Affidabilità dell'Ecografia Muscolare nella Diagnosi delle Lesioni Muscolari

Le lesioni di muscoli e tendini, come di altre strutture corporee, generano dolore poiché secondarie ad un danno dei tessuti. Gli sportivi sono colpiti fino al 55% dei casi. Un terzo delle lesioni muscolari interessa i calciatori, che pertanto risultano come la categoria sportiva più a rischio. Si è stimato che in una stagione sportiva, la percentuale di calciatori infortunati è compresa tra il 65 e 91%. I fattori di rischio individuali che possono facilitare questa condizione sono le pregresse lesioni, un’età avanzata, spiccata flessibilità delle articolazioni e conformazioni corporee tipiche.

Diagnosi delle Lesioni Muscolari

È fondamentale per il medico ricercare tutti i fattori di rischio di una lesione muscolare. Grazie all’ausilio della Anamnesi, il medico dialoga con il paziente ed indaga sulla sua storia clinica remota e presente. Si chiede al paziente di effettuare i tre tipi di contrazione e si valuta la sede del danno contro resistenza. Si muove attivamente e passivamente l’articolazione interessata. L’uso della radiografia convenzionale resta confinato ai casi in cui si sospetta una lesione del tessuto osseo, come ad esempio l’avulsione di una bratta ossea in sede di inserzione muscolare.

Vantaggi e Svantaggi dell'Ecografia Muscolare

L’ecografia è un esame che offre una serie di vantaggi, come la possibilità di palpare la lesione, vederla in movimento ed evacuarla in eco-guida con estrema precisione. Il principale svantaggio è la operatore-dipendenza ed il più basso potere contrastografico rispetto alla risonanza magnetica. Quest’ultimo resta l’esame di maggiore affidabilità, infatti fornisce il maggior numero di informazioni sulle lesioni dei tessuti molli.

La sede della lesione è un dato imprescindibile, quanto più è prossima ai tendini, tanto peggiore è la sua prognosi. Di solito il radiologo che referta è in grado di esprimere quantitativamente la distanza tra la lesione e il tendine, tale da permettere al medico clinico di potersi esprimere in termini prognostici. A tal proposito gli addetti del settore devono confrontarsi tra loro utilizzando un linguaggio che sia il più chiaro ed univoco possibile. Questo è possibile grazie all’utilizzo delle classificazioni.

Classificazione e Trattamento delle Lesioni Muscolari

Nei primi anni del ‘900, le lesioni muscolari si classificavano unicamente in base alla loro sede (sito anatomico), una metodica piuttosto semplice e poco prognostica. Grazie al progredire della scienza in toto, l’implementazione della tecnologia in medicina ha permesso di osservare più da vicino i muscoli a livello microstrutturale, così sono nate le classificazioni istologiche per severità. Si è cercato nel corso del tempo di uniformare le varie classificazioni. Un notevole passo in avanti si è fatto grazie all’imaging radiologica e alle prime classificazioni ultrasonografiche e di risonanza magnetica. Nel 2017 l’Italia entra a gran voce nel panorama scientifico con la sua prima Consensus sulle lesioni muscolari.

Considerando la classificazione del 2017, si riesce bene a comprendere che non esiste un unico trattamento per le lesioni muscolari, ma bensì un ampio ventaglio di possibilità che dipendono dalle piccole differenze di imaging e clinica. Ad esempio, nei casi di lesioni non strutturali come il DOMS visto precedentemente, il protocollo prevede una cura conservativa basata sulla riduzione o sospensione del carico fino alla remissione della sintomatologia, accompagnata da terapia termica, massaggio e uso della piscina (idrochinesiterapia). Diverso è invece il trattamento di una lesione strutturale, in cui si inizia (FASE 1) con un trattamento moderatamente invasivo come il drenaggio dell’ematoma in eco-guida, insieme al protocollo R.I.C.E. (riposo, ghiaccio, compressione, elevazione), utilizzo di ortesi di protezione e antinfiammatori. Nella FASE 2, si possono iniziare chinesiterapie con esercitazioni muscolari adeguate. Nella FASE 3 si eseguono ulteriori protocolli chinesioterapici, prediligendo contrazioni eccentriche.

Nel caso di una marcata retrazione muscolare, l’intervento consiste in una procedura definita “tenorrafia” o sutura del tendine.

Cosa NON Fare in caso di Tendinopatia o Lesione Muscolare

Per queste patologie la fisioterapia dà ottimi risultati solo se curate correttamente e affrontate il prima possibile, per cui non si deve perdere tempo con terapie inutili come: riposo, massaggi, infiltrazioni, anti-infiammatori, Tecar-Laser-Ultrasuoni e qualsivoglia macchinario. Le terapie sopracitate hanno ZERO EFFICACIA, ZERO PROVE SCIENTIFICHE, ZERO RISULTATI SUPERIORI AL PLACEBO. Devi fare attenzione perché purtroppo, ancora oggi, vengono largamente utilizzati da fisioterapisti e prescritti da medici a discapito della saluta del paziente e del suo portafoglio.

La “vera” lesione muscolare si verifica a seguito di un movimento rapido, esplosivo o di grande intensità. Lo sforzo provoca un immediato dolore sul ventre muscolare, talvolta un irrigidimento simil contrattura e in alcuni casi il paziente racconta di aver sentito uno “stock”. Nei giorni successivi può anche comparire un ematoma superficiale che indica la rottura delle fibre e lo stravaso sanguigno: la maggior parte delle volte lo si trova più in basso della sede di lesione a causa della forza di gravità.

Classificazione delle Lesioni Muscolari

Le lesioni si classificano in 3 gradi di gravità crescente:

  • I°: non c’è interruzione delle fibre (elongazione-stiramento)
  • II°: è presente una lesione di alcune delle fibre muscolari con conseguente ematoma
  • III°: la lesione è massiva e coinvolge più del 50% delle fibre del muscolo

Per quanto riguarda i primi due gradi di lesione si procede sempre con un trattamento conservativo fisioterapico non chirurgico.

Fasi della Fisioterapia

I° FASE - FISIOTERAPIA DI QUALITÀ

Si elimina il dolore, si aumenta la mobilità e si rinforza la muscolatura, ecco le nostre armi: ascolto del paziente, educazione, esercizio terapeutico.

II° FASE - FISIOTRAINING

Fisiotraining è stato studiato per consolidare i risultati fisioterapici, ritorno alla vita quotidiana (sportiva e non) ed eliminazione delle recidive. Grazie ad una scheda di lavoro personalizzata, sotto la supervisione di un terapista, lavorerai in micro gruppi per aumentare forza e mobilità ed eliminare fastidiose ricadute.

Come Funziona l'Ecografia Muscolo-Tendinea

L’ecografia muscolo-tendinea, come gli altri tipi di ecografia è un esame radiologico che utilizza ultrasuoni, cioè suoni non udibili dall’orecchio umano, emessi da una sonda di ultima generazione ad alta frequenza che funziona sia come fonte di ultrasuoni sia come trasduttore. Gli echi emessi “colpiscono” i tessuti e vengono riflessi in modo diverso a seconda della composizione del tessuto stesso. La frequenza utilizzata per le parti molli, tendini e muscoli è compresa tra 3,5 e 14 MHz, con l’impiego di una sonda lineare. L’ecografia è un’indagine diagnostica non dannosa per la salute, non c’è emissione di raggi X, non è invasiva ed è ripetibile nel tempo, consentendo di valutare l’evoluzione di una patologia.

L’applicazione principale dell’ ecografia muscolo-scheletrica o muscolo-tendinea è certamente la ricerca di eventuali interruzioni delle fibre per eventi traumatici (ad es. strappi muscolari, lussazioni, distorsioni) o patologie degenerative (ad es. periartrite scapolo-omerale, le lesioni legamentose della caviglia). Una più recente applicazione dell’ ecografia muscolo-scheletrica è lo studio dei legamenti collaterali e rotulei del ginocchio. Tramite l’esame ecografico è infatti possibile valutare la gravità della lesione ed il suo processo di guarigione.

Ulteriore applicazione è lo studio delle articolazioni cosiddette “accessibili” quali spalla, anca, caviglia e ginocchio. Il termine “accessibile” sta a significare che la parte anatomica che vogliamo esaminare è posizionata in modo da consentire alla sonda dell’ecografo di trasmettere in modo ottimale gli ultrasuoni ottenendo come risposta un flusso di dati correttamente interpretabili dall’apparecchiatura ecografica. In questi casi, l’ ecografia muscolo-scheletrica si focalizza sullo studio delle cartilagini e delle componenti sinoviali (le strutture muscolo-tendinee componenti l’articolazione e del tessuto che riveste le superfici articolari). L’esame ecografico può essere impiegato, ad esempio, per la ricerca di conseguenze di traumi articolari, di segni di artrosi delle articolazioni, di tumefazioni delle articolazioni o in caso di malattie reumatiche.

Con l’ecografia muscolo-tendinea, come dice il termine, è possibile evidenziare tutte le patologie a carico dei muscoli o dei tendini, alcune patologie articolari, le borse, i tessuti sottocutanei. E’ l’esame di prima scelta in caso di contusioni, stiramenti e strappi muscolari (o sospetti tali), di tendiniti (al gomito, ginocchio, piede, mano, polso, caviglia, tendine di Achille), di tendinopatie della spalla, di cisti, borsiti, ematomi sottocutanei o intramuscolari.

All’esame ecografico si distinguono bene i fasci muscolari e la struttura fibrillare dei tendini, che appaiono come dei “nastri” biancastri e le eventuali lesioni di queste fibre, che appaiono più scure, le raccolte liquide, siano esse cisti o ematiche, che si presentano nere, i depositi di sali di calcio (calcificazioni) a livello dei tendini, delle borse e dei muscoli, che appaiono come delle formazioni irregolari più o meno estese bianche e non attraversabili dagli echi emessi dalla sonda.

Limiti dell'Ecografia Muscolo-Tendinea

L’ecografia muscolo-tendinea non è in grado di vedere le ossa e all’interno delle articolazioni, quindi, ad esempio, non è possibile studiare, a livello del ginocchio, i menischi o i legamenti crociati. Permette di valutare le patologie legamentose della caviglia e del ginocchio (legamenti collaterali), ma non è l’esame di I scelta. In tutti questi casi verrà prescritto dal vostro Medico l’esame radiografico più appropriato (Rx, TAC, RM, scintigrafia…). Vi sono inoltre limiti intrinseci all’esame: la stretta dipendenza dall’abilità dell’operatore che la esegue (deve essere un medico) e dal tipo di apparecchiatura, che può dare definizioni di immagini di qualità decisamente differente. Non è un esame panoramico, per cui è possibile studiare solo alcuni settori per volta, a differenza, per esempio, della RM, che dà la ricostruzione spaziale di interi distretti corporei con tutte le strutture in essi presenti.

L’ecografia ha dunque, come tutte le indagini diagnostiche, dei limiti e delle indicazioni ben precisi. Non serve una particolare preparazione e al momento dell’esecuzione dell’esame, il Paziente deve recare in visione al Medico Ecografista gli esami effettuati in precedenza (ecografie, lastre, altri referti, ecc.) utili per la valutazione del caso in esame anche in termini di evoluzione nel tempo. Per permettere una valutazione ecografica esaustiva, è inoltre di fondamentale importanza che sia chiaro ed indicato al Medico Ecografista il cosiddetto “Quesito Clinico”. Con tale termine si indica la diagnosi già accertata o sospettata, oppure il sintomo prevalente identificati dal Medico Curante del Paziente o dallo specialista che richiede l’effettuazione dell’esame ecografico.

Esaote è sempre stata all’avanguardia nel settore delle tecnologie medicali grazie all’investimento significativo che la società ha voluto effettuare in attività di ricerca, relazioni con importanti società scientifiche e un forte sostegno da parte di laboratori tecnologicamente avanzati.

Tabella: Classificazione delle Lesioni Muscolari

Grado Descrizione Trattamento
I Non c'è interruzione delle fibre (elongazione-stiramento) Trattamento conservativo fisioterapico non chirurgico
II Lesione di alcune delle fibre muscolari con conseguente ematoma Trattamento conservativo fisioterapico non chirurgico
III La lesione è massiva e coinvolge più del 50% delle fibre del muscolo Potrebbe richiedere intervento chirurgico, seguito da fisioterapia

Tabella: Efficacia delle Terapie per Tendinopatie e Lesioni Muscolari

Terapia Efficacia Prove Scientifiche
Riposo Bassa Scarse
Massaggi Bassa Scarse
Infiltrazioni Bassa Scarse
Anti-infiammatori Bassa Scarse
Tecar-Laser-Ultrasuoni Bassa Scarse

Tabella: Vantaggi e svantaggi dell'ecografia muscolare

Vantaggi Svantaggi
Possibilità di palpare la lesione Operatore-dipendenza
Visualizzazione in movimento Basso potere contrastografico rispetto alla Risonanza Magnetica
Evacuazione in eco-guida con estrema precisione -

leggi anche: