Interpretazione degli Esami Sierologici del Sangue

I test sierologici sono esami che rilevano la presenza nel sangue di anticorpi prodotti dal sistema immunitario in risposta a un agente estraneo. Con i test sierologici è possibile ottenere informazioni in merito al presunto contatto dell’organismo con virus, batteri, tossine o qualunque antigene che provochi la formazione di anticorpi. La ricerca degli anticorpi può avvenire attraverso test sierologici qualitativi e quantitativi.

Cosa sono le Immunoglobuline (o Anticorpi)?

Le immunoglobuline (Ig), dette anche anticorpi, sono proteine prodotte da alcuni globuli bianchi, i linfociti B, che vengono coinvolte nella risposta immunitaria nei confronti di qualsiasi sostanza (per esempio un allergene) o microrganismo (virus, batteri ecc.) riconosciuti come pericolosi. Gli anticorpi, una volta entrati in contatto con specifiche molecole “estranee” all’organismo, chiamate antigeni, sono in grado per esempio di interferire con la capacità dei microrganismi patogeni di interagire con le cellule dell’organismo o di stimolare la loro eliminazione da parte di specifiche cellule immunitarie.

Quanti tipi di anticorpi (immunoglobuline) esistono?

Esistono 5 tipologie di anticorpi, che possono essere classificate a seconda della loro funzione:

  • Immunoglobuline A (IgA): Rappresentano circa il 15% degli anticorpi totali e sono specializzate nella difesa dalle infezioni locali e dalle aggressioni a livello delle mucose (respiratorie, intestinali ecc.), soprattutto nel muco e nelle secrezioni esterne dell’organismo (lacrime, saliva, secrezioni genitourinarie, latte materno e colostro ecc.).
  • Immunoglobuline D (IgD): La loro funzione non è ancora completamente chiara, sono presenti sulla membrana dei linfociti B, probabilmente con il ruolo di recettori.
  • Immunoglobuline E (IgE): Sono coinvolte nelle reazioni immunitarie allergiche e nelle infestazioni da parassiti.
  • Immunoglobuline M (IgM): Sono coinvolte nella prima risposta immunitaria a una nuova infezione o a un antigene estraneo.
  • Immunoglobuline G (IgG): Rappresentano circa il 70-80% delle immunoglobuline totali. Si trovano in tutti i fluidi corporei e sono fondamentali per combattere le infezioni da virus e batteri. Sono la classe di anticorpi che vengono trasmessi dalla madre al feto attraverso la placenta.

Differenza tra IgM e IgG

Gli anticorpi IgM e IgG rappresentano le principali armi di difesa dell’organismo contro le malattie infettive e si comportano come una staffetta:

  • Le IgM sono i primi anticorpi a essere prodotti in seguito al contatto con un agente estraneo. Se ne trovano tracce nel sangue dopo 5-10 giorni e la loro produzione aumenta rapidamente per alcune settimane, per poi calare e interrompersi quando subentrano le IgG (le IgM possono essere rilevate nel sangue anche a distanza di 3-4 mesi).
  • La produzione di IgG aumenta generalmente dopo qualche settimana dall’infezione e diminuisce gradualmente fino a stabilizzarsi. Le IgG aiutano a sviluppare una risposta immunitaria secondaria, che si verifica nelle esposizioni successive a uno stesso antigene. Rappresentano infatti la “memoria” del sistema immunitario, che in questo modo si ricorda di microrganismi con cui è già entrato in contatto ed è pronto a intervenire in caso di una successiva infezione.

È proprio su questo meccanismo che si basa l’immunità vaccinale: si crea la memoria immunologica nei confronti di un agente infettante provocando una risposta del sistema immunitario mediante l’iniezione di un microrganismo ucciso oppure vivo ma attenuato (quindi inoffensivo), oppure di una molecola che riproduca parte del microrganismo e che stimoli una risposta in grado di reagire anche con l’agente infettivo originale. In questo modo, se si entra in contatto con il microrganismo contro cui si è stati vaccinati saranno già presenti nell’organismo anticorpi specifici (IgG) e la risposta immunitaria sarà rapida ed efficace.

Test sierologici: a cosa servono?

Si tratta di un test che ha lo scopo di rilevare la presenza o la quantità di alcune immunoglobuline (specifiche per un particolare antigene) nel siero, ovvero il liquido che viene ottenuto dal sangue dopo aver eliminato la parte corpuscolata (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) e alcune proteine deputate al processo di coagulazione del sangue (per esempio il fibrinogeno e i fattori di coagulazione). Generalmente si misurano IgG e IgM per ottenere un quadro della situazione immunitaria e valutare se un individuo è entrato in contatto con un determinato microrganismo oppure se la vaccinazione a cui si è sottoposto ha indotto la produzione di anticorpi specifici.

Il test può essere qualitativo o quantitativo:

  • Il test sierologico quantitativo si esegue su un campione di sangue ottenuto con prelievo venoso e misura la concentrazione totale di IgG, IgM e IgA.
  • Il test sierologico qualitativo rileva esclusivamente la presenza o l’assenza di anticorpi IgG e IgM, senza dare indicazione sulla quantità di anticorpi presenti.

Come leggere il risultato del test sierologico

I risultati del test sierologico eseguito per valutare l’eventuale esposizione a un microrganismo patogeno possono essere:

  • IgM e IgG negative: non c’è stata infezione o l’esposizione al patogeno è avvenuta da troppo poco tempo e non è stata ancora sviluppata una reazione immunitaria rilevabile, oppure il livello di anticorpi prodotti è troppo basso per essere rilevato dal test.
  • Solo IgM positive: l’esposizione all’antigene è molto recente.
  • IgM e IgG positive: l’infezione è in corso ed è stata contratta da poco tempo.
  • Solo IgG positive: l’infezione c’è stata ma non è recente. Non sempre è possibile stabilire se il soggetto che si è sottoposto al test è protetto da una successiva infezione e per quanto tempo.

A seconda dei risultati e dell’antigene indagato, il medico potrebbe aver bisogno di prescrivere altri test, come il tampone, per arrivare a una diagnosi precisa.

Valore degli anticorpi alto: cosa significa?

I test sierologici possono indicarci se vi è una risposta contro la proteina N o la proteina S del virus. La produzione di anticorpi contro la proteina S è la conseguenza o di un’infezione (malattia) o di una vaccinazione. La produzione di anticorpi anti proteina N avviene invece solo dopo l’infezione.

Come detto, la produzione di sole IgM indica un’infezione recentissima, mentre la presenza di IgM ed IgG o di sole IgG compare più tardivamente. I test sono quantitativi e sono, in altre parole, in grado di darci un’idea di quanti anticorpi sono stati indotti dalla vaccinazione o dall’infezione stessa.

La quantità degli anticorpi (ad esempio un titolo più alto) non significa necessariamente che si abbia una protezione migliore e non giustifica comportamenti non corretti a evitare l’infezione o la decisione di non farsi vaccinare (o ri-vaccinare).

Una spiegazione risiede nel fatto che i test non discriminano tra anticorpi neutralizzanti e non-neutralizzanti. Infatti, quando produciamo gli anticorpi possiamo costruire anticorpi che bloccano l’ingresso del virus nelle cellule (anticorpi neutralizzanti) ma anche anticorpi che riconoscono il virus ma che non ne bloccano l’ingresso nelle cellule. Avere tanti anticorpi neutralizzanti è più protettivo, mentre quelli non-neutralizzanti sono meno efficaci. Vi sono test in grado di caratterizzare i tipi diversi di anticorpi ma purtroppo non possono essere eseguiti nella routine di tutti i giorni.

La presenza degli anticorpi conferma in ogni caso che il nostro sistema immune ha riconosciuto il virus e saprà riconoscerlo in futuro.

Il sistema immune ha infatti costruito una memoria immunologica che è principalmente sostenuta dalle sue cellule particolari. Questo spiega come mai la pregressa malattia o la vaccinazione ci protegge dalle forme cliniche gravi anche se non evita la possibilità di una re-infezione (con malattia solitamente non grave).

Test Sierologici COVID-19

I test sierologici COVID-19 sono strumenti diagnostici che permettono di rilevare la presenza di immunoglobuline prodotte dal sistema immunitario in risposta al virus SARS-CoV-2. Questi test possono determinare se un individuo è venuto in contatto con il coronavirus.

Tampone o test sierologico: qual è la differenza?

I tamponi, analizzati con tecnica RT-PCR, identificano la presenza del virus nelle vie respiratorie, fornendo una diagnosi diretta dell’infezione in corso. I test sierologici, invece, rilevano la presenza di anticorpi (IgG e IgM), segno di un’esposizione pregressa o recente al virus.

Test qualitativo o test quantitativo?

I test sierologici si dividono in:

  • Test qualitativi: basati sulla tecnica immunocromatografica, offrono un risultato positivo o negativo alla presenza di anticorpi, senza fornire informazioni sulla quantità.
  • Test quantitativi: effettuati con metodologie come CLIA o ELISA, misurano la quantità di anticorpi presenti, garantendo maggiore sensibilità e specificità rispetto ai test rapidi.

Quando si rilevano le immunoglobuline IgG e IgM?

Le immunoglobuline IgM e IgG compaiono generalmente tra i 3 e 7 giorni dal contatto con il virus. Le IgM sono prodotte inizialmente, seguite dalle IgG, che persistono più a lungo e possono offrire una maggiore protezione contro reinfezioni.

Per il SARS-CoV-2, tuttavia, è stata osservata una risposta sincrona delle due classi di anticorpi, con le IgG che superano le IgM nel tempo. Nonostante ciò, non ci sono ancora evidenze definitive sul potere protettivo degli anticorpi.

Interpretazione dei risultati dei test sierologici

L’interpretazione dei risultati deve sempre essere effettuata con il supporto del medico. In generale:

  • IgM (-) e IgG (-): nessun contatto con il virus.
  • IgM (+) e IgG (-): infezione recente o in corso.
  • IgM (+) e IgG (+): infezione in fase attiva o recente.
  • IgM (-) e IgG (+): esposizione passata con possibile immunità residua.

Esami del sangue per la celiachia: come leggerli?

Gli esami del sangue per la celiachia sono utilizzati per identificare la presenza di marcatori ematici che indicano una reazione autoimmune al glutine, una proteina presente in alcuni cereali come il grano, l'orzo e la segale. I seguenti sono i principali test del sangue utilizzati per la diagnosi della celiachia:

  • Anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (anti-tTG): questo è il test di screening più comunemente utilizzato per diagnosticare la celiachia. Il test misura gli anticorpi diretti contro l'enzima transglutaminasi tissutale, che è coinvolto nella reazione autoimmune nei pazienti celiaci. Valori elevati di anti-tTG possono indicare la presenza di celiachia.
  • Anticorpi anti-endomisio (EMA): questo test rileva gli anticorpi diretti contro l'endomisio, una struttura all'interno del tessuto intestinale. Gli EMA sono presenti in molti pazienti celiaci, ma il test è più costoso e laborioso rispetto al test anti-tTG.
  • Anticorpi anti-deamidata di glutine (anti-DGP): Questi anticorpi sono diretti contro la deamidata di glutine, una forma modificata della proteina. Il test anti-DGP è utile soprattutto nei casi in cui si sospetta la celiachia ma il test anti-tTG è negativo.
  • Anticorpi IgA totali: alcune persone celiache possono avere una carenza di IgA, una classe di anticorpi. Questo test verifica i livelli totali di IgA nel sangue per assicurarsi che siano normali. È importante perché i test sopra elencati si basano sulla produzione di IgA.

Tuttavia, la diagnosi definitiva della celiachia richiede spesso una biopsia dell'intestino tenue, in cui si preleva un piccolo campione di tessuto intestinale per esaminare le alterazioni tipiche associate alla celiachia.

Valori analizzati nelle analisi del sangue

Le analisi del sangue, dette anche emocromo, sono uno strumento indispensabile per valutare lo stato di salute di una persona. Esse forniscono informazioni preziose sulle condizioni fisiche e possono aiutare i medici a diagnosticare malattie, monitorare trattamenti e rilevare eventuali anomalie.

ValoreIntervallo di riferimentoUnità di misura
Emoglobina (Hb)Uomini: 13.8 - 17.2
Donne: 12.1 - 15.1
g/dL
Ematocrito (Hct)Uomini: 38.8% - 50%
Donne: 34.9% - 44.5%
%
Globuli Bianchi (Leucociti)4,500 - 11,000/μL
Globuli Rossi (Eritrociti)Uomini: 4.5 - 5.5 x10^6
Donne: 4.0 - 5.0 x10^6
/μL
Piastrine (Trombociti)150,000 - 450,000/μL
Volume Corpuscolare Medio (MCV)80 - 100fL
Concentrazione Emoglobina Corpuscolare Medio (MCHC)32 - 36g/dL
Velocità di Eritrosedimentazione (VES o VHS)Uomini: Fino a 15 mm/h
Donne: Fino a 20 mm/h
mm/h
Proteina C-Reattiva (CRP)Normale: Fino a 10mg/L
GlucosioA digiuno: 70 - 100mg/dL
Colesterolo TotaleDesiderabile: Fino a 200mg/dL
Colesterolo LDL (Colesterolo "cattivo")Ottimale: Fino a 100mg/dL
Colesterolo HDL (Colesterolo "buono")Uomini: Almeno 40
Donne: Almeno 50
mg/dL
TrigliceridiDesiderabile: Fino a 150mg/dL
Sodio135 - 145mEq/L
Potassio3.5 - 5.0mEq/L
Cloro96 - 106mEq/L

Ricorda che i valori di riferimento possono variare in base al laboratorio e alla popolazione di riferimento. È sempre importante discutere i risultati delle analisi del sangue con un medico per ottenere una valutazione accurata e una corretta interpretazione.

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