Test Allergologici per Farmaci: Diagnosi, Importanza e Procedure

«Dottore, ma non si ricorda che sono allergica a questo antibiotico?! L’altra volta quando l’ho preso mi sono riempita tutta di macchie rosse!». Questo tipo di affermazioni sottolineano l'importanza di una corretta diagnosi delle allergie ai farmaci.

Allergie ai Farmaci: Cosa Sono e Come si Manifestano

Quando parliamo di allergie ai farmaci facciamo riferimento a quell’insieme di reazioni inaspettate da parte del sistema immunitario in seguito alla somministrazione di un farmaco, indipendentemente dal suo dosaggio. Le reazioni avverse si manifestano verso uno o più componenti e possono essere svariate. I sintomi più classici sono: broncocostrizione, edema, reazioni cutanee, ecc. Le reazioni allergiche possono comparire in qualsiasi momento della terapia, sia dopo alcune settimane dall’assunzione di un farmaco somministrato per la prima volta sia in seguito alla riassunzione di un medicinale sempre ben tollerato.

L’allergia ai farmaci si verifica quando il sistema immunitario identifica erroneamente una sostanza chimica presente in un farmaco come una minaccia per il corpo. Questa reazione può causare una serie di sintomi che possono variare da persona a persona. I sintomi comuni includono eruzioni cutanee, prurito, gonfiore del viso o delle labbra, difficoltà respiratorie, nausea e vomito.

Le manifestazioni cliniche delle reazioni avverse a farmaci sono molteplici, ma le più frequenti sono quelle classiche dell’allergia/pseudoallergia come orticaria, angioedema, asma, shock anafilattico. Frequenti anche eruzioni cutanee diffuse morbilliformi o scarlattiniformi, maculo-papule, dermatite da contatto, eritema fisso, fotodermatiti, porpora/vasculite. Altre manifestazioni si possono presentare a carico del sangue con riduzione del numero dei componenti corpuscolati determinando diminuzione di globuli rossi e/o piastrine e/o globuli bianchi.

Fattori di Rischio

Tra i fattori di rischio bisogna considerare il sesso (più frequente nelle donne) e l’età (rara nei bambini e negli anziani, più frequente tra i 20 e 40 anni).

Reazioni Avverse: Allergiche vs. Non Allergiche

Le reazioni avverse a farmaci possono essere ascrivibili ad effetti tossici del farmaco (ad es. sovradosaggio, effetti secondari) o ad ipersensibilità (allergica o pseudoallergica). Il termine “allergia a farmaci” deve essere utilizzato soltanto per descrivere le reazioni avverse immunomediate; i chemioantibiotici, ed in particolare le penicilline, sono maggiormente responsabili dei fenomeni di ipersensibilità. In realtà, qualunque farmaco può provocare una reazione avversa.

Allergia a Farmaci è definita come una reazione avversa imprevedibile, non dose-dipendente e talvolta pericolosa per la vita, in cui è coinvolto il sistema immunitario, da distinguere da tutte le altre manifestazioni più comuni, conseguenti ad effetti collaterali del farmaco, che al contrario sono reazioni prevedibili, dose-dipendenti e non immuno-mediate.

Ogni volta che si introducono nell’organismo sostanze estranee farmacologicamente attive è presente il rischio di reazioni avverse. Reazioni imprevedibili che sono in genere indipendenti dalla dose (possono verificarsi anche con dosi molto piccole), sono meno frequenti ma possono provocare quadri clinici anche molto gravi e talvolta mortali.

  • sovradosaggio: un alto dosaggio può avere effetti tossici (es.
  • effetti collaterali: sono effetti non desiderati ma inevitabili, legati all’azione del farmaco (es.
  • effetti secondari, provocati dall’azione principale del farmaco (es.
  • interazioni farmacologiche: due o più farmaci somministrati contemporaneamente possono potenziare o ridurre la loro azione farmacologica (es.

Allergia alla Penicillina: Un Caso Frequente

Tra le allergie ai farmaci, frequentemente viene riferita quella alla penicillina, un antibiotico usato per trattare alcune infezioni batteriche. Nel mondo, circa il 10% delle persone dichiara di essere allergica a questo farmaco. Tuttavia, diversi studi hanno evidenziato che solo 1 persona su 9 lo è effettivamente. L'allergia alla penicillina non è sempre per tutta la vita. In molti casi, le persone che sviluppano un'allergia alla penicillina durante l'infanzia o l'adolescenza, con il tempo, possono perdere la sensibilità al farmaco.

Diagnosi di Allergia ai Farmaci

La diagnosi di allergia ai farmaci può essere un processo complesso e richiede una valutazione attenta della storia clinica del paziente e dei sintomi riportati. Una diagnosi accurata richiede quindi un'analisi completa, non solo un singolo test! Il ruolo dell’allergologo nell’approfondimento delle circostanze che hanno portato al sospetto di allergia a farmaci è fondamentale.

L’allergia ai farmaci viene diagnosticata dallo specialista allergologo durante una visita in cui vengono valutate le relazioni tra i sintomi e i farmaci in assunzione. Se lo ritiene opportuno, lo specialista effettuerà dei test allergometrici specifici per i farmaci sospetti.

Test Diagnostici

Per alcuni farmaci sono disponibili test scientificamente validati che permettono di distinguere tra una reazione allergica o non allergica. L’iter diagnostico cambia a seconda del tipo di reazione, immediata o ritardata, e comprende cutireazioni (Skin Prick Test e Intradermoreazioni), Patch Test e il Test di Provocazione o Tolleranza Orale e Parenterale che per alcuni farmaci rappresenta il solo test effettuabile per dimostrare la tolleranza a quel farmaco.

I test diagnostici, da eseguire in ambiente ospedaliero protetto in pazienti con precedenti reazioni ad anestetici, sono il prick test seguito dall’intradermoreazione. Non sono disponibili test cutanei né di laboratorio.

La diagnosi di questa condizione richiede una valutazione attenta della storia clinica del paziente e dei sintomi riportati, insieme a test specifici come i test cutanei e gli esami del sangue.

  1. Test cutanei: I test cutanei possono essere eseguiti per determinare la sensibilità del paziente a determinati farmaci.
  2. Esami del sangue: Gli esami del sangue possono essere utilizzati per rilevare la presenza di specifici anticorpi associati a reazioni allergiche ai farmaci.
  3. Test di provocazione: In alcuni casi, il medico può raccomandare un test di provocazione, che coinvolge la somministrazione controllata del farmaco sospetto per osservare la risposta del paziente.

Test Cutanei

Il prick test e l’intradermoreazione sono attendibili esclusivamente per quei farmaci che provocano reazioni allergiche “vere” cioè dovute ad un meccanismo immunologico mediato da anticorpi IgE (reazioni immediate). Per i betalattamici (antibiotici della famiglia delle penicilline) i test cutanei opportunamente eseguiti sono altamente predittivi, a meno che non siano passati diversi anni dalla reazione avversa. Infatti le IgE specifiche, dopo un iniziale incremento, tendono a diminuire e quindi a scomparire, prima dal siero e poi anche dai mastociti cutanei, con velocità diversa da paziente a paziente.

Solo per alcuni farmaci (ad esempio gli antibiotici beta-lattamici, anestetici locali e generali) la diagnosi prevede l’esecuzione di test cutanei per identificare la categoria di farmaci che provocano reazioni allergiche; questi test vengono effettuati in regime di Day Hospital. Esiste un potenziale rischio dei test cutanei: assai raramente possono provocare, in soggetti molto sensibili, reazioni generalizzate.

Test di Provocazione Orale

Per la maggior parte degli altri farmaci è invece necessario procedere al test di provocazione orale, un esame che viene effettuato in Day Hospital con una permanenza del paziente di 3-4 ore. L’esame di provocazione orale prevede la somministrazione a dosaggio graduale, e sotto monitoraggio medico, per via orale del farmaco presunto responsabile della reazione allergica. In alcuni casi di sospetta allergia ai farmaci si potrà procedere con cutireazioni. Il test di esposizione/tolleranza orale con farmaco, consiste nella somministrazione del farmaco in dosi frazionate o a dosaggio unico terapeutico.

Per quanto riguarda il test per via orale la reazione allergica corrisponde alla conferma della diagnosi di allergia alla molecola sotto studio. Il paziente che esegue il test di tolleranza non deve, di norma, assumere antistaminici da almeno 7 giorni, deve aver consumato un pasto leggero e le sue manifestazioni cliniche devono essere in fase di remissione (es. E’ necessario inserire sempre un placebo, all’inizio ed eventualmente tra una dose e l’altra.

Si tratta di test che prevedono l’assunzione controllata del farmaco per via orale, aumentando via via il dosaggio a intervalli regolari in modo tale che sia possibile valutare la reazione allergica e bloccarla sul nascere. Il test di provocazione orale dura tre ore circa, a cui si aggiungono altre due ore di osservazione.

Esami del Sangue

Tra i vari esami del sangue che possono essere utilizzati nella diagnosi dell’allergia ai farmaci, il dosaggio degli anticorpi IgE specifici per il farmaco sospettato è uno dei più comuni. Questo test misura i livelli di anticorpi IgE nel sangue associati a una reazione allergica al farmaco. Il dosaggio delle IgE specifiche è di validità limitata, essendo la sensibilità inferiore rispetto a quella dei test cutanei.

Considerazioni Importanti sui Test Allergologici

È importante sottolineare che i test diagnostici per allergia a farmaci non hanno valore predittivo; ciò significa che non è possibile prevedere una reazione allergica ad un farmaco in quanto i meccanismi che portano un soggetto a svilupparla sono molteplici e comprendono cause genetiche e ambientali.

Nella pratica clinica Il Memorandum sulla diagnosi di allergia/intolleranza a farmaci della Società Italiana di Allergologia ed Immunologia Clinica consiglia di effettuare i test cutanei, con i farmaci per i quali essi sono attendibili, solo nei casi in cui non esistano farmaci alternativi per la patologia in atto o per il particolare paziente e solo al momento in cui sia necessaria la somministrazione del farmaco. Queste indicazioni però limiterebbero a casi rarissimi l’effettuazione dei pochi test cutanei predittivi (essenzialmente quelli con antibiotici betalattamici), privando così molti pazienti di una importante famiglia di antibiotici efficaci, non tossici ed a basso costo. Ciò vale in particolare per i betalattamici (antibiotici della famiglia delle penicilline) poiché l’80% dei soggetti che riferiscono nella storia clinica delle reazioni avverse a questi antibiotici presentano poi prove cutanee negative e tollerano questi antibiotici.

E’ da segnalare la possibilità di allergia crociata, pur non in tutti i casi, tra betalattamici. Si ricorda che i test per antibiotici sono da eseguire nei casi in cui esiste una storia positiva di reazione a quell’antibiotico con sintomi non gravi, oppure storia negativa per quel farmaco ma c’è rischio per possibile cross-reattività (es.

Gestione e Trattamento delle Allergie ai Farmaci

Non si può guarire da una Allergia a Farmaci, ma esiste uno strumento terapeutico che permette ai pazienti di ottenere una tolleranza farmacologica temporanea ad un farmaco necessario ed insostituibile che ha provocato una reazione avversa anche grave. Questa procedura si chiama “desensibilizzazione” e consiste nella somministrazione di dosi crescenti di farmaco ad intervalli di tempo regolari, fino al raggiungimento della dose terapeutica efficace e deve essere applicata ogniqualvolta il farmaco deve essere somministrato.

Anche in questo caso è necessario che la procedura venga effettuata in ambiente specialistico e da personale altamente qualificato pronto ad intervenire e soprattutto ad intercettare l’eventuale comparsa di sintomatologia sospetta di reazione grave. E’ una procedura importante soprattutto nel campo oncologico dove le reazioni avverse a farmaci chemioterapici quali Taxani, Platini, biologici è frequente e l’applicazione di procedure di desensibilizzazione, dove possibile, permette di utilizzare opzioni terapeutiche di prima linea in numerose patologie neoplastiche. Altrettanto importante in Cardiologia per quei pazienti con intolleranza all’Aspirina che necessitano di terapia antiaggregante con lo stesso farmaco che con la desensibilizzazione oggi è possibile.

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