Il singhiozzo è un riflesso afinalistico dovuto alla contrazione involontaria di uno o di entrambi gli emidiaframmi e dei muscoli inspiratori intercostali, con inizio di un atto inspiratorio che viene poi abortito entro 35 msec. Il suono che viene prodotto nel momento in cui ciascuno di noi ha il singhiozzo, invece, è dovuto alla repentina chiusura della glottide ad ogni contrazione diaframmatica.
Ma perché viene il singhiozzo? L’irritazione del nervo frenico è la causa scatenante dello spasmo che provoca il singhiozzo: il diaframma si contrae in modo involontario e ripetuto e a ogni inspirazione segue la chiusura improvvisa della glottide, lo spazio vuoto tra le corde vocali all’interno della laringe.
Cause del Singhiozzo
Le cause in grado di determinare la comparsa del singhiozzo sono molteplici e non è semplice individuare quella specifica che lo ha innescato.
Nella maggior parte dei casi, il singhiozzo è riferibile all'attivazione/irritazione delle componenti di un arco riflesso complesso, schematizzabile in una via afferente (nervo vago, nervo frenico, rami del simpatico toracico) ed una via efferente (rappresentata prevalentemente dal nervo frenico) integrate a livello centrale da un centro del singhiozzo che si presume situato nel bulbo e/o nel midollo spinale tra C3 e C5 e su cui convergono fibre provenienti dall'ipotalamo ed altre aree del cervello. La lunghezza delle vie nervose coinvolte spiega perché le cause di singhiozzo siano rappresentate ai due lati del diaframma e nel distretto cervico-facciale.
Fattori Comuni
- Al di sotto del diaframma: la distensione gastrica (aria, cibo, liquidi) è la causa più comune di singhiozzo.
- Sovradiaframmatiche: malattie del mediastino, del polmone e della pleura.
- Cause centrali: associate ad altre manifestazioni motorie o sensitive.
Cause Specifiche
- Bibite gassate
- Eccessivo consumo di alcolici
- Pasto troppo abbondante
- Eccitazione, stress, emozioni forti
- Improvvisi cambi di temperatura
- Deglutizione di aria (masticando chewing gum, caramelle, ...)
Singhiozzo Cronico e Patologie Sottostanti
In alcuni casi, il singhiozzo può indicare un grave problema medico sottostante. Avere una valutazione approfondita da parte del proprio medico è fondamentale per diagnosticare la causa del singhiozzo cronico o intrattabile. Sulla base di questi risultati, il medico può ordinare analisi del sangue e test di imaging (raggi X, TAC o risonanza magnetica).
Patologie sovradiaframmatiche che richiedono altre metodiche di studio includono malattie dell'esofago, pericardite ed infarto del miocardio. La sclerosi multipla è una delle cause più comuni di singhiozzo intrattabile di origine centrale nel giovane adulto. Il singhiozzo persistente è stato descritto peraltro in corso di disordini diversi quali infezioni cerebrali, siringomielia, malattie cerebrovascolari e dopo interventi neurochirurgici per il trattamento del morbo di Parkinson.
Le cause di singhiozzo riportate nella letteratura sono oltre 100 ed includono vari disordini metabolici quali diabete, ipocalcemia ed iponatremia associata o meno a morbo di Addison. Non è chiaro se tutte le condizioni riportate siano vere eziologie o solo associazioni casuali. In numerose circostanze non è possibile definire alcuna causa organica.
Singhiozzo e Fattori Psicologici
Sì, il singhiozzo può essere innescato e sostenuto da fattori psicologici come l'ansia e lo stress. Il singhiozzo può poi essere provocato da emozioni intense, dall’eccitazione o dallo stress: in queste situazioni di disagio, infatti, si tende a ingerire molta più aria rispetto al normale, e questo può comportare come conseguenza l’irritazione del nervo frenico.
Singhiozzo Post-Gastroscopia e Condizioni Gastrointestinali
Una gastroscopia ha evidenziato ernia iatale da scivolamento e reflusso gastro-esofageo. L'ernia e il reflusso possono entrare nella genesi del singhiozzo. Al di sotto del diaframma, la distensione gastrica (aria, cibo, liquidi) è la causa più comune di singhiozzo.
Come già accennato, può essere anche sintomo di una gastrite, ossia l’infiammazione delle pareti interne dello stomaco.
Sintomi Associati
Diventano più frequenti dopo i pasti e anche solo bevendo dell’acqua, quasi come una reazione a ciò che ingerisco, alcuni sembrano addirittura smorzati nella gola e assumono l’aspetto di borbottii che risalgono verso la gola, ma mi vengono anche al mattino a stomaco vuoto per es. quando mi rigiro nel letto.
Rimedi e Trattamenti
Il singhiozzo acuto in genere si risolve in modo indipendente; tuttavia, diversi rimedi casalinghi possono accelerare il processo. Per risolvere il problema del singhiozzo di breve durata, che insorge in assenza di alterazioni organiche, la tradizione popolare insegna diversi rimedi, alcuni dei quali potrebbero funzionare, mentre altri meno.
Quando possibile il trattamento del singhiozzo deve essere eziologico (ad esempio, omeprazolo nel trattamento dell'esofagite da reflusso o sospensione dei farmaci che causano il singhiozzo). Nella maggior parte dei casi, tuttavia, ciò non è possibile ed è necessario intraprendere un trattamento sintomatico, che può essere non farmacologico e/o farmacologico.
Rimedi Popolari
- Trattenere il fiato
- Tappare bocca e naso e soffiare
- Gargarismi con acqua molto fredda
- Respirare dentro un sacchetto di carta
Approcci Medici
Sebbene il trattamento della condizione di base sia essenziale per curare il singhiozzo persistente o intrattabile, esistono alcuni interventi medici che possono aiutare ad alleviare i sintomi.
Trattamento Non Farmacologico
Nel trattamento non farmacologico del singhiozzo vengono descritti numerosi rimedi popolari, per alcuni dei quali vi è una inconsapevole ma definita correlazione fisiologica. I metodi più comuni si basano sulla inibizione delle strutture centrali per aumento della CO2 ematica o per stimolazione della faringe. Questi metodi, spesso efficaci nell'interrompere il singhiozzo di breve durata, in genere presentano una utilità temporanea nel singhiozzo protratto, ma stante la loro innocuità possono essere tentati prima di ricorrere a farmaci.
Trattamento Farmacologico
I farmaci proposti sono molto numerosi, a sottolineare come nessun composto sia efficace in tutti i casi e come l'efficacia sia spesso parziale. Con l'eccezione della clorpromazina, per gli altri farmaci il trattamento del singhiozzo non rientra fra le indicazioni registrate. La scelta di un farmaco anziché un altro è empirica perché non è possibile prevedere la risposta del paziente e talora la selezione del farmaco efficace è possibile solo dopo tentativi non risolutivi con altri composti.
I farmaci di questo gruppo più comunemente usati nel trattamento del singhiozzo sono la metoclopramide e la clorpromazina. Il baclofene viene attualmente considerato il farmaco più efficace nel trattamento del singhiozzo cronico, ma mancano studi controllati e randomizzati che ne abbiano verificato la reale superiorità nei confronti delle altre molecole.
Quando Preoccuparsi
Nella maggior parte dei casi il singhiozzo non rappresenta motivo di preoccupazione. Se però il disturbo persiste per oltre 48 ore, è opportuno rivolgersi al medico per una visita: la valutazione clinica ha l’obiettivo di individuare le cause scatenanti, cioè le eventuali patologie delle quali il singhiozzo è un sintomo. Il medico potrà far eseguire esami del sangue e altre indagini specifiche (radiografia, risonanza magnetica, ecografia, ecocardiografia, gastroscopia, ecc.) per approfondire la situazione e arrivare a una diagnosi certa, impostando la terapia più opportuna.
