Come interpretare uno spermiogramma: Guida completa

Lo spermiogramma è un esame di laboratorio utilizzato per valutare la capacità riproduttiva di un paziente. In questo articolo ti spieghiamo come eseguire correttamente questo esame di laboratorio rivolto allo studio del liquido seminale e quali sono i parametri presi in esame. Se vuoi sapere come leggere uno spermiogramma, sei nel posto giusto!

Cos'è lo spermiogramma?

Lo spermiogramma è l’esame che serve a misurare sia la qualità sia la quantità del liquido seminale prodotto durante l’eiaculazione. Il liquido seminale è composto anche da cellule mobili chiamate spermatozoi, ognuno dei quali contiene una copia di ogni cromosoma, ossia il corredo genetico portato dal maschio. Ogni campione di sperma può contenere milioni di spermatozoi per millilitro.

Quando e perché viene richiesto questo test?

Il motivo principale per il quale viene prescritto uno spermiogramma è il sospetto di problemi di fertilità nell’uomo. Solitamente, quando il test deve valutare la fertilità maschile, andrebbe eseguito su due campioni di liquido seminale raccolti ad almeno una settimana di distanza l’uno dall’altro. Lo spermiogramma serve anche a valutare la vitalità degli spermatozoi e l’eventuale presenza di anticorpi anti-spermatozoi, ossia anticorpi che attaccano erroneamente le cellule spermatiche prodotte dal proprio organismo. Lo spermiogramma serve a misurare la qualità e la quantità del campione di sperma.

Cosa bisogna fare prima di uno spermiogramma?

Per quanto riguarda lo spermiogramma, il campione deve essere ottenuto tramite masturbazione con almeno 3-4 giorni di astinenza sessuale. E’ buona norma eseguire almeno due esami a distanza di 15-20 gg l’una dall’altro e l’analisi laboratoristica va effettuata entro un’ora massimo dalla raccolta, per cui è opportuno effettuare la procedura di raccolta del seme presso il laboratorio stesso dove verrà effettuata la lettura.

Inoltre è molto importante sapere che assunzione di farmaci, forti stress ed emozioni, malattie concomitanti, anche una semplice influenza, possono alterare la qualità dello spermiogramma per cui esso dovrebbe essere condotto nelle migliori condizioni psico-fisiche possibili. I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.

Prima della raccolta è necessario osservare un’astinenza eiaculatoria di minimo 2, massimo 7 giorni. Effettuare la raccolta dopo un periodo di sostanziale benessere fisico: NON devono esserci stati EPISODI FEBBRILI (temperatura corporea > = 37.5°C) e NON devono essere stati assunti ANTIBIOTICI nei 60 giorni precedenti la raccolta in quanto infezioni virali o episodi febbrili possono modificare temporaneamente la qualità del liquido seminale.

Come interpretare uno spermiogramma?

Quando una coppia si rivolge a uno specialista in Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), il primo passo è ottenere una diagnosi precisa della sua fertilità. In questo momento sono coinvolti i due membri della coppia, per cui gli esami medici della donna hanno la stessa importanza di quelli dell’uomo. “Lo spermiogramma è uno studio basico di un campione di sperma ottenuto tramite eiaculazione che aiuta a definire il potenziale fertile dell’uomo”, spiega la Dott.ssa Marta Trullenque, specialista della Clinica Eugin. “Si tratta di un esame che valuta la qualità dello sperma secondo dei valori di riferimento stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Salute nell’anno 2010”, aggiunge.

1. Conferma dei risultati

Per prima cosa, c’è da sapere che i risultati possono variare da un esame a un altro. Per questo motivo, da uno a tre mesi dopo la prima analisi si consiglia di realizzarne una seconda. Un solo esame non basta per avere un quadro completo della fertilità maschile, pertanto è bene ripetere lo spermiogramma una seconda volta dopo 1/3 mesi dal primo.

2. Valori di riferimento

I parametri più comuni che vengono analizzati sono la quantità del liquido emesso, il pH, la viscosità, il numero, la motilità e la morfologia degli spermatozoi. Negli anni l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), ha redatto dei Manuali per la corretta interpretazione di questi parametri.

  • pH: Il pH è un valore che misura l’acidità o la basicità di una determinata sostanza. Un campione di sperma deve avere un pH di almeno 7,2 o più (quindi deve essere tendenzialmente basico).
  • Numero totale di spermatozoi: La concentrazione spermatica valuta il numero di spermatozoi presenti per ogni millilitro. Un valore legato alla concentrazione spermatica è quello relativo al numero totale di spermatozoi (anche se la concentrazione è un parametro più significativo). In un campione normale ci sono almeno 39 milioni di spermatozoi.
  • Motilità: La motilità serve a studiare, appunto, il grado di motilità degli spermatozoi (a distinguere gli spermatozoi dalle altre cellule è proprio la presenza di un flagello che ne consente il movimento). La motilità viene classificata in tre tipologie: progressiva, non progressiva e immobile. Gli spermatozoi con motilità non progressiva non sono in grado di avanzare e si muovono in tondo. Gli spermatozoi immobili sono invece proprio incapaci di spostarsi dalla propria posizione.
  • Vitalità: La vitalità è un valore che indica la percentuale di spermatozoi vivi per ogni eiaculazione.
  • Leucociti: I leucociti, o globuli bianchi, presenti in ogni campione di sperma devono essere massimo un milione ogni millilitro.

È importante ricordare che anche se i risultati non sono pienamente soddisfacenti, ci sono comunque possibilità, sebbene più ridotte, di ottenere una gravidanza.

3. Risultati e terminologie

In termini medici, se i risultati dell’analisi sono positivi, parliamo di normozoospermia. Un discorso a parte va fatto per l’astenozoospermia, ovvero “la patologia più frequente” secondo la specialista di Eugin. Nel campo e alterazioni a carico degli spermatozoi si può parlare anche di astenozoospermia, che indica la mancanza di “forza” degli spermatozoi che hanno una motilità ridotta. Pertanto, difficilmente riusciranno a risalire tutto l’utero e ad arrivare alle tube di Falloppio per fecondare l’ovulo. Tutte queste alterazioni, quindi, possono rendere più difficile la possibilità di concepire tramite rapporti sessuali.

Altre terminologie utili:

  • Azoospermia: nel liquido seminale mancano gli spermatozoi.
  • Teratozoospermia: la morfologia degli spermatozoi risulta alterata.
  • Iperposia: volume eiaculato è in eccesso, potrebbe dipendere da alcune patologie infiammatorie in corso.
  • Ipoposia: un volume inferiore ai valori normali potrebbe indicare che i dotti attraverso i quali si muove il liquido seminale potrebbero essere parzialmente ostruiti.

Parametri seminari standard (WHO, 2010)

Per una corretta esecuzione laboratoristica dell’esame è fondamentale la standardizzazione dell’analisi: da alcuni anni viene considerato come linea guida il manual WHO (WHO laboratory manul for the Examination and processing of human semen, 2010).

Benchè l’analisi dello sperma non permetta una distinzione clinica tra pazienti fertili ed infertili, tuttavia, quando diminuisce la qualità del liquido seminale, diminuiscono in senso statistico le probabilità di concepimento.

Parametri seminali Valori di riferimento
Volume seminale ≥ 1.5 ml
pH ≥ 7.2
Concentrazione spermatozoi (milioni/ml) ≥ 15×106
Numero totale spermatozoi/eiaculato (milioni) ≥ 39x106
Motilità (%) ≥ 32% motilità progressiva (PR)
Morfologia (%) ≥ 4%
Vitalità (%) ≥ 58%
Leucociti < 1×106/ml
Immunobead test o MAR test < 50% spermatozoi con particelle adese

Raccolta campione

Rispettare il periodo di astinenza sessuale permette di paragonare i dati seminali a valori standard di normalità. Inoltre, un’astinenza troppo prolungata provoca accumulo di spermatozoi con possibile riduzione della motilità e alterazione della morfologia, mentre un’astinenza troppo breve o eiaculazioni frequenti nel periodo precedente la raccolta possono causare la riduzione del volume dell’eiaculato e del numero degli spermatozoi.

La raccolta tramite coito interrotto non è una modalità idonea in quanto si può verificare la perdita della prima frazione dell’eiaculato, che di solito contiene la più alta concentrazione di spermatozoi e può comportare una contaminazione del liquido seminale con secrezioni vaginali che possono interferire sulla motilità degli spermatozoi. Essendo il campione molto sensibile a sbalzi di temperatura, è importante una volta compiuta la raccolta evitare escursioni termiche durante il trasporto del campione in laboratorio.

Condizioni febbrili di origine virale o batterica, terapie con farmaci, l’assunzione di anabolizzanti per uso “sportivo” e molti altri eventi patologici o terapeutici, possono interferire sulla qualità del campione seminale.

Valutazione della qualità dell'eiaculato

La valutazione della qualità dell’eiaculato prevede l’analisi di diversi parametri, alcuni valutabili macroscopicamente e altri valutabili al microscopio. L’esame macroscopico prevede l’analisi di cinque parametri: aspetto, fluidificazione, viscosità, volume e pH; mentre all’esame microscopico vengono valutati: la concentrazione nemaspermatica, la motilità, la morfologia, eventuale presenza di agglutinazioni, la vitalità e la presenza di cellule non spermatiche. Consideriamo di seguito più dettagliatamente ciascun parametro.

Esame Macroscopico

  • Aspetto: Il liquido seminale presenta visivamente un aspetto opaco e di colore bianco-grigiastro. Un’eventuale trasparenza del campione indica generalmente riduzione della componente nemaspermica, mentre un aspetto di colore giallastro o rossastro indicano, rispettivamente, un’elevata concentrazione di leucociti o emazie spesso entrambi segno di flogosi o infezione delle vie seminali. Un campione seminale lattescente indica la presenza di una forte componente prostatica, tale aspetto è tipico nel caso di ostruzione delle vie genitali.
  • Fluidificazione: La fluidificazione del liquido seminale segue l’iniziale coagulazione. Se dopo 60 minuti la fluidificazione non è completa, si parla di fluidificazione ritardata, quadro compatibile con disturbi prostatici. La misurazione viene effettuata facendo percolare il liquido lungo le pareti della provetta osservando la qualità del liquido contro una sorgente luminosa.
  • Viscosità: La misurazione della viscosità avviene facendo gocciolare il liquido da una pipetta, osservando come le gocce dovrebbero susseguirsi in maniera ritmica una dopo l’altra. Una diminuzione della viscosità può associarsi a scarsa componente cellulare spermatica e non; mentre l’aumento della viscosità visibile con la formazione di filamenti può derivare da uno stato di flogosi o da una patologia prostatica o delle vescichette seminali e può causare difficoltà al movimento degli spermatozoi, tanto da non consentire il raggiungimento del canale cervicale.
  • Volume: L’analisi del volume permette la valutazione della funzionalità delle ghiandole accessorie e della pervietà delle vie genitali. E’ considerato normale nell’intervallo compreso tra 2 e 5 ml; le alterazioni del volume del liquido seminale possono essere caratterizzate dalla completa assenza di liquido seminale o dalla riduzione o aumento della sua quantità. La condizione di completa assenza di fluido seminale si indica con il termine di “aspermia”; questo fenomeno può essere conseguente ad eiaculazione retrograda o a mancata fase di emissione del liquido seminale in uretra. Con il termine di “ipoposia” si intende la condizione in cui si ha un volume inferiore ai 2 ml; tale alterazione può essere dovuta ad una ridotta astensione dai rapporti sessuali o eiaculazioni, ad una raccoltaseminale incompleta o a flogosi prostato-vescicolari. Infine, nel caso in cui si abbia un aumento di volume (sopra ai 6 ml) si parla di “iperposia” e tale condizione può essere dovuta ad astinenza prolungata o alla presenza di flogosi prostato-vescicolari.
  • pH: Il pH seminale è alcalino, con valori di normalità compresi tra 7,2 e 7,8. Valori superiori a 8 indicano generalmente patologie flogistiche mentre, variazioni nel senso opposto, con valori inferiori a 7, possono associarsi a patologie ostruttive dei dotti eiaculatori, a ipotrofie congenite o acquisite delle vescicole seminali.

Esame Microscopico

  • Concentrazione Nemaspermica: La determinazione della concentrazione spermatica, espressa in milioni di spermatozoi per millilitro di seme, e il conteggio spermatico totale, espresso in milioni di spermatozoi per eiaculato, sono parametri importanti per valutare gli aspetti quantitativi della spermatogenesi. La determinazione della concentrazione spermatica può essere effettuata mediante l’utilizzo della camera di Neubauer e della camera di conta Makler, che è quella utilizzata nel nostro laboratorio. Per effettuare il conteggio si dispone una goccia di liquido seminale sul portaoggetti della camera e lo si copre con il vetrino coprioggetto. Si utilizza un microscopio a contrasto di fase e si determina il numero degli spermatozoi presenti in 10 quadrati del reticolo; questo numero rappresenta la concentrazione degli spermatozoi in milioni per millilitro. Oggi la normospermia si ottiene con un numero di spermatozoi > 15×106 ml e un numero di spermatozoi totali > 39×106. Si definiscono le seguenti condizioni patologiche: “oligozospermia” quando il numero degli spermatozoi è < 15×106/ml; “azoospermia” quando si ha totale assenza di spermatozoi nell’eiaculato; “criptozoospermia” per campioni con una concentrazione < 1×106/ml; “polizoospermia” quando il numero degli spermatozoi è >250×106/ml.
  • Morfologia: La morfologia è un altro interessante aspetto dello spermiogramma in quanto è uno dei parametri che meglio riflette la maturità e la capacità funzionale degli spermatozoi. Lo spermatozoo maturo è costituito da una parte anteriore ovoidale detta “testa”, seguita da un sottile flagello detto “coda” diviso in un tratto intermedio, principale e finale. Ad unione delle due porzioni vi è una struttura detta “collo”. La testa è principalmente occupata dal nucleo che nella sua parte anteriore presenta una vescicola detta “acrosoma”, la quale contiene gli enzimi necessari alla penetrazione della zona pellucida dell’ovocita. Sebbene sia possibile effettuare una prima grossolana valutazione della morfologia, per un’analisi più accurata delle possibili anomalie è necessario compiere una colorazione del campione opportunamente preparato su vetrino.
  • Motilità: Viene valutata entro 1 ora dall’eiaculazione, preferibilmente dopo mezzora dalla raccolta. Si valuta generalmente a fresco, generalmente su un vetrino con coprioggetto da 22×22. Il preparato così ottenuto viene esaminato con ottica in contrasto di fase a 200x o 400x ingrandimenti e si contano 200 spermatozoi intatti (non contare code mobili senza la testa). Le classi di motilità sono:
    • PROGRESSIVA (PR) - spermatozoi che si muovono rapidamente sia con moto rettilineo che in grossi cerchi senza tener conto della velocità, ma valutando la loro progressione.
    • NON PROGRESSIVA (NP) - spermatozoi che si muovono senza progressione, movimento in situ.
    • ASSENTE (IM) - spermatozoi immobili.
    Una motilità normale è definita da una percentuale di spermatozoi con motilità progressiva (PR) superiore al 32%. Per valori inferiori si parla di astenozoospermia. I difetti che lo spermatozoo può presentare vengono così classificati:
    • difetti della testa: larga, piccola, assottigliata, piriforme, rotonda, amorfa, acrosoma ridotto;
    • difetti del collo e del tratto intermedio: assente, angolato (il collo e la coda formano un angolo di novanta gradi), inserzione asimmetrica del tratto intermedio sulla coda, tratto intermedio spesso o irregolare, tratto intermedio sottile;
    • difetti della coda: corta, multipla, a forcina, rotta, angolata, arrotondata.
  • Zone di agglutinazioni: Si definiscono agglutinazioni specifiche quelle in cui gli spermatozoi mobili aderiscono tra di loro, testa-testa, coda-coda o in forma mista. La presenza di agglutinazioni non è sufficiente per dedurre una causa immunologica di infertilità, ma è suggestiva della presenza di anticorpi antispermatozoo. Il test utilizzato è il MAR test o Immunobead che risulta patologico quando più del 50% degli spermatozoi presenta particelle adese alla testa, al collo, o alla coda.
  • Vitalità: La vitalità degli spermatozoi è definita dalla percentuale di cellule vive, valutata in laboratorio con un colorazione specifica. La percentuale di spermatozoi vitali viene valutata identificando quelli con membrana cellulare intatta, e cioè si valuta la loro capacità di non accettare sostanze dall’esterno. La valutazione va effettuata preferibilmente entro 30 minuti. La sostanza usata è l’eosina che va mescolata con uguale volume di liquido seminale; si distinguono le forme vive da quelle morte, osservando, in un campo, quanti spermatozoi risultano colorati di rosso (spermatozoi morti) e quanti di bianco (spermatozoi vivi) Le linee guida del WHO ritengono opportuno effettuare la valutazione della vitalità per campioni con meno del 40% di motilità progressiva. La presenza di un’ampia percentuale di spermatozoi vitali ma immobili può essere indicativa di alterazioni strutturali del flagello.

Ricerca di infezioni e microorganismi

Sul liquido seminale può essere eseguito anche un esame colturale (spermiocoltura) per verificare eventuali infezioni ricercando la presenza di microorganismi fra i quali:

  • Haemophilus spp.
  • Neisseria gonorrhoeae;
  • Chlamydia trachomatis;
  • Mycoplasma hominis,
  • Ureaplasma urealyticum
  • Germi opportunisti (Stafilococchi, Streptococchi, Batteri Gram negativi, ecc.);
  • Miceti (Candida spp.);

Gli esami (spermiogramma e spermiocoltura) possono talora essere ripetuti a distanza di 7 o 20 giorni (a discrezione del curante).

Perfino davanti a questo tipo di disfunzioni più gravi, la riproduzione assistita offre trattamenti per ottenere la gravidanza con lo sperma del partner, eccetto in alcune situazioni molto estreme di azoospermia o aspermia. “In qualsiasi caso -sottolinea la Dott.ssa Trullenque-, la probabilità di ottenere la gravidanza non dipende esclusivamente dai risultati dello spermiogramma, che si basa su valori di riferimento non necessariamente definitivi”.

Esiste per noi uomini un esame molto importante per valutare il nostro livello di fertilità: lo spermiogramma. A volte, soprattutto per ignoranza, si confonde questa analisi con l’esame colturale dello sperma: la spermiocoltura. Sono due esami completamente diversi. Il primo, lo spermiogramma, rappresenta l’analisi del liquido seminale per valutarne le caratteristiche in un’ottica di fertilità. Il secondo, la spermiocoltura, è una valutazione sempre del liquido seminale, ma per stabilire se in esso sono presenti agenti infettivi. Per quanto riguarda lo spermiogramma, il campione deve essere ottenuto tramite masturbazione con almeno 3-4 giorni di astinenza sessuale.

Andando per esempio a verificare quali erano considerati i parametri di “normalità” nella prima metà del secolo scorso, si rimarrebbe molto stupiti... infatti, rapportati ad i parametri di oggi, solo un uomo su 100 mila verrebbe considerato fertile! Questo perché soprattutto con le numerose sostanze tossiche per la nostra salute che con il progresso tecnologico siamo costretti o ad inalare o ad assumere con gli alimenti, i nostri testicoli, negli anni hanno prodotto e produrranno sempre meno spermatozoi. Quindi per quanto riguarda l’uomo stiamo assistendo, con il passare degli anni, ad un depauperamento della sua capacità riproduttiva.

Ecco quindi che spesso da queste giovani coppie alla ricerca di un figlio, i risultati dello spermiogramma vengono, vissuti con angoscia e preoccupazione! Ma bisogna sapere anche che questo esame frequentemente, risente “di ogni fiato di vento”, nel senso che, ipoteticamente parlando, e ci sono studi internazionali che attestano ciò, se un uomo eseguisse per un anno intero uno spermiogramma al mese, non si sarebbe un risultato uguale all’altro! Questo perché la spermatogenesi, cioè il processo biologico che porta alla formazione degli spermatozoi, presenta degli alti e dei bassi, per cui anche un soggetto perfettamente fertile, può avere, nella sua vita riproduttiva, dei momenti in cui è meno fertile! Proprio come succede alle donne in età riproduttiva che possono avere dei cicli in cui non ovulano ed in questi, ovviamente, non sono fertili.

Per tutto questo che abbiamo detto lo spermiogramma deve essere letto ed interpretato dallo specialista, ma soprattutto deve essere eseguito in laboratori che siano accreditati per la sua esecuzione, senza trascurare le modalità di raccolta che sono fondamentali.

L’esame standard del liquido seminale, detto spermiogramma, è l’esame di base nella valutazione clinica della coppia infertile e rappresenta il punto di partenza per un’eventuale trattamento con tecniche di PMA. I parametri che determinano la qualità del seme forniscono informazioni sulla produzione di spermatozoi da parte dei testicoli, sulla pervietà e sulla funzionalità dell’apparato riproduttore maschile, sull’attività delle ghiandole accessorie e sulla capacità di eiaculare.

Tuttavia, è opportuno sottolineare che tale definizione non sta a indicare automaticamente fertilità o infertilità, poiché la presenza di un numero qualsiasi di spermatozoi nel liquido seminale può sempre tradursi nella possibilità di concepimento. Inoltre è bene ricordare che le risposte fornite dallo spermiogramma sulla capacità riproduttiva non sono mai definitive, dal momento che si tratta di uno studio in vitro che potrebbe non rispecchiare il comportamento del liquido seminale all’interno dell'apparato riproduttivofemminile.

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