Sindrome Metabolica: Esami del Sangue, Cause, Sintomi e Cura

La sindrome metabolica (chiamata anche sindrome di Reaven o sindrome X) non corrisponde a una patologia univoca, ma a una condizione riconducibile a più fattori di rischio metabolici e cardiovascolari.

Vale la pena specificare, infatti, che in medicina il termine “sindrome” non è necessariamente una malattia specifica, ma piuttosto un quadro clinico che può comprendere diverse condizioni. Di fatto, quindi, la sindrome metabolica non è una singola patologia quanto, piuttosto, un insieme di disturbi patologici.

Incidenza e Rischi Associati

La sindrome metabolica ha un’incidenza compresa tra il 34,1% e il 17,8%, in base ai diversi criteri diagnostici che possono essere adottati. Si ha il picco di incidenza nella fascia d’età 65-74 anni e nei soggetti che soffrono di diabete di tipo 2 (tra l’80% e il 90%). Spesso, tuttavia, non è correlata a una sintomatologia specifica e si sviluppa silenziosamente. Richiede dunque particolare attenzione ai fattori di rischio che possono contribuire alla sua comparsa.

L’incidenza della sindrome metabolica è in aumento a livello globale, in modo analogo e parallelo a quanto si verifica per l’incidenza dell’obesità; inoltre, non si presenta più solo nelle persone adulte ma anche nell’infanzia e nell’adolescenza.

Quando un soggetto soffre di sindrome metabolica, il rischio di contrarre patologie cardiovascolari raddoppia entro i 10 anni, l’insorgenza del diabete si moltiplica per cinque volte e i possibili danni alle arterie coronarie (infarto del miocardio o angina pectoris) si moltiplicano per tre. Queste tuttavia non sono le uniche conseguenze della sindrome. La sindrome metabolica presenta un rischio due volte maggiore di sviluppare malattie cardiache e cinque volte maggiore di sviluppare il diabete. Più alto è il numero di condizioni di cui si soffre, maggiore è la probabilità di sviluppare la sindrome metabolica.

Nonostante il maggior rischio di sviluppare in futuro condizioni come il diabete e varie patologie cardiovascolari, le persone che soffrono di sindrome metabolica spesso non presentano sintomi e affermano, perlopiù, di “sentirsi bene”.

Caratteristiche della Sindrome Metabolica

La sindrome metabolica è caratterizzata da diverse condizioni (eccesso di grasso addominale, ipertrigliceridemia, iperglicemia, bassi livelli di colesterolo HDL, ipertensione), che non sono necessariamente tutte presenti.

Fattori di Rischio e Condizioni Associate

  • Obesità viscerale
  • Ipertensione arteriosa
  • Alterata glicemia a digiuno o insulino-resistenza
  • Dislipidemia (alterazione dei livelli ematici di colesterolo e trigliceridi)

La sindrome metabolica è associata a un rischio alto di diverse complicanze, tra cui le principali sono diabete, ictus, vari disturbi cardiovascolari (fibrillazione atriale, infarto cardiaco, embolia polmonare eccetera), alcuni tipi di tumore (per esempio quello al colon), nonché a danni agli organi, in particolare reni, fegato, pancreas e cistifellea.

Inoltre, alcune patologie come steatosi epatica, calcoli biliari, apnee notturne e ovaio policistico sono considerate come facenti parte della costellazione della sindrome metabolica.

Diagnosi della Sindrome Metabolica

La diagnosi precoce è essenziale, e per la sindrome metabolica è prevista la raccolta delle urine, al mattino, e un prelievo di sangue venoso.

La diagnosi di sindrome metabolica viene effettuata sulla base di alcuni parametri, che comprendono la misura della circonferenza della vita, dei livelli di trigliceridi e colesterolo HDL (il cosiddetto colesterolo “buono”), della glicemia a digiuno e della pressione sanguigna.

Esami e Valutazioni Mediche

Dal punto di vista fisico, il/la medico/a valuta la circonferenza della vita, per la quale i valori limite sono indicati come ≥ 102 centimetri per gli uomini e 88 per le donne; misura inoltre la pressione arteriosa, che in condizioni fisiologiche è 120/80 mmHg (millimetri di mercurio, l’unità di misura per la pressione; i due valori sono riferiti alla pressione sistolica o massima, cioè quando il cuore si contrae e pompa il sangue nelle arterie, e alla diastolica o minima, quando l’organo si rilassa per riempirsi di sangue).

Gli esami del sangue permettono poi di verificare l’eventuale presenza di ipertrigliceridemia (livelli alti di trigliceridi nel sangue), i livelli di colesterolo HDL e quelli di glucosio.

Criteri Diagnostici

I criteri diagnostici della sindrome metabolica sono oggetto di discussione. Le linee guida internazionali più note sono quelle dell’OMS (Organizzazione mondiale della sanità), dell’IDF (Fondazione internazionale per il diabete) e del NCEP-ATP III (il National cholesterol educational program adult treatment panel III), ma divergono tra loro.

In linea generale, si ritiene che per la diagnosi di sindrome metabolica sia necessaria la presenza di tre dei seguenti parametri:

  • circonferenza vita: maggiore o uguale (≥) a 102 cm nei maschi, ≥ 88 cm nelle femmine;
  • pressione arteriosa: ≥ 130/85 mmHg;
  • colesterolo HDL: minore di 40 mg/dl nei maschi, < 50 mg/dl nelle femmine;
  • trigliceridi ≥ 150 mg/dl;
  • glicemia a digiuno ≥ 100 mg/dl.

Cause della Sindrome Metabolica

Le cause della sindrome metabolica non sono ancora del tutto chiare, anche se appare evidente che l’obesità e lo stile di vita sedentario contribuiscano ad aumentarne il rischio.

Molti esperti ritengono che il fattore chiave della sindrome metabolica sia l’insulino-resistenza, cioè la scarsa sensibilità delle cellule a questo ormone che impedisce l’assorbimento cellulare del glucosio, condizione che porta ad alti livelli di zuccheri nel sangue.

Altri fattori di rischio che possono contribuire alla sindrome metabolica sono età avanzata e menopausa.

Dobbiamo ricordare che non solo in caso di obesità, ma anche in caso di sovrappeso, vengono rilasciati in circolo grandi quantità di acidi grassi liberi che stimolano la produzione e il rilascio di glucosio, di trigliceridi e colesterolo LDL (cattivo). A sua volta l’aumento di glucosio e acidi grassi stimola il pancreas ad aumentare la secrezione di insulina che provoca ipertensione e uno stato pro-infiammatorio.

Oltre a un’alimentazione scorretta, anche altri fattori incidono sullo sviluppo della Sindrome Metabolica, come scarsa attività fisica, fumo, consumo eccessivo di alcol e grassi.

Sintomi della Sindrome Metabolica

La sindrome metabolica spesso non causa manifestazioni evidenti, ma in alcuni casi possono comparire sintomi associati a disturbi come l’ipertensione o l’iperglicemia. Nel primo caso possono manifestarsi mal di testa, vertigini, perdite di sangue dal naso, mentre nel secondo necessità di urinare frequentemente, secchezza delle fauci e aumento della sete.

Prevenzione e Cura

La cura e, ancor prima, la prevenzione della sindrome metabolica richiede da parte del soggetto una presa di coscienza rispetto al proprio stile di vita, cui dovrebbe seguire un cambiamento delle proprie abitudini.

La cura della sindrome metabolica si basa sulla terapia delle complicanze; la prevenzione si basa sull’adozione di modifiche sostanziali dello stile di vita e dell’alimentazione.

Modifiche dello Stile di Vita

Se i cambiamenti dello stile di vita non sono sufficienti, possono essere prescritti dal medico farmaci o integratori per tenere sotto controllo colesterolo e trigliceridi, glicemia e ipertensione.

Sebbene non tutti i fattori di rischio per la sindrome metabolica siano modificabili (è il caso per esempio dell’età e della storia familiare), uno stile di vita sano ha un ruolo molto importante per la prevenzione di questa condizione.

Ecco alcuni consigli:

  • Innanzitutto è fondamentale una regolare attività fisica. L’esercizio fisico contribuisce infatti alla perdita di peso fino al raggiungimento del proprio peso forma. Particolarmente indicate sono attività di tipo aerobico e l’allenamento di resistenza, che permettono di incrementare il consumo energetico, riattivare il metabolismo e perdere peso.
  • Fare regolarmente attività fisica, mantenere il proprio peso nella norma, seguire una dieta equilibrata, non fumare e limitare il consumo di alcol sono tutti elementi che contribuiscono a ridurre il rischio di sviluppare la sindrome metabolica.
  • Altro punto cruciale riguarda l’astensione dal fumo, uno tra i fattori di rischio cardiovascolare più pericolosi.
  • Altrettanto fondamentale è seguire delle sane abitudini alimentari. Una dieta equilibrata e consapevole rappresenta un valido aiuto per avere una circonferenza vita sotto controllo.
  • svolgere regolarmente attività fisica, anche leggera: l’ideale sarebbe svolgere un’attività di tipo aerobico per circa 30 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana. Alcune strategie per limitare la sedentarietà sono preferire le scale invece dell’ascensore e utilizzare la bicicletta o spostarsi a piedi invece che in automobile.
  • seguire una dieta bilanciata che preveda molto consumo di frutta e verdura e una riduzione di cibi e bevande eccessivamente calorici.

Alimentazione

La dieta per la sindrome metabolica deve essere ricca di verdura, frutta, cereali integrali, carni magre, pesce e proteine vegetali. Va ridotto il più possibile il consumo di alimenti contenenti gli acidi grassi trans e quelli saturi, di carne rossa, di latticini, di insaccati, di sale e di zuccheri aggiunti. In caso di obesità o sovrappeso è importante perdere il peso in eccesso seguendo una dieta dimagrante sotto il controllo del medico.

Trattamento Farmacologico

Il trattamento della sindrome metabolica mira a ridurre il rischio che si sviluppino altre patologie correlate, come il diabete. Qualora questo approccio non fosse sufficiente, il/la medico/a può indicare anche un trattamento farmacologico, che non esclude comunque la necessità di seguire le raccomandazioni di uno stile di vita sano. Diversi farmaci possono infatti essere impiegati per abbassare la pressione arteriosa e i livelli di glucosio, trigliceridi e colesterolo nel sangue, così da prevenire le complicanze della sindrome metabolica.

Tra i farmaci utilizzati troviamo:

  • farmaci per la cura dell’ipertensione quali diuretici e betabloccanti, tra i farmaci più adottati per la risoluzione dell’ipertensione.
  • farmaci per la riduzione della glicemia, per i quali è necessaria una distinzione. Nel caso, infatti, del diabete mellito (di tipo 1) il paziente deve ricorrere all’iniezione sottocutanea di insulina.

Monitoraggio

Per tenere sotto controllo questi parametri bisogna effettuare controlli con cadenza regolare dal medico di medicina generale che indicherà quali esami mirati effettuare.

Tabella Riassuntiva dei Parametri Diagnostici

Parametro Uomini Donne
Circonferenza vita ≥ 102 cm ≥ 88 cm
Pressione arteriosa ≥ 130/85 mmHg
Colesterolo HDL < 40 mg/dl < 50 mg/dl
Trigliceridi ≥ 150 mg/dl
Glicemia a digiuno ≥ 100 mg/dl

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