Sifilide: Analisi del Sangue e Interpretazione

La Sifilide è una malattia infettiva sessualmente trasmissibile causata dal batterio Treponema pallidum. Questa infezione può diffondersi, oltre che agli organi sessuali, ad altre parti del corpo e attraversare quattro fasi principali: la fase primaria, la fase secondaria, la fase latente e la fase terziaria.

La patologia è nota fin dai tempi antichi, ma ha conosciuto un picco di diffusione e un’importanza rilevante nella medicina moderna grazie alla possibilità di diagnosi specifiche e approfondite. La sifilide riveste una particolare rilevanza in dermatologia, poiché le sue manifestazioni cutanee e mucose offrono importanti indizi per la diagnosi clinica e si prestano a una serie di indagini diagnostiche e differenziali.

Dal punto di vista dermatologico, la sifilide è un classico esempio di “grande imitatrice”, poiché può manifestarsi con una varietà di segni e sintomi che imitano altre patologie cutanee, rendendo a volte difficile una diagnosi immediata. Questa capacità di mascherarsi è dovuta all’ampia gamma di presentazioni cliniche che possono svilupparsi in fasi diverse della malattia e in sedi anatomiche variabili.

Modalità di Trasmissione della Sifilide

Il contagio abitualmente è diretto, tramite rapporti sessuali (si parla di sifilide venerea), eccezionalmente avviene per contatti interpersonali non sessuali o tramite oggetti di uso comune. La sifilide si trasmette anche per via transplacentare da madre a feto (sifìlide congenita). Il decorso è cronico e caratterizzato da lesioni e sintomi a carico della cute, del sangue, di organi interni.

La trasmissione della sifilide avviene tramite rapporti sessuali vaginali, anali o orali. Le donne in gravidanza affette da sifilide possono trasmettere l’infezione al feto.

Fasi di Sviluppo della Sifilide

Sifilide Primaria

Dopo un periodo di incubazione che varia da 7 a 40 giorni, la malattia si manifesta con i segni del cosiddetto periodo primario, il sifiloma e l’adenopatia satellite. Durante questa fase si sviluppa una ferita dura e non cancerosa nota come carcinoide o sifiloma, tipicamente vicino al sito di ingresso dei batteri, che potrebbe essere l’area vaginale, l’ano o la bocca.

Il primo compare nella sede di penetrazione del germe ed è un nodulo rotondeggiante di dimensioni inferiori al centimetro, a limiti netti, duro al tatto e di colorito rosso scuro. L’adenopatia satellite interessa i linfonodi dell’area colpita che appaiono duri, mobili ed indolenti. Se il trattamento non viene ricevuto, la condizione continuerà a peggiorare, ma questa lesione svanirà da sola nel tempo.

Sifilide Secondaria

Il periodo primario, che si esaurisce nell’arco di due mesi, lascia il posto al cosiddetto periodo secondario della sifilide, che si prolunga per due-tre anni e corrisponde alla diffusione di Treponema nel sangue e in tutti gli organi. La cute in tale periodo può presentare eritemi o tipiche papule.

Questa fase si verifica dopo che la lesione principale è guarita e può produrre un’ampia varietà di sintomi sistemici, come eruzione cutanea, febbre, mal di gola, linfonodi ingrossati e dolori muscolari. Nel corso di alcuni anni, è possibile che questi sintomi scompaiano e poi si ripresentino. Questa fase si verifica prima che la lesione primaria sia guarita.

Sifilide Latente

La sifilide latente è uno stadio dell’infezione da sifilide in cui i batteri continuano a vivere all’interno del corpo ma non sono presenti sintomi evidenti. Questa fase può durare per diversi anni ed è ulteriormente suddivisa in latente precoce, che si verifica durante il primo anno dopo l’infezione, e latente tardiva, che si verifica oltre il primo anno.

Sifilide Terziaria

Superato il periodo secondario, il soggetto ritorna asintomatico e tale rimane nel 60-70% dei casi per tutta la vita. Nei casi restanti compaiono invece le lesioni del cosiddetto periodo terziario che interessano la cute, le mucose e gli organi interni.

Se la sifilide non viene trattata, può svilupparsi fino a raggiungere questo stadio chiamato terziario, che causa gravi danni a numerosi organi e sistemi del corpo. Durante questa fase, l’infezione può causare lesioni cutanee, nonché danni al sistema neurologico, al cuore e ad altri organi interni, che possono portare a complicazioni significative e persino mortali.

Oltre alle lesioni a carico della cute possono essere colpiti l’apparato scheletrico (osteiti e osteomieliti gommose, artrite ecc.), l’occhio (irite, atrofia del nervo ottico), l’orecchio, l’apparato digerente, la lingua. Molteplici le possibili compromissioni del sistema nervoso: nevriti, polinevriti, encefaliti, mieliti, meningiti, tabe dorsale e paralisi progressiva. Con maggiore frequenza sono colpiti però dalla sifilide l’apparato cardiovascolare e il sistema nervoso. La prognosi è tanto più favorevole quanto più è tempestiva la diagnosi e quanto più è precoce e regolare la terapia.

Sintomi Generali della Sifilide

La sifilide passa attraverso diversi stadi e i sintomi possono variare significativamente in ciascuno di essi:

  • Fase primaria: Nella fase primaria della sifilide, si forma un’ulcera indolore chiamata cancro duro, che appare sul sito di infezione primaria. Questo può verificarsi sui genitali, all’interno della vagina, sull’ano o nella bocca. L’ulcera può durare da 1 a 5 settimane e guarisce spontaneamente anche senza trattamento.
  • Fase secondaria: La fase secondaria della sifilide inizia quando il batterio si diffonde attraverso il flusso sanguigno, causando una serie di sintomi sistemici. Questi possono includere eruzioni cutanee caratteristiche che possono comparire ovunque sul corpo, inclusi palmi delle mani e piante dei piedi. Altri sintomi possono includere febbre, mal di gola, mal di testa, linfonodi ingrossati, stanchezza e perdita di appetito.
  • Fase latente: Dopo la fase secondaria, la sifilide può entrare in una fase latente in cui non ci sono sintomi evidenti, ma il batterio rimane nel corpo. Questo periodo può durare anni, durante i quali la persona infetta non manifesta alcun sintomo.
  • Fase terziaria: Se non trattata, una minoranza di individui svilupperà la sifilide terziaria, che può provocare gravi danni agli organi interni, tra cui cuore, cervello, nervi, occhi, fegato, ossa e vasi sanguigni. I sintomi della sifilide terziaria possono includere lesioni cutanee nodulari, problemi neurologici come paralisi e problemi cardiaci come aneurismi.

La diagnosi precoce e il trattamento con antibiotici, solitamente penicillina, sono cruciali per il controllo e la cura della sifilide. È importante sottoporsi regolarmente a test per le infezioni sessualmente trasmissibili se si è a rischio e seguire le raccomandazioni del proprio medico per prevenire la trasmissione della malattia.

Sintomi Cutanei della Sifilide

La sifilide può causare una varietà di sintomi cutanei nelle diverse fasi della malattia. Questi sintomi cutanei sono spesso tra i primi segnali visibili dell’infezione e possono variare notevolmente in base alla fase della sifilide.

  • Cancro duro: Nella fase primaria, uno dei sintomi cutanei più distintivi è la comparsa di un’ulcera indolore chiamata cancro duro. Questa lesione appare tipicamente sul sito di infezione primaria, come genitali, ano, bocca o altre aree di contatto. Il cancro duro è rotondo, indolore, con bordi duri e base pulita. Sebbene guariscano spontaneamente entro 3-6 settimane, sono altamente infettivi.
  • Eruzioni cutanee: Nella fase secondaria, la sifilide provoca comunemente eruzioni cutanee che possono variare in aspetto. Queste eruzioni cutanee non causano prurito e possono presentarsi come macchie rosse o marroni, soprattutto sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi. Le eruzioni possono anche apparire su altre parti del corpo, inclusi tronco, arti e cuoio capelluto. Queste macchie possono essere piatte o sollevate e talvolta assumere un aspetto a “collare di Venere” intorno al collo.
  • Condilomi lattei: Un altro sintomo cutaneo della sifilide secondaria sono i condilomi lattei, che sono escrescenze simili a verruche che appaiono in aree umide come genitali, perineo e ano. Queste lesioni sono altamente infettive e possono essere piane o papillari.
  • Papule e pustole: Durante la fase secondaria, la sifilide può causare la formazione di papule (piccole lesioni solide) o pustole (lesioni contenenti pus). Queste lesioni possono avere una distribuzione generalizzata e variare in dimensioni e forma.
  • Alopecia sifilitica: Alcuni individui affetti da sifilide secondaria possono sviluppare alopecia sifilitica, una perdita irregolare di capelli, spesso descritta come “alopecia a chiazze.” Questa perdita di capelli può colpire il cuoio capelluto, le sopracciglia e altre aree pelose del corpo.
  • Placca mucosa: Lesioni cutanee possono apparire anche nelle mucose durante la fase secondaria. Queste placche mucose sono lesioni grigie o bianche che appaiono all’interno della bocca, della gola o sui genitali e sono altamente infettive.
  • Gomme sifilitiche: Nella fase terziaria, uno dei sintomi cutanei più gravi è la comparsa di gomme sifilitiche. Queste sono masse infiammatorie che possono apparire sulla pelle, così come in organi interni, ossa e altri tessuti. Le gomme sifilitiche possono causare danni significativi ai tessuti circostanti e, se non trattate, possono portare a deformità permanenti.
  • Iperpigmentazione e depigmentazione: La sifilide può causare cambiamenti nella pigmentazione della pelle, inclusa l’iperpigmentazione (scurimento della pelle) o la depigmenta...

Diagnosi della Sifilide

La diagnosi dermatologica della sifilide si avvale principalmente di test sierologici specifici e aspecifici. Questi includono il VDRL (Venereal Disease Research Laboratory) e il RPR (Rapid Plasma Reagin), che sono test non treponemici utilizzati per il primo screening. La diagnosi è confermata poi dai test treponemici, come il FTA-ABS (Fluorescent Treponemal Antibody Absorption) o il TPHA (Treponema Pallidum Hemagglutination Assay). La combinazione di test clinici, sierologici e talvolta biopsie cutanee rappresenta la metodologia di indagine più efficace per una diagnosi accurata.

In presenza di ulcere (sifilomi primari) il clinico può richiedere un raschiamento dell’area infetta, come cervice, pene, ano o gola. In presenza di sifilide in fase latente con sospetto interessamento neurologico (neurosifilide), il clinico può richiedere il prelievo del liquido cefalorachidiano tramite rachicentesi (puntura lombare). La puntura lombare viene di solito eseguita mantenendo il paziente in posizione fetale incurvata, sdraiato su un fianco, ma talvolta può essere eseguita anche da seduti. Una volta assunta la posizione corretta, la schiena del paziente viene pulita con un antisettico e viene iniettato un anestetico locale sottopelle. Quando l’area di interesse è intorpidita, viene inserito uno speciale ago attraverso la pelle nello spazio tra due vertebre, raggiungendo il canale spinale lombare (parte inferiore della colonna vertebrale). A questo punto, il clinico raccoglie una piccola quantità di liquido cefalorachidiano in più provette.

Test Sierologici

Questi test prevedono la ricerca di anticorpi nel sangue e, talvolta, nel liquido cefalorachidiano (liquor). Esistono due tipologie di test sierologici per la sifilide: i test treponemici e non treponemici (dal nome del batterio).

Test Sierologici Non Treponemici

La denominazione deriva dalla capacità del test di rilevare anticorpi non diretti in maniera specifica contro T. pallidum. Tali anticorpi possono essere prodotti dall’organismo in presenza di sifilide, ma anche in corso di altre patologie. Solitamente, il riscontro di un risultato negativo in pazienti con diagnosi di sifilide indica l’efficacia del trattamento. Questi test sono molto sensibili ma, non essendo specifici, possono incorrere in risultati falsamente positivi in caso di uso di droghe per via endovenosa, gravidanza, presenza di alcune patologie come la malattia di Lyme, alcuni tipi di polmonite, malaria, tubercolosi ed alcuni disordini autoimmuni, come il lupus. Pertanto, un risultato positivo deve essere confermato con l’utilizzo di test più specifici (test treponemici).

Reagina plasmatica rapida; RPR (Rapid Plasma Reagin) - ricerca la presenza di reagine, anticorpi prodotti dall’organismo in risposta all’infezione da T. pallidum. Oltre che per lo screening, questo test è utile nel monitoraggio della terapia per la sifilide.

Test sierologici non treponemici: VDRL e RPR. Altamente sensibili; un risultato positivo deve essere necessariamente confermato con i test sierologici treponemici, poiché potrebbero essere presenti risultati falsamente positivi.

Test Sierologici Treponemici

Questi test ricercano anticorpi in grado di riconoscere antigeni specifici di T. pallidum. Sono caratterizzati da un’elevata specificità per la sifilide; pertanto, raramente producono risultati falsamente positivi in presenza di altre patologie. Gli anticorpi treponemici risultano rilevabili nel sangue più precocemente rispetto a quelli non specifici per T. pallidum, e permangono per tutta la vita del paziente. Diversamente, gli anticorpi rilevati tramite i test non treponemici scompaiono dopo circa tre anni dalla risoluzione dell’infezione. Un risultato positivo al test treponemico deve essere seguito da un test non treponemico (come il RPR), al fine di discriminare tra un’infezione attiva ed un’infezione pregressa e trattata con successo.

Test di assorbimento di anticorpi anti-treponema fluorescenti; FTA-ABS (Fluorescent treponemal antibody absorption) - questo test risulta utile se eseguito dopo 3-4 settimane dall’infezione.

Saggio di microemoagglutinazione per gli anticorpi contro T. Dosaggio immunoenzimatico; TP-EIA (Treponema pallidum enzyme immunoassay) - anche noto come test rapido per T.

Test sierologici treponemici: FTA-ABS, MHA-TP, TPHA, TP-EIA, CLIA. Altamente specifici; un risultato positivo deve essere seguito da un test non treponemico, al fine di differenziare tra un’infezione attiva e una pregressa.

Diagnosi Diretta

Questi test vengono utilizzati più raramente e consistono nella ricerca del batterio stesso o del suo materiale genetico. Microscopia in campo oscuro - può essere utilizzata nelle fasi precoci della malattia, quando sono presenti ulcere sospette di sifilide.

Se l’analisi effettuata su un campione ottenuto dal raschiamento di un sifiloma rileva la presenza di T.

Interpretazione dei Risultati dei Test

Gli adulti asintomatici dovrebbero sottoporsi ai test di screening per la sifilide soltanto se considerati a rischio di contrarre l’infezione o di trasmetterla ad altre persone. Donne in gravidanza, in particolare durante il primo trimestre. Vivere in zone con un’alta prevalenza di infezioni da T.

Un test negativo al test sierologico indica soltanto assenza dell’evidenza di infezione al momento del test. Tuttavia, gli anticorpi risultano rilevabili soltanto alcune settimane dopo l’esposizione all’agente patogeno. Un risultato negativo ai test treponemici indica che i test RPR o VDRL avevano fornito un risultato falsamente positivo. Talvolta, il clinico può richiedere che venga effettuato come test iniziale un test treponemico (FTA-ABS, MHA-TP, TPHA, TP-EIA, CLIA). Un risultato positivo indica la presenza nel sangue di anticorpi diretti contro la sifilide ma, poiché tali anticorpi permangono anche dopo il trattamento, la loro rilevazione non fornisce informazioni riguardo la presenza di un’infezione attiva o pregressa.

Diversamente, gli anticorpi non treponemici scompaiono in genere dopo circa 3 anni dalla risoluzione dell’infezione. Pertanto, la presenza di un test sierologico treponemico positivo richiede l’esecuzione di un successivo test non treponemico (RPR) al fine di diagnosticare la presenza di un’infezione in atto. I test sierologici non treponemici vengono utilizzati anche nel monitoraggio della terapia e nella valutazione della completa risoluzione dell’infezione. Gli anticorpi dovrebbero infatti diminuire in seguito al trattamento. Per esempio, se il risultato del test RPR è inizialmente di 1:256, un risultato successivo al trattamento di 1:16 indica che è presente un minor numero di anticorpi. Nel caso in cui il titolo anticorpale rimanga lo stesso o aumenti, significa che il paziente non ha risposto al trattamento o è presente una nuova infezione.

Test sul Liquido Cefalorachidiano

Il test per la sifilide effettuato su un campione di liquido cefalorachidiano (liquor), viene di solito richiesto nel caso in cui si sospetti la presenza di sifilide allo stadio tardivo o latente, con sospetto coinvolgimento neurologico (neurosifilide). In questo caso i test effettuati sul liquor devono essere interpretati contestualmente ai risultati dei test su sangue, alla storia clinica del paziente e ai segni e sintomi presenti. Un risultato positivo per il test VDRL o FTA-ABS effettuato su un campione di liquor indica una probabile infezione del sistema nervoso centrale.

Trattamento della Sifilide

La sifilide può essere trattata tramite antibiotici, preferibilmente penicillina. Un aspetto importante nella gestione dermatologica della sifilide è rappresentato dalle competenze necessarie per identificare la malattia in popolazioni diverse, comprese le donne in gravidanza, poiché la sifilide congenita, trasmessa dalla madre al feto, può avere conseguenze gravi per il neonato. Il ruolo del dermatologo è fondamentale non solo nella diagnosi precoce ma anche nella prevenzione e nella gestione di casi sospetti o di reinfezioni, vista la possibilità di contagio attraverso lesioni cutanee infette.

La sifilide, pur essendo trattabile con antibiotici, è una patologia che richiede un approccio integrato e multidisciplinare. L’importanza di una collaborazione tra dermatologi, ginecologi, pediatri e altri specialisti è essenziale per evitare complicanze tardive, soprattutto nei pazienti con sintomatologia atipica.

Prevenzione della Sifilide

Il miglior modo per evitare di contrarre questo tipo di infezione o una qualsiasi malattia sessualmente trasmissibile consiste nell’astenersi da rapporti sessuali non protetti e/o con partner occasionali.

  • Educazione e consapevolezza
  • Uso del preservativo
  • Screening e test regolari
  • Comunicazione e apertura con i partner sessuali
  • Riduzione del numero di partner e scelta consapevole
  • Promozione di programmi di sanità pubblica e sorveglianza
  • Supporto psicologico e prevenzione dello stigma

Sifilide e Gravidanza

La sifilide in gravidanza può causare molteplici problemi al nascituro, incluso il basso peso alla nascita ed il parto prematuro, potenzialmente letale. Nel 2017 in Europa, secondo i dati dell’ECDC, sono stati riportati 36 casi di sifilide congenita (trasmissione materno-fetale). Talvolta, i bambini nati con la sifilide non presentano segni della malattia. Tuttavia, senza un trattamento immediato, possono sviluppare cataratta, sordità o convulsioni.

Test VDRL e TPHA: Confronto

VDRL (Veneral Disease Research Laboratory) e TPHA (Treponema pallidum Haemoagglutination Assay) sono due esami sierologici diversi, utilizzati per la diagnosi della medesima malattia: la Lue, meglio nota come SIFILIDE. Più precisamente, VDRL e TPHA sono test di screening; come tali, sono utilizzati per identificare quei soggetti che molto probabilmente hanno contratto la malattia, ma che necessitano di ulteriori esami per la conferma diagnostica.

Il VDRL è un test non treponemico, ossia è capace di rilevare anticorpi non diretti in maniera specifica contro T. pallidum. Quest'esame è molto sensibile, ma poco specifico: gli anticorpi possono essere prodotti nel contesto della sifilide, ma anche in presenza di altre patologie. Il TPHA è un test treponemico, in grado di rilevare anticorpi specifici diretti contro gli antigeni del T. pallidum.

VDRL e TPHA sono utilizzati per la ricerca e la diagnosi delle infezioni da Treponema pallidum. Normalmente, i valori di VDRL e TPHA risultano negativi, a indicare che con ogni probabilità non è presente alcuna infezione; IgG e IgM sono assenti ad indicare la mancata esposizione al Treponema pallidum. Attenzione! Un risultato negativo indica che non esistono evidenze della malattia al momento dell'esecuzione dell'esame.

Ricordiamo che gli anticorpi specifici contro la sifilide sono rilevabili solo alcune settimane dopo l'esposizione all'agente patogeno. Pertanto, se una persona è certa di essere stata esposta o comunque se il sospetto permane, viene richiesta la ripetizione del test dopo alcune settimane.

I soggetti positivi ai test di screening VDRL e TPHA devono essere sottoposti a un test di conferma e a una valutazione quantitativa dei livelli anticorpali, con il triplice scopo di ottenere la certezza diagnostica, valutare il grado di attività della malattia e porre le basi per il monitoraggio dell'efficacia terapeutica.

Sensibilità del test VDRL nelle diverse fasi della sifilide

Fase della Sifilide Sensibilità del Test VDRL
Sifilide primaria precoce Bassa (circa 75%)
Sifilide secondaria Massima (100%)
Sifilide latente Circa 75%
Sifilide congenita tardiva Circa 75%

Dopo il Trattamento

Dopo il trattamento, la sifilide può essere contratta nuovamente? Sì.

La gestione della malattia nel contesto dermatologico non riguarda solo l’identificazione delle lesioni, ma richiede un’attenzione particolare anche alle possibili manifestazioni psicosociali, poiché i pazienti con sifilide possono essere stigmatizzati e necessitano di supporto per comprendere la malattia e i suoi meccanismi di trasmissione.

Un aspetto importante nella gestione dermatologica della sifilide è rappresentato dalle competenze necessarie per identificare la malattia in popolazioni diverse, comprese le donne in gravidanza, poiché la sifilide congenita, trasmessa dalla madre al feto, può avere conseguenze gravi per il neonato.

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