Differenze tra sintomi di glicemia alta e bassa

La glicemia indica la quantità di glucosio presente nel sangue. Generalmente, in un soggetto sano e che mantiene uno stile di vita corretto, i valori della glicemia si mantengono tra i 70 e i 110 mg/dl a digiuno.

Cos'è l'ipoglicemia?

“Ipoglicemia” (glicemia bassa) significa basso livello di glucosio nel sangue (concentrazione di glucosio nel sangue inferiore a 70 mg/dL). La sintomatologia dipende dalla gravità dell’ipoglicemia fino alla perdita di coscienza. Le persone con diabete devono imparare a riconoscere i sintomi di un’ipoglicemia.

Sintomi dell'ipoglicemia

I sintomi di un’ipoglicemia sono sudorazione, tremori, battito cardiaco accelerato, aumento della pressione arteriosa, pallore e debolezza. Questi sintomi adrenergici (sintomi da stress) vengono scatenati da un’aumentata secrezione di ormoni dello stress (per es. adrenalina). Se il livello di glucosio nel sangue continua a scendere, si potrebbero manifestare sintomi cerebrali.

La mancanza di glucosio nel cervello produce fame smisurata, disturbi visivi, ridotta capacità di ragionamento e disturbi del linguaggio, sensazione di intorpidimento delle labbra e della lingua, difficoltà di concentrazione, convulsioni, difficoltà di memoria e confusione mentale. Le persone con ipoglicemia grave possono manifestare anche disturbi motori o perdita di coscienza.

L’ipoglicemia non si presenta sempre con tutti i sintomi descritti sopra. I sintomi, se mai si manifestano, non seguono un ordine di comparsa.

Cosa fare in caso di ipoglicemia

Correggere un’ipoglicemia non grave è semplice. Se l’ipoglicemia è leggera la persona con diabete può correggerla da sola senza bisogno di aiuti esterni, purché agisca velocemente. Se è sotto il valore ideale, ma non troppo bassa, si possono assumere carboidrati complessi (per esempio del pane).

Tra le alternative è consigliabile il miele, mentre le caramelle vanno scelte con attenzione, non tutte influenzano la glicemia con la velocità necessaria. Si raccomanda di tenere sempre a portata di mano succhi di frutta, bevande zuccherate o caramelle di zucchero. Accertarsi sempre che la glicemia sia realmente bassa.

Una glicemia bassa deve essere corretta immediatamente, altrimenti si possono rischiare svenimenti, convulsioni o addirittura il coma. L’effetto del trattamento sull’ipoglicemia può essere solo temporaneo. Se non si interviene per tempo, può succedere che la reazione del cervello all’ipoglicemia renda impossibile alla persona con diabete poter agire per correggerla.

Nel caso più grave la persona può non essere più capace di deglutire lo zucchero o la bevanda dolce. Una persona con frequenti ipoglicemie o che ha perso la capacità di avvertire i sintomi premonitori, dovrebbe avere sempre con sé una siringa di glucagone. Queste siringhe sono già pronte all’uso. L’iniezione va praticata sottocute nell’addome (come avviene con l’insulina) ma può essere anche intramuscolare o endovenosa.

Al termine di una crisi ipoglicemica seria, è necessario farsi portare presso un Pronto Soccorso e poi contattare il proprio Team diabetologico.

Alcuni dei farmaci usati per la terapia del diabete (insulina, sulfoniluree e biguanidi) sono le cause più frequenti di ipoglicemia. Nei soggetti diabetici, la prevenzione consiste nel coordinare l’assunzione di cibo, la quantità di attività fisica e l’assunzione di farmaci. Alcuni pazienti hanno pochi sintomi premonitori di ipoglicemia; in questi soggetti, è consigliabile eseguire abitualmente misurazioni frequenti.

L’intervallo di tempo compreso fra la comparsa dei primi sintomi di ipoglicemia e la perdita di conoscenza può essere molto breve. Un episodio ipoglicemico si può inoltre manifestare anche senza essere preceduto da segni o sintomi premonitori (ipoglicemia asintomatica). Questo è il motivo per cui un autocontrollo regolare della glicemia è essenziale per una buona gestione del diabete.

L’esercizio fisico aumenta il consumo di glucosio. Pertanto, l’attività fisica da moderata a intensa può causare un calo della glicemia fino a 24 ore dopo. Se si prevede un allenamento prolungato (un’ora o più), è opportuno assumere carboidrati durante l’allenamento.

Cos'è l'iperglicemia?

“Iperglicemia” significa elevata concentrazione di glucosio nel sangue e si verifica quando la glicemia supera i valori prestabiliti (glicemia alta). Iperglicemia è il termine medico per livelli elevati di glucosio nel sangue. Nel diabete lo scopo del trattamento è il mantenimento dei livelli di glicemia il più vicino possibile ai valori normali.

In caso di frequenti iperglicemie, è necessario consultare il medico o il personale sanitario addetto alle cure del diabete. Nei diabetici i sintomi dell’iperglicemia tendono a svilupparsi lentamente nell’arco di qualche giorno o settimane.

Sintomi dell'iperglicemia

Ogni evento iperglicemico può presentare sintomi diversi. Uno o più sintomi menzionati in precedenza, anche in forma lieve, potrebbero indicare la presenza di un’iperglicemia che può essere causata o aggravata anche da altre condizioni. Questi segnali, anche se molto lievi, non devono mai essere ignorati.

I sintomi di iperglicemia possono anche dipendere da un diabete non diagnosticato; è quindi fondamentale consultare il proprio medico per un inquadramento.

Cause dell'iperglicemia

Tra le principali cause dell'iperglicemia troviamo:

  • I carboidrati (o zuccheri) assunti in un pasto o fuori pasto. Possono essere ‘semplici’ (come lo zucchero che si adopera in cucina) o “complessi” (come quelli contenuti nella pasta, nel riso, nel pane e nei prodotti a base di farina, nelle patate e in alcuni legumi).
  • La sedentarietà.
  • Gli ormoni dello stress. L’organismo risponde a ogni tipo di stimolo esterno in una maniera standard che prevede fra le altre cose il rilascio di ormoni che riducono la sensibilità all’insulina e quindi aumentano la glicemia.
  • Assunzione di farmaci che possono aumentare la glicemia (es. cortisone).

Cosa fare in caso di iperglicemia

Essere il più possibile attivi; l’attività fisica regolare può aiutare ad arrestare la salita della glicemia. Un’alimentazione sana è alla base di una vita sana, a prescindere dal diabete. In presenza della malattia, però, la consapevolezza di come i cibi interagiscano con il glucosio nel sangue diventa essenziale.

Per quanto possibile, pianificare per ciascun pasto una giusta composizione di amidi, frutta e verdure, proteine e grassi. L’attività fisica è un’altra componente importante del piano di prevenzione e gestione del diabete. Questi fattori concorrono ad abbassare il livello glicemico nel paziente diabetico e prevenirlo nel soggetto sano. Più intensa è l’attività fisica, più dura l’effetto.

Complicanze dell'iperglicemia

Accade assai di rado ma è importante ricordare che l’iperglicemia può avere anche delle conseguenze acute. La chetoacidosi si instaura più frequentemente a seguito di un errore nell’assunzione di insulina. Esistono diversi schemi terapeutici che indicano la quantità di insulina che dovrebbe essere iniettata e gli intervalli di tempo fra le varie somministrazioni per trattare la chetoacidosi. Si potrebbe manifestare uno stato di sonnolenza o addirittura la perdita di coscienza e la conseguente incapacità di somministrarsi una dose di insulina.

Fattori che influenzano la glicemia

Le variazioni ormonali la settimana prima e durante le mestruazioni possono determinare fluttuazioni significative della glicemia. Sotto stress, gli ormoni prodotti dall’organismo in risposta a uno stimolo prolungato possono causare un incremento del livello glicemico. Più si conoscono i fattori che influenzano la propria glicemia, più se ne possono prevedere le fluttuazioni e gestirsi coerentemente.

Monitoraggio della glicemia

In caso di diagnosi di diabete l’obiettivo della terapia è quindi riportare i valori di zucchero nel sangue in un intervallo adeguato, che può variare leggermente da un paziente all’altro. Può essere necessario controllarne i valori più volte al giorno ed il medico, per monitorare il paziente, può avvalersi anche di un esame del sangue denominato A1C (emoglobina glicata) che serve a quantificare il livello medio di glicemia degli ultimi tre mesi.

Al termine del controllo glicemico, annotare i risultati e rivederli con il medico per capire come cibo, attività fisica e stress influiscono sulla glicemia. Osservare con attenzione i dati relativi alla propria glicemia per vedere se i livelli risultano troppo bassi o troppo alti, ripetitivamente più o meno alle stesse ore del giorno. È necessaria una lunga fase di apprendimento.

Tenere presente che i risultati delle misurazioni glicemiche spesso hanno un alto impatto emotivo. Questi risultati possono generare fastidio, confusione, frustrazione, rabbia o depressione. È facile usare i numeri per auto-valutarsi. Ricordarsi che il livello glicemico è un modo per monitorare l’efficacia del programma di cura del proprio diabete, ma non è un giudizio sulla persona.

Verificare con il medico la necessità di controllare la glicemia. Talvolta, si misurano valori di glicemia occasionalmente più alti o più bassi del solito senza poterne individuare la ragione. Una malattia virale acuta o l’influenza faranno quasi sempre aumentare i livelli di glicemia, tanto che potrà essere necessario contattare il proprio medico. Vi sono numerose altre cause di variazione dei livelli glicemici.

L’accuratezza di tutti i dispositivi di misura può essere controllata con gocce di liquidi dispositivo-specifici, chiamati soluzioni di controllo. Se preoccupati del buon funzionamento del dispositivo, è possibile verificarlo con una soluzione di controllo. È importante prendersi cura delle strisce in modo da ottenere risultati accurati. La manutenzione andrà eseguita secondo le istruzioni del fabbricante.

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