Sistemi di Monitoraggio Continuo della Glicemia: Funzionamento e Benefici

Si stimano in 4,5 milioni le persone con diabete diagnosticato in Italia; circa 1 su 4 è curata con insulina, da sola o in associazione ad altri farmaci, secondo il Rapporto ARNO Diabete.

Buone notizie per gli Italiani con diabete in cura con insulina. Sarà presto disponibile anche in Italia, grazie a Roche Diabetes Care, il nuovo sistema di monitoraggio in continuo della glicemia, Dexcom ONE. Infatti, il 18 Novembre 2022 si è tenuto l’evento di lancio del nuovo sistema CGM Dexcom ONE alla presenza di tutta la comunità scientifica. Un’occasione per parlare di diabete e delle più recenti soluzioni di monitoraggio che supportano la gestione quotidiana di questa patologia.

Nel nostro Paese si stimano in oltre 4,5 milioni le persone con diabete e di queste circa 1 su 4 è in cura con insulina, da sola o in associazione ad altri farmaci, secondo i dati del Rapporto ARNO Diabete, frutto di una collaborazione tra Società Italiana di Diabetologia e CINECA.

«Il monitoraggio della glicemia è fondamentale nella gestione del diabete perché permette di conoscere e personalizzare le azioni da intraprendere quotidianamente con l'obiettivo di mantenere le glicemie vicine ai valori normali - ricorda Concetta Irace, Professore ordinario, Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro - I dispositivi medici, che permettono alle persone con diabete di eseguire l'automonitoraggio, si sono evoluti nel tempo cercando di andare incontro alle esigenze degli utilizzatori, potenziando alcune caratteristiche che rendono i sistemi più fruibili. In particolare - prosegue la Professoressa Irace - oggi abbiamo dispositivi che misurano in continuo il glucosio (CGM) che sono diventati sempre più attendibili e maneggevoli ed i cui benefici clinici sono stati evidenziati anche in pazienti che non utilizzano i microinfusori per l'erogazione di insulina. Il CGM permette di visualizzare in tempo reale l'andamento del glucosio e di aiutare la persona con diabete a gestire le problematiche di ogni giorno utilizzando al bisogno funzionalità peculiari dei diversi sistemi. L’arrivo di nuove soluzioni come questa offre ai clinici la possibilità di scegliere la tecnologia più adeguata per le esigenze dei nostri pazienti e consente alle persone con diabete di poter monitorare la glicemia riducendo l'invasività della malattia nella vita di tutti i giorni.»

Il sistema Dexcom ONE è un sistema per il monitoraggio in continuo della glicemia semplificato e costo-efficace. Dexcom ONE è adatto alle persone con diabete di tipo 1 o 2 che utilizzano insulina. Dexcom ONE utilizza un piccolo sensore indossabile e un trasmettitore per misurare e inviare i valori della glicemia in tempo reale in modalità wireless a un dispositivo smart compatibile tramite l'App Dexcom ONE.

«Il nostro nuovo sistema risponde ai bisogni di tante persone con diabete: non essere costretti a pungersi le dita più volte al giorno, poter contare su allarmi e avvisi personalizzabili che rassicurino, essere posizionato in diverse parti del corpo» , spiega Serena Ferrari, Marketing Director Roche Diabetes Care Italia.

«Il nostro nuovo sensore è smart: invia letture glicemiche real-time, in automatico, senza necessità di scansione; con i suoi avvisi, opzionabili e personalizzabili, riduce le occasioni di ricezione di avvisi non significativi, in particolare grazie all’allarme di “ritardo primo avviso”, fornendo al paziente la tranquillità di gestire le sue attività quotidiane senza essere disturbato in maniera non appropriata e non impattando, quindi, la qualità di vita. È efficace grazie all’accuratezza provata, che consente al paziente di prendere decisioni terapeutiche senza calibrazioni o scansioni. È semplice: abbiamo pensato ad una app “all in one” intuitiva per la visualizzazione dei risultati in tempo reale e per guidare il paziente in tutti i passaggi necessari all’avvio del sistema. Inoltre è posizionabile in diverse aree del corpo garantendo discrezione. Per tutte queste sue caratteristiche, Dexcom ONE è indicato per le persone con diabete in terapia insulinica dai 2 anni in su», aggiunge Ferrari.

L’applicazione è compatibile con una selezione di dispositivi Android e Apple, oppure offre anche la possibilità di avere un ricevitore, che mostra le letture delle ultime 3, 6, 12 o 24 ore e frecce di tendenza che visualizzano velocità e direzione dei livelli di glucosio, facilitando le decisioni terapeutiche in tempo reale e aiutando le persone con diabete a evitare eventi di iperglicemia o ipoglicemia.

Questa partnership con Dexcom persegue la strategia di Roche Diabetes Care volta a offrire sistemi per favorire l’implementazione di un approccio olistico (iPDM, integrated Personalized Diabetes Management) che prevede dispositivi di monitoraggio integrati in un ecosistema aperto, con l’obiettivo di permettere al paziente di condividere i dati indipendentemente dal dispositivo utilizzato. «Con questo innovativo sistema, inoltre, si attua pienamente la nostra missione volta a portare un reale sollievo a tutte le persone con diabete e a chi se ne prende cura.

Come Funziona il Monitoraggio Continuo della Glicemia (CGM)

Il dispositivo per il monitoraggio continuo del glucosio (CGM) include un piccolo sensore composto da un elettrodo flessibile che viene inserito sotto la pelle del paziente (sottocute), a livello dell’addome o della parte superiore del braccio, e tenuto in posizione con un cerotto adesivo. Il sensore misura il glucosio nel liquido interstiziale (la soluzione acquosa presente tra le cellule) ad intervalli di tempo regolari.

Il monitoraggio continuo del glucosio (CGM) misura i livelli di glucosio nel liquido interstiziale ogni 5 minuti, per registrare i cambiamenti della glicemia in tempo reale. Fornisce quindi informazioni sui livelli di glicemia attuali e pregressi, è in grado di predire lo stato glicemico futuro e questo consente di valutare la variabilità glicemica in tempo reale.

I livelli di glucosio nel liquido interstiziale riflettono i livelli nel sangue, anche se non sono esattamente gli stessi. Soprattutto quando la glicemia subisce variazioni, è necessario un tempo variabile per raggiungere l’equilibrio fra i due compartimenti. Questo “ritardo” rispetto allo stato di equilibrio può variare tra 5 e 20 min; cioè la glicemia che viene letta è in realtà quella presente nel sangue in un momento precedente.

Tipi di Sistemi di Monitoraggio Continuo del Glucosio

Attualmente sono disponibili due tipi di sistemi di monitoraggio continuo del glucosio: il CGM in tempo reale (real-time CGM, rtCGM) e il CGM a rilevazione intermittente (intermittently viewed CGM, iCGM), detto anche monitoraggio ‘flash’ del glucosio (flash glucose monitoring, FGM). Entrambi i sistemi forniscono informazioni riguardo ai livelli di glucosio attuali e pregressi, indicano la direzione (la tendenza) verso cui si sta modificando e la velocità di variazione del livello di glucosio, fornendo così informazioni preziose per prevenire pericolosi sbalzi di glicemia nelle ore successive.

  • CGM Real-Time: Misura e visualizza automaticamente la glicemia ad intervalli prestabiliti, fornisce informazioni sui livelli di glicemia pregressa, indica le tendenze dei valori glicemici ed è in grado di predire la glicemia futura. Queste informazioni vengono trasmesse senza necessità di intervento da parte del paziente.
  • Flash glucose monitoring: Misura e visualizza automaticamente la glicemia ad intervalli prestabiliti, fornisce informazioni sui livelli di glicemia pregressa, indica le tendenze dei valori glicemici ed è in grado di predire la glicemia futura. Queste informazioni vengono trasmesse ogni volta che l’utilizzatore scansiona il sensore utilizzando il lettore del dispositivo o una applicazione sullo smartphone.

Benefici del Monitoraggio Continuo della Glicemia (CGM)

Il monitoraggio continuo della glicemia consente di avere un quadro globale dei livelli di glicemia e soprattutto permette di evitare eccessive escursioni della glicemia, mantenendo sotto controllo i valori glicemici nell’arco delle ventiquattr’ore e per più giorni, in modo da poter ottimizzare la terapia.

Negli ultimi modelli, l'erogazione di insulina viene sospesa automaticamente se i livelli di glicemia si abbassano in modo eccessivo, al di sotto della norma. Questa funzione di vigilanza è particolarmente utile durante la notte per evitare crisi ipoglicemiche soprattutto nei bambini, nei soggetti con diabete instabile e in tutti i casi in cui non si riesca a riconoscere facilmente l’arrivo di una crisi ipoglicemica.

Vista la diffusione crescente dei nuovi device di automonitoraggio, un gruppo di esperti della Società Italiana di Diabetologia ha deciso di elaborare un documento di consenso per valorizzare le caratteristiche di queste nuove tecnologie e per identificare un approccio omogeneo all’impiego dei sensori glicemici nella gestione clinica del diabete.

Il documento sottolinea tuttavia l’importanza di educare correttamente i pazienti, sia per iniziarli all’uso dei sensori che per ottimizzarne l’impiego e per interpretare correttamente le informazioni ottenute sul profilo glicemico in modo da prendere i giusti provvedimenti. La ricaduta più importante dell’uso questi nuovi device è quella di migliorare la quotidianità delle persone con diabete, sia dal punto di vista del compenso glicemico, che della loro sicurezza e della comodità d’uso di questi sistemi di monitoraggio.

«L’automonitoraggio della glicemia - commenta a professoressa Simona Frontoni, professore associato di Endocrinologia Dipartimento di Medicina dei Sistemi, Università di Roma ‘Tor Vergata’ e direttore UOC Endocrinologia, Diabetologia e Malattie Metaboliche Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina, Roma - è uno strumento estremamente utile nel perseguire un buon controllo glicemico. La possibilità di controllare la glicemia più volte al giorno, senza dover effettuare la puntura del polpastrello è molto apprezzata dalle persone con diabete. In particolare, dai giovani con il diabete di tipo 1, ma anche da persone con diabete di tipo 2, in terapia insulinica basal-bolus. Basti pensare alle persone in piena attività lavorativa o agli anziani ai quali il care-giver può controllare la glicemia in qualunque momento della giornata».

In particolare, le frecce di tendenza sono utili strumenti per prevenire sia ipo che iperglicemie, garantendo un miglior controllo globale.

Per il 97% del panel della consensus il monitoraggio continuo della glicemia (CGM) è superiore all’automonitoraggio del glucosio SMBG (self monitoring of blood glucose). Questo perché sia FGM che rtCGM sono in grado di dare informazioni sul profilo glicemico e sul tasso di variazione del glucosio, non ottenibili con l’automonitoraggio tradizionale (96%).

C'è anche ampio consenso (97%) sul fatto che l’utilizzo dei sensori si traduce in benefici clinici, visto che, conoscere il livello di glucosio in un determinato momento, permette al paziente di prendere decisioni sulla gestione del diabete, in tempo reale.

Gli esperti concordano ampiamente (99%) sul fatto che sia FGM e rtCGM riducano il rischio di ipoglicemia, aumentando il tempo nel quale rimangono a target sia la glicemia (100%) che l’emoglobina glicata (91%).

Un ampio consenso è stato raggiunto sulla definizione del paziente ideale per l’uso dei sensori FGM e rtCGM: si tratta di persone con diabete di tipo 1, trattate sia con il microinfusore che con somministrazioni multiple di insulina giornaliera, compresi i soggetti con ipoglicemia asintomatica.

Gli esperti sono concordi nell’affermare che è fondamentale offrire alle persone con diabete una corretta educazione all’impiego di questi nuovi strumenti (FGM/rtCGM), sia in fase iniziale che in ‘corso d’opera’, allo scopo di ottimizzarne l'impiego.

I valori di glicemia registrati dai sistemi FGM/rtCGM hanno un impatto importante sul controllo glicemico quotidiano.

Impatto Economico e Accesso ai Sensori

Il diabete in Italia ha un costo totale di 20,3 miliardi di euro l’anno, tra costi diretti (46%) e indiretti (54%). All’interno di quelli diretti, la metà (49%) è dovuta alle ospedalizzazioni, il 7% è imputabile ai farmaci anti-diabete, il 17% alle visite ambulatoriali, il 23% ad altri farmaci. Sul totale delle spese inerenti al trattamento della patologia, le spese per i device corrispondono al 4%.

I sensori per il monitoraggio continuo del glucosio sono rimborsati a livello regionale e ogni regione prevede criteri di eleggibilità e processi di accesso differenziati.

"Necessariamente, ogni avanzamento tecnologico comporta dei costi aggiuntivi - commenta il professor Agostino Consoli, presidente eletto della Società Italiana di Diabetologia e professore ordinario di Endocrinologia, Dipartimento di Medicina e Scienze dell’invecchiamento, Università ‘Gabriele D’annunzio’ di Chieti-Pescara - In questo caso, tuttavia, parte dei costi aggiuntivi sono ‘assorbiti’ dalla riduzione del consumo di strisce reattive che, nel caso di persone con diabete in trattamento insulinico intensivo, può arrivare alle 7/10 strisce reattive al giorno. Purtroppo al momento ogni Regione ha deliberato modalità di accesso diverse a questi presidi, ed alcune sono eccessivamente restrittive.

Nella cura e nella gestione del diabete il ruolo ricoperto dalle persone che ne sono affette è fondamentale: in particolare, l’automonitoraggio del glucosio nel sangue è cruciale per mantenere un adeguato controllo dello stato glicemico, specie quando si assume l’insulina. Poter vedere in ogni momento della giornata come cambia il glucosio consente di comprendere meglio come la dieta, l’attività fisica e i farmaci assunti influenzano i livelli di zuccheri e poter agire tempestivamente nel caso in cui raggiungano livelli indesiderati o rischiosi.

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