La calcemia indica la concentrazione di calcio nel sangue, dove questo minerale si trova in parte in forma libera e in parte legato a proteine plasmatiche, come l'albumina (80%) e le globuline (20%). La calcemia misura i livelli di calcio presenti nel circolo ematico.
Valori di riferimento della calcemia
I valori di riferimento della calcemia nell’adulto sano sono compresi fra 8,6 e 10,5 mg/dL. È importante notare che questi valori * possono variare leggermente in base alla fonte bibliografica e da laboratorio a laboratorio.
Il prelievo di sangue viene effettuato in genere al mattino, a digiuno.
Interpretazione dei risultati
Quando la concentrazione di calcio nel sangue supera i valori di riferimento si parla di ipercalcemia, che può essere provocata da:
- Iperparatiroidismo (aumento di funzionalità delle ghiandole paratiroidee)
- Eccesso di vitamina D plasmatica
- Insufficienza renale
- Un tumore delle ossa
- L’uso di diuretici o contraccettivi orali
Viceversa, se la concentrazione di calcio è inferiore alla norma si parla di ipocalcemia, che può essere causata da:
- Ipoparatiroidismo (la ghiandola paratiroide produce una quantità insufficiente di ormoni)
- Scarso apporto di vitamina D e/o di calcio
- Perdita eccessiva di calcio con le urine o le feci
Calciuria: misurazione del calcio nelle urine
Quando la calcemia è anomala, oppure in caso di sospetti calcoli renali, il medico può indicare anche la misurazione del calcio nelle urine (calciuria).
L’esame consente di valutare l’escrezione renale di calcio nelle 24 ore e si esegue raccogliendo le urine per 24 ore, a partire dalla mattina, scartando le prime urine, e seguendo l’orario di emissione. L’esame consente di rilevare eventuali disfunzioni delle ghiandole paratiroidi e di individuare, quando diagnosticati, la natura dei calcoli renali.
Valori normali di calciuria/24h:
- 100-300 mg/24h (uomo)
- 100-250 mg/24h (donna)
Calcio ionizzato
Il calcio ionizzato o calcio “libero” è una delle forme con cui il calcio è presente nel sangue. Questo esame viene prescritto quando la calcemia dà risultati anomali, per comprendere meglio i possibili fattori causali.
Valori di calcio ionizzato elevati sono indicativi di iperparatiroidismo, malattia di Paget, assunzione eccessiva di vitamina D. Al contrario, valori bassi possono essere indice di ipoparatiroidismo o malassorbimento di calcio (osteomalacia e/o rachitismo).
Valori normali di calcio ionizzato:
- 4,64-5,28 mg/dL (adulto)
- 4,80-5,52 mg/dL (bambino)
Esami di laboratorio per la diagnosi dell'osteoporosi
Gli esami di laboratorio rappresentano il primo passo nell’iter diagnostico dell’osteoporosi e sono finalizzati all’esclusione, con un alto margine di sicurezza, di forme di osteoporosi secondaria o malattie metaboliche con sintomi simili all’osteoporosi (diagnosi differenziale).
Gli esami di laboratorio sono classificati in esami di I e di II livello:
Esami di I livello:
- VES
- Protidemia frazionata
- Calcemia
- Fosfatemia
- Fosfatasi alcalina totale
- Creatininemia
- Calciuria nelle 24 ore
Esami di II livello:
- Calcio ionizzato
- TSH
- Paratormone sierico
- Piridinoline
- Telopeptide
- 25-OH-vitamina D sierica
- Osteocalcina
La diagnosi clinica di osteoporosi si basa su una valutazione complessiva degli esami di laboratorio e degli esami di densitometria ossea. L’osteoporosi è una malattia delle ossa causata da ridotta massa ossea e da alterazioni qualitative della macro e micro struttura del tessuto osseo che si associa ad un aumento del rischio di frattura.
Altri esami del sangue importanti
Questa tipologia di analisi del sangue è assai frequente: attraverso l’emocromo completo con formula, noto anche come esame emocromocitometrico completo, è infatti possibile monitorare e controllare con attenzione lo stato di salute del paziente. L’esame dell’emocromo può essere prescritto quando il paziente si sente particolarmente stanco oppure se manifesta segni di infezioni, infiammazioni o lesioni.
Per distinguere un emocromo con valori normali è bene sapere che i parametri cambiano a seconda del genere sessuale, dell’età, dello stile di vita, del patrimonio genetico.
Sempre indicativo dello sviluppo di anemia può essere il parametro RDW: se è più alto del normale, significa che sono presenti nel sangue globuli rossi molto più grandi e molto più piccoli dello standard.
Per quanto riguarda invece i leucociti, che si attivano per contrastare le minacce all’organismo, è possibile associare un loro aumento a un’infezione o ad altro tipo di patologia: una valutazione che si può portare avanti con una certa precisione, poiché durante l’analisi emerge la specifica tipologia di globulo bianco.
Potassio: un altro elettrolita importante
Il potassio è un minerale fondamentale per regolare l’equilibrio acido-base e idrosalino dell’organismo, le funzioni delle cellule nervose e muscolari, il battito e l’attività del muscolo cardiaco: in quantità anomale, però, può interferire con le funzionalità corporee.
Misurare la concentrazione di potassio nell’organismo è utile a identificare possibili alterazioni della potassiemia, ossia il livello di potassio circolante nel sangue.
Il valore del potassio nel sangue, misurato con un semplice prelievo analizzato successivamente in laboratorio, dovrebbe normalmente rientrare tra i 3,5 e i 5,0 mml/L.
Dato che il corpo umano non è in grado di produrlo, il potassio viene assimilato tramite l’alimentazione: lo si trova in grandi quantità nella frutta secca (pistacchi e noci), nei legumi, nella verdura a foglia verde, nelle patate dolci, nei pomodori maturi e nelle banane.
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