Negli ultimi anni, sempre più farmacie offrono la possibilità di effettuare esami del sangue rapidi, come la misurazione di colesterolo, glicemia e trigliceridi, attraverso un prelievo capillare dal dito. Questi test, che includono la misurazione di glicemia, colesterolo e altri parametri ematici, vengono eseguiti direttamente in farmacia con strumenti portatili certificati CE.
Uno dei principali vantaggi degli esami POCT (Point of Care Test) è la rapidità: i risultati sono disponibili in pochi minuti, senza bisogno di prenotazioni o attese. Vuoi prenotare le tue prossime analisi? L’espansione di questi servizi ha sollevato dibattiti anche in Italia. In Veneto, ad esempio, la possibilità di effettuare analisi cliniche ed elettrocardiogrammi nelle farmacie ha suscitato polemiche.
Affidabilità a Confronto: Farmacia vs Laboratorio
L’inchiesta di Milena Gabanelli per il Corriere della Sera mostra delle discrepanze di risultati rispetto ai laboratori che fanno dubitare sull’opportunità di svolgere le analisi del sangue in farmacia. Affidarsi a un laboratorio di analisi certificato garantisce un livello di precisione elevato, grazie all’utilizzo di tecnologie diagnostiche avanzate e a rigidi protocolli di controllo della qualità.
Ma qual è il livello di attendibilità di questi risultati? Meglio il laboratorio o la farmacia? Sebbene i test in farmacia possano essere utili come screening preliminare, è essenziale comprendere i loro limiti.
Gli esami di laboratorio offrono maggiore affidabilità grazie a:
- Strumenti più precisi e calibrati regolarmente.
- Controlli di qualità più rigorosi e ripetibilità dei risultati.
- Personale sanitario specializzato nell’analisi e interpretazione dei dati.
Al contrario l’attendibilità dei laboratori è certificata grazie a una legge molto stringente. Sul tema è intervenuto Daniele Morelli, direttore della Struttura Complessa Medicina di Laboratorio (Analisi chimico-cliniche) dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano che dice che “gli strumenti della farmacia sono molto compatti, tecnologicamente molto avanzati, però non sono controllati. Nei laboratori di analisi invece la qualità è misurata e controllata. Nella strumentazione utilizzata dalla farmacia non sappiamo nulla della qualità del dato che viene rilasciato”.
Le Differenze Tecniche e Procedurali
I sistemi diagnostici in uso nelle farmacie tecnicamente sono chiamati Point of care test (POCT). Hanno il marchio CE, ma difficilmente riescono a garantire la stessa qualità dei risultati delle analisi eseguite in laboratorio. Lo dimostrano i numerosi studi pubblicati a livello internazionale dalla National Library of Medicine.
Nella misurazione del «colesterolo cattivo» (LDL) l’analisi dello stesso campione ha prodotto un risultato di 131 milligrammi per decilitro (mg/dL) in laboratorio, e di 112 con il Point of care test: la sottostima media è del 14,5 %, ben superiore al margine di errore ammesso dai laboratori clinici. Nella misurazione del «colesterolo buono» (HDL) il risultato è di 57 milligrammi per decilitro (mg/d) in laboratorio contro 49 del Point of care test. Sottostima media del 14%, anche in questo caso significativamente superiore alla differenza tollerabile (qui).
Per i trigliceridi è stato osservato un valore più alto con il Point of care test rispetto al laboratorio, ossia in media 143 milligrammi per decilitro (mg/dL) contro 80 mg/dL: la sovrastima è del 44%. Succede principalmente perché con il prelievo capillare la misura dei trigliceridi può essere falsata dalle tracce di sapone che rimangono sulle mani dopo il lavaggio che deve sempre precedere l’esame, oppure dai residui di una crema protettiva.
Nel caso della creatinina, esame fondamentale per valutare la funzione renale, gli esiti risultano più elevati di oltre il 15% (qui). Per questo esame, inoltre, il problema è che la concentrazione di creatinina è un’informazione clinicamente poco informativa: il valore deve essere trasformato in volume di filtrato glomerulare, ma questo implica l’utilizzo di una formula (CKD-EPI) abbastanza complessa e che può essere gestita dal sistema informatico di laboratorio, ma non dal piccolo strumento POCT.
Nel caso della glicemia (glucosio nel sangue), le linee-guida per la diagnosi di diabete indicano 126 milligrammi per decilitro (mg/dL) come valore soglia. I laboratori clinici per consentire una diagnosi accurata devono assicurare un margine di errore inferiore al 6,1%. Gli strumenti POCT, invece, hanno un margine di incertezza fra il 15 e il 20%, esponendo al rischio di sovra o sotto diagnosi (falsi positivi e/o falsi negativi) (qui).
Nell’esame in laboratorio per conoscere i livelli di transaminasi (ALT e AST), che se sono alti segnalano un eventuale danno al fegato, i metodi raccomandati impongono l’aggiunta di piridossal fosfato nel reagente, non previsto nei sistemi usati in farmacia. In questo caso, se il paziente ha un deficit di vitamina B6, il valore dell’esame può risultare falsamente basso (qui). Potassio: quando i valori sono troppo alti possono provocare alterazioni del ritmo cardiaco. Ebbene, l’esito degli esami può essere falsato se eseguito su sangue capillare, perché il campione può contenere elevati livelli di potassio a seguito della rottura dei globuli rossi durante la puntura del polpastrello.
Tabella Comparativa dei Margini di Errore
| Parametro | Margine di Errore Laboratorio | Margine di Errore POCT (Farmacia) |
|---|---|---|
| Colesterolo LDL | Inferiore al 6.1% | 14.5% (sottostima) |
| Colesterolo HDL | Inferiore al 6.1% | 14% (sottostima) |
| Trigliceridi | Inferiore al 6.1% | 44% (sovrastima) |
| Creatinina | Inferiore al 6.1% | >15% (sovrastima) |
| Glicemia | < 6.1% | 15-20% |
L'Importanza dei Controlli di Qualità
I laboratori di analisi sono sottoposti per legge a un controllo di qualità interno e a uno esterno. Nella pratica significa che ogni mattina, e dove necessario più volte al giorno, viene controllato il buon funzionamento del macchinario che esegue l’esame. Per farlo, viene inserito nello strumento un campione di materiale di cui si conoscono i valori e poi vengono confrontati con il risultato ottenuto (è sempre ammesso un piccolo margine di errore). Inoltre, periodicamente, il risultato deve essere confrontato anche con quello di altri laboratori. Una procedura che consente al paziente, qualora si rivolga a strutture differenti, di avere la garanzia che i parametri siano sempre confrontabili (qui). Le farmacie, invece, non hanno alcun obbligo: né sul controllo di qualità dei risultati, né sugli strumenti e le procedure che utilizzano.
Il punto, spiega l’autore del servizio, è che poiché non ci sono norme che obbligano chi usa le strumentazioni della farmacia a tararli e verificarli di continuo, così come invece accade nei laboratori di analisi, qualsiasi risultato esca non è verificato. Le farmacie, secondo il professor Morelli “dovrebbero quindi subire gli stessi controlli dei laboratori di analisi”, ma non essendovi una norma l’errore non viene neanche rilevato.
Inoltre, i laboratori forniscono referti convalidati e firmati, valutano gli esami precedenti e la compatibilità con eventuali terapie e/o patologie, mentre le farmacie consegnano i risultati degli esami senza alcun controllo.
Cosa Fare in Caso di Valori Anomali
Se un test eseguito in farmacia dovesse restituire valori anomali, è sempre consigliato rivolgersi a un laboratorio per una conferma diagnostica. Inoltre, per una corretta valutazione della propria salute, il parere del medico rimane fondamentale.
Se da un lato i test in farmacia permettono di ottenere una risposta immediata, dall’altro possono presentare alcuni limiti in termini di precisione. Chi desidera un quadro clinico affidabile e completo deve valutare con attenzione quale sia l’opzione più adatta alle proprie esigenze.
Il Parere degli Esperti
Mario Plebani, presidente della Federazione Europea di Medicina di Laboratorio (EFLM) e tra i 100 patologi più influenti al mondo, afferma: «Gli esami eseguiti in farmacia possono avere come unico scopo il monitoraggio di parametri già noti per vedere il trend di evoluzione dei valori, ma non certo per decidere la somministrazione o meno di una terapia. Non servono insomma per avere una diagnosi, ed anche nel caso del monitoraggio, l’operatore dovrebbe eseguire i controlli di qualità sugli strumenti. Invece le farmacie al momento non sono connesse con i servizi di medicina di laboratorio pubblici, non sono sottoposte a rigorosi controlli e dunque non garantiscono la confrontabilità dei risultati».
Sono sempre di più i cittadini che eseguono a pagamento questi tipi di esami nelle farmacie, ma difficilmente vengono informati sull’affidabilità delle analisi. Anzi, solitamente viene fatto credere loro il contrario.
Sarebbe auspicabile un intervento del ministro della Salute per passare dall’attuale deregulation a sistemi che garantiscano al cittadino qualità e sicurezza degli esami ovunque essi vengano eseguiti. Finora ciò è affidato solo all’iniziativa delle Regioni, prima su tutte la Lombardia che con una delibera del 18 novembre 2024 (qui) pone allo stato attuale le farmacie fuori dal perimetro della Medicina di laboratorio.
Prudenza e Consapevolezza
L’ampia diffusione dei POCT nelle farmacie può rappresentare un’opportunità per la prevenzione, ma solo se accompagnata da consapevolezza sui loro limiti. Gli esami di laboratorio restano la scelta più sicura per ottenere risultati affidabili e prendere decisioni mediche corrette.
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