Testosterone: Esami del Sangue e Valori Normali

Il testosterone è un ormone sessuale presente nell'uomo e, seppure in livelli molto più bassi, nella donna. Nell'uomo, il testosterone viene secreto soprattutto dalle cellule interstiziali dei testicoli, mentre nelle donne la secrezione di ormoni androgeni deriva dalle ovaie e dal corticosurrene.

Cos'è il Testosterone?

Il testosterone è un ormone steroideo (cioè di natura lipidica) del gruppo androgeno. È l'ormone maschile che determina lo sviluppo dei caratteri sessuali. Ma il testosterone ha anche altre importanti funzioni e, in minima parte, è prodotto anche nella donna.

Nell’uomo i caratteri sessuali e lo sviluppo dei genitali sono determinati da un particolare ormone prodotto dai testicoli che si chiama testosterone. Questo ormone lavora in concomitanza con un altro, secreto dalla ghiandola surrenale (una piccola ghiandola posta sopra il rene), chiamato deidroepiandrosterone o DHEA.

  • Funzione Paracrina: Nella fase prenatale (settima-dodicesima settimana) il testosterone determina il sesso del nascituro, regolando lo sviluppo dei genitali esterni.
  • Funzione Endocrina: Le cellule in questo caso sono i tubuli che accompagnano lo sviluppo degli spermatozoi.

Questo fondamentale ormone ha due importanti funzioni: paracrina ed endocrina. La funzione paracrina è infatti il tipo di secrezione cellulare per la quale la sostanza che viene secreta rimane nello spazio interstiziale tra una cellula e l’altra, anziché andare a finire nel sangue raggiungendo così gli organi.

Perché Misurare il Testosterone?

Il testosterone viene misurato per rivelarne un'eventuale concentrazione anomala. Si tratta di analisi prescritte dal medico specialista in endocrinologia o in andrologia utili per diagnosticare se la persona soffre di una malattia che interessa le gonadi o l’ipofisi (perché produce una dose eccessiva di ormoni o, al contrario, una dose non sufficiente).

Testosterone Totale, Libero e Biodisponibile

Il testosterone totale misura sia la quota dell'ormone legato alle proteine del sangue (tra cui albumina e sex-hormone binding globulin, SHBG), che quella libera.

Esiste, però, anche una parte di testosterone non legata, che circola libera nel sangue e che è l’unica attiva nell’organismo. Il testosterone, inoltre, è trasportato nel sangue da una proteina, la SHBG-Sex Hormone Binding Globulin, che è legata ad esso.

Il testosterone è un ormone liposolubile, ovvero insolubile in acqua, mentre la maggior parte del testosterone nel plasma (circa il 98%) si trova legata a proteine di trasporto.

  • SHBG (Sex Hormone Binding Globulin): viene prodotta con lo scopo specifico di complessarsi con il testosterone attraverso un legame estremamente saldo. Circa il 44% del testosterone totale risulta legato alla SHBG. La percentuale di testosterone legato alla SHBG, a causa dell’elevata specificità del legame, non è in grado di raggiungere nell’immediato le cellule bersaglio e va pertanto considerata come una riserva priva di attività metabolica.
  • Albumina: è la proteina più rappresentata nel plasma e il suo legame con il testosterone avviene in modo aspecifico e labile.
  • CHG (Corticosteroid Binding Globulin): si tratta della proteina deputata al legame e trasporto degli ormoni corticosteroidi prodotti dal surrene.

Il testosterone effettivamente attivo è difficile da misurare. Rappresenta pertanto l’unica forma effettivamente attiva dell’ormone.

Unità di Misura

Il Sistema Internazione (SI) ha adottato come unità di misura della concentrazione plasmatica del testosterone le moli per litro. Il testosterone totale viene indicato in nanomoli per litro (nmol/L) mentre il testosterone libero in picomoli per litro (pmol/L).

L’unità di misura ufficiale dovrebbe essere nanomoli per litro (nmol/L) ma nella pratica sono molto diffusi i referti con valori del testosterone espressi in nanogrammi su millilitro (ng/mL) o su decilitro (ng/dL), o in nanogrammi per decilitro (ng/dL), mentre il testosterone libero in picogrammi su millilitro (pg/mL) o in nanogrammi su decilitro (ng/dL). Questa disomogeneità può generare confusione nella lettura dei referti.

Come Prepararsi all'Esame

Per avere un’idea corretta dei valori plasmatici del testosterone totale, il prelievo di sangue andrebbe eseguito a digiuno e nelle prime ore del mattino. Un secondo prelievo di conferma va sempre eseguito a distanza di qualche settimana nelle stesse condizioni. Si tratta di analisi di laboratorio che consistono in un semplice prelievo di sangue.

Si tratta di analisi che richiedono il digiuno per evitare che il cibo interferisca con il risultato (fatta eccezione per le urine il cui campione deve essere raccolto nelle ventiquattro ore). L’assunzione di farmaci non influenza l’esito dell’analisi, tranne quelli specifici per la cura delle disfunzioni ormonali.

Valori Normali del Testosterone

La tabella che segue riporta i valori di riferimento in base all’età del soggetto. In generale, in un uomo adulto, il valore soglia al di sopra del quale non dovrebbe essere mai intrapresa una terapia sostitutiva con farmaci a base di testosterone è dato da 12 nmol/L (ovvero circa 350 mg/dL o 3,5 ng/ml). Al contrario la terapia andrebbe considerata in tutti i pazienti con valori di testosterone totale inferiore alle 8 nmol/L (che corrisponde a 230 mg/dL o 2,3 ng/ml).

Nella pratica clinica per formulare la diagnosi di ipogonadismo in un paziente adulto con sintomi sospetti è sufficiente il dosaggio del testosterone totale e degli altri ormoni implicati nell’asse ipofisi-testicolare. Il prelievo va eseguito al mattino a digiuno e ripetuto dopo alcune settimane nelle stesse condizioni.

Se il valore del testosterone totale è superiore a 12 nmol/L non si può parlare di ipogonadismo e non dovrebbe essere intrapresa alcuna terapia sostitutiva. Al contrario, per valori inferiori a 8 nmol/L, la terapia risulta indicata e sono alte le probabilità di risolvere nel tempo i sintomi relativi all’ipogonadismo.

Testosterone Libero: Valori di Riferimento

La misurazione del testosterone libero nel plasma è una procedura complicata, costosa e non sempre precisa. Inoltre i “valori normali” (o valori di riferimento) del testosterone libero risultano ancora sfumati e non standardizzati. Il valore soglia del testosterone libero al di sotto del quale si può parlare di ipogonadismo corrisponde convenzionalmente a 6.5 ng/dL (65 pg/mL o 225 pmol/L).

Infine, al momento, non è ancora chiaro se i sintomi di ipogonadismo siano meglio correlati con i valori del testosterone libero o di quello totale. Per tutti questi aspetti il dosaggio del testosterone libero non viene eseguita routinariamente in tutti i pazienti in cui si va a dosare il testosterone ma viene limitato ad alcuni casi più critici, con quadri clinici sfumati e in particolare nei soggetti con valori dubbi del testosterone totale (compresi tra 8 e 12 nmol/L).

Esiste infine un modo indiretto per calcolare il testosterone libero che utilizza una formula matematica partendo dai valori della concentrazione del testosterone totale, dell’albumina e della SHBG. Qui sotto riproponiamo questa formula per il calcolo del testosterone libero e di quello biodisponibile: è sufficiente aver eseguito il dosaggio del testosterone totale e delle proteine di trasporto. Il valore della concentrazione dell’albumina influenza abbastanza poco il risultato finale e si può inserire nella formula un valore standard (pari a 4,3 g/dL).

Testosterone Basso (Ipogonadismo)

La presenza di bassi livelli circolanti di testosterone rappresenta una condizione patologica che prende il nome di ipogonadismo. Quando i livelli di questo ormone scendono al di sotto della norma, si parla di testosterone basso o ipogonadismo.

Si tratta di uno stato in cui i livelli di testosterone nel sangue sono inferiori ai valori considerati normali per l'età e il sesso dell'individuo. Negli uomini adulti, i valori normali di testosterone totale si aggirano tra 300 e 1000 ng/dL, con variazioni individuali e legate all'età.

La diagnosi di testosterone basso richiede non solo la valutazione dei livelli ematici dell'ormone, ma anche la considerazione del quadro clinico complessivo del paziente. I sintomi associati possono essere sfumati e sovrapporsi a quelli di altre condizioni, rendendo talvolta complessa l'identificazione precisa del problema.

Cause dell'Ipogonadismo

Le cause del testosterone basso sono molteplici e possono essere classificate in due categorie principali: primarie e secondarie.

  • Cause Primarie (Ipogonadismo Primario): derivano da problemi diretti ai testicoli che compromettono la produzione di testosterone. Queste includono condizioni genetiche come la sindrome di Klinefelter, traumi o infezioni testicolari, esposizione a radiazioni o chemioterapia, e l'invecchiamento naturale (andropausa).
  • Cause Secondarie (Ipogonadismo Secondario): sono legate a disfunzioni dell'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, che regola la produzione di testosterone.

Fattori lifestyle e ambientali giocano anch'essi un ruolo significativo nel determinare i livelli di testosterone. Lo stress cronico, la mancanza di sonno, una dieta squilibrata ricca di zuccheri raffinati e grassi trans, l'abuso di alcol e il fumo possono tutti contribuire a una diminuzione dei livelli di testosterone.

Il fumo induce vasocostrizione, restringendo le piccole arterie del testicolo e diminuendone la funzionalità. Chi fuma tende quindi a produrre meno testosterone e meno spermatozoi rispetto a un non fumatore.

Sintomi dell'Ipogonadismo

Il testosterone basso può manifestarsi attraverso una vasta gamma di sintomi che influenzano non solo la sfera sessuale, ma anche il benessere fisico e psicologico generale dell'individuo. La severità e la tipologia dei sintomi possono variare significativamente da persona a persona, dipendendo da fattori come l'età, la durata della condizione e la gravità del deficit ormonale.

Spesso si associano disturbi comportamentali come la depressione, la stanchezza e la diminuzione delle funzioni cognitive. Possono essere presenti altre manifestazioni cliniche come il calo della massa magra e della forza muscolare, obesità, osteoporosi, riduzione del volume testicolare, infertilità, ginecomastia, riduzione dei peli corporei, lieve anemia. dal deficit erettile e dalla sporadicità o assenza delle erezioni notturne.

La manifestazione dei sintomi del testosterone basso può evolvere nel tempo, con alcuni segni che diventano più evidenti con il progredire della condizione. Negli uomini più giovani, i sintomi possono includere ritardi nello sviluppo puberale o difficoltà nel guadagnare massa muscolare nonostante l'allenamento. Negli adulti, oltre ai sintomi sessuali, possono emergere problematiche metaboliche come la resistenza all'insulina e l'aumento del rischio cardiovascolare.

Per i maschi che hanno attraversato la pubertà, il test viene utilizzato principalmente per i sintomi di bassi livelli di T. I livelli di testosterone tendono a diminuire con l’età. Ma anche altri problemi di salute possono causare un T basso, come problemi alla tiroide, malattie di lunga durata o problemi ai testicoli.

I sintomi della T bassa possono includere:

  • Basso desiderio sessuale
  • Disfunzione erettile
  • Infertilità
  • Seni ingrossati
  • Mancanza di peli sul viso o sul corpo
  • Indebolimento delle ossa o anemia senza una causa nota
  • Perdita di massa muscolare

Trattamento dell'Ipogonadismo

Il ripristino dei livelli ottimali di testosterone richiede un approccio personalizzato che tenga conto delle cause sottostanti, dell'età del paziente e del quadro clinico complessivo. In molti casi, modifiche dello stile di vita possono avere un impatto significativo. L'adozione di una dieta equilibrata ricca di proteine magre, grassi sani e verdure, associata a un programma di esercizio fisico regolare che includa sia allenamenti di resistenza che cardiovascolari, può stimolare naturalmente la produzione di testosterone.

Per casi più severi o quando le modifiche dello stile di vita non sono sufficienti, la terapia sostitutiva con testosterone (TRT) può essere considerata sotto stretto controllo medico. Questa terapia può essere somministrata in varie forme, inclusi gel, cerotti transdermici, iniezioni o impianti sottocutanei. È cruciale che la TRT sia monitorata attentamente per ottimizzare i benefici e minimizzare i potenziali effetti collaterali.

Testosterone Alto (Ipergonadismo)

Se il risultato del dosaggio del testosterone è più alto dei valori normali, significa che la persona soffre di ipergonadismo, cioè di un'elevata produzione di questi ormoni. Se il suo valore è più alto del normale, siamo di fronte a ipergonadismo.

Ciò può dipendere, ad esempio, da un tumore benigno all'ipofisi che ne stimola la produzione nei testicoli o da un malfunzionamento degli stessi. Gli ormoni androgeni, infatti, si trovano sotto il controllo dell’attività dell’ipofisi, per questo in alcuni casi un malfunzionamento di questa ghiandola (a causa, per esempio, di un tumore benigno) può provocare disfunzioni ormonali.

Nella donna, generalmente, una eccessiva produzione di questo ormo­ne è causata da cisti alle ovaie. Se il risultato è più alto indica un malfunzionamento della ghiandola surrenale che scompensa l’equilibrio degli ormoni nell’organismo e provoca un ipergonadismo che, soprattutto nelle donne, causa irsutismo e acne.

Per le femmine, il test viene utilizzato principalmente per i sintomi di alti livelli di T, come ad esempio:

  • Crescita anormale dei peli sul corpo o sul viso
  • Perdita di capelli che può essere simile alla calvizie maschile
  • Voce bassa
  • Ciclo mestruale irregolare o assente
  • Infertilità
  • Acne

Effetti dell'Uso Eccessivo di Testosterone

L'uso di testosterone e/o di steroidi androgeni anabolizzanti (SSA) derivati da esso determina un aumento della sintesi proteica e della massa magra muscolare (se assunto durante un periodo di allenamento associato ad appropriata nutrizione). L'assunzione di questi ormoni può indurre un aumento della forza e della tolleranza all'acido lattico, diminuendo così i tempi di recupero. Questo fenomeno è direttamente collegato all'aumentata produzione di creatina fosfato a livello muscolare.

NEI MASCHI ADULTI:

  • Sviluppo di neoplasie
  • Sviluppo di sindromi psichiatriche
  • Infarto miocardico acuto
  • Ipertensione
  • Alterazioni renali ed epatiche
  • Atrofia testicolare
  • Ginecomastia
  • Ipercolesterolemia

Fattori che Influenzano i Livelli di Testosterone

La concentrazione di quest'ormone negli uomini tende normalmente a diminuire una volta superati i 40 anni d'età. Questa riduzione può essere più veloce in uomini obesi o affetti da patologie croniche o che fanno uso di alcuni farmaci (inclusi androgeni e steroidi).

Una piccola quota di testosterone viene trasformata in estradiolo dall'enzima aromatasi, particolarmente concentrato a livello del tessuto adiposo. Nell'uomo, l'estradiolo, che rappresenta un ormone tipicamente femminile, interagisce con specifici recettori, contribuendo alla maturazione di vari tessuti, in particolare quello osseo.

Altre condizioni che possono influenzare i livelli di testosterone includono:

  • Terapia a base di estrogeni e impiego di farmaci come anticonvulsivanti, barbiturici e clomifene.
  • Ridotta produzione di testosterone per danno ai testicoli, come può accadere in alcune forme di traumi, lesione fisica, rimozione chirurgica o infezioni virali (es.

Nota: spesso, una produzione di testosterone leggermente superiore alla norma potrebbe non avere alcun significato clinico.

Nelle donne, il testosterone è, di norma, basso.

Il Ruolo del Testosterone in Uomini e Donne

Il testosterone è un ormone androgeno fondamentale nell’uomo per lo sviluppo e il mantenimento delle funzioni sessuali e riproduttive. Il testosterone è il principale ormone sessuale maschile. E' prodotto prevalentemente nei testicoli e nella gh. surrenali. E' indispensabile per lo sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari, una normale funzione sessuale e una normale maturazione degli spermatozoi.

Nell’età adulta dell’uomo, il testosterone diminuisce lentamente col procedere dell’età. I livelli di testosterone giocano un ruolo importante sulla sessualità, regolano il desiderio sessuale (un deficit del quale è spesso associato a una disfunzione del testosterone), l’erezione e la soddisfazione sessuale.

Il testosterone agisce anche sull’apparato muscolo scheletrico, e sulla buona salute in genere, intesa soprattutto come protezione da malattie metaboliche come ipertensione e diabete mellito e, secondo recenti studi, anche sulla depressione. La produzione giornaliera di testosterone nell’uomo, raggiunti i 30 anni, tende a diminuire annualmente dell’1%. Negli uomini adulti, dopo i 18 anni, la produzione media va dai 240 ai 950 ng/dl.

Una diminuita produzione dell'ormone si ha in caso di ipogonadismo,terapia con estrogeni,alterazioni cromosomiche. Nelle donne piccole quantità vengono prodotte dalle ovaie e dalle ghiandole surrenali ed è convertito ad estradiolo, uno degli ormoni sessuali femminili.

Nelle femmine, il testosterone è importante per la crescita di ossa e muscoli e per la salute degli organi. La differente concentrazione di emoglobina nei due sessi è dovuta ai più alti valori di testosterone nell'organismo maschile.

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