Tabella di Conversione del Colesterolo: da mg/dL a mmol/L

Il colesterolo è una molecola (uno steroide) essenziale per la vita che circola nel sangue complessato a particelle chiamate lipoproteine, classificate in base alla loro densità. Ogni particella lipoproteica è composta da un insieme di proteine, colesterolo, trigliceridi e fosfolipidi.

Cosa sono le LDL?

Le LDL (o Lipoproteine a Bassa Densità) sono una particolare classe di proteine che ha il compito di trasportare il colesterolo sintetizzato nel fegato alle cellule del corpo.

Attualmente viene raccomandato di effettuare il test a digiuno, assumendo solo acqua nelle 9-12 ore precedenti il prelievo. Inoltre, non dovrebbe essere assunto alcol nelle 24 ore precedenti. Il clinico potrebbe richiedere di eseguire il test non a digiuno.

Calcolo del Colesterolo LDL

Per il calcolo del colesterolo LDL è in uso la cosiddetta formula di Friedewald, per la quale è fondamentale la conoscenza dei valori di colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi. Se il vostro laboratorio non vi ha fornito l'esatto valore di colesterolo LDL, potete conoscerlo in pochi istanti utilizzando il nostro modulo di calcolo.

Lipoproteine VLDL (Very Low-Density Lipoprotein)

Le lipoproteine a densità molto bassa (Very Low-Density Lipoprotein; VLDL, VLDL-C) sono una delle quattro lipoproteine principali, oltre alle HDL (High-Density Lipoprotein), le LDL (Low-Density Lipoprotein) e i chilomicroni. Le LDL contengono la quantità maggiore di colesterolo, le HDL di proteine. Le VLDL vengono rilasciate in circolo dal fegato, quindi rilasciano progressivamente i trigliceridi nell’organismo convertendosi in LDL.

Pertanto, poiché le VLDL contengono la maggior parte dei trigliceridi circolanti (se a digiuno) ed il contenuto di trigliceridi in esse è pressoché costante, è possibile effettuare una stima della quantità di VLDL-C sulla base del valore dei trigliceridi misurati.

Per la stima di VLDL-C è necessario dividere il valore dei trigliceridi misurato per 5, nel caso in cui siano espressi in mg/dL, o 2.2, nel caso siano espressi in mmol/L. La formula diventa tuttavia meno accurata nel caso in cui il livello dei trigliceridi sia alto, come nel caso in cui, per esempio, la persona non abbia effettuato il prelievo a digiuno. Il calcolo non può essere utilizzato per valori di trigliceridi maggiori a 400 mg/dL (4.5 mmol/L), per la presenza di altre lipoproteine.

L’aumento dei livelli di VLDL-C riflette l’aumento della presenza di particelle, chiamate lipoproteine a densità molto bassa (VLDL), fattori intermedi della conversione a LDL.

Solitamente, gli esami di primo livello per il colesterolo non includono il colesterolo VLDL. Solitamente, il colesterolo VLDL viene calcolato sulla base del valore dei trigliceridi misurati. Tuttavia, la stima del colesterolo VLDL non viene considerata accurata nel caso in cui il valore dei trigliceridi totali sia superiore a 400 mg/dL.

La concentrazione di colesterolo VLDL (VLDL-C), così come quella delle sottofrazioni delle lipoproteine, può essere misurata direttamente tramite tecniche come l’ultracentrifugazione o l’elettroforesi delle lipoproteine. Tuttavia, si tratta di tecniche complesse e costose che, pertanto, non vengono utilizzate routinariamente. Questi test vengono solitamente eseguiti da laboratori specializzati.

I livelli di colesterolo VLDL (VLDL-C) possono essere diminuiti diminuendo i livelli di trigliceridi. A questo scopo, dovrebbe essere adottato uno stile di vita sano, evitare il peso corporeo eccessivo e praticare attività fisica con regolarità. Dovrebbero anche essere limitati gli alimenti ricchi in zucchero e l’alcol, che determinano l’incremento della trigliceridemia. In alcuni casi potrebbero essere raccomandati farmaci in grado di diminuire i livelli di colesterolo.

Colesterolo Totale e Rischio Cardiovascolare

Attualmente si dà maggiore rilevanza al dato E, poiché la proporzione tra colesterolo totale e colesterolo HDL è un miglior indice di rischio cardiovascolare, rispetto alla semplice valutazione del colesterolo totale.

Grazie a questi studi si è giunti all’identificazione di alcuni importanti fattori di rischio per la cardiopatia ischemica e l’elevata colesterolemia è uno dei più importanti (insieme a ipertensione, diabete, obesità, fumo, familiarità e altri identificati più recentemente, tra i quali: trigliceridi, omocisteina, proteina C reattiva, concentrazione plasmatica di molecole di adesione endoteliale, ecc.).

Nonostante la stretta correlazione tra colesterolemia totale e mortalità per CHD emersa dagli studi longitudinali, i valori di colesterolo totale, a livello individuale, non rappresentano un indice altamente specifico per individuare i soggetti a rischio di malattia coronarica. Infatti, dallo studio di Framingham è emerso che le curve di distribuzione della colesterolemia, rispettivamente per gli uomini che sviluppano coronaropatia nel corso dei primi 16 anni dello studio e per quelli che ne rimangono esenti, mostrano una notevole sovrapposizione nell’ambito dei livelli di colesterolo totale compresi tra 150 e 300 mg/dl.

Considerato isolatamente, il livello delle HDL è il singolo parametro lipidico più specifico, mentre il rapporto tra colesterolo totale e HDL è risultato la variabile più specifica nell’individuare gli individui a rischio di CHD, di quanto non lo fossero il colesterolo totale o le LDL. Il rischio di CHD aumenta, per qualsiasi valore di colesterolemia, con il crescere del rapporto CT/HDL.

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