La sideremia è un parametro fondamentale per la nostra salute, indicando la quantità di ferro presente nel sangue. In questo articolo esploreremo cos’è la sideremia, cosa significa avere un valore basso e cosa fare per riportare i livelli alla normalità. La sideremia misura il ferro circolante nel sangue, un elemento fondamentale per molte funzioni del nostro organismo.
Cos'è la Sideremia?
La sideremia è il test che viene prescritto per misurare la concentrazione di ferro nel sangue. Il test misura la sideremia, cioè la concentrazione di ferro circolante nel sangue, non legato all'emoglobina (il cosiddetto “ferro di trasporto”). Si tratta di un valore che ci permette di capire quanta quantità di ferro è disponibile immediatamente per essere utilizzata dai nostri organi. Questo elemento è essenziale per il nostro organismo e, in particolare, per la produzione di globuli rossi che funzionino correttamente.
La sideremia indica la concentrazione del ferro “di trasporto” presente nel sangue. Nel torrente ematico il ferro non circola liberamente, ma si trova legato in parte a una proteina vettrice, chiamata transferrina, in parte inglobato nell'emoglobina e in parte associato ad altre proteine minori (come la ferritina). La sideremia misura la quantità di ferro legata alla transferrina. In conclusione, essendo la quota di ferro libero nel sangue trascurabile, la sideremia misura, di fatto, il ferro legato alla transferrina.
Nei confronti della quantità totale di ferro presente nell'organismo (valutata intorno ai 4-5 grammi e contenuta soprattutto nell'emoglobina dei globuli rossi e nella mioglobina dei muscoli), il valore della sideremia rappresenta una frazione trascurabile sul piano quantitativo, ma assolutamente importante su quello funzionale.
A cosa serve il ferro?
Il ferro è un elemento fondamentale per il buon funzionamento dell’organismo: è indispensabile per il trasporto dell’ossigeno ai tessuti e per la formazione di alcuni enzimi. Il ferro trasportato dalla transferrina è, infatti, essenziale per i normali processi di formazione dell'emoglobina, quindi dei globuli rossi.
Non solo è fondamentale per la formazione dell’emoglobina, ma gioca un ruolo importante anche nella produzione della mioglobina, una proteina che aiuta a fornire ossigeno ai muscoli. Inoltre, il ferro è coinvolto nella produzione di enzimi che sostengono il sistema immunitario, contribuendo così a proteggere l’organismo da infezioni e malattie.
Glicoproteina sintetizzata all’interno del fegato, la transferrina rappresenta il principale mezzo di trasporto del ferro nel corpo umano. Queste proteine legano il ferro che viene assunto con l’alimentazione e assorbito nell’intestino. Una volta assorbito a livello intestinale, il ferro è veicolato nel sangue dalla transferrina e trasportato agli organi di deposito (principalmente il fegato), dove si lega alla ferritina. Dopodiché lo trasportano, a secondo delle necessità, ai vari organi e, in particolare, al midollo osseo, dove è incorporato circa il 70% del ferro assunto con il cibo.
Valori normali della sideremia
Per gli adulti, i valori normali di sideremia possono variare a seconda dell’età e del sesso. In condizioni normali, i valori di sideremia nell'uomo variano dai 53 ai 167 mcg per decilitro di sangue, mentre nella donna i valori sono lievemente inferiori (49-151 mcg/dl). In un uomo sano sono considerati valori normali quelli compresi tra i 53 e i 167 microgrammi. Come accennato, i valori di sideremia variano a seconda del sesso e dell’età, ma in generale si considera bassa la sideremia inferiore a 50 µg/dL nelle donne e a 65 µg/dL negli uomini.
I valori di riferimento della sideremia non sono univoci, in quanto possono cambiare in funzione dell'età del paziente, del sesso e anche dei metodi analitici e dalla strumentazione in uso nei vari laboratori. Per questo motivo, è preferibile consultare i range specifici indicati per ogni analisi direttamente sul referto. Si ricorda, inoltre, che è importante che i risultati vengano valutati nell'insieme dal medico di fiducia, che conosce il quadro anamnestico del proprio paziente.
È importante non confondere la sideremia con altri parametri del ferro, come la ferritina, che rappresenta invece il ferro immagazzinato nei tessuti. A differenza della sideremia, che valuta la quantità di ferro nel sangue, l’esame della ferritina misura l’entità di riserve di ferro nell’organismo.
Cosa significa avere la sideremia bassa?
Se si ha la sideremia bassa, significa che i livelli di ferro nel sangue sono inferiori ai valori normali, e questo può influenzare negativamente diversi processi vitali. Quando i valori scendono al di sotto di questi limiti, possono comparire sintomi di carenza di ferro e diventare necessario approfondire le cause con il proprio medico.
La carenza di ferro compromette la produzione di emoglobina, la proteina che trasporta l'ossigeno dai polmoni ai tessuti. Quando l’apporto di ferro è insufficiente, l’organismo non riesce a mantenere livelli normali di sideremia, portando a una progressiva diminuzione del ferro nel sangue. Nel lungo termine, una sideremia bassa non trattata può evolvere in anemia sideropenica, una condizione più seria che richiede un trattamento specifico.
Cause della sideremia bassa
- Scarso apporto di ferro: Il ferro si trova principalmente negli alimenti di origine animale come la carne rossa, il pollo e il pesce, ma anche nei legumi e in alcune verdure a foglia verde.
- Fattori che interferiscono con l'assorbimento del ferro: Inoltre, ci sono fattori che possono interferire con l’assorbimento del ferro, come l’eccesso di calcio, il consumo di tè e caffè durante i pasti, e alcune patologie dell’apparato digerente come la celiachia o il morbo di Crohn.
- Perdite ematiche: Un’altra causa significativa di sideremia bassa, soprattutto nelle donne, è rappresentata dalle perdite ematiche. Durante il ciclo mestruale, la perdita di sangue comporta anche una perdita di ferro, il che può portare a una sideremia bassa se l’apporto non viene compensato attraverso l’alimentazione. Negli uomini e nelle donne in post-menopausa, la sideremia bassa dovuta a perdite ematiche è meno comune, ma può verificarsi in presenza di condizioni mediche che causano sanguinamento, come polipi o tumori intestinali.
- Gravidanza: La gravidanza è una condizione in cui il fabbisogno di ferro aumenta notevolmente, sia per sostenere lo sviluppo del feto, sia per la produzione di emoglobina materna. In molte donne, questo incremento non è compensato da un adeguato apporto di ferro, portando a una sideremia bassa. Anche se una riduzione dei livelli di ferro durante la gravidanza è comune, è importante monitorare attentamente questi valori per evitare complicazioni come l'anemia.
- Altre cause:
- Eccessivo assorbimento dall'intestino
- Trasfusioni di sangue ripetute
- Ancor più semplicemente, mangiare grandi quantità di carne rossa (come quella di cavallo o di bue) nelle 24-48 ore precedenti l'esame può sfalsare i risultati.
Sintomi della sideremia bassa
La sideremia bassa può portare a una serie di sintomi che, se ignorati, possono peggiorare nel tempo. I sintomi più comuni sono la stanchezza cronica, la debolezza muscolare e la pallore cutaneo, che sono tutti segnali di una carenza di ossigeno nei tessuti. Nei bambini, la carenza di ferro può manifestarsi anche attraverso ritardi nello sviluppo cognitivo e difficoltà di apprendimento. La sideremia bassa può avere un impatto notevole sulla qualità della vita e ridurre le capacità fisiche e mentali di chi ne è affetto.
La carenza di ferro, come accennato, si manifesta con diversi sintomi. Una sideremia costantemente bassa può portare a conseguenze più gravi, come l’anemia sideropenica, una condizione in cui i livelli di ferro sono talmente bassi da compromettere la produzione di emoglobina.
Diagnosi della sideremia
Il dosaggio della sideremia serve a controllare se i livelli di ferro rientrano nella norma. Il test può essere utile per determinare le cause di un'eventuale anemia e viene richiesto anche durante un trattamento per la carenza di ferro, in modo da valutare se la cura è efficace o per decidere quando interromperla.
Il dosaggio della sideremia non fa parte degli esami di routine, ma viene indicato nei casi in cui i valori di emoglobina ed ematocrito risultano anomali. La sideremia può essere usata, insieme alla capacità ferro-legante totale (TIBC), come esame di screening per l'emocromatosi, al fine di consentire il riconoscimento precoce della malattia. Il test della sideremia può essere richiesto dal medico qualora siano sospettati nel paziente livelli di ferro nel sangue eccessivi o troppo bassi.
Il campione da analizzare è costituito da sangue prelevato dal braccio. L'esame si effettua attraverso un semplice prelievo di sangue, dopo un digiuno di almeno 10 ore. Di solito, il prelievo si esegue al mattino, quando la sideremia raggiunge livelli superiori rispetto ai serali. Può essere richiesto di osservare un digiuno di almeno 12 ore per poter fare questo esame. L’unica cosa consentita è bere acqua.
Il semplice dosaggio della sideremia, considerata anche la notevole variabilità dei suoi valori, non ha una grossa rilevanza clinica, mentre diventa molto utile se associato ad altri esami, come la ferritinemia e la transferrinemia, che aiutano a costruire un quadro più completo del metabolismo ferrico nell'organismo.
- Ferritina: indica la situazione delle riserve di ferro dell'organismo: un valore basso è ritenuto l'indicatore più precoce di un impoverimento dei depositi dell'oligoelemento.
- Transferrina: è la molecola che trasporta il ferro in circolo. Oltre alla transferrina, è possibile calcolare la sua capacità totale di legare il ferro, detta TIBC. Una carenza di ferro provoca l'aumento della transferrina e della TIBC, quindi l'aumento del valore di TIBC indica un reale aumento del fabbisogno di ferro da parte dell'organismo, come avviene, ad esempio, in tutte le anemie da carenza di ferro, in gravidanza, durante l'allattamento e nel bambino durante la crescita.
Oltre alla transferrina, è possibile calcolare la sua capacità totale di legare il ferro, detta TIBC.
Come prepararsi all'esame
Pillole anticoncezionali, preparazioni a base di estrogeni, forte assunzione di bevande alcoliche, metildopa e cloramfenicolo possono provocare un aumento nei livelli di ferro. Sideremia e ciclo circadiano I livelli di ferro presenti in circolo seguono un ciclo circadiano, essendo decrescenti nel corso della giornata fino alle 21 circa per aumentare e raggiungere i valori massimi tra le 7 e le 10 del mattino. Variazioni ancora maggiori sono state osservate nelle determinazioni effettuate in giorni diversi.
Ancor più semplicemente, mangiare grandi quantità di carne rossa (come quella di cavallo o di bue) nelle 24-48 ore precedenti l'esame può sfalsare i risultati.
Come aumentare la sideremia bassa: Trattamento
Per riportare la sideremia ai valori normali, occorre trattare la causa di base. La terapia più adeguata viene indicata, pertanto, dal medico. Si ha carenza di ferro quando non sono disponibili scorte a sufficienza per sopperire alle esigenze di funzionamento dell’organismo. La carenza può rimanere asintomatica e spesso non viene diagnosticata, se invece viene rilevata può essere curata ricorrendo agli integratori di ferro.
Per reintegrare le riserve di ferro, verrà inoltre prescritto un integratore a base di solfato ferroso o di altre sostanze, tendenzialmente da assumere per via orale. Le dosi abituali sono di circa 100-200 mg giornalieri e l’assunzione dell’integratore va proseguita fino a quando i parametri normali non saranno ristabiliti, di solito in 4-6 mesi circa.
L’anemia sideropenica si sviluppa quando la carenza di ferro si protrae nel tempo e impedisce all’organismo di fabbricare una quantità sufficiente di globuli rossi sani. La maggior parte dei pazienti affetti da anemia sideropenica da lieve a moderata è in grado di guarire entro 2 o 3 mesi; anche quando l’anemia è di fatto risolta, la quantità di ferro immagazzinata nell’organismo può continuare a essere scarsa, per questo motivo dopo la correzione del disturbo i medici di norma consigliano altri sei mesi di terapia con integratori di ferro per uso orale, per raggiungere la quantità ottimale di ferro immagazzinato nell’organismo.
Alimentazione e sideremia
Quando si parla di anemia da carenza di ferro, risultano importanti anche le scelte alimentari. Gli alimenti di origine animale, infatti, contengono alti livelli di ferro emico, che viene assorbito dall’organismo velocemente e in quantità elevate. Parliamo di alimenti come fegato, frattaglie, carni bovine, di maiale, di cavallo, di agnello, di pollo, di faraona e di tacchino. Trattandosi di carne rossa, la sua assunzione deve essere controllata da uno specialista dietologo. I vegetali, invece, contengono il ferro non emico, che viene assorbito in quantità inferiori: circa il 10%. Si consigliano le verdure a foglia verde e la frutta secca. Altre fonti proteiche ricche di ferro da integrare nella dieta sono poi i legumi e il tofu.
Alimenti che migliorano l'assorbimento del ferro
- Vitamina C: L’acido ascorbico o vitamina C è presente in natura nella frutta e nella verdura, soprattutto negli agrumi, ma può anche essere sintetizzato per essere usato negli integratori. A questi alimenti si possono affiancare cibi con alto contenuto di vitamina C che migliorano l’assorbimento di ferro, come limone, con cui si possono condire gli alimenti, pomodori, peperoni, cavoli, broccoli, kiwi e uva.
- Carne: La carne, rossa in particolare, migliora l’assorbimento del ferro ricavato da alimenti diversi dalla carne.
- Betacarotene: È un precursore della vitamina A e si tratta di pigmenti di colore variabile tra il giallo e il rosso, contenuti negli alimenti come le albicocche, le barbabietole e le bietole, le carote, le coste, il mais, l’uva nera, le arance, le pesche, le prugne, i peperoni rossi, gli spinaci, le patate dolci, i pomodori, le cime di rapa e le zucche.
- Zucchero: Tra i partecipanti c’erano più di 600 pazienti anziani e chi ha assunto gli integratori di ferro e la frutta è riuscito ad averne maggiori scorte, circa tre volte maggiori del normale. Non è tuttavia consigliabile consumare zuccheri semplici per migliorare l’assorbimento del ferro, perché l’eccesso di zuccheri potrebbe provocare altri problemi di salute, come l’obesità e il diabete.
- Alcool: L’alcool può migliorare l’assorbimento del ferro, ma ovviamente non è consigliabile bere solo per correggere le eventuali carenze. È risaputo che il consumo moderato di alcol presenta diversi vantaggi per la salute, ma l’abuso o il consumo smodato, soprattutto se associato ad alti livelli di ferro nell’organismo, fa aumentare il rischio di lesioni epatiche, di tumore al fegato e la produzione di cellule del sangue.
Alimenti che diminuiscono l'assorbimento del ferro
- Calcio: Il calcio (come il ferro) è un minerale essenziale, cioè l’organismo deve assumerlo con la dieta.
- Ossalati: Gli ossalati diminuiscono l’assorbimento del ferro non proveniente dalla carne.
- Polifenoli: I polifenoli sono i principali inibitori dell’assorbimento del ferro, tra i polifenoli o composti fenolici ricordiamo l’acido clorogenico che si trova nel cacao, nel caffè e in alcune erbe.
- Fitati: Il fitato è un composto chimico presente nelle proteine della soia e nelle fibre. Anche minime quantità di fitato (che da solo equivale al 5% circa delle farine di cereali integrali) presentano un forte effetto inibitorio sulla biodisponibilità del ferro.
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