Tessuto Elastico: Istologia, Composizione e Funzione

Il tessuto connettivo, che ha il compito di assecondare i movimenti, deve avere una struttura elastica capace di rispondere ad eventuali sollecitazioni ma che, una volta terminate, possa riportare la struttura alla forma e alla dimensione originarie, senza deformazioni. Questo tipo di connettivo viene detto elastico.

Organizzazione Microscopica del Tessuto Connettivo Elastico

Nella sua organizzazione microscopica il tessuto connettivo elastico può essere organizzato prevalentemente in fibre parallele (come nel legamento nucale dei ruminanti, nei tendini e nei legamenti della colonna vertebrale nell’uomo) o in fibre, più o meno numerose, sparse tra le fibre collagene (epiglottide, orecchio esterno, vescica urinaria).

Tipi di Fibre nel Tessuto Connettivo

Le diverse strutture che compongono l’organismo devono spesso rispondere a sollecitazioni meccaniche o assolvere a funzioni di scorrimento o scivolamento. I tipi di fibre presenti nella matrice extracellulare sono fibre di collagene, fibre elastiche e fibre reticolari. Fibre elastiche, costituite da elastina e fibrillina, anch'esse forniscono resistenza alle forze di allungamento.

Fibre di Collagene

Le fibre di collagene si uniscono in fasci: i fasci connettivi. Sono “cementate” tra loro da una sostanza mucoide di congiunzione. Questa mucina idrofila ha la proprietà di fissare delle sostanze derivate dall’ambiente interno, creando tutta la diversificazione dei tessuti connettivi.

Fibre di Elastina

Le fibre di elastina si costituiscono in una rete dalle maglie più o meno larghe attraverso il tessuto. Per ciò che ne sappiamo, non si conosce ancora l’elemento che stimola la secrezione dell’elastina.

Funzione e Composizione del Tessuto Connettivo

Il tessuto connettivo è la base di tutta la fascia e rappresenta praticamente il 70% dei tessuti umani. Qualsiasi nome abbia, ha sempre la stessa struttura anatomica embrionale. Tra un osso ed una aponeurosi, ad esempio, non vi è una fondamentale differenza. La sola differenza è la distribuzione degli elementi che li costituiscono e le sostanze fissate dalle mucine di congiunzione.

La parola fascia al singolare non rappresenta una entità fisiologica, ma un insieme membranoso molto esteso nel quale tutto è collegato, tutto è in continuità. Questo insieme di tessuti composto da un solo elemento ha portato la nozione di “globalità” sulla quale si basano tutte le tecniche moderne di terapia manuale. Essa ha come corollario principale, alla base di tutte queste tecniche, che la minima tensione, che sia attiva o passiva, si ripercuote su tutto l’insieme. Tutti gli elementi anatomici possono in tal modo essere considerati come meccanicamente solidali gli uni agli altri, questo in tutti i campi della fisiologia.

Cellule Connettive

Vediamo meglio il tessuto connettivo della fascia che come tutti i tessuti, è formato da cellule connettive: i blasti. Vi sono osteoblasti nell’osso, condroblasti nella cartilagine, fibroblasti nel tessuto fibroso. Queste cellule a stella comunicano tutte attraverso i loro prolungamenti protoplasmatici e non hanno alcuna attività metabolica. La loro fisiologia consiste unicamente nella secrezione di due proteine di costituzione: il collagene e l’elastina.

Come tutte le proteine, il collagene e l’elastina si rinnovano, ma l’elastina, proteina di lunga durata, è una formazione stabile, mentre il collagene, di breve durata, si trasforma tutta la vita. All’interno del tessuto, le due proteine formano delle fibre.

Sostanza Fondamentale

Lo spazio lasciato libero tra le cellule connettive è occupato da ciò che l’anatomia chiama: “La Sostanza Fondamentale”. E’ composta da tre elementi: i fasci connettivi di collagene, la rete di elastina, il liquido lacunare.

  • Fasci Connettivi di Collagene: Costituiscono l’elemento solido del tessuto: la sua trama proteica. Sono praticamente inestensibili. Solo le loro sinuosità, a seconda della loro maggiore o minore grandezza, permettono una piccola elasticità.
  • Rete Elastica di Elastina: È praticamente stabile. L’elasticità del tessuto connettivo dipende unicamente dal suo grande addensamento.
  • Liquido Lacunare: Ovviamente occupa tutti gli spazi lasciati liberi tra le cellule connettive, i fasci di collagene e la rete di elastina. Ancora una volta il volume di questi spazi è funzione del maggiore o minore addensamento del tessuto. Questo liquido è la “linfa interstiziale”, così denominata poiché è nel suo seno che tutti i capillari linfatici prelevano gli elementi che si trasformeranno in linfa. Si tratta di plasma sanguigno. È un liquido vitale.

Tipi di Tessuto Connettivo

Il tessuto connettivo lasso e denso si distinguono per il rapporto tra sostanza fondamentale e tessuto fibroso. Il tessuto connettivo lasso ha molta più sostanza fondamentale e una relativa mancanza di tessuto fibroso, mentre per il tessuto connettivo denso è vero il contrario. Altri tipi di tessuti connettivi includono tessuti connettivi fibrosi, elastici e linfoidi.

Tessuto Connettivo Denso

Il tessuto connettivo denso è caratterizzato da numerose fibre formate da collagene di tipo I, organizzate in fasci, anche molto spessi, immerse in una sostanza amorfa e orientate in diverse direzioni nello spazio: a fibre parallele (tendini), a fibre incrociate (cornea), a fibre intrecciate (derma). Le cellule sono meno numerose rispetto al connettivo lasso.

Di seguito una tabella riassuntiva delle caratteristiche principali dei tessuti connettivi discussi:

Tipo di Tessuto Connettivo Caratteristiche Principali Esempi
Elastico Ricco di fibre elastiche, permette deformazioni reversibili Legamento nucale, epiglottide
Lasso Abbondante matrice extracellulare, poche fibre Rivestimento di organi, mucosa tracheale
Denso Numerose fibre di collagene, orientate in varie direzioni Tendini, cornea, derma

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