Test Allergologici del Sangue: Cosa Sono e Come Funzionano

La parola chiave di molti disturbi in questi ultimi anni è: allergie. Secondo stime recenti, in Italia ci sono oltre 10 milioni di persone allergiche, poco meno del 20% della popolazione. Rientrano in questo dato tutte le diverse forme di allergia, che si distinguono o sulla base della reazione allergica (rinite, congiuntivite, asma e altre difficoltà respiratorie, dermatite, prurito eccetera) o della sostanza che la provoca (il cosiddetto allergene, che può essere costituito da un alimento, dal principio attivo di un farmaco, dal veleno di un imenottero o da qualcosa che viene trasportato dall’aria, come polvere o polline).

Sapere di avere un’allergia e conoscere la sostanza a cui si è allergici, quindi, è molto importante. Le prove allergiche hanno proprio questa finalità: individuare l’allergene. Una volta trovata la causa che scatena le reazioni allergiche è possibile arrivare a una diagnosi completa e quindi all’impostazione di una terapia.

Come si manifesta un'allergia?

I sintomi di una reazione allergica possono essere respiratori, cutanei o gastrointestinali, a seconda del tipo di allergia, e solitamente si manifestano entro pochi minuti dall’esposizione all’allergene. Comprendono starnuti e prurito al naso, costipazione o naso che cola, prurito, arrossamento e gonfiore oculare, lacrimazione, affanno, senso di oppressione al petto, respiro corto e tosse (asma), eruzioni cutanee pruriginose, gonfiore di labbra, lingua, viso, malessere intestinale, vomito, diarrea. Le reazioni allergiche, che interessano ad esempio la cute, il tratto respiratorio, il tratto gastrointestinale, possono essere anche pericolose, tanto da portare ad uno shock anafilattico. E’ importante riconoscerne i sintomi ed evitare successive riesposizioni allo stesso allergene.

Quando andare dall'allergologo?

La visita allergologica viene effettuata da un allergologo, un medico specialista in allergologia e immunologia clinica, per accertare un’eventuale malattia allergica, individuare l’allergene responsabile, stabilire una terapia adeguata e controllare l’andamento della cura prescelta. Può essere richiesta quando si sospetta una patologia allergica, come per esempio un’allergia ad alimenti, farmaci, punture d’insetto o pelo di animali, che possono causare asma, rinite allergica (febbre da fieno), dermatiti da contatto, orticaria ecc. È una visita raccomandata in particolare dopo un episodio di anafilassi (o shock anafilattico), ovvero una reazione allergica acuta pericolosa per la vita, in modo da individuare l’allergene responsabile.

Quali sono i test allergologici?

Come si vedrà meglio più avanti, i test allergici si possono dividere in due ampi gruppi: i test cutanei e i test ematici (analisi del sangue: PRIST e RAST). Nel primo caso si testano i possibili allergeni sulla pelle del paziente, fino a trovare quello che scatena l’allergia. Nei secondi, invece, si va a verificare la presenza nel sangue delle immunoglobuline IgE specifiche per i diversi allergeni, che sono le responsabili della reazione allergica. A queste due tipologie, si aggiungono poi alcuni test particolari per le allergie alimentari e farmacologiche (detti di eliminazione o di provocazione), oltre ai test di ultima generazione.

Test Allergologici Cutanei

Nei test allergologici cutanei, la pelle del paziente viene fatta entrare in contatto con il presunto allergene, in modo da poter osservare l’eventuale verificarsi della reazione allergica. I test cutanei sono di due tipi: il test percutaneo e il test intracutaneo.

Le modalità di applicazione sono due:

  • Test percutanei: il contatto avviene mediante strofinamento o applicazione sull’epidermide;
  • Test intracutaneo: l’allergene viene iniettato sottopelle.

Esempi di test cutanei sono sia il Prick test che il Patch test.

Prick Test

Il Prick Test consiste nell’applicare delle gocce di estratto allergenico sulla cute dell’avambraccio, facendole penetrare negli strati superficiali della pelle tramite la punta di una minuscola lancetta sterile. Le reazioni si manifestano entro 20 minuti dall’esecuzione del test e sono caratterizzate dalla comparsa di un ponfo cutaneo. Per prepararsi correttamente all’esame, nei cinque giorni precedenti, il paziente deve interrompere l’assunzione di farmaci antistaminici o corticoidi. Il rischio, infatti, è di produrre un risultato “falso negativo”. Il Prick test è molto utilizzato per diagnosticare le allergie respiratorie, alimentari, al veleno di imenotteri, farmaci

Patch Test

Il Patch test consiste nell’apporre sulla schiena del Paziente dei minuscoli quadratini di tela bianca, impregnati con differenti apteni e ricoperti con un cerotto antiallergico che deve essere applicati per 48 / 72 ore. Il Patch test è ampiamente utilizzato per la diagnosi di dermatiti allergiche da contatto

Analisi del Sangue e Allergie: Il Test Ematico RAST

Di tenore completamente diverso sono i test allergologici ematici, che si effettuano prelevando un campione di sangue. Si tratta di vere e proprie analisi del sangue il cui obiettivo non è innescare una lieve reazione allergica, ricercando l’allergene per tentativi, ma identificare direttamente nel sangue quelle particelle (immunoglobuline IgE) che ne sono responsabili. Si tratta, infatti, di anticorpi che si attivano quando il sistema immunitario entra in contatto con l’allergene che considera “nemico”. Ad ogni sostanza allergica, quindi, corrispondono specifiche IgE. Per identificarle, si utilizza il RAST test (o test radioallergoassorbente).

Il RAST test (RadioAllergoSorbent Test, cioè test radioallergoassorbente) cerca la quantità di IgE nel sangue in circolo: la presenza di immunoglobuline E è la conferma di una reazione allergica in atto. Altri test effettuati sul sangue cercano la quantità di immunoglobuline (elettroforesi sierica) e la quantità di eosinofili (un aumento di eosinofili è un altro indizio a favore di un’allergia in atto). I test da prelievo venoso vanno a valutare i livelli di immunoglobuline IgE circolanti. Si possono valutare le IgE totali oppure le IgE specifiche verso un determinato allergene.

E’ preferibile sospendere antistaminici o cortisonici 4-5 giorni prima di effettuare il Rast Test. si preleva del sangue venoso del paziente, che viene analizzato per valutare se l’allergia è a singoli allergeni o a singole molecole di allergeni. L’esame puó essere svolto anche durante la terapia con antistaminici, perchè l’assunzione di farmaci non influenza l’esito del test.

Quanti sono i test allergologici e come funzionano?

I test allergologici disponibili oggi consentono di identificare con precisione la presenza di una determinata allergia, e la natura degli allergeni responsabili della reazione avversa. Si dividono principalmente in due categorie: test cutanei e test su campione di sangue.

I test cutanei rappresentano spesso un primo approccio per il riconoscimento di alcune allergie respiratorie, alimentari o da contatto. I principali sono:

  • Prick test: consiste nell’applicazione di piccole quantità di allergeni sulla pelle (di solito sull’avambraccio), seguita da una leggera puntura superficiale.
  • Patch test: utilizzato per sospette dermatiti da contatto, gli allergeni sono applicati su dischetti adesivi e mantenuti sulla pelle (solitamente sulla schiena) per 48 ore.

I test sul sangue offrono un’alternativa valida e più confortevole, soprattutto in tutti i casi in cui i test cutanei non siano indicati o preferibili. Tra i principali:

  • PRIST test (Paper Radio Immuno Sorbent Test): misura i livelli totali di IgE nel sangue; può essere utile come primo screening, ma non identifica allergeni specifici.
  • RAST test (Radio Allergo Sorbent Test): esame molto comune, valuta la presenza di IgE specifiche nel sangue verso determinati gruppi di allergeni.
  • ImmunoCAP: rappresenta un’evoluzione del RAST test, più sensibile e standardizzato, con tecnologia molecolare per rilevare le IgE specifiche.
  • BAT test (Basophil Activation Test): analizza la reattività dei basofili, un tipo di globuli bianchi, a specifici allergeni; si tratta di un test funzionale in casi selezionati.

Di seguito una breve tabella riepilogativa dei test allergologici più diffusi:

Test Analisi Indicazioni Note
Prick test Cutaneo IgE specifiche Sospette allergie respiratorie o alimentari Necessita la sospensione di alcuni farmaci
Patch test Cutaneo Reazioni cellulo-mediate Dermatiti da contatto (allergie di tipo IV) Richiede 48h di esecuzione e 72-96h per la lettura
PRIST test Ematico IgE totali Primo screening allergologico Non identifica gli allergeni specifici
RAST test Ematico IgE specifiche verso allergeni noti Alternativa più funzionale ai test cutanei Meno sensibile rispetto ai test più recenti
ImmunoCAP Ematico IgE specifiche ad alta sensibilità Allergie complesse e/o conferma diagnostica Ampia gamma di allergeni (molecolari e/o crociati)
BAT test Ematico Attivazione cellulare (basofili) Allergie farmaceutiche, alimentari complesse Riservato a casi selezionati e/o complessi

Cos’è il RAST test per le allergie?

Il RAST test, acronimo di Radio Allergo Sorbent Test, è un esame del sangue che consente di rilevare la presenza di anticorpi IgE contro determinati allergeni, tra cui i pollini (graminacee, parietaria, betulla) gli acari della polvere, l’epitelio di animali, le muffe, gli alimenti (latte, uova, frutta secca, crostacei) e i veleni di insetti (api e vespe). Se sospetti un’allergia probabilmente hai sentito parlare del RAST test, un esame del sangue utile per individuare le sostanze che provocano reazioni. Ma oggi, grazie ai progressi nella medicina di laboratorio, esistono anche altre tecnologie più precise ed affidabili. Scopri cos’è il RAST test e tutti gli altri esami allergologici disponibili: comprendi come funzionano, quando farli e quale scegliere in base ai tuoi sintomi e al tuo profilo clinico.

Sebbene il RAST test abbia rappresentato per anni il gold standard nella diagnostica allergologica, oggi viene progressivamente sostituito da metodi più moderni come il test ImmunoCAP, che garantisce una maggiore sensibilità, riproducibilità e accuratezza. Nonostante ciò, il principio alla base rimane invariato: viene analizzata la quantità di immunoglobuline IgE specifiche presenti nel sangue, per stabilire se il paziente ha sviluppato una sensibilizzazione allergica verso una determinata sostanza.

Quando fare il RAST test e a chi è consigliato?

Il RAST test può essere indicato in diverse situazioni cliniche, soprattutto quando serve valutare se i disturbi accusati da un paziente siano legati ad una reazione allergica:

  • Se si manifestano sintomi acuti o ricorrenti dopo l’esposizione a specifiche sostanze o alimenti, tra cui prurito, orticaria, eruzioni cutanee, gonfiore (angioedema), difficoltà respiratorie, tosse, congestione nasale o disturbi gastrointestinali;
  • In presenza di condizioni croniche o non chiaramente diagnosticate, come rinite allergica persistente, congiuntivite, asma bronchiale, dermatiti recidivanti o atopiche;
  • Impossibilità di eseguire test cutanei, in particolare quando la pelle è molto irritata o danneggiata, vengono assunti farmaci antistaminici o cortisonici, vi è un rischio elevato di anafilassi, il paziente è una donna in gravidanza o un bimbo molto piccolo;
  • Monitoraggio dell’allergia nel tempo, ad esempio nei bambini in fase di crescita (per valutare se l’organismo ha smesso di produrre IgE specifiche) o come follow-up terapeutico (per monitorare la risposta ad un trattamento desensibilizzante).

Come si svolge il RAST test e come leggere i risultati?

Il RAST test è un esame semplice e non invasivo che richiede un prelievo di sangue venoso, generalmente effettuato al mattino: non è prevista una preparazione particolare, a meno che il medico non lo indichi espressamente in relazione ad altri esami in corso. Il campione di sangue viene inviato in laboratorio ed esaminato per rilevare la presenza di immunoglobuline E specifiche, dirette contro uno o più allergeni sospetti: l’analisi può riguardare singoli allergeni o pannelli allergologici più ampi, utili in fase di screening.

A differenza dei test cutanei, i test allergologici del sangue non prevedono il contatto con gli allergeni e non comportano alcun rischio di reazione allergica immediata, rendendoli sicuri anche per i pazienti più sensibili (donne in gravidanza o bambini).

I risultati del RAST test vengono espressi in alcune classi di reattività, basandosi sulla concentrazione di IgE specifiche misurata nel sangue, secondo la seguente scala:

Classe RAST Livello IgE (kU/L) Interpretazione
0 < 0,1 Assenza di IgE specifiche
1 0,1 - 0,35 Presenza molto bassa di IgE specifiche
2 0,35 - 0,7 Presenza bassa di IgE specifiche
3 0,7 - 3,5 Presenza moderata di IgE specifiche
4 3,5 - 17,5 Presenza alta di IgE specifiche
5 17,5 - 50 Presenza molto alta di IgE specifiche

NB: la quantità rilevata di IgE specifiche non è sempre correlata alla gravità clinica della reazione allergica: una classe RAST elevata può non mostrare sintomi evidenti, così come possono avvenire reazioni gravi con livelli di immunoglobuline IgE modesti. Per questo motivo l’interpretazione del test deve sempre essere affidata ad un medico specialista, che valuterà i risultati alla luce della storia clinica, dei sintomi e di altri esami.

Da RAST a ImmunoCAP: l’evoluzione dei test allergologici

Il RAST test rappresenta una valida alternativa ai test cutanei, soprattutto nei casi in cui questi non siano eseguibili o preferibili: è però importante conoscere tutti i punti di forza e i limiti, anche in confronto a tecnologie diagnostiche più recenti e performanti.

Vantaggi del RAST test

  • Sicuro e non invasivo: a differenza dei test cutanei, non comporta il contatto diretto con gli allergeni e non espone il paziente a possibili reazioni allergiche nell’esecuzione;
  • Non richiede la sospensione di farmaci: può essere eseguito anche assumendo antistaminici o corticosteroidi, che potrebbero alterare i risultati dei test cutanei;
  • Adatto a tutte le età: il RAST test è una soluzione ideale per bambini molto piccoli, donne in gravidanza, o persone con problemi dermatologici significativi;
  • Versatilità nell’indagine: può essere utilizzato per testare singoli allergeni o pannelli completi, personalizzando la diagnosi in base ai sintomi del paziente.

Limiti del RAST test

  • Sensibilità inferiore rispetto ad altri test: tecnologie più recenti possono offrire una maggiore sensibilità, soprattutto per le allergie più comuni e quelle crociate;
  • Tempi di refertazione più lunghi: i risultati del RAST test non sono immediati e possono richiedere da 2 a 5 giorni lavorativi, a seconda del laboratorio;
  • Costo superiore: il RAST test ha un costo generalmente più elevato rispetto ai test cutanei tradizionali, oltre a non essere disponibile in tutti i centri analisi.

Ad oggi, il test ImmunoCAP è considerato uno dei più avanzati per rilevare le allergie IgE-mediate: si basa su una metodica più evoluta rispetto al RAST test, offrendo:

  • una maggiore sensibilità e specificità, con risultati riproducibili e standardizzati;
  • la possibilità di analizzare gli allergeni molecolari (component-resolved diagnostics).

Per questi motivi, tipicamente il test del sangue ImmunoCAP è preferito al RAST test nella pratica clinica moderna, consentendo una diagnosi ancora più precisa e accurata.

ISAC Test: cos'è e a cosa serve?

ISAC è un esame diagnostico di terzo livello che va sempre richiesto da uno specialista Allergologo e che consente l'analisi di 112 componenti allergeniche derivanti da 51 fonti allergeniche in un unico dosaggio, con un semplice prelievo di sangue. I vantaggi di questo esami sono molti: dalla facilità di esecuzione, anche nei bambini, all'elevata affidabilità del risultato grazie alle analisi ripetute intrinseche e ai controlli di qualità.

Che cos’è il l’ISAC test?

L’ISAC test (acronimo di Immuno Solid-phase Allergen Chip) è un esame del sangue utile alla diagnosi di allergie (da non confondere con le intolleranze). L’ISAC test fornisce un quadro ad ampio spettro sulle allergeni ricercati, chiarisce il reale profilo di sensibilizzazione di un paziente a una determinata sostanza e il rischio di sviluppare una reazione allergica. È particolarmente dirimente nel caso in cui le indicazioni relative alla precedente storia clinica del paziente siano confuse o insufficienti.

Quali sono i vantaggi dell’ISAC test?

I vantaggi dell’ISAC test sono diversi sotto molti aspetti. Il referto permette una facile ed esaustiva interpretazione dei risultati offrendo un commento personalizzato per ciascun paziente. I risultati devono sempre essere interpretati da un allergologo anche alla luce del quadro clinico del paziente.

Alex test

«Il vantaggio più evidente è dato dal fatto che attraverso Alex test è possibile comprendere con più precisione quadri complessi di allergie, cioè quelle situazioni in cui si verifichino le cosiddette cross-reazioni tra allergeni inalanti e allergeni alimentari. «Una maggiore precisione diagnostica contribuisce a rendere più efficiente la fase della cura, che diviene sempre più precisa e, soprattutto, personalizzata. «L’analisi spazia su tutti gli allergeni classici, che vanno da quelli propri di acari e polveri, al lattice, al cibo animale e a quello vegetale, a insetti e veleni, a microorganismi, pollini e a epitelio e forfora.

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