Stitichezza Post Laparoscopia Colecisti: Cause e Rimedi

Una domanda frequente tra chi soffre di calcolosi della colecisti è: "E dopo aver rimosso la colecisti, cosa mi succede?". Se un organo esiste, è logico che abbia una funzione, quindi il dubbio è del tutto legittimo. Vediamo dunque a cosa serve la colecisti.

La colecistite è un'infiammazione della cistifellea, una piccola sacca a forma di pera situata sotto il fegato. Il suo ruolo principale è immagazzinare e concentrare la bile, una sostanza liquida prodotta dal fegato, necessaria per digerire e assorbire i grassi, stimolare il movimento dell'intestino ed esercitare un'azione antisettica sulla flora batterica.

Funzione della Colecisti e Conseguenze della Sua Rimozione

Dal fegato, la bile passa attraverso una serie di canalini, chiamati dotti biliari, fino a raggiungere la colecisti, dove viene accumulata e concentrata. Quando necessario, la colecisti si contrae e la bile viene rilasciata nell'apparato digerente, a livello del duodeno. È intuitivo che se un organo esiste, avrà una funzione. Il fegato è una grande ghiandola annessa al canale alimentare, che svolge molteplici funzioni.

Solo i Sali Biliari hanno in effetti un ruolo nei processi digestivi. Le sostanze grasse introdotte con la dieta, nella soluzione acquosa che è in bolo alimentare, tendono a formare micelle abbastanza grosse (esattamente come l’olio versato in acqua). Si capisce quindi il perché di un organo in grado di ricevere la bile e concentrarla riassorbendo acqua nelle fasi interdigestive.

Cosa succede a livello digestivo dopo la rimozione della colecisti?

Dopo qualche tempo (in genere pochi mesi), si viene a creare un meccanismo di compenso a livello di tutto l’albero biliare, che nelle fasi interdigestive fa un pochino da serbatoio per la bile prodotta, e la rilascia più abbondante all’arrivo in duodeno del bolo alimentare. Tutto questo meccanismo, come già detto, ha bisogno di alcuni mesi per stabilizzarsi.

Poiché sono gli alimenti ricchi di lipidi quelli che più risentono della mancanza della bile, la loro digestione sarà per un certo periodo di tempo rallentata e più difficoltosa.

Alimentazione Post-Colecistectomia

I pazienti sottoposti a colecistectomia possono seguire una dieta assolutamente normale, anzi, quelli operati per coliche biliari associate a calcolosi possono ampliare le proprie scelte alimentari rispetto al periodo pre-operatorio. Al risveglio dall'anestesia generale, il paziente potrà bere qualche sorso d'acqua secondo le indicazioni mediche.

Alimenti da evitare

Gli alimenti da evitare sono ovviamente tutti i condimenti, gli insaccati ed i salumi ricchi di grasso, i formaggi (tutti), le uova. Non esistono formaggi magri! Si fanno con la panna, che è la parte grassa del latte. La cosa importante è ovviamente la quantità: un cucchiaino di parmigiano su un primo è normalmente molto più tollerato di una mozzarella.

Le uova sono ricche di colesterolo e stimolano molto, quando presente, la contrazione della colecisti (assolutamente da evitare in presenza di coliche). Gli insaccati sono da evitare per il grasso presente in essi.

I sintomi più frequentemente associati ad una difficoltà digestiva sono senso di peso postprandiale, nausea ed eruttazioni. Qualche volta può comparire dolore addominale crampiforme, raramente accompagnato da scariche di diarrea. Di solito è sufficiente un breve periodo di dieta (liquidi abbondanti, riso o pasta in bianco, ovviamente senza olio!) per ritornare ad un decorso regolare.

Tecnica Laparoscopica e Dolore Postoperatorio

Di per sé, la tecnica laparoscopica permette di operare facendo piccole incisioni sulla parete addominale: solitamente si introducono 2-3 trocar da 5 mm e uno, a livello ombelicale, da 10 mm. Quest’ultima breccia viene chiusa da 1-2 punti, che possono dare fastidio e qualche dolore durante l’attività fisica nei primi giorni dopo l’intervento.

Una causa piuttosto frequente di dolore nella prima giornata postoperatoria è dovuta alla distensione del diaframma da parte del gas utilizzato per insufflare l’addome.

Un altro piccolo disturbo è dato dal gonfiore addominale. Più o meno evidente, a seconda dei soggetti, è dovuto a più fattori. Da un lato lo stretching dei muscoli addominali che sono stati descritti prima, dall’altro al cocktail di farmaci usati per l’anestesia.

Analogamente potreste avvertire dolore a livello della parete addominale e toracica, provocati, questa volta dalla distensione addominale che, sempre lo stesso gas, provoca, tale sintomo si può mitigare lavorando in addome con un basso livello di pressione della Co2.

Questo dolore è dovuto al fatto che il gas usato per effettuare l’intervento in laparoscopia, è lievemente irritante, soprattutto sul nervo frenico, che si trova sotto al diaframma e che decorrendo alla base del collo irradia proprio lì il dolore, questo sintomo scompare da solo entro le 48 ore dall’intervento.

Possibili Complicazioni Postoperatorie

Possono insorgere altri sintomi, ma in questo caso è opportuno escludere una possibile, per quanto rara, complicazione che la giustifichi. In caso di debolezza profonda, non altrimenti giustificabile, o di dolore addominale che non risponde ai farmaci, è ben andare a cercare un eventuale sanguinamento, che si può verificare anche alcune ore dopo l’intervento.

Di seguito riportiamo un estratto dell'informativa per i pazienti preparata dall'unità operativa di chirurgia generale dell'Ospedale S:

  • Infezioni: L'infezione si presenta in meno di 1 paziente su 1000 sottoposti ad interventi laparoscopici.
  • Danni sulle vie biliari: Incidenti operatori sulle vie biliari sono riportati in 1 paziente su 1000 per la colecistectomia open, e da 1 paziente a 5 per la chirurgia laparoscopica.
  • Sanguinamento: Il sanguinamento è raro. Generalmente una trasfusione di sangue non è necessaria per la colecistectomia.
  • Perdita biliare: La perdita biliare dopo l'intervento è al quanto rara.
  • Ritenzione di un calcolo nella via biliare principale: Un calcolo biliare può essere presente nella via biliare principale, al momento dell'intervento.
  • Polmonite: Le possibili cause sono: l'anestesia generale o la mancanza di inspirazioni profonde o immobilità nel post-operatorio.
  • Problemi cardiaci: I problemi cardiaci sono rari. Le aritmie cardiache sono riportate in 5 pazienti su 1000, mentre un attacco cardiaco in 1 paziente su 1000.
  • Problemi renali: Problemi renali o urinari sono stati descritti con frequenza di 5 pazienti su 1000.
  • Trombosi venosa profonda: L'assenza di movimenti durante l'intervento può portare alla formazione di coaguli nelle gambe e raramente questi coaguli possono arrivare ad ostruire i vasi polmonari.
  • Lesioni intestinali o degli organi addominali: L'inserzione di strumenti è l'utilizzo dell'elettrocauterio monopolare possono danneggiare l'intestino. Pazienti obesi o già sottoposti a interventi chirurgici o con aderenze intestinali sono più esposti a questi rischi.
  • Morte: È estremamente rara nei soggetti in buona salute ed è riportata da 0 a 1 paziente ogni 1000.

Stitichezza Post-Operatoria: Cause e Rimedi

Alla scarsa assunzione di liquidi è legata la stipsi che alcune pazienti lamentano dopo un intervento di chirurgia laparoscopica. Nessuna paura. Dopo qualche giorno l’intestino tenderà a riprendere le sue abitudini, buone o cattive che siano; in caso contrario si può intervenire con degli integratori alimentari o con dei farmaci per stimolare l’evacuazione.

Una parte di questa distensione addominale scompare non appena l’intestino si canalizza ai gas, cosa che in chirurgia laparoscopica si verifica il primo o secondo giorno postoperatorio.

Altro disturbo è quello delle alterazioni digestive, peraltro comune a tutta la chirurgia addominale; in laparoscopia sono molto meno frequenti ed importanti.

Altro consiglio, molto ovvio in realtà, è quello di consumare molti liquidi. Non importa se sia acqua del rubinetto o orzo o tisane, l’importante è bere. Sia per eliminare per via renale i farmaci eventualmente assunti, sia per reidratare l’organismo. La disidratazione, dovuta al digiuno, ed all’intervento, spesso non è sufficientemente bilanciata dalla somministrazione di fleboclisi che, tra l’altro, vengono sospese precocemente dopo la laparoscopia.

Consigli utili

  • Bere molta acqua, tisane o brodo per reidratare l'organismo.
  • Consumare pasti leggeri e facilmente digeribili, come riso o pasta in bianco.
  • Evitare cibi grassi, fritti e difficili da digerire.
  • Assumere integratori di fibre per favorire la regolarità intestinale.
  • Fare movimento fisico leggero, come brevi passeggiate, per stimolare l'intestino.
  • Consultare il medico se la stitichezza persiste o è accompagnata da altri sintomi.

Aderenze Addominali

Le aderenze addominali (o "aderenze post operatorie") sono bande di tessuto cicatriziale che si formano tra i tessuti e gli organi addominali. Le aderenze si formano comunemente dopo un intervento chirurgico addominale.

Le aderenze si verificano quando si verificano lesioni o infiammazioni nell'addome. Possono persino formarsi a causa della normale manipolazione durante l'intervento chirurgico.

Circa il 75% delle aderenze diagnosticate si formano a seguito di un intervento chirurgico addominale.

Fattori di rischio

Il fattore di rischio più grande associato alle aderenze addominali è la chirurgia addominale, in particolare:

  • Chirurgia aperta (laparotomia). Le aderenze addominali si verificano in oltre il 90% delle chirurgie aperte.
  • Chirurgia sugli organi nella parte inferiore del sistema digerente, inclusi colon e retto.
  • Interventi chirurgici addominali multipli.
  • Chirurgia d'urgenza.

Sintomi delle Aderenze Addominali

La maggior parte delle aderenze non causa sintomi. Potresti notare sintomi come:

  • Forte dolore addominale
  • Crampi
  • Gonfiore
  • Nausea e vomito
  • Distensione addominale (quando l'addome si gonfia verso l'esterno)
  • Stitichezza (incapacità di espellere gas o feci)

Ripresa Postoperatoria e Attività Fisica

Concludendo è bene sottolineare come i tempi ed i modi di ripresa dell’organismo dopo un intervento di chirurgia laparoscopica sono molto rapidi e dipendono da fattori fisici ed emotivi del singolo paziente.

L’esercizio fisico è molto utile nella ripresa del metabolismo e della sensazione di “star bene”. Sì consiglia, solitamente, almeno due passeggiate al giorno, la cui durata viene progressivamente aumentata di giorno in giorno.

Quando un intervento in laparoscopia può essere programmato con debito anticipo è bene che venga preceduto da un calo di peso ed un aumento della quota proteica della dieta, riducendo l’assunzione di carboidrati ed aumentate le fibre. Anche l’attività motoria deve essere aumentata ma senza esagerazioni. Tutto va rapportato all’età ed alle condizioni fisiche.

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