Un rito prelibato può diventare un piccolo gesto d'affetto verso la tua salute. Il tè verde può essere l'aiuto in più per contrastare il diabete. Se berlo può essere utile per il tuo benessere, non trascurare comunque di tenere sotto controllo il consumo di zuccheri.
Il Tè Verde: Un Alleato Contro il Diabete?
Un recente studio cinese, infatti, dimostra che questa bevanda, di cui già si conoscevano le qualità antiossidanti amiche del cuore, ha effetti benefici sul controllo della glicemia e sulla sensibilità all'insulina. La ricerca condotta da Kai Liu del Medical nutrition research center di Chongqing, pubblicata sull'American journal of clinical nutrition, sostiene che il consumo di tè verde aiuta a tenere a bada la presenza di zuccheri nel sangue: riduce la glicemia a digiuno, le concentrazioni di emoglobina glicata e quelle di insulina a digiuno.
Una buona notizia, soprattutto se si pensa che l'incidenza del diabete è più che raddoppiata negli ultimi 30 anni e si prevede che entro il 2030 coinvolgerà il 7,7% della popolazione mondiale. Composto da foglie di Camelia sinensis, il tè verde è molto diffuso in Cina e in Giappone.
Tè Nero e Rischio di Diabete: Cosa Dice lo Studio
C'è un tipo di tè che può ridurre il rischio di diabete di tipo 2 del 28% secondo uno studio. Ne basta una tazza al giorno, senza particolari accorgimenti: ma se il tè è quello giusto e si insinua nelle nostre abitudini quotidiane, potrebbe aiutarci a ridurre il diabete di tipo 2 e il rischio di pre-diabete.
Lo studio ha coinvolto 1.923 adulti (562 uomini e 1.361 donne di età compresa tra 20 e 80 anni) in 8 province della Cina. Di questi partecipanti, 436 avevano il diabete, 352 avevano il pre-diabete e 1.135 mostravano livelli normali di glucosio nel sangue. I ricercatori hanno scoperto che il tè nero ha ridotto il rischio di sviluppare il diabete di quasi la metà dei partecipanti (47%).
“I nostri risultati suggeriscono gli effetti protettivi del consumo abituale di tè sulla gestione dello zucchero nel sangue attraverso una maggiore escrezione di glucosio nelle urine, una migliore resistenza all’insulina e quindi un migliore controllo dello zucchero nel sangue.
Valutando fattori come età, sesso, etnia, indice di massa corporea , colesterolo, consumo di alcol, abitudine al fumo, storia familiare di diabete ed esercizio fisico regolare, lo studio ha rilevato che i bevitori di tè nero riscontravano un rischio ridotto di pre-diabete del 53 %.
Chi soffre di diabete, tende infatti ad avere un aumento del riassorbimento renale del glucosio, il che significa che i suoi reni trattengono più glucosio, che quindi non viene escreto nelle urine, portando a livelli elevati di zucchero nel sangue. Ma il consumo quotidiano di tè sembrerebbe correlato con una maggiore escrezione urinaria di glucosio e una ridotta resistenza all’insulina rispetto a coloro che non avevano mai consumato tè.
Il Segreto del Tè Nero
L'effetto benefico del tè nero sul diabete potrebbe dipendere dal modo in cui viene prodotto, che prevede la fermentazione microbica (a differenza del tè verde, ndr). Questo processo genera composti bioattivi come alcaloidi, amminoacidi liberi, polifenoli, polisaccaridi e loro derivati, noti per le forti proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Si ritiene, infatti, che migliorino la sensibilità all'insulina, ottimizzino le prestazioni delle cellule beta pancreatiche e alterino la composizione dei batteri intestinali.
Il co-autore principale dello studio, il professor Zilin Sun della Southeast University, aggiunge: “I nostri risultati suggeriscono che bere tè nero ogni giorno ha il potenziale per ridurre il rischio e la progressione del diabete di tipo 2 attraverso un migliore controllo della glicemia.
Tè Verde e Ipertensione nei Pazienti Diabetici
Molto spesso diabete e ipertensione vanno a braccetto. Nei pazienti con diabete di tipo 1, la pressione alta è spesso determinata da una nefropatia sottostante, mentre in chi soffre di diabete di tipo 2 è parte della sindrome metabolica che ne ha determinato l’insorgenza. Non è raro, anzi, che l’ipertensione giunga prima del diabete stesso.
Quando coesistenti, comunque, il trattamento dell’ipertensione è parte integrante del percorso di cura del soggetto diabetico, già di per suo maggiormente predisposto alle patologie cardiovascolari e a quelle del microcircolo a causa dell’instabilità glicemica. In questi soggetti l’ipertensione può, per esempio, favorire la comparsa della retinopatia diabetica, ma anche determinare un infarto del miocardio.
Secondo l’American Heart Association, quando la pressione sanguigna supera il 140 mmHg, i soggetti diabetici hanno il 50% di rischio in più di incorrere in patologia cardiovascolare. Secondo l’Associazione Medici Diabetologi, quando un soggetto diabetico presenti pressione sistolica superiore a 160 mmHg e diastolica superiore a 100 mmHg, allora occorre avviare un trattamento farmacologico adeguato. Sotto questi valori, si può ridurre l’azione farmacologica, agendo anche su cambiamenti nello stile di vita del soggetto.
Fino a valori di 140 mmHg e 90 mmHg, invece, si può lavorare sugli stili di vita per 3 mesi, per poi passare all’aggiunta di farmaci se non si raggiungono i risultati sperati. In letteratura si trovano numero studi che valutano l’efficacia di composti vegetali nel trattare l’ipertensione in pazienti con diabete, come il te verde. Tuttavia, i risultati sono spesso controversi e non si è giunti ad alcuna evidenza certa di efficacia o inefficacia.
Per dipanare la matassa, un team di ricerca iraniano ha condotto una revisione sistematica e una meta analisi degli studi randomizzati controllati presenti in letteratura, pubblicandone i risultati su “Journal of Herbal Medicine”. 10 gli studi individuati tra vari database, come PubMed/Medline, Scopuse ISI web of science. 681, in tutto, i pazienti presi in considerazione.
Leggermente diverso il discorso per la pressione diastolica: in questo caso, infatti, il te verde sembra essere efficace sul sottogruppo di soggetti con pressione diastolica alta, mentre nel complesso di tutto il campione non mostra effetti certi. Sulla base di questa revisione, quindi, utilizzare il te verde per trattare la pressione alta nei pazienti diabetici è una scelta inefficace.
Studio di Riferimento
Studio: Damoon Ashtary-Larky, Sara Niknam, Mohammad Javad Alaeian, Maryam Nadery, Reza Afrisham, Faezeh Fouladvand, Zeinab Ojani, Mohammad Zayandeh Ghohpayeh, Mohammad Zamani, Omid Asbaghi. The effect of green tea on blood pressure in patients with type 2 diabetes mellitus: A systematic review and meta-analysis. Journal of Herbal Medicine, Volume 37, 2023. 100622, ISSN 2210-8033.
Tè Verde e Diabete di Tipo 1
Se sei un appassionato di tè verde, questa è sicuramente una buona notizia. Secondo il rapporto del National Diabetes and Diabetic Retinopathy Survey, la prevalenza del diabete in India nel 2019 era dell’11,8%, di cui i casi di diabete noti erano l’8,0% e i nuovi casi di diabete del 3,8 per cento. Se hai il diabete di tipo 1, diventa difficile per il corpo produrre insulina.
Alcuni studi dimostrano che il tè verde potrebbe stimolare il corpo a produrre l’insulina, che controllerà i livelli di zucchero e trasformerà i nutrienti del cibo in energia. Inoltre, il tè verde aiuta anche il tuo corpo a massimizzare le funzioni del pancreas, che è importante per la produzione di insulina.
Il tè verde contiene alcuni tipi di flavonoidi chiamati epigallocatechina gallato (catechine EGCG), che aiutano a bruciare il grasso corporeo e aumentano l’ossidazione dei grassi. Spesso è l’eccesso di grasso nel corpo a portare al diabete. L’aumento incontrollabile dei livelli di zucchero nel sangue porta al diabete. Consumando il tè verde, si riduce la produzione dell’ormone dell’adrenalina, che può causare l’aumento dei livelli di zucchero nel sangue.
Il tè verde è ampiamente noto per la sua capacità di stimolare il metabolismo, oltre a migliorare il sistema immunitario, il che significa più energia e sangue necessari al buon funzionamento del cervello. I polifenoli del tè verde sono antiossidanti che hanno proprietà antidiabetiche. Queste proprietà inibiscono lo stress ossidativo e aumentano la tolleranza al glucosio. Per questo i polifenoli nel tè verde possono aiutare a controllare il diabete.
Gli esperti, raccomandano ai diabetici di consumarne almeno quattro tazze al giorno, ma attenzione: va consumato senza aggiungere zucchero, latte o panna. Il momento preferibile per assumere questo tonico è la mattina. Tuttavia, sottolineano i medici, il solo consumo di tè verde non aiuta a ridurre il diabete: va abbinato ad una salutare attività fisica, seguire una dieta sensata e, ovviamente, assumere le medicine.
Benefici Principali del Tè Verde
- Ricco di antiossidanti
- Sostiene la funzione cerebrale
- Contribuisce alla salute del cuore
Il tè verde è una delle bevande più antiche e apprezzate al mondo, consumato da millenni in Asia e, più recentemente, diventato protagonista anche della dieta occidentale. Oltre al gusto delicato e rinfrescante, il tè verde è noto soprattutto per i suoi molteplici effetti positivi sull’organismo.
- Uno dei principali benefici del tè verde è la sua abbondanza di antiossidanti, in particolare catechine come l’EGCG (epigallocatechina gallato), che combattono i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare e delle malattie croniche.
- Grazie alla presenza combinata di caffeina e L-teanina, il tè verde può migliorare attenzione, vigilanza e memoria a breve termine.
- Studi clinici hanno dimostrato che il consumo regolare di tè verde può aiutare a ridurre i livelli di colesterolo LDL (“cattivo”) e a migliorare il profilo lipidico, riducendo così il rischio di eventi cardiovascolari.
- Il tè verde è noto per stimolare il metabolismo basale e aumentare la termogenesi, ovvero la produzione di calore corporeo derivante dall’ossidazione dei grassi. Questo effetto è legato principalmente alla sinergia tra EGCG e caffeina.
Un’altra area di interesse è il legame tra tè verde e intestino. Le catechine sembrano avere un effetto benefico sul microbiota intestinale, stimolando la crescita di batteri “buoni” e contrastando la proliferazione di patogeni. Una menzione speciale va al tè matcha, una polvere finissima ottenuta dalle foglie di tè verde ombreggiate e macinate a pietra.
Tè Verde e Peso Corporeo
Una delle domande più frequenti riguarda la presunta capacità del tè verde di favorire il dimagrimento.
Tè Verde e Gravidanza
Durante la gravidanza, l’assunzione di tè verde richiede alcune precauzioni.
Tè Verde e Pressione Arteriosa
Il tè verde ha effetti contrastanti sulla pressione arteriosa, e questo dipende sia dalla dose che dalla risposta individuale. Questo effetto è legato all’azione vasodilatatrice delle catechine e al miglioramento della funzione endoteliale.
Quanto Tè Verde Bere al Giorno?
La dose raccomandata varia tra le 2 e le 3 tazze al giorno, preferibilmente lontano dai pasti per non interferire con l’assorbimento di ferro e altri nutrienti.
Combinazione di Tè Verde e Caffè per i Diabetici
Il consumo di caffè e tè verde aumenta l'aspettativa di vita nei pazienti con diabete: il consumo combinato di entrambe le bevande (4 tazze di tè verde e due di caffè al giorno) riduce, infatti, il rischio di morte per qualunque causa del 63% (rischio più che dimezzato). La ricerca ha coinvolto 4923 diabetici il cui stato di salute è stato monitorato in media per oltre 5 anni.
Le persone con diabete hanno una qualità e aspettativa di vita peggiore rispetto ai coetanei sani perché la malattia causa complicanze gravi di tipo cardiovascolare. La corretta gestione del diabete necessita non solo di una terapia farmacologica adeguata ma anche di stili di vita e abitudini alimentari sani, in grado di prevenire e ridurre questo rischio aggiuntivo.
I decessi registrati nel periodo di osservazione sono stati in tutto 309; le cause principali di morte sono state tumori (114) e malattie cardiovascolari (76). In particolare, bere fino a una tazza di tè verde al dì riduce la mortalità del 15%; berne 2-3 abbassa il rischio del 27%. Per consumi di 4 o più tazze di tè quotidiane il rischio si riduce del 40%.
"Un aspetto interessante e nuovo di questo studio è che il consumo di tè e caffè si associa ad una ridotta mortalità per tutte le cause in una popolazione di giapponesi con diabete tipo 2 - sostiene in un commento all'ANSA Rosalba Giacco della Società Italiana di Diabetologia e ricercatrice l'Istituto di Scienza dell'Alimentazione del CNR di Avellino.
Negli studi finora disponibili tale effetto era stato osservato essenzialmente nella popolazione non diabetica - precisa Giacco, esperta SID di nutrizione. In questo studio, inoltre, la mortalità per malattie cardiovascolari tendeva ad essere più bassa sia nei consumatori di tè, sia di caffè. Tali risultati sono plausibili in quanto vi sono sufficienti evidenze scientifiche del fatto che i polifenoli contenuti nel tè verde hanno effetti benefici a livello vascolare, ad esempio sulla riduzione della pressione arteriosa, e sul danno ossidativo - continua Giacco.
"Va segnalato, però - conclude - che la caffeina aumenta la pressione arteriosa, quindi nonostante i benefici osservati in questo studio, nelle persone ipertese o con malattie cardiache, il caffè deve essere consumato con moderazione (non più di due tazzine al giorno)".
Un consumo abbondante di tè verde e caffè riduce il rischio di mortalità in chi soffre di diabete di tipo 2. Già analisi precedenti avevano suggerito benefici per la salute con un consumo regolare di tè verde e caffè, ma pochi dati erano disponibili su persone colpite da diabete.
Questi i gruppi: 607 dei partecipanti non avevano mai consumato tè verde; 1,143 massimo una tazza al giorno; 1.384 2-3 tazze e 1.784 quattro o più. Per quanto riguarda il caffè, un migliaio non ne era consumatore; 1.306 beveva massimo una tazza al giorno; 963 una tazza regolarmente e 1.660 due tazze o più.
La riduzione del rischio di mortalità in chi dichiarava di consumare tè verde, rispetto a chi non ne faceva uso, era del 15% per una tazza al giorno, 27% per 2-3 tazze e 40% per 4 tazze o più.
“In questo studio prospettico abbiamo potuto osservare, a quanto ne sappiamo per la prima volta, un’associazione tra elevato consumo di tè verde e caffè e riduzione della mortalità, fino al 63%, in soggetti con diabete di tipo 2” sottolineano gli Autori. “Trattandosi di studio osservazionale non se ne possono trarre conclusioni di rapporto causa-effetto, anche se sono più che lecite alcune supposizioni sui meccanismi d’azione.
Il tè verde, per esempio, contiene diverse sostanze benefiche, inclusi composti fenolici, teanina e caffeina. L'epigallocatechina gallato è il composto fenolico più abbondante e sono note le sue proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e anti-mutagene.
Così commenta Olga Eugenia Disoteo, Associazione medici diabetologi, Diabetologia Asst Gom Niguarda, Milano: “Numerose sono le segnalazioni disponibili in letteratura sui benefici del caffè e del tè, in particolare verde, sul compenso glicemico e sulla riduzione dell'insorgenza di diabete mellito tipo 2. Occorre tuttavia ricordare che tali sostanze possono interferire con alcuni farmaci o favorire l'insorgenza di insonnia o disturbi del ritmo cardiaco in soggetti sensibili.
Meta-Analisi sugli Effetti del Tè Verde
I risultati degli studi clinici che hanno valutato l’effetto del tè verde sul controllo del glucosio e sulla sensibilità all’insulina risultano talvolta fra loro incoerenti. Questa meta-analisi è stata realizzata per ottenere un dato più solido considerando l’insieme dei risultati, anche su base qualitativa, valutando un sottogruppo di studi a elevato punteggio metodologico.
Gli autori della meta-analisi hanno prima effettuato una ricerca sulle banche dati PubMed, EMBASE e Cochrane Library (a gennaio 2013) selezionando gli studi clinici randomizzati e controllati che avevano valutato gli effetti dell’estratto di tè verde sul controllo del glucosio e sulla sensibilità all’insulina. La qualità degli studi è stata valutata utilizzando uno strumento validato come la scala di Jadad.
Gli autori hanno calcolato le medie ponderate per variazioni nette delle misure glicemiche utilizzando vari modelli (effetti casuali e fissi); sono state realizzate anche una serie di altre valutazioni su sottogruppi di dati allo scopo di valutare il potenziale di eterogeneità e le analisi di meta-regressione al fine di indagare gli effetti dose-risposta del tè verde sulla glicemia a digiuno e sulle concentrazioni di insulina.
Sono stati selezionati 17 studi per un totale di 1.133 persone coinvolte nella meta-analisi. Dalla meta-analisi è emerso che il consumo di tè verde ha ridotto significativamente la glicemia a digiuno e l’emoglobina glicata (HbA1c) rispettivamente di -0.09 mmol/L (IC95%: -0.15, -0.03 mmol/L , p < 0.01) e -0,30% (IC 95%: -0.37, -0.22%, p < 0.01).
Ulteriori analisi stratificate hanno rivelato nel sottogruppo degli studi qualitativamente meglio realizzati (a elevato punteggio sulla scala di Jadad) che il tè verde ha ridotto significativamente le concentrazioni di insulina a digiuno (-1.16 μIU/mL; IC95%: -1.91, -0.40 μIU/mL; P = 0.03). Nelle loro conclusioni gli autori osservano che i risultati della meta-analisi suggeriscono che il tè verde ha avuto effetti positivi con diminuzione del glucosio a digiuno e delle concentrazioni di emoglobina glicata; risultati confermati in un sottogruppo di dati a elevato valore qualitativo per quanto attiene all’insulina a digiuno.
Il tè verde può essere una risorsa per il controllo di glicemia e insulina.
Liu K, Zhou R, Wang B, Chen K, Shi LY, Zhu JD, Mi MT. Effect of green tea on glucose control and insulin sensitivity: A meta-analysis of 17 randomized controlled trials.
Studio Giapponese sull'Emoglobina Glicata
Uno studio sui benefici effetti del tè verde non poteva che arrivare dal Paese del Sol levante: e proprio un ricercatore dell’università di Shizuoka, in Giappone, racconta sull’’European Journal of Clinical Nutrition che un estratto di questa tipica bevanda orientale sarebbe in grado di ridurre l’emoglobina glicata in pazienti con la glicemia elevata.
Il dottor Fukino ha coinvolto 60 volontari con una glicemia borderline, a rischio di sviluppare un vero e proprio diabete; a metà di loro ha dato un placebo, all’altra metà ha somministrato tutti i giorni per due mesi un estratto di tè verde in cui erano presenti 544 milligrammi di polifenoli (456 milligrammi di catechine). Al termine dei due mesi ha «incrociato» i gruppi, così da sottoporre al trattamento anche gli altri partecipanti.
All’inizio dello studio, dopo i primi due mesi e alla fine dei quattro mesi Fukino ha misurato diversi parametri, accorgendosi che il tè verde aveva ridotto l’emoglobina glicata e la pressione dei soggetti trattati.
«Fukino aveva già presentato risultati simili nel 2005», ricorda Paolo Cavallo Perin, presidente della Società Italiana di Diabetologia. «Il meccanismo protettivo sarebbe merito delle proprietà antiossidanti dei polifenoli, che aiuterebbero a ridurre la glicemia. Bisogna notare, però, che stando ai risultati appena usciti l’effetto sull’emoglobina glicata è limitato: scende di meno di mezzo punto, da 6.2 a 5.8. Non si butta via niente, certo, però è un risultato inferiore a ciò che si otterrebbe con una dieta adeguata».
Sottolinea la scarsa significatività anche Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, che aggiunge: «Peraltro a guardare bene i dati non sembra che ci sia un controllo dell’alimentazione dei partecipanti: difficile trarre conclusioni solide. La sensazione è che si tratti dello sforzo di “vendere” un proprio prodotto tipico: noi scopriamo sempre nuovi pregi del vino, in Giappone magnificano le doti del tè verde».
Integratori di Antiossidanti vs. Alimentazione Sana
«Dobbiamo poi tracciare la differenza che c’è fra introdurre gli antiossidanti con l’alimentazione quotidiana o attraverso supplementi», aggiunge Cavallo Perin. «Qualche tempo fa, ad esempio, lo studio su grande scala HOPE dimostrò che la vitamina E a dosaggio farmacologico, assunta perciò come integratore, non riduce gli eventi cardiovascolari. E il problema è proprio questo: i supplementi a base di antiossidanti hanno dato spesso buoni risultati nel ridurre di volta in volta glicemia, pressione, colesterolo, ma hanno finora sempre fallito nel ridurre ciò che davvero ci interessa, ovvero il rischio di andare incontro a eventi cardiovascolari. Se non riescono in questo, però, gli integratori finiscono per essere solo “cosmetici”: rendono più belli gli esami, ma non guariscono i pazienti né modificano il loro destino».
Diverso è appunto il discorso se è l’alimentazione, sana ed equilibrata, a fornire le giuste dosi di antiossidanti. «In pazienti borderline come quelli studiati dal ricercatore nipponico, ad esempio, dieta e attività fisica prevengono la comparsa del diabete», dice il diabetologo.
Tabella Riassuntiva dei Benefici del Tè Verde
| Beneficio | Meccanismo d'Azione | Evidenza Scientifica |
|---|---|---|
| Riduzione della glicemia a digiuno | Azione dei polifenoli e delle catechine | Meta-analisi di studi clinici randomizzati |
| Miglioramento della sensibilità all'insulina | Effetto delle catechine sull'assorbimento del glucosio | Studi in vitro e in vivo |
| Riduzione del rischio di diabete di tipo 2 | Fermentazione microbica (tè nero) | Studi epidemiologici |
| Effetti antiossidanti e antinfiammatori | Presenza di EGCG e altri composti bioattivi | Numerosi studi scientifici |
| Miglioramento della salute cardiovascolare | Riduzione del colesterolo LDL e della pressione arteriosa | Studi clinici e meta-analisi |
leggi anche:
- Numero Verde Screening Mammografico Basilicata: Informazioni e Prenotazioni
- Villa Verde Reggio Emilia: Risonanza Magnetica, Servizi e Prenotazioni
- Screening Mammografico Lombardia: Numero Verde, Informazioni e Come Aderire
- Villa Verde Esami del Sangue: Prenotazioni, Costi e Specializzazioni
- Scopri Come le Castagne Possono Abbassare il Colesterolo e Migliorare la Tua Salute!
- Risonanza Magnetica a Tivoli: Scopri Costi, Convenzioni e Tutte le Info Essenziali!
