I reni fanno parte delle vie urinarie superiori e sono i nostri principali organi escretori, pertanto svolgono la primaria funzione di depurare il sangue delle sostanze di scarto. Non solo, loro compito è anche quello di bilanciare la quantità totale di fluidi presenti nel nostro corpo e di mantenere stabile la concentrazione degli elettroliti, ovvero di quei sali minerali che promuovono la “conduzione” degli impulsi elettrici dal sistema nervoso ai muscoli, cuore incluso.
Spesso ci si accorge del problema solo quando la situazione risulti - purtroppo - già compromessa. La funzionalità renale, infatti, anche quando “a singhiozzo”, non sempre dà segni di sé, perché quando uno o entrambi i reni vanno in sofferenza, la sintomatologia può essere alquanto sfumata. Ecco perché è ancora più importante effettuare le analisi del sangue per la funzionalità renale in assenza di sintomi specifici. Potrebbero rilevare un lieve deficit iniziale e permetterci di porvi rimedio con tempismo.
Cos’è la Creatinina?
Cos’è la creatinina, e perché la sua concentrazione nel sangue, o meglio, nel plasma sanguigno, ci fornisce informazioni utili sullo stato di salute dei nostri reni? La creatinina è una sostanza che deriva dalla creatina. Si tratta di una sostanza prodotta a partire da un’altra sostanza: la fosfocreatina (o creatina), che fornisce energia ai tessuti muscolari, scheletrici e al cuore grazie alla sintesi degli aminoacidi.
La creatina è una proteina presente in abbondanza nei muscoli che ha il compito di conservare l’energia chimica delle cellule muscolari. Tale sostanza è in parte prodotta dal nostro stesso organismo, e in parte desunta dall’alimentazione, in particolare dai cibi proteici come la carne.
La creatina (dal gr. κρέας, carne) è l'acido metilguanidinacetico. Si trova normalmente nei muscoli dei vertebrati e di molti invertebrati: è sempre nel sangue e, in determinate condizioni fisiologiche o patologiche, si può trovare anche nelle urine. Fu scoperta nel 1835 da M.-E. Chevreul, che l'ottenne in piccola quantità dal brodo di carne; J. Liebig nel 1847 dette un metodo migliore per ottenerla dalla carne e comodamente si può preparare dall'estratto di carne.
Nella carne di cavallo è contenuta al 0,07%; in quella di bue al 0,17-0,23%; in quella di maiale al 0,13-0,25%; in quella di montone al 0,18% e in quella di gallina al 0,35%. È in cristalli incolori trasparenti che a 100° diventano opachi perdendo la molecola d'acqua che contengono. È assai solubile nell'acqua calda, meno a freddo, poco solubile nell'alcool e insolubile nell'etere. Ha reazione neutra e con gli acidi forma dei sali instabili.
Creatininemia e Creatinuria
La creatininemia è la quantità di creatinina contenuta nel siero ematico. Il valore normale è tra 0,8 e 1,2 mg/dl e quando vengono riscontrati valori superiori significa che il rene non è stato in grado di depurare adeguatamente il sangue dalla creatinina.
La creatinuria è invece la quantità di creatinina presente nelle urine. Una riduzione della creatinuria si associa, di norma, con un aumento della cretininemia. In realtà la creatina viene eliminata solo in parte con le urine, in quanto parte di quella filtrata a livello del glomerulo renale, viene poi riassorbita dal tubulo.
Si chiama rispettivamente creatinemia, creatininemia e creatinuria, creatininuria la presenza della creatina e della creatinina nel sangue e nell'urina. Si può avere creatinuria con l'alimentazione carnea, ma generalmente la creatina s'elimina nelle urine in forma di creatinina la quale si dosa con il metodo colorimetrico di Folin basato sulla colorazione rosso-arancio che dà la creatinina con l'acido picrico in presenza di soda (reazione di Jaffé).
La creatininuria ha perciò duplice origine: esogena, dalla creatina e creatinina dell'alimentazione carnea; endogena, dalla disassimilazione dei tessuti. In quest'ultimo caso la percentuale è relativamente fissa. La creatininemia nell'individuo normale oscillerebbe fra gr. 0,010-0,020 per litro di siero (Folin, Myers).
Fattori che Influenzano i Livelli di Creatinina
Quanta creatinina dovremmo produrre al giorno, in condizioni di salute? Vanno precisate alcune cose, prima di passare a spiegare cosa possano indicare livelli superiori o inferiori a quelli indicati. Inoltre, sebbene la produzione di questa sostanza sia più o meno sempre costante, può risultare superiore alla media negli atleti e in chi pratica attività fisica intensiva.
Per tale ragione prima di sottoporsi all’esame sarebbe opportuno astenersi dalle pratiche sportive nelle otto ore che precedono il prelievo. Al contrario, quando siamo perfettamente idratati e i nostri livelli di fluidi corporei sono bilanciati, la creatinina si diluisce. La disidratazione senza dubbio fa aumentare i livelli di creatinina nel sangue e di conseguenza fa decrescere la velocità di filtrazione glomerulare (GFR). La prima e più importante bevanda per la salute renale è l’acqua, perché assumerla ci permette di bilanciare i fluidi presenti nel corpo.
Creatininemia Alta: Cosa Significa?
Se la nostra creatininemia è superiore alla media, però, e noi non siamo né disidratati, né reduci da un allenamento intenso, il significato di tale anomalia non va sottovalutato. Livelli superiori a questi possono rivelare una funzionalità renale deficitaria. Un aumento dei valori può essere indice di danno renale acuto o cronico.
Assunzione di farmaci tossici per i reni, tra cui antinfiammatori FANS (es. ibuprofene, ketoprofene, aspirina, ecc.).
Creatininemia Bassa: Cosa Significa?
Una creatininemia inferiore alla media, invece, può segnalare stati di indebolimento e di malnutrizione.
Clearance della Creatinina e Velocità di Filtrazione Glomerulare (GFR)
La rilevazione della creatinina nel sangue va però associata ad un altro test, stavolta delle urine, definito clearance della creatinina. Abbiamo fatto riferimento ai glomeruli come parte dei nefroni, e nello specifico minuscole strutture presenti all’interno dei nostri reni e aventi lo scopo di filtrare il sangue depurandolo dai liquidi in eccesso e dalle scorie.
Questo test si basa sul fatto che la creatinina riversata nel plasma sanguigno raddoppia quando la velocità di filtrazione glomerulare si dimezza. Ergo, per effettuare questa misurazione di devono considerare dei parametri standard che ci consentono una valutazione in stima. La clearance della creatinina è un valore che si calcola tenendo conto del volume di urina emesso per minuto e i valori della creatininemia.
Un test utile per capire se i reni sono in salute e funzionano correttamente è la GFR (velocità di filtrazione glomerulare). La velocità di filtrazione glomerulare è il parametro utilizzato per valutare la gravità dell’insufficienza renale. È il valore che valuta la velocità con cui il sangue viene filtrato e ripulito da creatinina e altre scorie. Sono presenti numerose formule per calcolare il GFR e sono disponibili calcolatori online e applicazioni.
Sebbene si tratti di un valore che varia moltissimo da persona a persona, in generale la velocità di filtrazione glomerulare (GFR) considerata nella norma per un individuo adulto è di 90 (o più) ml/minuto (considerando una superficie corporea standard i 1,73 mq). Se la GFR si situa in un range compreso tra 60 e 98 può essere considerata normale per alcune persone, in particolare per gli over 60. Detto questo, per avere un quadro più chiaro della situazione renale relativamente a questo parametro, la misurazione della GFR dovrebbe essere ripetuta nel tempo.
Per farci un’idea, dal momento che la GFR varia moltissimo da persona a persona, e nella stessa persona a seconda delle fasi della vita o dello stato di salute generale, si sono “tarati” i valori di riferimento su un ipotetico paziente/target che ha queste caratteristiche: adulto (uomo e donna non in gravidanza), la cui superficie corporea (BSA) misuri circa 1,73 mq. Chi rientra in tali caratteristiche, o ci rientra più o meno, può valutare con considerevole attendibilità i risultati della sua velocità di filtrazione glomerulare.
Sebbene valido quanto detto, va però specificato che questa tabella risulta necessariamente approssimativa, perché in realtà i parametri di riferimento variano moltissimo anche applicando la formula che abbiamo visto, e che peraltro, sebbene attualmente la più utilizzata, non è l’unica. Abbiamo visto dalla tabella che il danno renale viene identificato da una cifra: si va dalla condizione 1 di salute, alla 5 di insufficienza conclamata.
Anche in questo caso, però, dobbiamo incrociare il dato con altri rilevatori della salute dei nostri organi escretori principali, alcuni dei quali emergono dall’analisi delle urine e in particolare dal test della clearance della creatinina. Cause di bassi valori di GFR possono essere malattie renali ma anche difetti cardiaci e disidratazione.
Altri Indicatori della Funzionalità Renale
Oltre alla creatinina, ci sono altri indicatori importanti della funzionalità renale che vengono misurati attraverso esami del sangue e delle urine:
- Azotemia: L’azotemia è un valore che si associa frequentemente a quello della creatinina. Per azotemia si intende il valore di azoto presente nel sangue. Queste scorie vengono immesse nel circolo ematico fino a che non vengono eliminate dal rene sotto forma di urea. I valori normali di azotemia sono tra 15 e 50 mg/dl, anche se ogni laboratorio utilizza parametri che possono differire fra loro.
- Albumina: Anche la misurazione dei livelli di albumina, una proteina prodotta dal fegato che si riversa nel sangue, è un importante indicatore, da associare al test delle urine. L’albumina è una proteina prodotta dal fegato e rappresenta il 60% circa di tutte le molecole proteiche circolanti nel siero del sangue (plasma). I livelli di albumina nel sangue possono ridursi, lievemente o in modo più importante, quando si inceppi qualcosa nel processo di produzione di questa proteina a livello epatico. Infatti quando la funzionalità renale è ottimale, l’albumina permane in alte concentrazioni nel plasma sanguigno, mentre nelle urine non ve n’è praticamente traccia.
- Elettroliti: Sodio: 135-145 millequivalenti (mEq) per Litro di sangue. Potassio: 3,6-5,3 mEq/L. Bicarbonato: 22-30 mEq/L. Cloro: 96-106 mEq/L. In generale uno squilibrio elettrolitico segnala un’anomalia nella concentrazione di fluidi corporei e può essere spia di condizioni patologiche diverse e di diverso grado di gravità. Ad esempio, anche diete sbagliate, disidratazione o eccessiva attività fisica, così come l’assunzione di certi farmaci possono contribuire ad alterare questi valori.
- Uricemia: L’uricemia è un test ematico che misura la quantità di acido urico presente nel nostro plasma. Ma un’uricemia sopra i livelli standard è anche segnale che qualcosa, a livello renale, non funziona come dovrebbe. Il test ematico dell’uricemia si esegue a digiuno di almeno 10 ore, durante le quali è consentito solo bere un po’ d’acqua. Inoltre nella mezzora che precede il prelievo è consigliato stazionare in posizione eretta.
Insufficienza Renale
L’insufficienza renale è una condizione in cui i reni non riescono a funzionare adeguatamente, e non sono in grado di eliminare le scorie presenti nel sangue. Per insufficienza renale terminale si intende un rene che ha esaurito completamente la sua funzionalità e la sua capacità di filtrare e depurare il sangue. Si parla invece di insufficienza renale cronica quando la malattia renale è irreversibile e danneggia progressivamente il rene nel corso degli anni. I segni e sintomi di una malattia renale possono essere numerosi.
Le malattie renali sono spesso secondarie ad altre patologie. Sono infatti conseguenza di ipertensione arteriosa, obesità, diabete e ipercolesterolemia. È utile anche calcolare il residuo vescicale post-minzionale attraverso un’ecografia che viene effettuata prima e dopo la minzione.
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