rimosse chirurgicamente una o entrambe le salpingi (le tube uterine), che hanno il compito di raccogliere la cellula uovo prodotta dall'ovaio e di trasportarla verso l'utero dove verrà poi fecondata. In questo modo, quindi, se l'intervento è bilaterale si parla di sterilizzazione e si impedisce alla donna di avere gravidanze naturali.

Indicazioni e Procedura

L'intervento, che in genere dura circa due ore, può essere eseguito sia in laparoscopia, ossia attraverso piccoli fori sull'addome, o in laparotomia, ossia con un'incisione addominale più estesa. Le indicazioni per questo intervento sono: la sactosalpinge, patologia in cui si verifica una raccolta di liquido nella tuba, con conseguente infezione; la gravidanza extrauterina, ossia quando un uovo fecondato si impianta nella tuba di Falloppio, e, infine, altre patologie ginecologiche come l'endometriosi o un sospetto di carcinoma della tuba.

La salpingectomia, tuttavia, può essere anche preventiva e consigliata quindi alle donne che presentano un'alterazione dei geni Brca1 e Brca2, noti per predisporre a tumori al seno, alle tube di Falloppio e all'ovaie.

La Laparoscopia: Una Tecnica Minimamente Invasiva

La laparoscopia è da considerare una tecnica chirurgica meno invasiva della chirurgia addominale tradizionale. Per questo motivo la laparoscopia è da considerare una tecnica chirurgica meno invasiva della chirurgia addominale tradizionale. Si esegue quindi una prima incisione in prossimità dell’ombelico, attraverso la quale con un ago particolare si introduce del gas (anidride carbonica) per poter distendere la cavità addominale; ciò è utile per avere una adeguata visione e un sufficiente spazio per eseguire i veri e propri atti chirurgici nell’ addome.

Attraverso la stessa incisione si introduce il laparoscopio, un particolare strumento ottico, collegato ad una fonte luminosa e ad un sistema video (telecamera + monitor + videoregistratore), attraverso il quale si esamina l’ interno di tutta la cavità addominale e pelvica, con una visione diretta di tutti gli organi. Attraverso la vagina talvolta si introduce nell’utero uno strumento (manipolatore) che serve per poter muovere l’ utero secondo necessità nel corso dell’intervento.

Terminato l’ intervento, si estrae la strumentazione favorendo attraverso le incisioni addominali la fuoriuscita del gas precedentemente introdotto, e quindi si suturano le piccole incisioni chirurgiche. Solitamente la paziente viene dimessa 1-2 giorni dopo l’ intervento.

Vantaggi della Laparoscopia

La laparoscopia, se confrontata con la chirurgia tradizionale, presenta diversi vantaggi. Innanzitutto comporta un minor trauma della parete addominale. Le ferite chirurgiche prodotte sulla parete sono notevolmente ridotte rispetto ad una ferita chirurgica tradizionale, con indubbio vantaggio anche sul piano estetico. La visione in dettaglio degli organi pelvici è migliore (grazie al sistema video) rispetto a quella possibile con la chirurgia tradizionale.

Inoltre il non aprire l’ addome comporta un minor trauma per gli organi addominali, e quindi un migliore decorso postoperatorio ed una più rapida ripresa funzionale dell’ intestino.

Utilizzo della Chirurgia Robotica

Il Centro Italiano Endometriosi oggi si avvale della chirurgia video laparoscopica robotica tramite l’utilizzo per casi selezionati del “ Robot una attrezzatura che da dei vantaggi rispetto alla chirurgia laparoscopica avanzata soprattutto quando è necessario dover praticare microchirurgia laparoscopica per risolvere i problemi di infertilità legati a patologie delle salpingi derivanti dalla endometriosi.

La chirurgia robotica in ginecologia è uno dei campi crescenti più veloci della chirurgia robotica. Questo include l’uso del robot sia nella ginecologia benigna che nella ginecologia oncologica. La chirurgia robotica può essere usata nel trattamento della patologia tubarica, endometriosi, dei fibromi tumori ovarici, prolasso pelvico.

Usando la chirurgia robotica, i ginecologi possono effettuare isterectomie, miomectomie e biopsie dei linfonodi. Tubal Robotic Surgery ( TRS ), è la metodica più moderna ed avanzata per eseguire gli interventi di ricanalizzazione tubarica indipendentemente dalla causa che li determina. Tali patologie di occlusione tubarica costituiscono il 44% della infertilità femminile e sono molto frequenti nei pazienti affetti da endometriosi pelvica.

La tecnica robotica assicura una qualità certamente superiore per le plastiche tubariche e per le ricanalizzazioni tubariche in quanto la macchina che assiste il chirurgo consente di poter eseguire la microchirurgia tubarica in laparoscopia, peraltro impossibile da eseguire con la laparoscopia non assistita dal robot.

Rischi e Complicazioni

Anche la laparoscopia, come tutti gli atti medici e chirurgici, può presentare dei rischi. Va considerata la possibilità di rischi di tipo emorragico, e la possibilità di lesioni a carico di organi addominali, ad esempio dell’ intestino. La possibilità di tali complicazioni è anche in relazione alla maggiore o minore complessità dell’ intervento; ad esempio vi è un rischio minore in caso di laparoscopia diagnostica, in confronto ai rischi possibili in caso di intervento per un’ endometriosi severa.

Una maggiore possibilità di rischio o di difficoltà tecnica è anche in relazione alle caratteristiche della paziente. Ad esempio in caso di obesità marcata della paziente può addirittura essere impossibile l’ esecuzione della laparoscopia. Infine sono prevedibili maggiori difficoltà e quindi maggior rischio di complicanze nell’ eseguire una laparoscopia su una paziente che ha già subito più interventi chirurgici addominali; in tal caso infatti è possibile che a causa dei precedenti interventi vi sia in cavità addominale una più o meno complessa situazione aderenziale.

A causa di difficoltà tecniche o di complicanze può talora essere necessario convertire l’ intervento in forma tradizionale, cioè con l’apertura dell’ addome. Non deve destare particolare preoccupazione la comparsa, nelle ore successive all’ intervento, di dolore alle spalle. Tale sintomo è dovuto al gas usato per ottenere la necessaria distensione addominale, e spontaneamente regredisce nell’ arco di circa una giornata. Nei primi giorni dopo l’ intervento è possibile che la paziente noti scarse perdite di sangue dalla vagina.

Considerazioni Legali ed Etiche

Come riporta l'Art.40 del Codice di Deontologia Medica in materia di sessualità, riproduzione e contraccezione, “ogni atto medico diretto a intervenire in materia di sessualità e di riproduzione è consentito soltanto al fine di tutelare la salute”. Come precisano dalla Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), tuttavia, si individua la tutela della salute quale finalità di rendere leciti trattamenti medici inerenti alla sessualità e riproduzione, come quelli espressamente consentiti dalla legge (l'interruzione volontaria di gravidanza e la riassegnazione di genere), e altri trattamenti come l'ingegneria genetica, la fecondazione artificiale e la sterilizzazione volontaria.

Quest'ultima, più nel dettaglio, si distingue in: sterilizzazione terapeutica, che ha lo scopo di risolvere problemi patologici (lesioni neoplastiche) o potenziali; sterilizzazione eugenica, che mira a impedire la nascita di figli colpiti da tare ereditarie certe o probabili e, infine, sterilizzazione anticoncezionale, motivata dal desiderio di evitare la procreazione. “Mentre la sterilizzazione terapeutica, temporanea o permanente che sia o debba essere, si connette alla normale potestà di curare”, si legge sempre nel documento, “vengono avanzati dubbi sulla legittimità giuridica della sterilizzazione anticoncezionale, specie se permanente e irreversibile in quanto contraria al disposto dell'art. 5 c.c.”.

Ricordiamo, infatti, che l'Art. 5 del Codice Civile recita: “gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell'integrità fisica”.

C'è chi sostiene, precisano dalla FNOMCeO, che la legge di riforma sanitaria (23 dicembre 1978, n. 833), “estendendo il concetto di salute fino ad identificarlo con quello di benessere da assicurare nel rispetto della dignità e della libertà individuale, e la parallela legge sulla tutela della procreazione cosciente e responsabile, abbiano creato spazi di legittimità e di liceità all'atto medico sterilizzante.

Preparazione all'Intervento

È importante seguire alcune indicazioni per prepararsi adeguatamente all'intervento:

  • Smettere di fumare (ciò ha senso, chiaramente, se la paziente è una fumatrice). Il fumo di sigaretta rende le incisioni chirurgiche più suscettibili alle infezioni e ne rallenta il processo di rimarginazione.
  • Presentarsi, nel giorno della procedura, a digiuno completo da almeno 8 ore.
  • Preparare una valigia o una borsa che contenga tutti quegli oggetti personali (vestiti, biancheria, articoli per l'igiene personale ecc.) utili ad affrontare in modo appropriato almeno un giorno di ricovero ospedaliero.
  • Stare a riposo, senza però eccedere. Evitare di sollevare oggetti pesanti e praticare sport per 2-3 settimane.

Quando la salpingectomia è combinata a ovariectomia ed eventualmente a isterectomia, il ricovero e i tempi di recupero si allungano, e l'astensione da certe attività si protrae per più tempo.

Salpingectomia e Fertilità

La procedura non interferisce invece con il normale ciclo mestruale, non causa quindi alterazioni ormonali, in quanto né ovaie né utero vengono interessati dall’intervento. La probabilità di successo è influenzata dall’età, per cui quanto più si è giovani al momento dell’intervento, tanto più alto è il rischio di fallimento della procedura.

Un’altra possibilità con simile efficacia contraccettiva è rappresentata dalla sterilizzazione isteroscopica, intervento piuttosto rapido, eseguito in regime ambulatoriale, che prevede l’inserimento di dispositivi specifici direttamente attraverso la vagina e l’utero (spesso viene utilizzata una piccola spirale) nelle tube di Falloppio, causando così una reazione che porta alla formazione di tessuto cicatriziale che chiude le tube in circa 3 mesi: si tuttavia di una procedura permanente e senza possibilità di riapertura chirurgica.

La sterilizzazione tubarica non è un intervento da prendere in considerazione se c’è anche la remota possibilità di cambiare idea e di volere quindi una gravidanza, essendo come già detto un intervento permanente e difficilmente reversibile. I reinterventi per “eliminare” la legatura tubarica infatti sono molto complessi e delicati; potrebbe inoltre essere necessario ricorrere a tecniche di “fecondazione assistita”.

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