L'incremento della popolazione anziana (maggiore di 65 anni) ed il contemporaneo aumento della prevalenza di diabete mellito rendono necessario un continuo confronto fra i diversi specialisti coinvolti nella gestione di questa patologia in questa fascia di età. Nel nostro paese il diabete colpisce fino all'8% delle persone sopra i 60 anni e fino al 10-12% dopo i 70 anni. Bisogna poi tener presente che queste cifre si riferiscono ai soli casi in cui si sa che il diabete è presente, ma numerosi studi hanno evidenziato come ne esistano almeno altrettanti in cui la malattia è presente senza che il paziente e il suo medico lo sappiano.
Cos'è il Diabete?
Cos’è il diabete esattamente? Di diabete, però, non esiste soltanto un tipo. Si parla infatti di diabete di tipo 1, o mellito, in caso di malattia cronica e autoimmune che provoca l’assenza totale di insulina nel corpo. Questa tipologia di diabete è la meno frequente nella popolazione e insorge spesso in età precoce. Quando parliamo di diabete negli anziani ci riferiamo proprio a questa seconda tipologia.
- Diabete di tipo 1: Rientra nel novero delle malattie autoimmuni, perché è causata dalla produzione di anticorpi che attaccano le cellule deputate alla produzione di insulina, determinandone la riduzione fino al suo azzeramento.
- Diabete di tipo 2: Questa forma di diabete deriva da fattori ereditari o ambientali quali la sedentarietà, lo stress o l’obesità.
Iperglicemia: Cos'è e Come Riconoscerla
La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard. L’iperglicemia è l’elemento caratteristico del diabete mellito: in questo caso l’iperglicemia deve essere adeguatamente trattata, perché, se non si ripristinano i valori normali, il paziente può sviluppare complicanze croniche al sistema cardiovascolare, a quello nervoso, ai reni e agli occhi.
I livelli di glucosio nel sangue si misurano a 8 ore dall’ultimo pasto e vanno dai 70 ai 100 mg/dl: se questi valori aumentano il paziente ha sviluppato un’iperglicemia.
Cause dell'Iperglicemia
La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci. Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio.
La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati. Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress. Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.
Esistono alcuni fattori di rischio che rendono più probabile la comparsa di diabete negli anziani. Alcuni di questi possono essere corretti: stile di vita sedentario e cattive abitudini alimentari.
Complicanze dell'Iperglicemia negli Anziani
Il diabete è una delle maggiori cause di mortalità e altre patologie negli anziani. Gli anziani con diabete hanno un rischio più elevato di essere affetti da depressione, decadimento cognitivo e demenza, incontinenza urinaria e fecale, cadute traumatiche, compromissioni funzionali, disabilità, sincope e dolore cronico misto.
L'iperglicemia può causare aumento della quantità di urine e della frequenza con cui si deve urinare, incontinenza urinaria, interferenza nel sonno, disidratazione e aumento del numero di cadute. Anche le alterazioni della vista, associate all'iperglicemia possono aumentare il rischio di cadute e la paura di cadere porterà gli anziani a ridurre la motilità. L'iperglicemia aumenta il rischio di ictus, infarto miocardico, dolori agli arti inferiori mentre si cammina e impotenza. Riduce inoltre la tolleranza al dolore, che può portare a un eccessivo consumo di anti-dolorifici.
Come Gestire il Diabete negli Anziani
La cura dei soggetti diabetici anziani è complicata dalla grande diversità fra gli individui, della quale i medici curanti devono tenere conto. La valutazione multidisciplinare può fornire informazioni fondamentali per l'inquadramento del paziente geriatrico. È necessario perseguire degli obiettivi glicemici, seppure non troppo ambiziosi, educare i pazienti a un corretto stile di vita (nutrizione ed attività fisica) e all'automonitoraggio glicemico, attuare delle scelte terapeutiche personalizzate, prevenire e trattare le complicanze acute/croniche.
Gli anziani nei quali il diabete è già noto da anni sono abituati alla malattia e non comportano molte difficoltà di gestione, se non l’attenzione agli obiettivi terapeutici che devono essere continuamente rivisti. Nei diabetici anziani lo schema di automonitoraggio glicemico dovrebbe essere stabilito in relazione al grado di autosufficienza e quindi alla capacità del singolo di eseguire, capire e decidere. Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti. Senza dubbio l’utilizzo di un glaucometro.
Uno dei capisaldi del trattamento del diabete senile e delle sue complicanze è rappresentato dall'educazione terapeutica. Gli obiettivi dell'educazione all'autogestione sono quelli di ottimizzare il compenso metabolico, prevenire le complicanze acute (ipoglicemia, coma iperosmolare, chetoacidosi, infezioni) e croniche (neuropatia, vasculopatia, retinopatia, nefropatia e piede diabetico) e ottimizzare la qualità della vita. È fondamentale un intervento multidisciplinare per l’educazione al corretto utilizzo dei farmaci, al monitoraggio glicemico e al riconoscimento dell'ipoglicemia e dell'iperglicemia. Tra gli anti-diabetici orali vanno evitati quelli con elevato rischio di ipoglicemia. La metformina è utilizzabile con cautela, facendo attenzione alla funzionalità renale. È indispensabile il controllo delle altre malattie associate al diabete e di tutti i fattori di rischio cardiovascolare.
Alimentazione e Attività Fisica
I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione. Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati. Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. E i carboidrati? Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione). Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.
È importante ribadire che chi ha il diabete deve seguire i consigli e le terapie proposte degli specialisti diabetologi di riferimento, ma ci sono una serie di accortezze quotidiane che possono aiutare a contenere i fattori di rischio e diminuire il livello di glicemia nel sangue. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine.
L’aumento dell'attività fisica e una corretta educazione nutrizionale sono in grado di migliorare i livelli di pressione arteriosa e il controllo lipidico e glicemico. I valori pressori vanno mantenuti < 140/80 mmHg, se ben tollerati.
Secondo gli esperti diabetologi e geriatri, infatti, migliorare la qualità della vita di un anziano affetto da diabete è possibile e doveroso; è sufficiente che il paziente rispetti delle “regole a misura di anziano”, attraverso delle buone abitudini. L’alimentazione e il movimento sono imprescindibili. La dieta, inoltre, va necessariamente affiancata all’attività fisica. Un test che consiste nella compilazione di un questionario per la valutazione dello stato nutrizionale dell’anziano. Controlli periodici e automonitoraggio sono elementi imprescindibili per il successo della terapia, sostengono i diabetologi.
Si può evitare la comparsa di diabete?
Mai arrendersi all’età che avanza.
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