Servizi e prestazioni di Ematologia agli Spedali Civili di Brescia

Le malattie del sangue sono sempre più curabili, grazie al miglioramento delle terapie che hanno alzato la qualità di vita delle persone affette da leucemie, linfomi e mieloma.

Questo significa tanti pazienti in terapia o in controllo che vanno seguiti con rigorosi programmi di follow up.

Un dato positivo sta creando tuttavia problemi organizzativi all’Ematologia dell’ospedale Civile, dove si è già ampiamente superato il limite degli spazi e risorse umane disponibili.

Un’emergenza denunciata dal primario, Giuseppe Rossi, dati alla mano: «Il numero dei pazienti seguiti è aumentato: cinque volte tanto rispetto ai malati di una volta.

Ogni anno eroghiamo più di 25 mila prestazioni e seguiamo 7 mila pazienti in continuo aumento, complice una maggiore accuratezza diagnostica, senza escludere l’ aumento dell’incidenza di queste malattie, da valutare nel tempo».

Se l’apertura di un nuovo Day Hospital al Satellite, finanziato da Ail, ha dato una boccata d’ossigeno almeno per la parte ambulatoriale, la situazione resta critica, soprattutto sulle degenze, dove i 24 letti sono «insufficienti», chiarisce il primario.

IL PROBLEMA è che l’Ematologia dell’ospedale Civile è l’unico riferimento sul territorio provinciale.

Un bacino d’utenza di quasi 1,3 milioni di persone, cui si aggiunge l’area di Mantova e in parte anche quella di Cremona.

Numeri insostenibili, se si pensa che a livello normativo si prevede un’Ematologia ogni 600-900 mila abitanti.

«La sanità è sempre più portata verso la gestione del paziente cronico, cui punta anche la recente riforma lombarda - riflette Rossi -.

Ma i pazienti acuti ci sono ancora, e facciamo fatica a gestirli: oltre all’impegno servono spazi e risorse».

Anche il presidente dell’Ail, Giuseppe Navoni, da sempre vicina all’Ematologia del Civile con progetti e iniziative, condivide le difficoltà che, affrontate dal reparto, rischiano di ripercuotersi sugli stessi pazienti.

«Sarebbe necessario che sul nostro territorio anche strutture private importanti iniziassero a farsi carico del problema».

Ma l’Ematologia non è particolarmente remunerativa per il privato, e il compito di dare risposte ai malati viene lasciato al servizio pubblico.

La soluzione per sgravare l’Ematologia di Brescia, secondo Rossi, è nell’apertura di un secondo reparto al Civile, da situare a Montichiari per abbracciare Bassa, Garda e Val Sabbia (a Montichiari e Gardone Val Trompia sono già attivi Day hospital ematologici).

Per ora è solo un sogno: per diventare realtà dovrebbe essere inserito nel Piano di organizzazione aziendale del Civile, e ottenere l’avallo della Regione.

Intanto il primo paziente bresciano è stato coinvolto in uno studio mondiale per un nuovo farmaco contro il linfoma.

Informazioni utili per i pazienti

Molti pazienti, a causa della malattia o delle cure, debbono essere protetti in modo particolare dalle infezioni.

La modalità di ricovero più comune presso l’USD-TMO è di tipo ordinario.

All’arrivo in Reparto il paziente è accolto dalla Caposala o da un infermiere professionale, che lo accompagnerà nella sua camera di degenza.

Si raccomanda di segnalare subito ogni situazione particolare, come per es. una gravidanza certa o sospetta, incidenti avvenuti in occasione di precedenti ricoveri o di interventi chirurgici o di esami, epilessia, alcolismo, malattie congenite o famigliari, handicap, malattie infettive croniche.

Si raccomanda di segnalare subito ai medici e agli infermieri ogni eventuale farmaco abitualmente assunto e ogni allergia o intolleranza certa o sospetta ai farmaci.

Si raccomanda di non assumere altri farmaci diversi da quelli prescritti durante il ricovero.

Nel Reparto di degenza saranno assegnati un armadietto e un comodino per riporre il vestiario e gli oggetti personali.

Cosa portare con sé

  1. Per l’igiene personale: spazzolino da denti morbido e nuovo.
  2. Radio-CD, MP3, computer di piccole dimensioni.

Tale materiale non verrà sterilizzato ma sarà pulito al momento dell’ingresso.

Si ricorda che le stanze di degenza dell’Unità TMO sono sottoposte a regime di “ISOLAMENTO”.

Ciò significa che i pazienti che si trovano nella stanza hanno bisogno di essere protetti in modo particolare dalle infezioni.

Gli esami e le cure ai quali deve sottoporsi vengono chiesti dal medico al quale lei è affidato nel Reparto.

Questo è un Ospedale convenzionato con l’Università degli Studi di Brescia i cui fini istituzionali sono di curare i pazienti e di contribuire al progresso delle cure.

La terapia viene discussa con il paziente e viene attuata solo con il suo consenso.

  • E’ possibile integrare e in parte sostituire gli alimenti forniti dal Policlinico con alimenti personali, portati dai familiari.
  • Si raccomanda di segnalare al personale medico ed infermieristico eventuali diete speciali, abitudini, allergie o intolleranze.

Il policlinico non fornisce bevande alcoliche.

Vino e altre bevande alcooliche non sono di norma contemplate nella dieta.

Ogni stanza è dotata di un telefono.

Le trasfusioni di sangue possono trasmettere agenti infettivi, in particolare virus, ma le cautele attualmente impiegate minimizzano ogni rischio trasfusionale.

Il Tribunale per i diritti del malato ha sede nell’Ospedale.

L’uscita dall’Ospedale viene comunicata dal medico di Reparto.

AIL Brescia

Ha lo scopo di aiutare i malati di sangue.

E’ a vostra disposizione per ascoltare ogni vostra necessità e per cercare di soddisfarla.

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